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Fundamentals of Material Design Culture
This essay is published in the book Ideas and the Matter, edited by Marinella Ferrara and Giulio Ceppi. The book presents the founding research undertaken by the Politecnico di Milano’s Material Design Culture Research Centre (Madec). Founded in 2014, Madec obtained the Design Department’s support during its first year by being granted the Fondo di Ateneo per la Ricerca di Base (FARB 2013) for “Fundamental/Foundational/ Exploratory Researches that are strategically assessed for scientific growth in a research department”. In the third section of the book, scientific discourse focuses on the Material Design Culture and changing approach in term of the evolution of research methods. In the chapter "Fundamental of Material Design Culture", the author traces the fundamentals of Material Design based on the Italian design history and its relationship with global design discourse
INCLUSIVE DESIGN- A pragmatical review
This book does not aim to provide perfect solutions or to make people believe that there is a single and absolute methodology for designing the topic of inclusion. It is about rethinking in a practical way what needs to be done, broadening horizons, showing examples that are quite heterogeneous, trying to understand to what extent more inclusive design can bring clear advantages, not only for users, but also for clients and managers.
There is no a priori limit in inclusive design: any theme, any brief can be seen with different eyes and become an opportunity for inclusion, for valorizing human differences.
The author brings 25 examples that touch on the fields of design, communication, interiors and architecture, up to research and education: worlds that are quite different from each other, in terms of professional and disciplinary fields, as well as in terms of project types and relative markets, but all fertile ground for designing inclusively
Fattori di patogenicità in ceppi di Escherichia coli isolati da processi infettivi in sedi diverse
Escherichia coli, il batterio commensale più rappresentativo della flora aerobia facoltativa intestinale dell’uomo è anche, paradossalmente, l’organismo isolato più frequentemente come causa di infezioni intestinali e di infezioni extraintestinali da gram-negativi.
Esistono elementi distintivi tra ceppi commensali e ceppi patogeni sia per l’aspetto filogenetico sia per la presenza di specifici fattori di patogenicità (FP).
I geni codificanti molti dei FP noti sono di provenienza esogena, acquisiti, nel corso dell’evoluzione, dal genoma di altre specie. Talvolta sono veicolati da plasmidi e fagi, spesso sono integrati nel cromosoma batterico in associazioni definite isole di patogenicità. La loro presenza è predominante nei ceppi ascrivibili ai due gruppi filogenetici B2 e D.
Nei ceppi di E. coli responsabili di infezioni extraintestinali, diversamente dai ceppi patogeni intestinali, è poco noto il rapporto tra specifici fattori di patogenicità e sindrome.
Per studiare l’influenza di specifici FP nell’insorgere di processi infettivi in determinate sedi extraintestinali, abbiamo esaminato la distribuzione di ventinove FP in 94 isolati clinici di E. coli, 25 provenienti da emocolture, 32 da UTI, 25 da feci e 12 da campioni respiratori (BAL o aspirato endotracheale).
I FP esaminati comprendevano determinanti di adesività, tossine, tipi capsulari, siderofori, fattori di invasività, di resistenza serica ecc. e la loro presenza è stata evidenza mediante amplificazione di specifici marcatori genici.
La distribuzione media dei FP per ceppo è risultata pari a 8 nei gruppi filogenetici B2 e D, e 3 nei gruppi filogenetici B1 ed A.
I filogruppi B2 e D risultano presenti con uguale frequenza nei ceppi di isolamento ematico ma forse con diversa derivazione, se si considera che il gruppo B2 è particolarmente frequente nei ceppi di origine urinaria mentre il D in quelli di isolamento fecale.
