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Tripolarismo e destrutturazione. Le elezioni regionali del 2015
Il libro si propone di ricostruire il processo elettorale nelle 7 Regioni a statuto ordinario al voto nel 2015 .
Il capitolo introduttivo ha l’obiettivo di fornire uno sguardo d’insieme delle elezioni confrontandole con quelle del 2010. I temi toccati nel corso del capitolo 1 sono ulteriormente approfonditi nel volume: la partecipazione elettorale (cap. 2); i sistemi politici regionali (cap. 3); il voto di preferenza (cap. 4); l’analisi dei flussi nelle principali città delle regioni al voto (cap. 5) e l’utilizzo delle elezioni primarie per la selezione dei candidati alla presidenza regionale (cap. 6). I singoli casi regionali (capp. 7-13) sono stati analizzati tendendo conto delle principali novità istituzionali e normative; dell’evoluzione del sistema politico regionale nel suo complesso; dell’offerta politica e della struttura della competizione di queste elezioni; delle principali novità, in termini di modalità e contenuti, della campagna elettorale e infine dell’analisi dei risultati elettorali
La fine del bipolarismo regionale tra destrutturazione e diversificazione
Le elezioni regionali del 31 maggio 2015 hanno coinvolto sette delle 15
regioni a statuto ordinario, ovvero Liguria, Veneto, Toscana, Umbria, Marche,
Campania e Puglia. Queste elezioni, che concludono il ciclo elettorale
iniziato nel 2013 per il rinnovo delle assemblee legislative e dei presidenti
delle regioni, hanno confermato anche a livello regionale il cambiamento in
atto nel sistema politico-partitico italiano.
Se ancora è prematuro affermare che si tratti di una giuntura critica perché
ancora nulla si può dire sulla (capacità di) persistenza dei mutamenti che
sono avvenuti, possiamo però sicuramente affermare che le differenze rispetto alla tornata immediatamente precedente, quella del 2010, sono decisamente di ampia portata.
Almeno tre sono infatti le evidenze che emergono dall’analisi di questo
appuntamento elettorale. Una prima è appunto quella che sancisce la fine del
bipolarismo anche a livello regionale e l’avvio di una (provvisoria) nuova
configurazione potenzialmente tri- o multipolare. Una seconda evidenza, che
a questa si accompagna, lascia intravvedere una destrutturazione del sistema
partitico regionale. La terza evidenza è quella verso una sempre maggiore
diversificazione degli stessi sistemi politici e partitici regionali
Ultrasonic distance sensor improvement using a two-level neural network
This paper discusses the performance improvement that a neural network can provide to a contactless distance sensor based on the measurement of the time of flight (TOF) of an ultrasonic (US) pulse. The sensor, which embeds a correction system for the temperature effect, achieves a distance uncertainty (rms) of less than 0.5 mm over 0.5 m by using a two-level neural network to process the US echo and determine the TOF in the presence of environmental acoustic noise. The network embeds a "guard" neuron that guards against gross measurement errors, which would be possible in the presence of high environmental noise
Le Riparo Mochi (Balzi Rossi, Ventimiglia, Italie) : les nouvelles fouilles
Grimaldi Stefano, Santaniello Fabio, Starnini Elisabetta. Le Riparo Mochi (Balzi Rossi, Ventimiglia, Italie) : les nouvelles fouilles. In: Bulletin de la Société préhistorique française, tome 114, n°1, 2017. pp. 169-172
Robotica educativa e aspetti non verbali nei Disturbi Specifici di Apprendimento
Il corpo del robot può costituire un corpo temporaneamente
suppletivo del corpo del bambino, in grado di svolgere le
funzioni deficitarie di orientamento e coordinazione dei
movimenti, che il bambino stesso ha pianificato? Un
esperimento in corso di realizzazione presso alcune classi
della primaria, svolto in collaborazione con l’Ufficio
Scolastico Regionale del Piemonte, intende rispondere a
questa domanda. Il lavoro è stata discusso e progettato
collettivamente; per quanto riguarda la redazione R.
Grimaldi ha scritto il paragrafo 1, P. Damiani il 2 e S.
Palmieri il 3
A sinistra, al centro o con entrambi? Le preferenze per le coalizioni di governo
Il capitolo ricostruisce inizialmente le scelte coalizionali del Partito Democratico nel tempo, per poi analizzare le preferenze coalizionali dei votanti alle primarie del PD nel 2023. Quest’ultima informazione è successivamente incrociata sia con l’autocollocazione dei selettori sul continuum sinistra-destra, sia con la scelta effettuata per l’elezione alla segreteria. I dati confermano che i selettori del PD preferirebbero che il partito si alleasse con il Movimento 5 Stelle; tuttavia, una quota rilevante è disposta anche ad allearsi contemporaneamente con i partiti centristi, come Azione e Italia Viva. In particolare, i selettori che si collocano a sinistra e quelli che hanno votato per Schlein preferiscono allearsi con il M5S, mentre la maggioranza di coloro che si dicono di centrosinistra o che hanno votato per Bonaccini preferirebbero una coalizione larga in grado di tenere insieme sia AZ-IV che il M5S
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