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Alfabeti aforistici italiani del Novecento
Il saggio tratta il rapporto tra aforismi e alfabeti, relazione frequente, quasi naturale e implicita. Già il termine aforisma, con la collocazione al principio dell'alfabeto, apre alla prospettiva di una generale riscrittura del mondo. Sono stati molti gli scrittori italiani di aforismi appassionati di dizionari. Essi hanno usato questa modalità anche per le proprie raccolte di aforismi. In quest'ottica Ruozzi analizza alcune opere di aforismi di Niccolò Tommaseo, Giovanni Papini, Pitigrilli, Gesualdo Bufalino, Guido Ceronetti, Giuseppe Pontiggia
Commentare il mondo con la forma breve
Attraverso le forme brevi alcuni grandi scrittori hanno commentato con penetrante lucidità il proprio tempo, come se esse fossero note in calce alla cronaca e alla storia. In questo saggio Ruozzi tratta in quest'ottica gli Adagia di Erasmo da Rotterdam, i Ricordi di Guicciardini, le Note azzurre di Carlo Dossi, le Scorciatoie di Umberto Saba
La letteratura dell'Italia unita
Il saggio studia e discute le proposte didattiche sulla letteratura italiana dell'Italia unita da De Sanctis a Contini alle recenti disposizioni ministeriali per l'esame di stato. Particolare attenzione è dedicata alla letteratura delle donne nel Novecento
Formiche e cicale
All'interno di una ricognizione complessiva della presenza e del significato degli animali nella letteratura italiana, il presente contributo studia la presenza del binomio esopico di formiche e cicale, con particolare attenzione ai cambiamenti novecenteschi
Autori e modelli di forme gnomiche umanistiche e rinascimentali
Il saggio prende in esame gli autori, le opere e le varie tipologie di forme gnomiche italiane nell'Umanesimo e nel Rinascimento. Sono in particolare presentati e analizzati i "Detti piacevoli" di Poliziano, le "Facezie" di Poggio Bracciolini, i "Ricordi" di Guicciardini, i "Paradossi" di Ortensio Lando, gli epigrammi di Beccadelli e Pontano
Idilli lombardi
Studio della brillante interpretazione di Piero Chiara dei Promessi sposi di Alessandro Manzon
Introduzione
Luigi Malerba ha dedicato al genere del racconto un’attenzione costante e duratura. Ha pubblicato cinque volumi di racconti e un sesto da lui preparato è stato stampato postumo: La scoperta dell’alfabeto (Bompiani, 1963 e 1971), Le rose imperiali (Bompiani, 1974), Dopo il pescecane (Bompiani, 1979), Testa d’argento (Mondadori, 1988), Ti saluto filosofia (Mondadori, 2004), Sull’orlo del cratere (Mondadori, 2018).
Questa raccolta completa attesta un lavoro sistematico di Malerba sul racconto, nella prospettiva di rivisitare e rinnovare quella che è stata in Italia una delle forme letterarie più importanti, decisiva per la pratica e l’immaginazione narrativa.
In quarant’anni di narrativa e di racconti Malerba conduce con caparbietà la propria indagine sulla natura sociale degli umani. Li osserva e descrive negli appennini, nelle metropoli, nelle corti cinesi, vaticane e bizantine, nella civiltà agricola e in quella industriale, burocratica e tecnologica, nel presente e nel passato, ogni volta teso a scoprire «l’anello che non tiene» e che però, per assurdo, continua a tenere, riprodursi e moltiplicarsi
Prospettive umanistiche e rinascimentali
Presentazione e analisi degli studi di Fiorenzo Forti sull'Umanesimo e il Rinascimento (Boiardo, Carbone, Carlo da San Giorgio), anche attraverso l'interpretazione di L. A. Muratori e R. Bacchell
Se tu segui tua stella, non puoi fallire. I grandi narratori raccontano il loro Dante
Grandi narratori italiani e stranieri raccontano il loro rapporto di influenza e di ispirazione con Dante Alighier
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