Alcuni FP come le fimbrie di tipo S e F1C, il fattore necrotizzante di tipo1 e l’-emolisina sono stati rilevati esclusivamente in ceppi del gruppo B2, mentre le fimbrie di tipo P, alcuni fattori capsulari ed il fattore d’invasione dell’endotelio cerebrale sono presenti anche in ceppi di filotipo D. Altri FP come l’aerobactina ed il fattore di sieroresistenza risultano ugualmente diffusi in tutti i gruppi filogenetici o addirittura ( l’adesina non fimbriale tipo M e la colicina C) prevalenti tra i filotipi commensali B1 ed A
Nuovi ceppi batterici e loro impiego nella degradazione dell'iprite
Selezione e caratterizzazione di due ceppi batterici, Paracoccus denitrificans E4.e Achromobacter xylosoxidans G5 che in prove in batch si sono dimostrate capaci di crescere in presenza di iprite, fornita come unica fonte di C e S
Effetto della pressione idrostatica e delle radiazioni ultraviolette sulla vitalità di ceppi autoctoni di Steinernema feltiae, S. apuliae ed Heterorhabditis bacteriophora
Sono stati documentati gli effetti dell'esposizione ai raggi ultravioletti e della
pressione idrostatica sulla vitalità di ceppi autoctoni dei nematodi
entomopatogeni Steinernema feltiae, S. apuliae ed Heterorhabditis
bacteriophora. Nell'analisi biologica condotta per i raggi UV è stata utilizzata
una lampada con radiazioni di lunghezza d'onda media; le sospensioni
acquose di nematodi sono state poste a differenti distanze dalla lampada
ed il tasso di sopravvivenza valutato dopo 1, 3, 5, 7 e 14 giorni. Per la pressione
idrostatica l’indagine ha sottoposto a effetti di stress meccanico i ceppi
autoctoni per valutarne la resistenza e la vitalità in prove di laboratorio;
sospensioni liquide dei nematodi sono state sottoposte a 8 diversi livelli di
pressione idrostatica (5-10-15-20-25-30-35-40 bar) per 20 secondi. I
risultati preliminari di questi esperimenti hanno fornito alcune importanti
indicazioni e le ricerche sono attualmente in corso
Caratterizzazione mediante AFLP di ceppi di Candida orthopsilosis
Tra le tre specie correlate C parapsilosis, C. orthopsilosis e C. metapsilosis [1], si ritiene che C. parapsilosis sia quella meglio
adattata al commensalismo umano, come testimoniato dalla sua elevata frequenza di isolamento da campioni prelevati da svariate
sedi anatomiche e dalla sua ampia diffusione in aree geografiche diverse. Al contrario, molto poco è conosciuto sull’epidemiologia
delle specie C. orthopsilosis e C. metapsilosis, più raramente isolate da campioni clinici. Nel corso di uno screening
molecolare condotto nel nostro laboratorio su 400 ceppi identificati come Candida parapsilosis con test metabolici convenzionali, 33 isolati sono risultati appartenere alla specie Candida orthopsilosis. L’identificazione molecolare di tali ceppi è stata condotta mediante analisi di restrizione di un frammento del gene alcool deidrogenasi secondaria (SADH) con l’enzima BanI. Studi preliminari di sequenze genomiche avevano indicato la presenza di polimorfismi in un ristretto gruppo di ceppi di C. orthopsilosis [1], suggerendo la possibilità che questa specie fosse caratterizzata da una variabilità genomica superiore a quella dimostrata per C. parapsilosis. Allo scopo di confermare tali dati, i 33 ceppi isolati da 13 pazienti diversi sono stati tipizzati mediante AFLP (Amplified Fragment Length Polymorphism), una metodica altamente riproducibile ed utilizzata sia per l’identificazione di specie che per la tipizzazione molecolare dei miceti. Inoltre, i ceppi di C. orthopsilosis sono stati caratterizzati
fenotipicamente, mediante valutazione della produzione di biofilm e della suscettibilità ai principali antimicotici impiegati nella
pratica clinica. I risultati ottenuti confermano l’esistenza di una elevata variabilità genotipica tra i ceppi isolati da pazienti diversi, mentre, nell’ambito di uno stesso paziente, si osserva mantenimento dello stesso ceppo in campioni sequenziali e nella colonizzazione/infezione di sedi anatomiche diverse. Nessuno dei 33 ceppi di C. orthopsilosis è risultato produttore di biofilm e, per essi, non è stata evidenziata alcuna associazione tra genotipo e resistenza ad antimicotici
Shifting to Design-driven Material Innovation
This essay is published in the book Ideas and the Matter, edited by Marinella Ferrara and Giulio Ceppi. The book presents the founding research undertaken by the Politecnico di Milano’s Material Design Culture Research Centre (Madec). Founded in 2014, Madec obtained the Design Department’s support during its first year by being granted the Fondo di Ateneo per la Ricerca di Base (FARB 2013) for “Fundamental/Foundational/ Exploratory Researches that are strategically assessed for scientific growth in a research department”. In the third section of the book, scientific discourse focuses on the Material Design Culture and changing approach in term of the evolution of research methods. In this chapter, the author analyses several changes in the design discipline and in the approaches to Material design and explores the new dimension of the contemporary trend of material innovation driven by design competences
Analisi strutturale ed antigenica della proteina N di ceppi di coronavirus felini (FCoVs)
I Coronavirus felini (FCoVs) sono virus a RNA che colpiscono i felidi domestici e selvatici determinando una grave patologia la Peritonite Infettiva Felina (FIP). I virioni contengono 3 principali proteine strutturali: la proteina dello spike S, la proteina di membrana M e la proteina del nucleocapside N.
