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Ci sarebbe una marea di energia
Con la presente nota, si ha lo scopo di analizzare le potenzialità, i possibili impatti ambientali e gli eventuali altri aspetti negativi dei principali sistemi di conversione dell’energia del mare (onde, gradiente termico, maree) che hanno raggiunto almeno lo stadio di sperimentazione, trascurando volutamente quindi le tecnologie, rinvenenti da brevetti, riguardanti l’utilizzo delle correnti marine e del tasso di salinità, delle quali, finora, non è stato realizzato alcun impianto dimostrativo
Environmental performance and trends of the world's semiconductor foundry industry
The semiconductor foundry industry faces the challenge of reducing its high environmental impact, mainly due to its energy- and water-intensive processes and significant generation of waste. To date, no other study has focused on the assessment of the environmental performance and related historical trends of this industry as a whole. Methodologically, the first step was to analyze and process a large quantity of economic, production, and environmental data, available in the Corporate Social Responsibility reports of a companies' sample, highly representative of the entire world's foundry industry (about 70% of the global revenue of the related sector). It was thus possible to calculate, using a common manufacturing index (MI) and after appropriate data processing, some key performance indicators, along a significant decade (2012-2021), marked by deep political, economic, and health crises. Some of the main findings of this study are that, over this 10-year period, the increases in technological capacity (patents), wafer production, and revenue (400%, 183%, and 172%, respectively) are matched by a significant increase in hazardous waste generation per MI (20%; 239% in absolute value) and a much larger increase in general waste generation per MI (135%; 568% in absolute value). The indicators of energy, water, and revenue per MI are substantially unchanged. A substantial decrease occurs in GHG1&2 emissions per MI (-32%), mainly due to significant investments in renewable energy sources. The findings of this research could help and guide upcoming sustainability policy decisions and encourage business-to-business collaboration and the adoption of better environmental production practices
Implementing Sustainable Development Goals in Lithium Mining: Strategies for a Greener Future
The chip manufacturing industry: Environmental impacts and eco-efficiency analysis
Semiconductor manufacturing has followed the fate of a large part of industrial production: many companies, around the world, have maintained higher functions (design and engineering) and outsourced other production stages to third-party manufacturers, located mostly in Asia. Some chip companies have thus become "fabless" firms, commissioning the "fabrication" of their product to wafer "foundries" or "fabs". For the first time, in this paper, by calculating and subsequently analyzing various key environmental performance indicators (KEPIs) from the data of the fabs Corporate Social Responsibility (CSR) reports, the environmental impacts and the eco-efficiency of the world's leading semiconductor foundries are analyzed and assessed. The aim is to highlight the relations between company size, technological capacity and environmental impact. A preliminary homogenization was necessary to process the company original data and indicators, often related to different units of production, and to obtain raw data in absolute value. Subsequently, adopting a single common manufacturing index (MI), it was possible to obtain and use new comparable performance indicators and KEPIs. The consequent comparative assessment allowed to give a reliable overall picture of the current resource consumption and pollution of this highly strategic sector, highlighting its next heavy environmental challenges. The result, in fact, is that, differently to what happens in many other sectors, in the semiconductor industry, larger company size (higher revenue), higher value added per wafer produced (higher revenue/MI), and higher technological capacity (higher R&D expenses and smaller technology node) are not always related to lower quantities (per unit of production) of water, energy, waste, wastewater and GHG emissions. It is hoped that, for the future, foundry firms, especially those with the most advanced technologies, will invest much more to optimize their resource use and to further reduce GHGs emissions and waste generation
