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    Fonti archivistiche, "riservate" o "segrete", per la storia dell'Italia repubblicana : tra normativa e prassi

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    Con la legge 124 del 2007, il Parlamento ha approvato una riforma dei servizi d’informazione e sicurezza e della disciplina del segreto di Stato, che introduce, per la prima volta nell’ordinamento italiano, un termine alla durata di tale segreto, che non può ora superare il limite di 30 anni. Purtroppo, il legislatore non si è preoccupato di coordinare le nuove norme con altre leggi, tuttora vigenti, che toccano più o meno direttamente la materia, quali il Codice dei beni culturali e del paesaggio, che fissa un termine di 50 anni per la libera consultabilità delle carte riservate relative alla politica estera o interna dello Stato, e la legge sul procedimento amministrativo del 1990, come modificata nel 2005 (l. 15/2005), che enumera diversi casi di esclusione del diritto di accesso ai documenti amministrativi, ma che non pone espliciti limiti temporali alla durata di tali esclusioni, demandando la questione a fonti normative di rango secondario. Tale contraddittoria situazione normativa ha probabilmente contribuito, insieme ad altri fattori, al ritardo nell’applicazione degli articoli della riforma del 2007 riguardanti la “temporalizzazione” del segreto di Stato e la declassificazione automatica dei documenti. Un ulteriore elemento negativo è rappresentato dalla frequente indisponibilità, presso gli archivi storici, dei fondi risalenti agli anni Cinquanta e Sessanta: una ricognizione condotta presso i principali istituti di conservazione italiani ha evidenziato che in diversi casi, non solo le serie archivistiche risalenti agli anni Sessanta del Novecento, ma anche i fascicoli riservati prodotti dagli apparati centrali dello Stato nel decennio precedente risultano assenti o non ancora liberamente fruibili. Il saggio si conclude con un esame della normativa sui generis che regola la consultabilità degli archivi storici parlamentari, con particolare riferimento alle carte delle commissioni d’inchiesta.In 2007, Parliament passed a reform bill on the intelligence and security services, along with secrecy procedures; the bill introduced, for the first time in Italy, a limit to the duration of State secrecy, which now cannot exceed 30 years. Unfortunately, lawmakers have neglected to bring the new norms into harmony with other laws still in force, connected more or less directly with these subjects. These include the Code of Cultural and Environmental Heritage, which establishes a 50-year limit for accessing confidential records connected with foreign or domestic policy; and the bill on administrative action of 2005, which lists various cases of restricted accessibility to administrative records, without mentioning a time limit, and delegating the question to normative guidelines of secondary rank. Such contradictory rules may have contributed to the delay in applying the articles of the 2007 law concerning the duration of State secrecy and the ensuing declassification of documents. A further negative element is the frequent lack of accessibility, in historical archives, to holdings going back to the 1950s or 1960s: even confidential records issued by the State's central bodies in the fifties quite often turn out to be either missing or not yet freely accessible. The essay ends with a survey of the special norms governing the accessibility of records held in Parliament's historical archives, focussing on the papers of committees of inquiry

    Presentazione

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    Il riordinamento dell'archivio della Scuola di medicina veterinaria di Milano

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    E’ stato di recente reso disponibile agli studiosi l’archivio della Regia Scuola superiore di medicina veterinaria di Milano, un’istituzione che risale al 1791 e che operò fino al 1932, quando venne aggregata all’Università di Milano trasformandosi nell’attuale Facoltà di medicina veterinaria. L’articolo, dopo un breve profilo storico-istituzionale della Scuola e dopo aver esposto le vicende subite dalle carte successivamente alla confluenza della Scuola nell’Ateneo milanese, tratta degli aspetti problematici del riordinamento e presenta la struttura dell’archivio emersa dal lungo lavoro di riordinamento e di inventariazione. Una riflessione finale è dedicata alla questione dell’applicazione di una cesura periodizzante tra una sezione preunitaria, che copre gli anni napoleonici (da cui iniziano a essere presenti i documenti) e si conclude con la fine della dominazione austriaca (1807-1859), e una seconda sezione che inizia con l’unità d’Italia e giunge fino al 1934.The archives of the Royal high School of veterinary medicine of Milan are now available to scholars. The School dates back to 1791 and worked until it joined the University of Milan turning into the present Faculty of veterinary medicine. After a brief historical outline of this institution and a survey of the events the records went through after joining the University of Milan, the paper deals with the problems of rearrangement and shows the structure of the archives as they come out after the long work of rearrangement and inventory. A final remark is devoted to the issue of how to apply an historical periodization between a preunitarian section covering the Napoleonic years (when the records come out) and comes to its close by the end of the Austrian domination (1807-1859), and a second section that begins with the unity of Italy and ends in 1934

    Il mutamento accelerato: come è cambiata la legislazione archivistica nell’ordinamento italiano

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    Viene condotto un esame critico della sovrabbondante ma non coordinata produzione normativa che dal 1998 al 2006 ha investito il settore degli archivi storici, in rapporto col più vasto ambito della tutela dei beni culturali. Il saggio è articolato in tre parti che affrontano più specificamente: 1) i nodi critici rilevabili dalla rifusione delle disposizioni della "legge sugli archivi" all'interno delle nuove norme del Codice dei beni culturali; 2) la complicazione del quadro organizzativo del sistema della tutela degli archivi-beni culturali, tra appesantimento delle strutture ministeriali e trasferimento di funzioni alle regioni; 3)le modifiche ai limiti alla libera consultabilità dei documenti contemporanei

    La consultabilità dei documenti

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    Si affronta qui in modo sistematico e con un taglio critico il tema della consultabilità dei documenti dell’età contemporanea e dei suoi limiti. Il contributo intende soprattutto chiarire come si pone la normativa vigente (naturalmente alla data della pubblicazione del volume) in rapporto all’esercizio del diritto alla ricerca. Il capitolo è così articolato: 1) Questioni preliminari (sulla distinzione tra diritto di accesso ai documenti amministrativi e diritto alla ricerca per scopi storici); 2) La disciplina attualmente in vigore; 3) I segreti privati e la ricerca storica; 4) Documenti riservati e segreto di Stato; 5) Gli Archivi di Stato e l’accesso agli atti processuali

    Il metodo storico, gli archivisti toscani e la normativa in materia di archivi nei primi decenni dopo l'unità d'Italia

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    Il saggio offre una visione organica e sintetica delle acquisizioni epistemologiche degli archivisti della cosiddetta scuola toscana in relazione agli sviluppi della normativa archivistica italiana dopo l'unificazione nazionale
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