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    Fonti documentarie e testimonianze manoscritte per lo studio di due ospedali di Sciacca (secoli XIV-XV)

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    Il saggio mira a mettere in rilievo l’utilità che una specifica tipologia di fonte, il testamento, può rivestire per la storia degli enti assistenziali, analizzando il caso studio di Sciacca per il quale si nota una particolare ricchezza di testimonianze. Dei due testamenti con cui il mercante Antonio Pardo stabiliva la fondazione dell’ospedale di Santa Margherita e il miles Ferrerio Ferreri quella dell’ospedale di Santa Maria della Misericordia esistono diversi transunti dovuti alle complesse vicende vissute dalle due strutture, la cui storia è riportata anche in manoscritti del XVIII secolo. Il confronto e l’integrazione dei dati offerti dalle testimonianze consentono di fornire elementi essenziali per la ricostruzione della storia delle due istituzioni assistenziali più longeve di Sciacca.The essay aims to highlight the usefulness that a specific type of source, the will, can play for the history of welfare agencies, analyzing the case study of Sciacca for which there is a particular wealth of evidence. The two wills with which the merchant Antonio Pardo established the foundation of the hospital of Santa Margherita and the miles Ferrerio Ferreri the foundation of the hospital of Santa Maria della Misericordia exist in several transumpts due to the complex events experienced by the two structures, whose history is also reported in eighteenth-century manuscripts. The comparison and integration of the data offered by the various testimonies allow us to provide essential elements for the reconstruction of the history of the two longest-lived welfare institutions in Sciacca

    Sclafani, Matteo, conte di Adernò

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    Voce biografica su Matteo Sclafani, conte di Aderno

    Sulle origini del priorato cluniacense di Santa Maria delle Giummare di Sciacca (XII secolo)

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    Il priorato di Santa Maria delle Giummare di Sciacca fu fondato, secondo la tradizione, da Giuditta, figlia di Ruggero I e si attestò come unico esemplare cluniacense in Sicilia tra i numerosi priorati creati tra la seconda metà dell’XI secolo e gli inizi del XII in Italia. Nonostante la particolarità, il monastero è stato poco studiato e diversi interrogativi attendono ancora una soluzione. Il saggio analizza le questioni aperte legate alle origini del monastero e, quindi, alla data e al documento di fondazione, alla fondatrice e alla scelta dell’ordine cluniacense, restringendo l’arco cronologico in cui poté realizzarsi la fondazione e ipotizzandone le ragioni.The priory of Santa Maria delle Giummare of Sciacca was founded, according to tradition, by Judith, daughter of Roger I and attested as the only Cluniac example in Sicily among the numerous priories created between the second half of the eleventh century and the beginning of the twelfth in Italy. Despite the particularity, the monastery has been little studied and several questions have to be answered. The essay analyzes the open questions related to the origins of the monastery and, therefore, to the date and document of foundation, to the founder and to the choice of the Cluniac order, restricting the chronological period in which the foundation could be realized and hypothesizing its reasons

    I Peralta e il Val di Mazara nel XIV e XV secolo: sistema di potere, strategie familiari e controllo territoriale

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    Il volume apre nuove valutazioni sulla situazione socio-politica della Sicilia del XIV-XV secolo offrendo uno spaccato di un'epoca ambigua che vede, accanto alla presenza quanto meno nominale della monarchia, il nascere di signorie che gestiscono il potere. Attraverso l’esame di documenti inediti di archivi pubblici e privati, il libro ricostruisce la genealogia e la storia di una famiglia che, trapiantatasi in Sicilia nei primi del Trecento, forte della consanguineità con i regnanti, si è radicata nel territorio isolano attraverso un’oculata politica matrimoniale, riuscendo ad assumere un ruolo sempre più determinate nelle vicende isolane e creando una “signoria”, dotata di una propria corte con funzionari e cariche assimilabili a quelle regie, un esercito personale, una zecca dove i Peralta coniano moneta propria e una solida e vasta base fondiaria nel Val di Mazara

