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    Economic growth before the Industrial Revolution: Rural production and guilds in the European Little Divergence

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    This paper explains how England became a high-income economy from the 15th to 18th centuries. The appropriate level of natural land suitability in the northern region of England before the Industrial Revolution was pivotal in weakening guilds’ power and the diffusion of rural manufacturing. Unlike other European countries, those elements turned into a more efficient allocation of capital between cities and the rural areas and a more efficient shift of labor time from agriculture to manufacturing in the countryside, resulting in a higher income per capita by 1750.High-wage economy Pre-industrial economy Little divergence Rural manufacturing Land suitabilityHigh-wage economy Pre-industrial economy Little divergence Rural manufacturing Land suitabilit

    Il coordinamento tra imprese e sindacati negli anni settanta

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    La crescita economica della Golden Age (1950-1971) ha trovato il fondamento nell’assetto istituzionale europeo, che attraverso l’utilizzo di strumenti differenti tra i diversi Paesi ha raggiunto un equilibrio cooperativo tra interessi corporativi, quelli dei lavoratori e degli imprenditori, garantendo aumenti dell’occupazione e del reddito senza precedenti nella storia europea. La rottura di tale equilibrio per effetto dell’obsolescenza istituzionale è considerata, insieme a fattori di contesto macroeconomico internazionale, essenziale nel rallentamento dell’economia europea marcando il tratto distintivo con la precedente fase di crescita accelerata. Il presente lavoro dimostra, al contrario, che l’equilibrio cooperativo tra sindacati e imprese è sopravvissuto anche durante il corso degli anni Settanta del XX secolo prolungando di un decennio la fase di crescita accelerata in Europa. Dal crollo del sistema di Bretton Woods e fino al 1979, l’obsolescenza istituzionale è stata contrastata da appropriate politiche economiche che durante gli anni Settanta contribuirono a mantenere stabile l’equilibrio cooperativo tra imprese e sindacati attraverso la realizzazione di tassi di interesse reale particolarmente bassi, e in talune circostanze negativi. In particolare, i controlli sui capitali e le politiche monetarie espansive hanno permesso di ridurre il tasso di interesse reale impedendo la fuoriuscita all’estero di risparmio e consentendo di finanziare gli investimenti interni. Il meccanismo di coordinamento si arresta dal 1979 in poi in congiunzione con la nuova architettura dello SME che non consente più di gestire con piena discrezione il tasso di interesse, con l’accelerato processo di globalizzazione e con la perdita di efficacia dei controlli sui capitali. È solo allora che si manifesta nella sua interezza l’obsolescenza delle istituzioni economiche del secondo dopoguerra
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