1,721,135 research outputs found

    Malattie che producono mostri: l'epilessia al tempo di Lombroso

    No full text
    Relazione scientifica presso l'università degli studi di Napoli "Federico II" in merito al tema della "invenzione" dell'epilessia come patologia criminogena da parte della scuola positiva di diritto penal

    "Lombroso nelle Pampas: Il positivismo penale in Argentina"

    No full text
    Per il ciclo di tre seminari intitolato “Utopie punitive” - organizzati da Paolo Marchetti, docente di Storia del diritto e della scienza penale - tre studiosi di università italiane ripercorreranno le vicende storiche di alcuni profili del diritto penale e delle scienze criminologiche. Emilia Musumeci, docente dell’Università di Catania, parlerà del tema del libero arbitrio e del suo rapporto con il diritto penale. Tema tornato di stretta attualità a seguito dei recenti progressi nel campo delle neuroscienze e degli studi sulla genetica. Michele Pifferi, docente dell’Università di Ferrara, affronterà, invece, il dibattito sulle finalità rieducative e correzionali della sanzione penale, partendo dalle sue origini ottocentesche. Infine Francesco Rotondo, docente dell’Università Federico II di Napoli, affronterà la questione della capacità espansiva della scuola penale positiva oltre i confini italiani, parlando della situazione argentina

    Pietro Gori e la Scuola positiva in Argentina

    No full text
    Comunicazione seminariale intorno al tema della diffusione del positivismo penale italiano in Sudameric

    Cultura giuridica italiana e codice penale brasiliano del 1890

    No full text
    L'intervento ha avuto per argomento il rapporto tra cultura giuridica italiane e brasiliana intorno al diritto penale, in particolare in relazione al Codigo penal brasileiro del 189

    Angelo Zuccarelli e la rivista "L'Anomalo". Una riflessione sull'antropologia criminale di fine Ottocento a Napoli

    No full text
    Comunicazione scientifica sulla rivista di antropologia criminale "L'Anomalo" fondata e diretta dal medico-legale Angelo Zuccarell

    Un dibattito per l’egemonia. La perizia medico legale nel processo penale italiano di fine Ottocento

    No full text
    ABSTRACT Francesco Rotondo, Un dibattito per l’egemonia. La perizia medico legale nel processo penale italiano di fine Ottocento, in: “Rechtsgeschichte”, 12 (3/2008), Frankfurt am Main, pp. 108-143. Il contributo colloca il tema della perizia medico-legale sullo sfondo della definizione dei rapporti tra scienza medica e scienza giuridica in Italia, nel periodo a cavallo tra la seconda metà del XIX e l’inizio del XX secolo. Lo strumento della perizia medico-legale appare centrale per la ricostruzione di quel processo di integrazione o interferenza del sapere psichiatrico nel discorso giuridico relativo alla criminalità e alla devianza che M. Foucault definì come il tentativo di medicalizzazione della penalità e che coinvolse, a livello internazionale, una gran parte della penalistica del tempo. L’indagine si concentra in particolare sulla riforma della disciplina dell’istituto tra il codice di procedura penale del 1865 e quello del 1913. Pur prendendo in considerazione una pluralità di fonti, l’autore ha privilegiato l’analisi delle riviste giuridiche “di scuola” – tra queste la Rivista penale di Luigi Lucchini e l’Archivio di psichiatria, antropologia criminale e scienze penali per servire allo studio dell’uomo alienato o delinquente di Lombroso, Ferri e Garofalo - poiché rappresentano osservatori indispensabili per recuperare i fili di un dibattito scientifico lungo e frammentato da contingenze politico-parlamentari. Lo studio si inserisce in un ampio campo d’indagine intorno alla “modernizzazione” che il diritto penale conobbe nel XIX secolo e fornisce una ricostruzione originale circa il tentativo di medici e psichiatri, legati alla “scuola positiva italiana”, di assumere un ruolo centrale all’interno del processo penale

    Diritto penale e malattia: l'epilessia al tempo di Lombroso

    No full text
    La scuola italiana di antropologia criminale, continuamente alla ricerca di una più accurata eziologia del criminale, introdusse, a partire dal 1884, la categoria dell'epilessia quale paradigma organico-patologico del crimine e della follia. La spiegazione della criminalità attraverso la patologia epilettica condusse Lombroso e i suoi allievi a presentare una teoria sull'origine biologica della devianza collegata ad una causa osservabile e riproducibile empiricamente. Questo contributo cerca di descrivere i criteri e le strategie attraverso le quali la scuola lombrosiana condusse tale operazione

    Migrare in Argentina tra Otto e Novecento. Dalla politica di accoglienza alla difesa sociale

    Full text link
    L'Argentina si comportò in materia di migrazione dapprima da nazione ultra-accogliente favorendo l'immigrazione con lo scopo principale di attrarre forza-lavoro soprattutto per sfruttare al meglio le risorse agricole e potenziare l'allevamento del bestiame, cercando così di entrare nel mercato mondiale come paese esportatore di materie prime. Dalla Costituzione del 1853 alla ley Avellaneda del 1876 il disegno del padre costituente J.B. Alberdi (governar es poblar) parve funzionare perfettamente se si pensa che la popolazione raddoppiò e l'Argentina strinse accordi economici con numerosi paesi europei, in particolare con l'Inghilterra. A partire dagli anni '80 dell'Ottocento, invece, l'oligarchia argentina iniziò a manifestare qualche insofferenza nei riguardi degli immigrati, in particolare quelli spagnoli e italiani. Tale inversione di tendenza fu sostenuta dal positivismo penale, la criminologia lombrosiana che ebbe molto seguito in Argentina, ma che non incise tanto sulla legislazione quanto sugli strumenti di interpretazione della criminalità, come il dato etnico-razziale. A lungo fu sostenuta la tesi che l'immigrazione sudeuropea rappresentasse un pericolo per via della naturale tendenza criminale di questi popoli, ma a mio avviso la questione è un po' più complessa. Soprattutto in riferimento alle leggi del 1902 e del 1910, che posero un freno all'immigrazione e misero in funzione strumenti amministrativi per l'espulsione degli stranieri indesiderati, si può sostenere che italiani e spagnoli furono in realtà criminalizzati perché attivi nelle rivendicazioni sociali. In particolare l'Argentina fu uno dei pochi paesi al mondo ad avere dei sindacati ove la componente anarchica (di origine principalmente italiana e spagnola) fu largamente dominante. Sostengo quindi che l'élite argentina usò pregiudizi razziali al fine di colpire le prime associazioni operaie, preoccupandosi di espellere non tanto criminali comuni, quanto gli agitatori politici più pericolos

    Itinerari lombrosiani in Argentina

    No full text
    Lezione seminariale sulla diffusione sudamericana delle teorie del positivismo penale italiano sul finire dell'Ottocent

    Italiani d'Argentina

    No full text
    La relazione affronta il tema dell'accoglienza e del respingimento riservati ai migranti italiani in Argentina tra Ottocento e Novecento. Si analizzano le politiche di inclusione e esclusione che la Republica Argentina adottò nei confronti dei migranti sudeuropei
    corecore