190 research outputs found

    Edilizia 4.0 La nuova domanda di formazione / Industry 4.0 Building and the new training demand

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    Un confronto fra Scuole di Architettura richiede una preliminare analisi del contesto politico, economico e sociale al cui interno si collocano ordinamenti, didattica e progetti. Analisi necessaria per valutare adeguate sperimentazioni didattiche, come quella qui presentata nell’ambito delle discipline della Tecnologia dell’Architettura, particolarmente attente alla qualità progettuale, alla sintesi del passaggio dell’edilizia a ‘industria 4.0 e dei nuovi bisogni espressi dalla società. Le prime positive risultanze delineano possibili strade percorribili auspicabilmente con una maggiore e più adeguata disponibilità di risorse per l’Università.A comparison between Schools of Architecture requires a preliminary analysis of the political, economic and social contexts within which systems, education and projects are placed. Analysis is necessary to evaluate suitable educational experiments, such as the one presented here in the fields of Architectural Technology, particularly attentive to the quality of the project, to the essential understanding of the construction sector’s transition to ‘industry 4.0’ and the new needs expressed by society. The first positive results outline possible paths that could be hoped for with a greater and more adequate availability of resources to Universities

    Paramarthasamgraha (Sekoddesatika)

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    This is the first critical edition of the complete text of the Paramarthasamgraha (aka Sekoddesatika) by Naropa, one of the most important treatises of the medieval Buddhist Kalacakra tradition. The work deals with tantric rituals, yoga and philosophy

    Studio prospettico sui fattori di rischio di progressione del danno epatico in una coorte di soggetti con Metabolic Dysfunction-Associated Steatotic Liver Disease (MASLD)

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    Premessa e obiettivi La definizione di Metabolic Dysfunction-Associated Steatotic Liver Disease (MASLD) è stata recentemente proposta per identificare i soggetti affetti da steatosi epatica e comorbidità metaboliche ed ha sostituito la definizione di Non-Alcoholic Fatty Liver Disease (NAFLD). La Lipasi Acida Lisosomiale (LAL) è un enzima coinvolto nel metabolismo lipidico, che idrolizza gli esteri del colesterolo e i trigliceridi. Mutazioni del gene LIPA determinano una ridotta attività di questo enzima, determinando l’accumulo di esteri del colesterolo e trigliceridi in molti organi, compreso il fegato. Studi precedenti hanno dimostrato una riduzione dell’attività enzimatica della LAL nei pazienti con NAFLD e NASH-cirrosi. Non vi sono in letteratura studi prospettici sulla relazione tra attività della LAL ed evoluzione della MASLD. Obiettivo dello studio è stato quello di valutare l’associazione tra l’attività enzimatica della LAL e la progressione della fibrosi epatica nei soggetti affetti da MASLD. Metodi e risultati Lo studio è stato condotto nell’ambito dello studio PLINIO (Progression of Liver Damage and Cardiometabolic Disorders in Non-alcoholic Fatty Liver disease: an Observational Cohort study. ClinicalTrials.gov. Id. NCT04036357). Revisionando i criteri di inclusione nello studio in maniera concorde a quelli diagnostici di MASLD è stata identificata una coorte di 847 pazienti. Tutti i pazienti erano negativi per abuso alcolico, epatiti virali, autoimmuni o iatrogene, escludendo eziologie miste. Sono stati inclusi nell’analisi i soggetti a cui era stata dosata l’attività enzimatica della LAL all’arruolamento, e dei quali era disponibile un follow-up laboratoristico di almeno 6 mesi(n=272). Sono stati esclusi dall’analisi i pazienti con dati incompleti per il calcolo di FIb-4 in almeno due momenti successivi. La progressione della fibrosi è stata definita come la variazione dello score Fib4 da negativo (<1.3 se paziente di età <65 anni o <2.0 se età ≥65 anni) a indeterminato o positivo. 6 L’insorgenza di fibrosi avanzata è stata valutata come la variazione del Fib4 da ≤2.67 a >2.67. Il follow-up mediano è stato di 70.5 [43.8-112.2] mesi, per un totale di 1720 pazienti/anno. Al baseline l’attività LAL ed il Fib4 score sono risultati inversamente associati (rS=-0.126, p=0.038). Durante il follow-up, 49 pazienti hanno mostrato progressione della fibrosi. I pazienti con progressione presentavano valori più bassi di attività di LAL all’arruolamento (0.9 [0.7-1.2] vs 0.7 [0.4-0.8] nmol/spot/h; p=0.026). Successivamente, la popolazione è stata suddivisa in terzili, in base ai valori basali di attività della LAL; i pazienti con più bassa attività enzimatica sono risultati essere a maggior rischio di sviluppare la progressione della fibrosi (I vs II+III tertile log-rank test p=0.008) e l’insorgenza di fibrosi avanzata (I vs II+III tertile log-rank test p=0.028). All’analisi multivariata, valori più bassi di attività LAL sono risultati essere associati sia alla progressione della fibrosi (HR [Hazard Ratio]=1.879; 95% C.I. 1.063 – 3.32; p=0.030) che all’insorgenza di fibrosi avanzata (HR=5.390, 95% C.I. 1.216 – 23.896, 0.027). Conclusioni Nei pazienti affetti da MASLD, la ridotta attività enzimatica della LAL si associa al progressivo peggioramento della fibrosi epatica, fino alle forme più avanzate. Il dosaggio dell’attività enzimatica della LAL potrebbe quindi rappresentare un efficace predittore di progressione, utile a identificare il sottogruppo di pazienti MASLD a maggior rischio di progressione di malattia. Tali risultati necessitano di una conferma su popolazioni più ampie. Infine, terapie mirate al miglioramento dell’attività enzimatica della LAL, potrebbero rappresentare una nuova strategia terapeutica nei pazienti con MASLD