Per altre specie di coronavirus, si è dimostrato il coinvolgimento della proteina N nella stimolazione di un’immunità proteggente. Considerato che nel caso dei FCoVs soltanto l’immunità cellulo-mediata previene lo sviluppo della malattia, nel presente lavoro è stata valutata la presenza di domini immuno-stimolanti in ceppi di FCoVs identificati in soggetti portatori sani e malati.
Si è pertanto proceduto al sequenziamento dell'intero gene strutturale N, di circa 1130 bp, di 71 ceppi virali, in parte raccolti nell'ambito di screening effettuati presso oasi feline ed allevamenti ed in parte afferenti al dipartimento a scopo diagnostico. Le sequenze ottenute sono state sottoposte ad analisi bio-informatiche ai fini di identificare nel profilo antigenico differenze di rilievo tra ceppi virulenti ed avirulenti e di aumentare le conoscenze relative alla struttura ed organizzazione della proteina N. Le sequenze sono state allineate mediante il metodo ClustalW ed è stata effettuata la predizione dei siti antigenici mediante algoritmi specifici, implementati in diversi software, che utilizzano metodi diretti, quali l’algoritmo AMPHI, in grado di identificare sulla base della sequenza aminoacidica primaria la presenza di epitopi stimolanti i linfociti T helper ed indiretti quali gli algoritmi SETTE e ANN (Artificial Neural Network) che predicono i peptidi che vengono riconosciuti dai complessi maggiori di istocompatibilità. Sulle sequenze proteiche, inoltre, è stata effettuata la predizione delle regioni ordinate/disordinate mediante il predittore DISOPRED e la predizione dei siti di fosforilazione utilizzando i tools DISPHOS e NetPhos. Le sequenze proteiche analizzate mostrano una organizzazione in due domini strutturali indipendenti con la presenza di due principali regioni disordinate. Sono inoltre stati evidenziati diversi siti di fosforilazione. Nonostante la presenza di numerose mutazioni e delezioni che coinvolgono intere triplette del gene N, non si sono riscontrate mutazioni costanti in grado di differenziare ceppi virulenti ed avirulenti. L’analisi filogenetica condotta sulle sequenze nucletidiche ed aminoacidiche del gene N evidenzia una netta separazione dei ceppi virali sulla base dell’origine geografica piuttosto che sulle caratteristiche di virulenza
Wind speed interpolation for evapotranspiration assessment in complex topography area
Wind speed and direction are fundamental data for many application fields, such as power generation and hydrological modelling. Wind measurements are usually few and sparse; hence, spatial interpolation of wind data is required. However, in mountainous areas with complex orography, accurate interpolation of wind data should consider topographic effects. Due to computational constraints, fully phys- ically based methods that solve thermodynamic and mass conservation equations in three dimensions cannot be applied for long-time simulations or very large areas, while fast empirical methods seem more suitable. The aim of this work is to compare fast empirical methods to interpolate wind speed against a physically based full atmospheric model in order to assess the impact of the introduced approximation in estimating the wind field and the potential evapotranspiration. Comparison is carried out over the area of the upper Po River basin, a predom- inantly alpine region located in northern Italy. Results show that empirical topographic correction can increase accuracy of interpolated wind speed in areas with complex topography, but it requires about 50% more computational time than simpler empirical methods that do not consider topography
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