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La comunicazione e la disciplina della pubblicità (anche comparativa) dei prodotti alimentari.
Commento al Codice Ambientale
Oggetto del lavoro è il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, che viene presentato nella versione aggiornata alla legge 6 agosto 2008, n. 133, e fino alla sentenza della Corte costituzionale 10 ottobre 2008, n. 335.
Il testo normativo, rielaborando le norme precedentemente in vigore in materia, secondo un disegno unitario costruito sulla base di principi, si presenta come un vero e proprio Codice che viene analizzato nel suo complesso e commentato approfonditamente dagli Autori, ma a differenza del tradizionale sistema dei commentari che opera secondo l’ordine delle norme e articolo per articolo, il lavoro del presente volume si distingue per Parti, al fine di esporre, nel modo più unitario e completo possibile, la normativa in esse contenuta.
In particolare, delle oltre 700 pagine di commento dedicate al decreto legislativo n. 152/2006 (distinto nelle seguenti parti: principi generali, procedure di valutazione di compatibilità, acque, rifiuti, emissioni in atmosfera e danno ambientale), M. Benozzo ha curato la stesura di oltre 350 pagine di commentario, tra rifiuti e danno ambientale.
Riguardo la prima parte, quella sui rifiuti, sono stati articolati tre autonomi commenti, su “La gestione dei rifiuti”, “la bonifica dei siti contaminati” e “il sistema sanzionatorio”, ognuno dei quali si presenta di approfondimento dei singoli istituti e delle nozioni e dei concetti giuridici, secondo approcci innovativi e tesi originali, con l’apporto di ampi richiami giurisprudenziali e dottrinari anche passati.
Riguardo la seconda parte, quella sul danno ambientale, è stato redatto un commento approfondito e di ricostruzione storica dell’istituto, fin dalle origini della politica a tutela dell’ambiente e prima ancora dell’istituzione del Ministero dell’ambiente ad opera della legge n. 349/1986, per poi ripercorrerne l’evoluzione fino al nuovo Codice commentato, con ampie analisi supportate da richiami giurisprudenziali e degli autori di maggior autorevolezza
LA QUESTIONE DELLA DURATA E DELLA RINNOVAZIONE TACITA DELLA CONCESSIONE IN GODIMENTO DEI TERRENI PUBBLICI A VOCAZIONE AGRICOLA ALLA RICERCA DI UN PRECARIO EQUILIBRIO FRA LABIRINTI NORMATIVI E DEDALI GIURISPRUDENZIALI
Qualche parola sui fondamenti della "sicurezza" anche nel percorso del dopo Lisbona
La complessità del tema impone di riflettere sul significato e sui fondamenti giuridici della sicurezza alimentare, che trovano riscontro in fonti multilivello. Ciò porta a ragionare su di un sistema che non può lasciare da parte i punti di partenza, contestualizzando il significato proprio di "sicurezza alimentare" e dei problemi ad essa associati
Agricoltura e ambiente
La relazione affronta il tema delle competenze statali e regionali nelle materie della tutela dell’ambiente e dell’agricoltura, ascritte rispettivamente , a seguito della revisione costituzionale del 2001, alla competenza esclusiva dello Stato la prima , residuale delle regioni la seconda. La delimitazione degli oggetti ascrivibili ai due ambiti materiali fa emergere interferenze bidirezionali e reciproche sovrapposizioni, che richiedono spesso interventi arbitrali del Giudice delle leggi per il loro scioglimento. Il lavoro tenta di ricostruire i possibili confini delle due materie, avvalendosi delle indicazioni fornite dalla prassi legislativa e, soprattutto dei criteri elaborati dalla giurisprudenza costituzionale. Con riferimento a quest’ultima si segnala come negli anni immediatamente successivi alla revisione del Titolo V Cost. si sia mantenuto un indirizzo interpretativo che non presenta soluzioni di continuità rispetto alla giurisprudenza pre-riforma, nonostante l’espressa attribuzione allo Stato del titolo competenziale in materia ambientale, che continua ad essere considerata in prevalenza un valore costituzionale di portate trasversale che consente anche interventi da parte del legislatore regionale. In conclusione, tuttavia, si evidenzia come dalle sentenze più recenti emergano indizi che fanno pensare ad un possibile revirement giurisprudenziale da parte della Corte costituzional
Il diritto agrario e alimentare come laboratorio del diritto dell'economia: il ruolo del giurista
Dapprima fu il diritto agrario a costituire, nella neonata Comunità economica europea, la fucina entro la quale si elaborarono alcune soluzioni istituzionali nuove, e alcuni principi del diritto della futura Unione europea. Poi è stato il diritto agroambientale, infine quello alimentare, entrambi nati, nell'ordinamento UE, dalla matrice del diritto agrario europeo.
Il giurista che si occupa di queste materie ha, pertanto, un compito peculiare, e un dovere preliminare: il compito è la capacità di verificare sul difficile campo dell'economia l'impatto delle norme giuridiche; il dovere preliminare è quello di affrontare quello studio con una solida base di conoscenze tecniche del settore economico di cui si occupa.
Questa peculiare competenza del giurista economico – di saper compiere costantemente valutazioni di impatto delle normative che regolano i settori di cui si occupa – deve esercitarsi sia sull’assetto esistente che su quello futuro: egli deve essere, nel contempo, coscienza critica e strumento. In quanto coscienza critica della legislazione, deve saperne evidenziare inadeguatezze e inefficienze, punti critici, necessità di intervento, ma anche di non-intervento (il cambiamento è spesso utile, e talvolta persino necessario; ma troppo spesso si dimentica che alcune volte occorre non cambiare affatto: il giurista in tali casi deve rendersene conto, ed evitare interventi peggiorativi); in quanto strumento, egli deve essere coscienza critica del policy maker, essere utile per orientare (o ri-orientare) le normative future.
In più, il giurista dell’economia deve confrontarsi con un fenomeno capace di rendergli la vita ancor più complicata, nato negli ultimi decenni e recentemente divenuto predominante: il policentrismo delle fonti. Anche a questo, tuttavia, lo studioso del diritto agrario è avvezzo; anzi, egli potrebbe considerarsi vera e propria “punta avanzata” del diritto dell’economia, proprio perché il settore agrario e alimentare è, fra tutti, quello che più ha sperimentato negli ultimi decenni la sovrapposizione di livelli di normazione. Da molti anni egli è ormai rassegnato a trattare un sistema di fonti non soltanto “multilivello”, ma a dir poco magmatico
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