    Processo Edilizio & Sostenibilità Ambientale. Comunicare con la didattica

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    L’attuale modello di sviluppo economico lineare ed i processi di antropizzazione attuati dall’uomo nell’intento di soddisfare le proprie esigenze vanno, quasi sempre, a discapito dell’equilibrio degli ecosistemi che non è per nulla facile ristabilire come testimonia la recente conferenza sul clima di Parigi. Tali processi, peraltro, incentrandosi prevalentemente sul costruire, chiamano direttamente in causa l’edilizia addebitando ad essa responsabilità per nulla marginali. È necessario quindi un sempre maggiore impegno per una competente gestione del processo edilizio (dalla programmazione alla dismissione di un bene una volta concluso il suo ciclo di vita utile) che, nel porre di continuo a confronto il rispetto della natura con gli obiettivi di una iniziativa immobiliare, costituisce l’unica modalità operativa – peraltro confermata dalla ancor più recente approvazione della legge delega n.11/2016 relativa al nuovo codice degli appalti (di cui vengono riportati in appendice i passaggi maggiormente significativi) – che garantisce più adeguatamente la sostenibilità ambientale di un edificio che va posto conseguentemente in correlazione con il suo contesto e con il territorio di riferimento. Quest’ultimo mette ancora a disposizione le proprie risorse, oggi residue. È quindi obbligatorio l’impegno di operare affinché sia conservato almeno quel che resta: operare tutti, oggi e qui significa anche rendere consapevoli i cittadini e quindi “comunicare” con efficacia a seconda delle proprie competenze e opportunità; in questo caso privilegiando la didattica che, rivolta a giovani (i cittadini di domani) ed a studenti (delle Facoltà nelle quali si insegna a progettare e che quindi a breve diventeranno anche “addetti ai lavori”), assume un ruolo determinante. Impegno che anche chi qui scrive intende rispettare

    Ultima chiamata: Uscita 2020. La scadenza europea per la sostenibilità ambientale

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    Il degrado ambientale sta testimoniando con sempre maggiore aggressività il limite oltre il quale non si può più andare e che gli obiettivi fissati dall’UE per il 2020 non sembrano del tutto raggiungibili. Pur comprendendo che le cause derivano dall’attuale modello di sviluppo, difficilmente modificabile, non si può però rimanere in eterna attesa che i maggiori Paesi industrializzati rispettino gli accordi che di continuo sottoscrivono. Così come si deve ammettere che oggi si è ormai rovesciato il paradigma consolatorio non qui ma altrove, non oggi ma nei prossimi decenni, non noi ma altri; l’obbligo è qui, la scadenza è oggi, i chiamati in causa siamo noi. È quindi necessario che ogni cittadino comprenda appieno i reali pericoli che sta correndo e si impegni a collaborare per un radicale cambiamento. Comunicare per far capire, per poi far agire è quindi l’obiettivo di questo testo che vuole semplicemente mettere in ordine, secondo le varie scale di intervento – territorio, edilizia, oggetti d’uso –, le iniziative oggi realizzabili con strumenti già disponibili; il testo, quasi come un “report”, espone dati aggiornati e cerca di ritrovarne le cause per sottoporli all’attenzione dei cittadini affinché acquisiscano la necessaria coscienza critica. Il territorio è la sede naturale nella quale agire “dal basso”; la sua governance va indotta ad assumere la programmazione come modo di governo al fine di ricercare sinergie con tutte le altre istituzioni; altrettanto si può dire per la scala edilizia che, puntando ad un rilancio economico ed occupazionale, deve assumere le obbligate connotazioni di sostenibilità. Tale ipotesi di lavoro necessita di continue verifiche che qui si cerca di illustrare attraverso le ricerche svolte: l’impegno comunque è di continuare a cercare per continuare a capire

    Environmental product declarations as a data source for the assessment of environmental impacts during the use phase of photovoltaic modules: critical issues and potential

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    In the context of policies promoting renewable energies for decarbonization, energy transition and the development of energy communities, photovoltaic systems require special attention. Even for these systems, it is legitimate to inquire about the correlation, currently carried out through life cycle analysis, between benefits and environmental impacts. To maintain long-term productivity levels and ensure the proper functioning of the system, maintenance interventions are necessary. While these interventions guarantee performance, they also have repercussions for the environment. This study aims to assess the environmental impacts caused by ordinary and extraordinary maintenance interventions, taking into account specific factors, during the 30-year operational phase. To evaluate these impacts, this study verifies the feasibility of using data from Environmental Product Declaration (EPD) and the Product Category Rules (PCR) as reference. The initial results highlight, on the one hand, among the main issues, the importance that all EPDs attribute to the impacts caused by water consumption during the use phase of the PV modules, and on the other hand, some critical issues mainly due to the lack of data relating to the installation site necessary for the correct planning of maintenance activities. Finally, the study presents some reflections for a potential recalibration of the PCR and their associated EPDs
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