La legislazione internazionale sui rifiuti pericolosi. La situazione dei principali paesi asiatici
I paesi esaminati nella nota, presentano diversi gradi di sviluppo della gestione ambientale. Rappresentative sono infatti le situazioni ambientali e normative delle due nazioni più popolate della terra (Cina e India) e del Giappone, uno dei paesi più industrializzati del mondo. I programmi ambientali in Cina e India sono ancora relativamente nuovi. La gestione dei rifiuti tossici e nocivi è ancora ai primi passi, inoltre le tecnologie di trattamento e smaltimento sono primitive e l'equipaggiamento tecnologico è molto povero. Nessuno degli attuali siti di smaltimento, infatti, soddisfa i criteri minimi di sicurezza. In parte ciò è dovuto ad una mancanza di fondi e di capacità manageriali. Come risultato di questa situazione gli incidenti sono innumerevoli. Il Giappone ha le leggi ambientali più sofisticate, che si sono sviluppate in risposta agli sviluppi della normativa americana ed europea sul controllo dell'inquinamento. Comunque, la storia giapponese, fatta di leggi permissive (v. clausola dell'armonia) sui rifiuti, ha ingigantito e complicato il problema della gestione dei rifiuti pericolosi, prova ne sono i più alti costi di trattamento e smaltimento in confronto a quelli americani pur in presenza di un più alto livello tecnologico
La legislazione internazionale sui rifiuti pericolosi: la situazione in Europa
La legislazione sui rifiuti pericolosi continua ad essere complessa e di non facile interpretazione. Inoltre, sebbene esistano principi di base comuni, le varie legislazioni esistenti, essendo concepite per far fronte ad esigenze locali e contingenti, tendono a variare nei contenuti da una giurisdizione all'altra. Questo è particolarmente vero in Europa, dove in aggiunta alla normativa comunitaria, ogni stato membro ha il proprio corpo di regole ambientali, che si pone spesso in contrasto con quelli degli altri organismi nazionali. Nella presente nota, si analizzano le varie legislazioni europee esistenti nel campo della gestione dei rifiuti pericolosi, approfondendo, soprattutto, le differenti definizioni legislative di rifiuto pericoloso
Energia dal mare
Oltre all’energia delle biomasse, da tempo si è pensato, come è noto, anche all’energia dal mare, molto attraente dal punto di vista ambientale, dal momento che è pulita, rinnovabile e disponibile in quantità illimitata. Sfortunatamente, le tecnologie attualmente disponibili per convertire l’energia degli oceani su vasta scala sono ancora ai primi passi del loro sviluppo e presentano altissimi costi d’impianto. L’analisi condotta espone lo stato dell’arte delle principali tecnologie di conversione disponibili e le relative potenzialità commerciali
EU states normative laws and standards on quality of compost and its agricultural use
Il mercato potenziale del compost, considerando il fabbisogno dell’agricoltura europea, è praticamente illimitato. Tuttavia, allo scopo di superare l’attuale situazione di stallo è necessario garantire al mondo agricolo certezza sulle caratteristiche qualitative del compost attraverso l’uso di appropriati strumenti legislativi e standard tecnici. Nella presente nota, sono state esaminate le principali legislazioni e norme di qualità del compost di qualità esistenti all’interno dei diversi paesi della UE. Deriva una situazione che, oltre a rendere incerta l’individuazione del prodotto di qualità, impedisce anche il libero scambio tra i paesi membri. Si rende, quindi, quanto mai auspicabile un immediato intervento del legislatore comunitario che armonizzi la materia e ponga fine a diffuse situazioni di confusione ed incertezza
Definizioni di rifiuto nei paesi dell'Unione Europea
Mentre la quantità di rifiuti prodotti ogni anno è in sensibile diminuzione in alcuni paesi, grazie a norme efficaci che consentono la prevenzione, il riutilizzo ed il riciclaggio, la legislazione sui rifiuti in Europa, e la relativa gestione, rimangono molto complesse. La stessa definizione di rifiuto è vasta ed imprecisa. La difficoltà di stabilire definizioni chiare ed univoche lascia la porta aperta a differenze di interpretazione a seconda degli interessi delle varie partì coinvolte. Conseguenza di ciò è che definizioni non chiare diventano una barriera alla protezione dell'ambiente, allo sviluppo economico ed alla gestione ottimale dei rifiuti. Lo scopo della presente nota è di analizzare le diverse definizioni legali di rifiuto in seno alla Comunità e nei singoli stati membri
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