1,721,135 research outputs found

    Premessa

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    Questo volume nasce a coronamento di un Convegno organizzato presso l’Università di Verona dal 28 al 29 novembre 2017 in collaborazione con l’Associazione Città Teatro di Riccione e la Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo. Le giornate di studio, di cui si pubblicano gli atti, sono state la tappa conclusiva di un diversificato progetto artistico teatrale-multimediale, ideato da Giorgia Penzo, dedicato alla memoria e alla riproposizione della prassi rappresentativa delle “famiglie d’Arte” itineranti italiane. Il tema scelto per la riflessione teorica svolta a Verona trae origine dalla constatazione che, tra le produzioni degli ultimi eredi della tradizione recitativa della nostra penisola, emergono oggi importanti tentativi di presentare sulla scena le vicende artistiche della propria famiglia d’Arte, attraverso singole performances dedicate all’argomento, o anche spettacoli compiuti, per recuperarne la memoria e preservarne le tecniche rappresentative ormai in disuso. Con l’affermazione del professionismo teatrale, nella seconda parte del sedicesimo secolo si consolida un’organizzazione sociale degli attori assolutamente particolare, legata da una fitta rete di rapporti, un mondo chiuso e ben regolamentato che permette loro di convivere in maniera originale, e in parte antagonistica, con la società degli altri uomini. Per poter meglio delineare la questione dell’attualità e della valenza in epoca contemporanea di modalità rappresentative che affondano le proprie radici in una tradizione di tipo familiare, si è deciso di affrontarla secondo tre diverse direttrici: La tradizione italiana tramandata, La sopravvivenza delle famiglie d’arte nel Novecento, Testimonianze contemporanee

    Esordi del professionismo attorico femminile

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    Benché l'esordio del professionismo teatrale femminile nelle sue cadenze più generali costituisca un tema noto, la storia dell'avvento dell'attrice sulla scena moderna si presenta tuttora come un argomento sostanzialmente inesplorato. Il dato che emerge con preponderanza è la grande difficoltà a connettere tra loro, con un più saldo tessuto di relazioni, motivi in parte già noti, arricchendoli di nuove tessere o direzioni. Le ricerche e i risultati prodotti negli ultimi anni dimostrano che solo interrogando e incrociando contemporaneamente un elevato numero di documenti di diversa natura, magari afferenti ad ambiti inconsueti, si riesce a delineare e far rivivere un tema altrimenti sfuggente

    Premessa e Tavola delle abbreviazioni

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    Per celebrare vent’anni di studi condotti nell’ambito del progetto Herla si è pensato di raccogliere e stampare in un unico libro i contributi più significativi prodotti dai ricercatori della Fondazione in occasione di Convegni nazionali e internazionali a cui erano stati invitati. Gli articoli selezionati sono stati elaborati in un arco cronologico di circa quindici anni dal 2004 a oggi e sono stati organizzati in tre gruppi tematici, per meglio illustrare le principali linee di ricerca a fondamento del progetto: 1. Musici, intrattenitori e buffoni; 2. Compagnie comiche e avvento dell’attrice; 3. Viaggi, giostre e allegorie

    Il primo viaggio di Vincenzo Gonzaga nelle Fiandre (1599): ricostruzione di alcuni momenti spettacolari

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    Il viaggio che da giugno a ottobre 1599 porta Vincenzo I Gonzaga ai bagni di Spa, e in seguito a Bruxelles e Anversa, è scandito da un'interessante corrispondenza con la Corte di Mantova che, nel tracciarne le tappe fondamentali, segnala anche la serie di celebrazioni pubbliche e occasioni festive private che lo coinvolgono. Incrociando il proprio soggiorno con il ritorno nelle Fiandre dell'Arciduca Alberto d'Asburgo e dell'Infanta di Spagna Isabella Clara, il Gonzaga partecipa anche ad alcune importanti cerimonie organizzate in loro onore. Intrecciando dati ricavati da documenti di diversa natura e provenienza (corrispondenze, relazioni e mandati di pagamento), il viaggio, compiuto principalmente per motivi di salute, offre inaspettati spunti di riflessione in ambito spettacolare, tra cui, ad esempio, i movimenti di artisti e maestranze tra le corti europee

    Ascesa e rovina di don Geronimo Fonati

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    L'articolo traccia i viaggi e le peripezie che coinvolgono il buffone spagnolo don Geronimo Fonati nel periodo in cui si trova ufficialmente al servizio del duca Vincenzo I Gonzaga. Intrattenitore sboccato e giocatore impenitente, in quanto tramite privilegiato dei signori di Mantova don Geronimo viene fatto segno di un certo credito nelle maggiori corti d'Europa fino alla sua repentina caduta in disgrazia e incarcerazione

    L’eredità del teatro mattatoriale alle soglie della nascita della regia

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    L'articolo definisce sommariamente le caratteristiche più rilevanti del teatro mattatoriale, per comprendere quali aspetti recitativi permangano sottotraccia, o sopravvivano inalterati, alla rivoluzione introdotta dall’avvento del teatro di regia in Italia

    I movimenti dell'anima: François Delsarte fra teatro e danza

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    Il convegno di cui questo volume dà conto è stato soprattutto una ricognizione dei contesti (artistici, recitativi, musicali, filosofici, sociali, fisiognomici) entro cui il pensiero di Delsarte si è esplicato, nonché dei prestiti o delle consonanze più o meno consapevoli con alcuni artisti o delle diverse letture che del suo magistero sono state proposte nel corso del tempo (Morelli, Volkonskij, Copeau, Schlemmer, St. Denis, Shawn, Libonati, la performance). Ne è uscito un quadro quanto mai interessante, in cui la figura di Delsarte risulta centrale non solo, come è risaputo da tempo, nella storia del teatro, della danza e del canto in America e in Francia, ma di un certo peso anche in paesi assai meno noti come la Russia e persino l’India

    I movimenti dell'anima: François Delsarte fra teatro e danza

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    Il convegno di cui questo volume dà conto è stato soprattutto una ricognizione dei contesti (artistici, recitativi, musicali, filosofici, sociali, fisiognomici) entro cui il pensiero di Delsarte si è esplicato, nonché dei prestiti o delle consonanze più o meno consapevoli con alcuni artisti o delle diverse letture che del suo magistero sono state proposte nel corso del tempo (Morelli, Volkonskij, Copeau, Schlemmer, St. Denis, Shawn, Libonati, la performance). Ne è uscito un quadro quanto mai interessante, in cui la figura di Delsarte risulta centrale non solo, come è risaputo da tempo, nella storia del teatro, della danza e del canto in America e in Francia, ma di un certo peso anche in paesi assai meno noti come la Russia e persino l’India

    "Il Pellicano" di Strindberg allestito dal Teatro dell’Università di Padova

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    Nella storica sala dei Giganti di Padova, sede privilegiata delle iniziali esibizioni del Teatro dell’Università, nel marzo del 1947 debutta il primo allestimento italiano del "Pellicano" (1907) di August Strindberg con la regia di Gianfranco De Bosio. Per rendere omaggio agli studi di Franco Perrelli, il contributo tenta di illuminare qui le circostanze e le caratteristiche di quello spettacolo
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