7,144 research outputs found
La "competenza partenopea" per i reati riferiti alla gestione dei rifiuti e in materia ambientale, in Aa.Vv., Le nuove norme sulla sicurezza pubblica, a cura di S. Lorusso, Padova, Cedam.
Interpretazione delle nuove disposizioni contenute nel d.l. 23 maggio 2008, conv. nella l. 14 luglio 2008, n.90
Il sequestro probatorio
Il saggio analizza l'istituto del sequestro probatorio. La parte curata dlla dott.ssa Paola Maggio approfondisce la tematica dei controlli e della procedura di restituzione con particolare attenzione ai problemi applicativi di maggiore rilievo
Due progetti di Walter Gropius
Il saggio riguarda l'analisi grafica e il ridisegno di due case di Gropius. In particolare Francesco Maggio, coautore, si è occupato dello studio di Casa Wilinsky, progetto eseguito dall'architetto berlinese tra il 1928 e il 1929. La costruzione del modello digitale e l'analisi delle sue rappresentazioni hanno permesso di ricostruire un tassello poco conosciuto dell'architettura contemporanea evidenziandone i contenuti De Stijl
LO SPAZIO DEI PUPI A PALERMO. L’OPRA TRA PERFORMANCE E METAETEROTOPIA
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso l’opera dei pupi2
, una delle forme simboliche
più espressive e conosciute della cultura visuale tradizionale siciliana3
, sembrava scomparsa dallo
scenario dell’isola. Erano anni in cui la diffusione capillare della televisione e del cinema, lo
sconvolgimento urbanistico delle città e la frantumazione del tessuto sociale dei vicoli, dei borghi e
dei quartieri poveri dove i teatrini prosperavano, toglievano sempre più spazio a questo modello di
teatro popolare relegandolo a mero passatempo per turisti. Dei venticinque teatri presenti in Sicilia
dei quali Giuseppe Pitrè4
dava testimonianza alla fine dell’800 (di cui nove solo nel capoluogo
siciliano), nei primi anni Sessanta del ’900 a Palermo non ne restava aperto nemmeno uno. Di quel
vasto ed eterogeneo repertorio di pupi, nel cui DNA si leggevano i caratteri eterogenei ereditati dalla letteratura epico-cavalleresca5
, dal registro performativo della danza con le spade, dalle maschere
dei riti di inizio d’anno e delle nuove fasi stagionali, dal Carnevale, dalla Settimana Santa, dalle
feste di maggio e di mezz’agosto, dalle rappresentazioni di argomento cavalleresco del teatro con
attori viventi6
, dai cunti dei contastorie7
e, in generale, dal teatro delle marionette, non rimaneva più
traccia in quei luoghi subalterni della città che fino ad allora ne avevano consentito la messa in
scena e la fruizione. Quel bricolage genetico quale era il teatro dei pupi sembrava proprio essere
destinato a sparire, soffocato dai prodotti dell’«industria culturale»
8
, da quella società dello
spettacolo9
affascinata dal «teatro delle cose» che pareva volere chiudere definitivamente il sipario
dell’opera.
Eppure, proprio mentre sembrava eclissarsi, l’opera dei pupi ha riattivato il suo metabolismo, ha
cioè avuto nuovi sviluppi, trasformazioni e adattamenti che gli hanno permesso di sopravvivere, di
riaffermarsi, di (ri)situarsi e (ri)appropriarsi di altri spazi dove tornare a esprimersi. Ma quali azioni
ne hanno permesso la rinascita? Quali spazi occupa il teatro dei pupi nella contemporaneità
palermitana? Quale futuro si intravede o è possibile immaginare per questa forma tradizionale di
teatro di figura
Maggio, Rosalia S.
Centro Asturiano membership record of Rosalia S. Maggio; Socio Number: 1554.https://digitalcommons.usf.edu/asturiano_membership/4229/thumbnail.jp
Maggio, Rosa S.
Centro Asturiano membership record of Rosa S. Maggio; Socio Number: 1556.https://digitalcommons.usf.edu/asturiano_membership/4230/thumbnail.jp
Addizioni su villa Anguissola-Pigatti
Esercizi del Laboratorio Integrato di Progettazione Architettonica 3 diretto da Stanislao Fierro
Il basamento di villa Favorita a Valdagno : riflessioni su un non finito di Giò Ponti
Considerazioni sulle strategie progettuali adottate nell'ambito del Laboratorio Integrato di Progettazione Architettonica 3 diretto da Stanislao Fierro presso lo IUAV di Venezi
Dissolvenze. Il corpo immaginario della fotografia
Composto da fotografie appartenenti a tre progetti diversi – Lost in the K-Hole, Doppelgänger e Maelström – Human Surfaces è un diario visivo interpretativo che mette in luce, in modo originale, un’iconografia di varie e potenziali diversità individuali (l’alter ego, l’attore, il visionario) protagoniste di scene immaginarie ma non per questo meno obiettive. Di Donato si muove in un territorio non solo di osservazione ma di costruzione dell’immagine, a sancire che la fotografia, come tutte le forme visuali autoriali, è un’emanazione che contiene il suo artefice. Tessendo le fila delle sue visioni l’autore crea intersezioni, riconoscimenti, trasformazioni, vere e proprie descrizioni dense di ciò che immagina e ritrae, svelando le relazioni di senso affidate alle immagini e all’immaginario. Le sue Human Surfaces sono delle trasfigurazioni, metafore visive di esperienze interiori stagliate in uno spazio/vuoto esistenziale dove l’urlo angoscioso, la dissociazione e la proliferazione performativa si coniugano con il fascino della fotografia concettuale e creativa in uno stile surreale e brutale.Composed of photographs belonging to three different projects - Lost in the K-Hole, Doppelgänger and Maelström - Human Surfaces is an interpretative visual diary that highlights, in an original way, an iconography of various and potential individual diversities (the alter ego , the actor, the visionary) protagonists of imaginary scenes but no less objective. Di Donato moves in a territory not only of observation but of construction of the image, to establish that photography, like all authorial visual forms, is an emanation that contains its creator. By weaving the strings of his visions, the author creates intersections, acknowledgments, transformations, real dense descriptions of what he imagines and portrays, revealing the relationships of meaning entrusted to images and the imagination. His Human Surfaces are transfigurations, visual metaphors of inner experiences silhouetted in an existential space / void where the anguished scream, dissociation and performative proliferation combine with the charm of conceptual and creative photography in a surreal and brutal style
The fight against organized crime. Amid contrasting strategies and respect for human rights
Regulatory interventions and the application of lessons from outcomes together with the renewed value of human rights in criminal proceedings demonstrate that the fight against organized crime at the European level requires constant attention to the balance between individual rights on the one hand and the need for an effective investigation on the other
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