4,915 research outputs found
Prefazione, in Nicoletta Nuzzo, Barocco sotto pelle, Rupe Mutevole, 2016, wwwrupemutevoleedizioni.com, pp. 7-15, ISBN 978-88-6591-534-9.
Nella prefazione al volume di poesie di Nicoletta Nuzzo, Forcina mette in evidenza il rapporto intessuto dall’autrice tra passato e futuro, tra storia, memoria e aspettative imbevute di corporeità e di vita in una dimensione politica dove non contano i programmi e le pianificazioni, ma i tesori ereditati dal passato, che, una volta compresi, digeriti, assimilati e ricreati da noi, diventano, come sosteneva S. Weil, fra tutte le esigenze dell’anima umana, quella più vitale
In cammino tra aspettative e diritti. Fenomenologia dei flussi migratori e condizione giuridica dello straniero
I fenomeni migratori che segnano la storia recente rappresentano una sfida inedita per gli ordinamenti. Chiamati a regolare i comportamenti di una popolazione con caratteristiche di "fluidità" del tutto inconsuete, i sistemi normativi sembrano progressivamente perdere la capacità di conformare la dinamica delle interazioni sociali ai propri dettati e vivono una tumultuosa evoluzione, condizionata anche dal progressivo logoramento del consenso politico al modello dell'integrazione. I saggi raccolti nel volume rendono conto della complessità di questa sfida, raccontando il movimento degli uomini attraverso il globo, il complesso intersecarsi del loro cammino con il diritto, le tensioni determinate dalle migrazioni di massa e le relative reazioni ordinamentali
Verso una società multiculturale. Gli inediti conflitti tra la libertà di vestirsi secondo la propria fede e l'interesse datoriale al profitto
Nuove ricerche nella catacomba di S. Ippolito sulla via Tiburtina (tra archeologia cristiana e storia del Novecento)
Le ricerche in corso nella catacomba di S. Ippolito hanno consentito l'individuazione di una vasta regione cimiteriale, mai stata oggetto di studio. In questa sede si propone una presentazione inedita di questo settore cimiteriale, databile negli sviluppi nel pieno IV secolo, che ha restituito nuove acquisizioni topografiche, epigrafiche e iconografiche.
Il contesto presenta elementi di particolare interesse, oltre che per la novità del ritrovamento, anche per l'uso, attestato pure altrove nella catacomba, degli ambienti ipogei negli anni del Primo e del Secondo Conflitto Mondiale, quando le gallerie ipogee servirono come rifugi antiaerei e ricoveri di fortuna. La storia della catacomba di S. Ippolito appare, difatti, fortemente legata agli eventi che segnarono la vita del quartiere Tiburtino/S. Lorenzo negli anni dei due conflitti del Novecento.
Questo secondo aspetto dello studio, decisamente poco indagato, offre l’opportunità di aprire nuovi percorsi di ricerca anche per altre catacombe romane (e non solo), pure profondamente coinvolte nelle suddette vicende belliche.The most important result of the systematic survey of the St. Hippolytus catacomb is the discovering of a region, until now never studied. Here we propose an unpublished presentation of this cemetery area, datable in development to the mid 4th century, which has provided new topographical, epigraphic and iconographic acquisitions. This new region is interesting not only because its novelty, but also because of its most recent history: in the years of First and Second World Wars, underground galleries served as air-raid shelters and makeshift refuges.
The catacomb of St. Hippolytus is strongly related to the events that marked the life of the Roman district Tiburtino / St. Lorenzo during the two great conflicts of the twentieth century. This second aspect of the study, still little investigated, offers the chance for new researches also in other catacombs - in Rome and elsewhere – that were deeply involved in war events
Glottodidattica sperimentale. Nozioni, rappresentazioni e processing nell'apprendimento della seconda lingua
Aspettando Geneva
Review of:
Bartolomé Clavero, El Orden
de los poderes. Historias constituyentes
de la trinidad constitucional
(Estructuras y procesos.
