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Nuove ricerche nella catacomba di S. Ippolito sulla via Tiburtina (tra archeologia cristiana e storia del Novecento)
Le ricerche in corso nella catacomba di S. Ippolito hanno consentito l'individuazione di una vasta regione cimiteriale, mai stata oggetto di studio. In questa sede si propone una presentazione inedita di questo settore cimiteriale, databile negli sviluppi nel pieno IV secolo, che ha restituito nuove acquisizioni topografiche, epigrafiche e iconografiche.
Il contesto presenta elementi di particolare interesse, oltre che per la novità del ritrovamento, anche per l'uso, attestato pure altrove nella catacomba, degli ambienti ipogei negli anni del Primo e del Secondo Conflitto Mondiale, quando le gallerie ipogee servirono come rifugi antiaerei e ricoveri di fortuna. La storia della catacomba di S. Ippolito appare, difatti, fortemente legata agli eventi che segnarono la vita del quartiere Tiburtino/S. Lorenzo negli anni dei due conflitti del Novecento.
Questo secondo aspetto dello studio, decisamente poco indagato, offre l’opportunità di aprire nuovi percorsi di ricerca anche per altre catacombe romane (e non solo), pure profondamente coinvolte nelle suddette vicende belliche.The most important result of the systematic survey of the St. Hippolytus catacomb is the discovering of a region, until now never studied. Here we propose an unpublished presentation of this cemetery area, datable in development to the mid 4th century, which has provided new topographical, epigraphic and iconographic acquisitions. This new region is interesting not only because its novelty, but also because of its most recent history: in the years of First and Second World Wars, underground galleries served as air-raid shelters and makeshift refuges.
The catacomb of St. Hippolytus is strongly related to the events that marked the life of the Roman district Tiburtino / St. Lorenzo during the two great conflicts of the twentieth century. This second aspect of the study, still little investigated, offers the chance for new researches also in other catacombs - in Rome and elsewhere – that were deeply involved in war events
Un nuovo cubicolo dipinto nella catacomba di S. Ippolito sulla via Tiburtina
Le ricerche condotte nel settore della catacomba di S. Ippolito a Sud della basilica martiriale, rivolte in particolare alla verifica delle aree oggi accessibili, hanno portato al ritrovamento di un cubicolo dipinto, mai fino ad ora documentato. Nell’articolo sono state indagate le ragioni di questa assenza attraverso la storia delle esplorazioni e delle ricerche nei settori meridionali e occidentali della catacomba condotte tra XVIII e XX secolo ed è stata, inoltre, presentata una lettura architettonica del cubicolo e iconografica delle pitture superstiti. La scoperta del cubicolo e la recente individuazione di una nuova regione cimiteriale ad Est della basilica martiriale hanno aperto nuove e rilevanti prospettive per la conoscenza della catacomba di S. Ippolito.The research aimed to verify the still today accessible areas of the catacomb of St. Hippolytus - carried out specifically to its southern regions in respect of the martyrial basilica - has led to the discovery of a completely unknown frescoed cubiculum, never until now documented.
In its first part, the paper investigates the reasons of this absence, in considering the history of the explorations in the southern and western sectors of the catacomb, carried out between the 19th and 20th centuries. The papers continues with an architectural reading of the cubiculum and an iconographic analysis of the paintings. The discovery of the cubiculum and the very recent identification of a new region to the East of the martyrial basilica open new and relevant perspectives for the knowledge of st. Hippolytus’ catacomb
Prefazione, in Nicoletta Nuzzo, Barocco sotto pelle, Rupe Mutevole, 2016, wwwrupemutevoleedizioni.com, pp. 7-15, ISBN 978-88-6591-534-9.
Nella prefazione al volume di poesie di Nicoletta Nuzzo, Forcina mette in evidenza il rapporto intessuto dall’autrice tra passato e futuro, tra storia, memoria e aspettative imbevute di corporeità e di vita in una dimensione politica dove non contano i programmi e le pianificazioni, ma i tesori ereditati dal passato, che, una volta compresi, digeriti, assimilati e ricreati da noi, diventano, come sosteneva S. Weil, fra tutte le esigenze dell’anima umana, quella più vitale
MENINGITE ED ENDOCARDITE DA S. AGALACTIAE IN UN ADULTO IMMUNOCOMPETENTE: CASO CLINICO E REVISIONE DELLA LETTERATURA.
Introduzione: la meningite da S. agalactiae incide per il 0.3-4.3% di tutte le meningiti dell’adulto con una mortalità variabile dal 27 al 34%. Circa l’86% dei pazienti affetti è rappresentato da anziani, donne gravide o puerpere e comorbidi (es. diabete). Il 50% presenta un focus infettivo di partenza (endometrio, tessuti molli, endocardio o polmone). L’endocardite associata alla meningite è rara, ma la sua presenza può peggiorare l’outcome.
Materiali e Metodi: descrizione di un caso clinico e revisione dei casi di meningite da S. agalactiae associati ad endocardite.