    Relazioni di potere e gestione patrimoniale nella Sicilia medievale. L'abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro (secoli XIII-XV)

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    Nel panorama di dispersione che caratterizza gli archivi isolani, il monastero di Santa Maria del Bosco di Calatamauro presenta la peculiarità della conservazione di un ricco tabulario custodito nel diplomatico dell’Archivio di Stato di Palermo. Il suo studio, integrato con fonti archivistiche e manoscritte, brandelli di memoria rinvenuti in diversi Archivi della Penisola, ha consentito di delineare la storia dell’abbazia, definendone la ricchezza patrimoniale e i rapporti con i poteri locali. Le trasformazioni del cenobio alla continua ricerca dell’accrescimento del culto divino fanno emergere il caso di Santa Maria del Bosco dal panorama degli eremitaggi sorti in Sicilia a partire dalla fine del XIII secolo. Benedettini, poi Olivetani e, infine, Agostiniani popolarono l’abbazia in sei secoli scanditi da uno stretto rapporto con i poteri laici dell’area, ma segnati anche da ricorrenti dispute con il vescovo di Agrigento ostinato nel tentativo di imporre la sua giurisdizione. Una storia che si districa tra poteri signorili ed ecclesiastici, Corona e Papato e che con incessanti concessioni signorili e regie e con innumerevoli donazioni di privati costruisce la grandezza del cenobio, data da un ingente patrimonio costituitosi con lasciti di privati ma accresciuto grazie all’indiscussa abilità imprenditoriale e gestionale dei monaci.In the panorama of dispersion that characterizes the island archives, the monastery of Santa Maria del Bosco in Calatamauro presents the peculiarity of the preservation of a rich tabularium kept in the diplomatic of the State Archives of Palermo. Its study, integrated with archival and manuscript sources, fragments of memory found in various Archives of the Peninsula, has made it possible to outline the history of the abbey, defining its patrimonial wealth and relationships with local powers. The transformations of the monastery in the continuous search for the growth of divine worship make the case of Santa Maria del Bosco emerge from the panorama of hermitages that arose in Sicily starting from the end of the 13th century. Benedictines, then Olivetans and, finally, Augustinians populated the abbey in six centuries marked by a close relationship with the secular powers of the area, but also marked by recurring disputes with the bishop of Agrigento obstinate in the attempt to impose his jurisdiction. A history that unravels between seigniorial and ecclesiastical powers, Crown and Papacy and that with incessant seigniorial and royal concessions and with countless donations from private individuals builds the grandeur of the monastery, given by a huge patrimony constituted with legacies from private individuals but increased thanks to the undisputed entrepreneurial and managerial ability of the monks

    Arcane pratiche e influssi satanici nell'intreccio di un triangolo familiare

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    Dall’esame degli atti di un processo di nullità matrimoniale emerge il mondo sotterraneo di pratiche popolari che si affiancavano nel Medioevo a quelle mediche. Le deposizioni dei testimoni che accusano Beatrice Rosso Spatafora, contessa di Sclafani e signora di Caltavuturo, di essere ricorsa a "medichini" per indurre il concepimento e, poi, l’aborto, a prescindere dalla realtà dei fatti difficilmente verificabile in un processo di nullità in cui le testimonianze sono costruite ad hoc per dimostrare “una verità”, rivelano l’impiego anche tra le nobildonne di riti, trattamenti empirici, formule magiche e pozioni ritenute “miracolose”.The examination of the acts of a marriage annulment trial reveals the underworld of popular practices that flanked medical ones in the Middle Ages. The testimonies of witnesses accusing Beatrice Rosso Spatafora, Countess of Sclafani and Lady of Caltavuturo, of having resorted to medicines to induce conception and then abortion, apart from the reality of the facts, which are difficult to verify in a nullity trial in which testimonies are constructed ad hoc to demonstrate 'a truth', reveal the use of rites, empirical treatments, magic formulas and potions considered 'miraculous' even among noblewomen

