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    La voce: ilinx e mimicry

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    Questo saggio interroga l'oggetto voce attraverso una prospettiva teorica a cavallo tra estetica e psicoanalisi. Lacan inquadra la voce, nel Seminario X, tra i cinque oggetti pulsionali o oggeti a. Ai primi tre individuati da Freud (seno, feci, fallo), Lacan aggiunge lo sguardo e, appunto, la voce. Sono parti di corpo separabili, cedibili, che nulla hanno in comune con gli oggetti che rinveniamo nel mondo, in quanto sono piuttosto oggetti bucati, il contorno di una mancanza, la cornice di un vuoto. Mentre emettiamo la "nostra" voce, con un movimento che sembra partire da noi per volgersi all'esterno, si produce l'eco di una rotta inversa per cui siamo proprio noi a finire dentro la nostra stessa voce. A questa intimità clandestina, Lacan dà il nome di estimità. La particolare natura dell'oggetto voce consente di ridisegnare il paradigma dell'imitazione facendolo virare verso quello dell'ilinx, del vortice, e della mimicry. La figura di Caillois diventa a questo punto centrale per Lacan stesso. Gran parte del saggio è dedicata a ricostruire il rapporto di Lacan con Caillois

    FULGURATIO

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    The essay develops the theoretical figure of fulguratio as a paradigm of discontinuous and non-derivative genesis, one that escapes both causal logic and developmental schemes. The impetus to recover this term from medieval Scholasti- cism arises from a critical engagement with Konrad Lorenz, who—dissatisfied with the available terms to name the arrival of the new—resorts precisely to fulguratio. In dialogue with Nicolai Hartmann, fulguratio is thematized as an ontological leap: a founding act that introduces a new level of being without depending linearly on those below, while nonetheless preserving a connection with them. To this theoretical background, Leibniz contributes a grammar of the possible which, though grounded in continuity, nonetheless allows for fissure as a real modality of emergence. All the thinkers here gathered share a theoretical mission: to carve out conceptual space for the logic of the leap, while remaining attuned to the universal rhythm from which that leap takes off

    Vertigini di senso: corpo e linguaggio nella schizofrenia

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    La schizofrenia è tradizionalmente descritta, in psicopatologia, come una disgregazione dell’esperienza soggettiva o come un disturbo della sua dimensione intersoggettiva, alla cui radice si riconosce - pur secondo diverse prospettive teoriche - una crisi globale del common sense. Inteso nei termini tanto di un’abilità cognitiva, quanto di una conoscenza incarnata, il concetto di senso comune cui la psicopatologia fenomenologica si appella si definisce a partire dal celebre studio di Blankenburg sulle forme pauci-sintomatiche di schizofrenia. Una lettura critica della sua opera può mostrare come l’autore chiarisca la natura del common sense alla luce di una sua base corporea, indicando un probabile legame tra alterazioni del vissuto corporeo e trasformazioni delle espressioni linguistiche. Enfatizzando questo nesso - dialogando tanto con le neuroscienze quanto con la psicopatologia del linguaggio oggi a sostegno della ricerca psichiatrica - si intende rileggere la schizofrenia come una cartina al tornasole della questione del senso al cuore della relazione intellettuale tra Tullio De Mauro ed Emilio Garroni. Un’operazione utile a cogliere la peculiare circolarità in cui, nel caso schizofrenico, il tracollo del senso corporeo del Sé si accompagna al collasso del suo orizzonte linguistico - mostrando, dunque, come corpo e linguaggio concorrano al dispiegarsi dell’orizzonte di senso entro cui è possibile il nostro esperire

    Preface

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    Si tratta della Prefazione ad un volume collettaneo dedicato alla morfogenesi discontinua. Illustra il metodo della ricerca e presenta il contenuto di ciascun capitolo

    La partizione dell'oggetto

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    Il testo s'incentra sull'oggetto come partizione del concetto d'inconsci

    Finzione

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    Il concetto di finzione di cui si occupa l'articolo riguarda essenzialmente la modalità di rapporto con il reale che emerge nella rappresentazione artistica. L'articolo ritaglia un aspetto particolare della questione, ovvero le modalità con cui il fruitore di una narrazione artistica recepisce questa speciale finzione e viene emotivamente coinvolto in quella che sembra determinarsi come una “dimensione parallela”. La teoria freudiana può pronunciarsi in modo fecondo sul concetto di finzione artistica mostrando come alcune strutture e processi formali della nostra psiche siano in gioco, e in primo piano, in questo tipo di esperienza estetica

    Godimento: io me la cavo con le cose

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    Capitolo dedicato ai l tema del godimento nella psicoanalisi lacaniana

    Il grido, la voce, il canto

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    Il testo ripercorre e mette in questione lo statuto della voce in Lacan e a partire da Lacan, reinterpretando la vexata quaestio dello statuto primordiale della voce nei processi di soggettivazione

    Desiderio

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    Malattia della tradizione e tramonto del narrare

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    L'eclissi della tradizione nel "masaggio dell'impertaore" di Kafka
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