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Considerazioni sulla legittimazione processuale in epoca giustinianea: D. 40.12.1 pr. e il processo di libertà
RC. A Emmanuelle Chevreau, Le temps et le droit. Le rèponse de Rome. L’approche du droit privè, Paris. De Boccard 2006,
De nuevo sobre "pacto de quota lite". Breves consideraciones sobre la reforma de Constantino y la cesión del crédito litigioso
Tradizione tardoantica di una lex regia. Serv. in Verg. Georg. 3.387 e Servio auct. Verg. buc. 4.43
La letteratura romanistica ha da sempre citato la fondamentale norma Numaica in
materia di omicidio involontario menzionata nei manuali e nella letteratura specialistica per avere
distinto per la prima volta tra volontarietà ed involontarietà dell'azione criminale. Ma assai
raramente essa ha tentato una spiegazione in merito alla differente formulazione della disposizione
numaica che la tradizione offre. Il lavoro prende in esame due fonti tratte dai commentari a Servio
che danno notizie in merito alla disciplina d'epoca regia relativa all'omicidio involontario. Il primo è
tratto dal commento al terzo libro delle Georgiche di Virgilio, riconosciuto come il cd. Servio
autentico, il secondo è un commento ai versi delle Bucoliche (Verg. ecl.4.43-44), il cd. Servio
auctus o danielino. ICon il presente lavoro l'autrice evidenzia ed argomenta dettagliatamente la
natura dei due commenti presi in esame, dando una spiegazione circa la diversa formulazione della
norma giuridica
Note sull'adsertor in libertatem
Emerge dalle fonti esaminate una cd. linea familaire all'interno della quale veniva compiuta la adsertio in libertatem.Il lavoro prende le mosse dalle più antiche testimonianze plautine in cui è usata l'espressione liberali iam adseres causa manu; nelle medesime fonti frequente è la testimonianza di confusioni relative allo stato giuridico di uno schiavo.Tracce generiche in tal senso in Cicerone e Livio. Il contributo esamina le testimonianze in materia di processo di libertà e conclude in favore di una lienea familiare della adsertio. E' probabile infatti che l'interesse ad agire si qualifichi orignariamente in capo al padre, in una prospetiva in cui la potestà sul figlio e quella sullo schiavo sono espressioni della medesima signoria
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