Caso clinico: un uomo di 37 anni, immunocompetente, con anamnesi negativa, veniva ricoverato per stato confusionale, cefalea, vomito e iperpiressia. Alla TC encefalo eseguita in urgenza non si evidenziavano lesioni focali. La rachicentesi mostrava un liquor torbido con 2642 cellule/mmc, Pandy +, proteine 654 mg/dl, glucosio <10 mg/dl, cloruri 108 mEq/l. L’agglutinazione per antigeni batterici su liquor era negativa, mentre dall’esame colturale si isolava S. agalactiae (sierotipo in corso, che inserirò se la microbiologia darà la risposta in tempo) resistente alla tetraciclina, sensibile alle penicilline. Nella ricerca di un focus di partenza, il paziente eseguiva RX torace, ecografia addome e TC dei seni paranasali che risultavano negativi. Le emocolture erano negative; l’ecocardiografia trans-toracica evidenziava vegetazione endocarditica di 0.6 cm sulla valvola aortica. Non veniva posta indicazione all’intervento cardiochirurgico. Il paziente veniva trattato dapprima empiricamente con ceftriaxone (4g/die) e vancomicina (2g/die). Proseguiva poi con quest’ultima, per un totale di 28 giorni con completa risoluzione del quadro.
Conclusioni e revisione della letteratura: il riscontro di una meningite da S. agalactiae in un soggetto adulto immunocompetente esente da fattori di rischio o comorbidità è estremamente rara. Il nostro paziente era giovane, HIV negativo, senza comorbidità, storia di trauma cranico, anomalie cardiologiche o malattia reumatica nell’infanzia.
I casi descritti in letteratura riguardano prevalentemente pazienti di sesso maschile, con età avanzata e spesso comorbidi (specie diabete mellito). Metà di questi erano deceduti a causa dell’associazione delle due patologie (Tabella 1). In conclusione, anche se l’associazione meningite ed endocardite da S. agalactiae in un adulto immunocompetente è rara, quest’ultima andrebbe sempre ricercata in quanto in grado di modificare la durata della terapia e l’outcome
RIATTIVAZIONE DI EPATITE B OCCULTA AD ALTA CARICA VIREMICA ED AD ESORDIO TARDIVO DOPO IMMUNOCHEMIOTERAPIA COMPRENDENTE RITUXIMAB IN PAZIENTE AFFETTA DA LEUCEMIA LINFATICA CRONICA.
Introduzione: La riattivazione da HBV si può verificare in corso di terapie immunosoppressive, specie se prevedono rituximab che induce una deplezione dei linfociti B severa e prolungata. Il rischio di riattivazione di HBV nei pazienti ematologici sottoposti a trattamento immunosoppressivo è del 4.5%, mentre il tasso di mortalità raggiunge il 50%. La riattivazione di HBV si può verificare durante o, più frequentemente, dopo l’interruzione del trattamento immunosoppressivo, può essere asintomatica, ma anche determinare quadri di epatite fulminante. Alcuni studi correlano l’asintomaticità e la presenza di elevata carica virale con l’immunosoppressione e la neutropeniaww. Il trattamento della riattivazione del virus B prevede farmaci antivirali ad alta barriera genetica quali entecavir (ETV) o tenofovir (TDF). In alcuni casi si rende necessario l’utilizzo di entrambi per ottenere la remissione di HBV. Caso clinico: Donna di 61 anni, con diagnosi di LLC, veniva trattata (2012-2013) con rituximab, fludarabina e ciclofosfamide, con ultima somministrazione in Maggio 2013, con completa remissione del quadro. La paziente era stata sottoposta a screening per HIV e HCV (risultati negativi) e per HBV, da cui era emersa la sola positività di HBcAb. Durante l’immunochemioterapia, non era stata somministrata profilassi con lamivudina, ma i livelli di transaminasi venivano periodicamente controllati (all’ingresso ALT 9 UI/L). In corso di trattamento, il profilo epatico si manteneva nella norma, ma 13 mesi dopo il termine dell’immunochemioterapia (giugno 2014), veniva riscontrato un incremento delle transaminasi (ALT 236 UI/L e AST 391 UI/L). Si ricercava quindi l’HBV DNA che mostrava il valore di 54641824 UI/mL. La paziente presentava un quadro sierologico di epatite acuta (HBsAg positivo pari a 240,74 UI/mL, HBeAg positivo, HBeAb ed HBsAb negativi). Si diagnosticava quindi riattivazione di epatite B occulta e si iniziava terapia con TDF, 245 mg/die. Per l’incremento dei valori transaminasiemici, si decideva quindi di aggiungere ETV, 0.5 mg/die. Nel corso della riattivazione di HBV con la suddetta terapia era presente una neutropenia lieve e stabile (in media 2250 neutrofili/mmc). A settembre 2014 le transaminasi si normalizzavano, mentre la viremia era ancora presente (HBV DNA 624 UI/mL) e si negativizzava dopo 6 mesi (dicembre 2014) di trattamento con di TDF ed ETV. La paziente è tuttora in terapia, in attesa di sieroconversione con titolo anti-s protettivo e stabile. Conclusioni: Nel caso descritto, la riattivazione di HBV si è presentata tardivamente, asintomatica, ma con elevata viremia ed in presenza di neutropenia lieve. La terapia è stata quella di combinazione ETV+TDF per un’iniziale peggioramento laboratoristico in corso di terapia col solo TDF. Ciò nonostante e probabilmente a causa dell’elevato titolo viremico, la negativizzazione di HBV DNA è stata raggiunta solo dopo 6 mesi.
