779 research outputs found

    Architetti greci arcaici: unità di misura e progetto del Tempio di Apollo Pythios a Gortyna di Creta

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    Il contributo prende in esame il Tempio di Apollo Pythios a Gortina di Creta e ne esamina i caratteri costruttivi e architettonici grazie all'elaborazione digitale del nuovo rilievo metrico realizzato tra il 2014 e il 2016. Lo studio delle misure delle diverse componenti dell'edificio (fondazioni, euthynteria, crepidoma, alzato) e la comparazione di esse con gli standard meteorologici utilizzati nel Mediterraneo centro-orientale tra il VII e il VI sec. a.C. porta ad identificare nel piede filietereo di 33,3 cm la probabile unità di misura utilizzata dai progettisti. Le simmetrie modulari dell'impianto, che uniscono in un'organica architettura tutte le parti dell'edificio illuminano un attento progetto che dovette stare alla base della realizzazione dell'edificio. L'utilizzo di un'unità molto diffusa in ambito orientale fa inoltre intuire l'incidenza della componente orientale in questo evento di evoluzione architettonica del santuario e di trasformazione di uno dei centri vitali nel processo di formazione della polis. Le varie considerazioni e lo studio del contesto regionale portano ad ipotizzare la più che probabile presenza di maestranze fenicie attive nella nuova organizzazione monumentale che connota la nascente polis di Gortina tra VII e VI sec. a.C. Tale lettura si coniuga anche con la presenza del noto corpus di iscrizioni giuridiche della fine del VII sec. a.C. che pure sembrano correlate a tradizioni fenicie nell'introduzione dell'alfabeto a Creta

    L’approvvigionamento di materiale lapideo a Nora (Sardegna): la cava di Is Fradis Minoris

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    Il contributo presenta i risultati delle attività di ricerca condotte presso la cava puniva e romana di Is Fradis Minoris in Sardegna. La cava costituiva il principale bacino di approvvigionamento di materiale per la città di Nora. Lo studio ha comportato rilievi, analisi petrografie, valutazione del materiale prelevato, dei sistemi di trasporto e dell'impiego del materiale stesso negli edifici antichi

    Introduzione

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    Le brevi note di questa Introduzione costituiscono una premessa alla lettura dei due tomi che compongono il volume 3.3 della serie dedicata all’edizione sistematica delle ricerche archeologiche condotte presso i fondi Cossar di Aquileia dall’Università degli studi di Padova tra il 2009 e il 2015

    Nora dai Fenici a S. Efisio

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    Il contributo illustra l'assetto urbanistico della città antica di Nora all'epoca del martirio di S. Efisi

    Aquileia e le cave delle regioni alto-adriatiche: il caso della trachite euganea

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    L'articolo perenta i risultati delle ricerche condotte presso la città antica di Aquileia e inerenti l'impiego nei monumenti antichi della trachite cavata presso il bacino dei Colli Euganei. Il contributo si focalizza sul tipo e la funzione dei monumenti in cui la specifica tipologia di materiale è impiegato, in relazione alla funzione dello stesso

    Argini e campagne nel Veneto romano: il caso della strada "Porcilana" e dell'agger di Belfiore

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    Il contributo prende in esame i dati archeologici e gli indizi territoriali utili a ricostruire un sistema infrastrutturale molto avanzato che consentiva il controllo idraulico nel territorio antico compreso tra i municipi di Verona e di Este roman

    Agricoltura e allevamento ovino: orizzonti mediterranei e territori cisalpini

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    Despite the acknowledged and celebrated width of documentary sources (literary and epigraphic) relating to the commercial and economic importance of the production and processing of wool in the ancient Venetia, the historiographical panorama started to give some attention to the initial phase of this multi steps process, constituted by farming and sheep grazing, only during the last two decades. This recent efforts to tackle the problematic had to cope with the usual reticence of the ancient authors about farming practices in that geographic area and with the lack of archaeological evidence concerning pastoralism. For this reason, scholars often gave prime attention to farming practices typical of Mediterranean regions like central-southern Italy or Spain, and as a result they tended to analyse the farming in northern Italy according to patterns typical of those regions. Consequently there was a tendency to isolate the most characteristic practice of moving livestock, known as transhumance, as only theme of discussion and sole farming practice existing in north Italy. With these preliminary remarks, the contribution aims to re-evaluate the theme of the sheep farming in the regions of the Po Valley on the basis of two unavoidable considerations of methodology. First of all, we want to free the thematic of farming from the forced isolation to which to some extent the scholars relegated it, separating this topic from the economic and productive context of the municipal territories, in order to contextualise it properly into the systemic production and economic dynamics of these ancient lands, in which it was likely to have a dialogic relationship with the practices of agricultural use of soil. Secondly, we want to underline the geographical, climatic and vegetational peculiarity of the Veneto region, which makes it completely different from any other Mediterranean context, and that as such it has to be treated when studying the farming practices, through analysis not related to interpretive models generated in areas affected by different bioclimatic regimes. In conclusion, we will try to suggest a reconstructive scenery of the sheep farming practices in the Po Valley and of the ways they related to the agricultural system, according to the environmental and spatial features typical of the examined region
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