    Un mito da sfatare: l’«anarchia baronale» nella Sicilia aragonese

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    Il mito della cosiddetta «anarchia baronale» per lungo tempo ha permeato le opere della storiografia siciliana che ha trovato nell’anarchia la spiegazione della fine della monarchia «nazionale» e dell’intervento aragonese. Determinanti in quest’ottica le opere di R. Gregorio, M. Amari e I. La Lumia che condizionarono gli studi successivi. Il saggio ricostruisce, alla luce della storiografia più recente, il superamento di questa interpretazione mostrando come quelli condotti dalle diverse componenti dell’aristocrazia furono vani tentativi di prevalere le une sulle altre, nell’incapacità di stabilire un dominio incontrastato. Non vi fu «anarchia baronale» o volontà di sostituirsi al sovrano, ma, piuttosto, tentativi egemonici finalizzati al controllo della Corona, garanzia di legittimazione.The myth of the so-called "baronial anarchy" has long permeated the works of Sicilian historiography which he found in anarchy the explanation for the end of the "national" monarchy and the Aragonese intervention. The works of R. Gregorio, M. Amari and I. La Lumia were decisive in this perspective and influenced subsequent studies. The essay reconstructs, in the light of the most recent historiography, the overcoming of this interpretation by showing how those conducted by the different components of the aristocracy were vain attempts to prevail over each other, in the inability to establish an unchallenged dominion. There was no "baronial anarchy" or desire to replace the sovereign, but rather hegemonic attempts aimed at controlling the Crown, a guarantee of legitimation

    Una fonte dalle molteplici valenze e chiavi di lettura: il testamento nel tardo Medioevo siciliano

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    Attraverso l’esame di testamenti editi e inediti dell’aristocrazia siciliana, il saggio si propone di illustrare le diverse chiavi di lettura offerte da questa tipologia di fonte che permette di ricostruire elementi biografici, rapporti familiari, religiosità personale, aspetti economici, sociali e geografici. Verranno messe in luce le principali caratteristiche e le costanti dei testamenti in modo da fornire gli strumenti per la lettura e lo studio di questo tipo di fonte. Ricchissimo di dati, il testamento, specchio del vissuto e della morte, espressione della finitezza umana, offre speranze di redenzione mediante i legati pro anima e i legati pro malis ablatis incertis, ma, al contempo, diviene per il testatore strumento di autoelogio ed espressione della consapevolezza del proprio lignaggio.Through the examination of edited and unpublished wills of the Sicilian aristocracy, the paper aims to illustrate the different reading keys offered by this source typology that allows to rebuild biographical elements, family relationships, personal, religious, social, and economic aspects. The main characteristics and constants of wills will be highlighted to provide the tools for reading and studying this type of source. The testament, rich source of data, mirror of life and death, an expression of human finitude, offers hope for redemption through bequests pro anima and pro malis ablatis incertis, but, at the same time, becomes for the testator an instrument of self-praise and expression of the awareness of his lineage

    Moncada

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    Nell’ambito del censimento sulla signoria rurale nell’Italia del tardo Medioevo, viene ricostruita la storia della signoria dei Moncada dalla formazione, all’apogeo, alla crisi con particolare riferimento all’amministrazione della signoria.As part of the census on rural lordship in late Middle Ages Italy, the history of the Moncada lordship is reconstructed from its formation, to its heyday, to the crisis with particular reference to the administration of the lordship

    Peralta

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    Nell’ambito del censimento sulla signoria rurale nell’Italia del tardo Medioevo, viene ricostruisce la storia della signoria dei Peralta dalla formazione, all’apogeo, alla crisi con particolare riferimento all’amministrazione operata dai conti di Caltabellotta.As part of the census on rural lordship in late Middle Ages Italy, the history of the Peralta lordship is reconstructed from its formation, to its heyday, to the crisis with particular reference to the administration operated by the Counts of Caltabellotta
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