FIGURE:
Figura 1. Andamento temporale dei valori sierici di ALT, HBsAg e HBV DNA 13 mesi dopo immunochemioterapia
In cammino tra aspettative e diritti. Fenomenologia dei flussi migratori e condizione giuridica dello straniero
I fenomeni migratori che segnano la storia recente rappresentano una sfida inedita per gli ordinamenti. Chiamati a regolare i comportamenti di una popolazione con caratteristiche di "fluidità" del tutto inconsuete, i sistemi normativi sembrano progressivamente perdere la capacità di conformare la dinamica delle interazioni sociali ai propri dettati e vivono una tumultuosa evoluzione, condizionata anche dal progressivo logoramento del consenso politico al modello dell'integrazione. I saggi raccolti nel volume rendono conto della complessità di questa sfida, raccontando il movimento degli uomini attraverso il globo, il complesso intersecarsi del loro cammino con il diritto, le tensioni determinate dalle migrazioni di massa e le relative reazioni ordinamentali
RIATTIVAZIONE DI EPATITE B OCCULTA IN CORSO DI TERAPIA CON CLORAMBUCILE
Introduzione: La riattivazione di un’epatite B occulta (Occult B Infection, OBI) in soggetti con pregressa infezione è nota in pazienti con patologie neoplastiche, ematologiche e terapie immunosoppressive, specialmente se includono steroidi, antracicline o farmaci anti CD-20 in combinazione. Il rischio di riattivazione (circa il 4.5%), varia a seconda della patologia e dei farmaci impiegati. Essa si può verificare durante o, più frequentemente, dopo l’interruzione del trattamento. Il clorambucile (CBC), agente alchilante che induce anche deplezione linfocitaria, raramente è associato a riattivazione di OBI soprattutto in monoterapia.
L’OBI è diffusa nella popolazione italiana di età adulta-avanzata. La sua riattivazione può essere asintomatica, come anche richiedere l’interruzione delle terapie o condurre all’exitus. Tutti i soggetti con OBI dovrebbero essere individuati, monitorati ed eventualmente sottoposti a profilassi.
Obiettivo: paziente con riattivazione di OBI in corso di CBC.
Caso clinico: donna di 81 anni con ipertensione, diverticolosi colon, glaucoma bilaterale, osteoporosi e pregressa TB polmonare. Nel 2016 veniva sottoposta a chemioterapia (CHT) con CBC per linfoma linfoplasmocitico B linfocitario.
Lo status sierologico antecedente la CHT mostrava un quadro di OBI (HBcAb +, HBsAg-, HBsAb-, HBeAg-, HBeAb+); mentre la sierologia per HCV e HIV risultava negativa.
Durante la CHT non veniva profilassato con lamivudina, ma si monitorava la funzione epatica che durante il trattamento era nella norma; dopo 4 mesi dal termine della CHT, la paziente presentava astenia marcata, edemi declivi e versamento pleurico bilaterale. Visti i valori delle transaminasi (AST/ALT 83/78 UI/L), si ricercava l’HBV DNA che mostrava 5.210.000 UI/mL mentre una nuova sierologia per HBV evidenziava epatite acuta (HBsAg e HBeAg positivi; HBeAb ed HBsAb negativi). L’ecografia dell’addome rilevava epatomegalia a struttura omogenea, linfonodi ilari epatici (2 cm), milza (21 cm) immodificata rispetto ai precedenti controlli, non ascite. Si diagnosticava quindi riattivazione di OBI e si iniziava terapia con ETV, 1 mg/die. A causa di intolleranza all’antivirale (nausea e vomito), si sostituiva ETV con TELBIVIDINA (TBV) 100 mg/die che dopo15 giorni determinava calo della viremia (HBV DNA 1700 UI/mL) e normalizzazione del profilo epatico. Comparivano però proteinuria nefrosica, colite da C. difficile e successiva sepsi da S. aureus catetere-relata con conseguente decesso.
Conclusioni: l’epatite anitterica da HBV insorta dopo riattivazione indotta da CBC (a basso rischio per riattivazione di OBI) dovrebbe rendere mandatoria la profilassi nei pazienti oncoematologuci.
Assai scarsi sono i casi di riattivazione riportati in corso di CBC specialmente se somministrato in associazione con lo steroide, che ne amplifica il rischio. Da qui la necessità di uno screening accurato e capillare dei soggetti con OBI ed il monitoraggio durante e dopo il trattamento chemioterapico
Tutte le donne di Eracle. Ossimori del tragico nei personaggi femminili di Eracle e Trachinie.
Analisi dei personaggi femminili in Trachinie di Sofocle ed Eracle di Euripid
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