Serie derecho), Madrid: Trotta
2007, 321 S.,
ISBN 978-84-816-4912-
“Didattica acquisizionale” e cortesia linguistica in italiano L2
Le norme pragmalinguistiche e sociopragmatiche che regolano l’uso dell’allocuzione pronominale e la modulazione della forza illocutoria degli atti linguistici in italiano sono particolarmente complesse, acquisite in stadi molto avanzati dai parlanti non nativi e difficili da dominare anche per apprendenti con una buona padronanza complessiva della lingua obiettivo. Alle difficoltà acquisizionali delle strutture si unisce l’atteggiamento dei parlanti nativi, che tendono a rivolgersi ai non nativi con una lingua semplificata anche sul piano pragmatico. Il mancato rispetto delle norme che regolano l’espressione linguistica della cortesia può rappresentare un ostacolo alla serena accettazione degli stranieri da parte dei membri della comunità ospitante. Inoltre, la semplificazione del sistema presente nell’input rischia di instaurare una forma basilare di discriminazione e l’adozione di questa semplificazione da parte dei non nativi potrebbe corrispondere a una strategia di adattamento culturale o addirittura a una implicita legittimazione di tale discriminazione. A partire da queste considerazioni e confortati dai nostri dati, sosteniamo che un sillabo informato ai principi della “didattica acquisizionale” dovrebbe addestrare all’uso degli esponenti linguistici della cortesia fin dalle primissime unità didattiche, anche se ciò va contro ogni evidenza di insegnabilità.Handling the pragmalinguistic and sociopragmatic rules governing the use of address forms and the modulation of illocutionary force is extremely demanding for Italian L2 learners. Most of these rules are acquired very late, and even proficient learners of the target language can hardly cope with them. Not only are the linguistic forms intrinsically difficult, but also the input is not of help, as native speakers tend to present non-native speakers with a pragmatically simplified variety of the target language. Violating the rules governing the linguistic expression of politeness can become a source of hindrance to learners’ smooth participation in the L2 community. Furthermore, a basic form of discrimination could stem from native speakers’ use of simplified input, and the adoption of the simplified variety by non-native speakers could result in a strategy of cultural accommodation but even in an implicit legitimization of that discrimination. On these bases, and supported by our data, we argue that a syllabus designed according to the principles of the so called “didattica acquisizionale” should train in using linguistic forms of politeness from the very beginning of the instructional program, even against any evidence of teachability.Le norme pragmalinguistiche e sociopragmatiche che regolano l’uso dell’allocuzione pronominale e la modulazione della forza illocutoria degli atti linguistici in italiano sono particolarmente complesse, acquisite in stadi molto avanzati dai parlanti non nativi e difficili da dominare anche per apprendenti con una buona padronanza complessiva della lingua obiettivo. Alle difficoltà acquisizionali delle strutture si unisce l’atteggiamento dei parlanti nativi, che tendono a rivolgersi ai non nativi con una lingua semplificata anche sul piano pragmatico. Il mancato rispetto delle norme che regolano l’espressione linguistica della cortesia può rappresentare un ostacolo alla serena accettazione degli stranieri da parte dei membri della comunità ospitante. Inoltre, la semplificazione del sistema presente nell’input rischia di instaurare una forma basilare di discriminazione e l’adozione di questa semplificazione da parte dei non nativi potrebbe corrispondere a una strategia di adattamento culturale o addirittura a una implicita legittimazione di tale discriminazione. A partire da queste considerazioni e confortati dai nostri dati, sosteniamo che un sillabo informato ai principi della “didattica acquisizionale” dovrebbe addestrare all’uso degli esponenti linguistici della cortesia fin dalle primissime unità didattiche, anche se ciò va contro ogni evidenza di insegnabilità
Un nuovo cubicolo dipinto nella catacomba di S. Ippolito sulla via Tiburtina
Le ricerche condotte nel settore della catacomba di S. Ippolito a Sud della basilica martiriale, rivolte in particolare alla verifica delle aree oggi accessibili, hanno portato al ritrovamento di un cubicolo dipinto, mai fino ad ora documentato. Nell’articolo sono state indagate le ragioni di questa assenza attraverso la storia delle esplorazioni e delle ricerche nei settori meridionali e occidentali della catacomba condotte tra XVIII e XX secolo ed è stata, inoltre, presentata una lettura architettonica del cubicolo e iconografica delle pitture superstiti. La scoperta del cubicolo e la recente individuazione di una nuova regione cimiteriale ad Est della basilica martiriale hanno aperto nuove e rilevanti prospettive per la conoscenza della catacomba di S. Ippolito.The research aimed to verify the still today accessible areas of the catacomb of St. Hippolytus - carried out specifically to its southern regions in respect of the martyrial basilica - has led to the discovery of a completely unknown frescoed cubiculum, never until now documented.
In its first part, the paper investigates the reasons of this absence, in considering the history of the explorations in the southern and western sectors of the catacomb, carried out between the 19th and 20th centuries. The papers continues with an architectural reading of the cubiculum and an iconographic analysis of the paintings. The discovery of the cubiculum and the very recent identification of a new region to the East of the martyrial basilica open new and relevant perspectives for the knowledge of st. Hippolytus’ catacomb
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