1,721,151 research outputs found

    RAPPRESENTAZIONE DELLA MORTE E ATTITUDINE AL SUICIDIO NELL'ANZIANO

    No full text
    Il suicidio nella terza e quarta età assume dimensioni sempre più proccupanti e per questo problema è stato inserito nelle politiche dell’OMS inerenti alla promozione della salute, nell’ambito della prevenzzione. Focalizzando l’attenzione sulle varibili psicosociali relative all’ambiente di vita (vita in famiglia, nella propria casa, o in una casa di riposo) e sulla relazione tra rappresentazione della morte e attitudine al suicicio, questa ricerca presenta i risultati di uno studio realizzato su 235 soggetti anziani della Lombardia. Il lavoro è stato realizzato utilizzando a) la scala di atteggiamento relativa al suicidio Reasons for Living Inventory [RFL] di Marsha Linehan (1983); b) l’analisi del contenuto (ACL) per rilevare la rappresentazione della morte. I risultati mostrano che la vita in famiglia o nella propria casa è un importante fattore di protezione rispetto all’idea suicidaria

    RUOLI SOCIALI FEMMINILI E RAPPRESENTAZIONE DELLA FAMIGLIA DA PARTE DI PROSTITUTE IMMIGRATE

    No full text
    Il presente articolo si inscrive nell’universo della psicologia sociale culturale e considera un aspetto particolare della attuale condizione della donna in Occidente: la riduzione in schiavitù di immigrate, costrette a prostituirsi. Si tratta di una realtà che in questi ultimi decenni coinvolge tutta l’Europa e in Italia assistiamo al fenomeno dimostrando per un verso una certa difficoltà nel gestirlo, per l’altro la volontà politica di restituire dignità a tali persone. In questa sede presentiamo i primi risultati di una ricerca sul campo in corso di svolgimento, analizzando un aspetto puntuale della situazione, quello che inerisce alle rappresentazioni da parte di tali donne, relativamente all’uomo e all’idea di famiglia. In tal senso si indaga l’eventualità che queste persone non siano in grado di operare una discriminazione tra “uomo che riduce in schiavitù” e “uomo dei desideri”

    Una scuola virtuale per una comunità reale

    No full text
    Il capitolo discute gli aspetti psicosociali rispetto alle modalità di costruzione cooperativa della conoscnza attraverso la comunicazione mediata da computer nei percorsi di formazione scolastica e nella formazione permanente

    MOTIVAZIONE ALL'ASTINENZA: CONFLITTO SOCIALE TRA FIDUCIA E SFIDUCIA PUNITIVA

    No full text
    Nel presentare i risultati di una ricerca sul campo, svolta in 8 Comunità Terapeutiche [CT] del Sud Italia, su 78 tossicodipendenti IUDs (Iniecting Drug Users) di cui 37 in regime alternativo al carcere e 41 senza pendenze giudiziarie, vengono prese in analisi le differenti forme di rappresentazione progettuale della vita e la motivazione alla cura nei due gruppi di soggetti (gli strumenti utilizzati sono: l’intervista semistrutturata sulle cui risposte è stata effettuata l’Analisi delle Corrispondeze Lessicali [ACL] con Spad-T e il Reasons for Living Inventory [RFL]). Il tema è affrontato per considerare il problema della pericolosità della logica punitiva come quella espressa dalle recenti volontà di revisione del DPR 390/90 (proposta del 13.11.2003). Il conflitto tra la devianza della tossicodipendenza e la regolamentazione sociale non si risolve con la depersonalizzazione dei devianti ma con la loro maturazione che si compie percorrendo il crinale che passa attraverso la dialettica speranza-fiducia-responsabilità. L’articolo discute la tesi facendo ricorso a riferimenti sociologici e psicosociali, per evidenziare come i dati della ricerca siano indicativi della necessità che venga mantenuto al centro di qualsiasi intervento che richieda un cambiamento del modo di gestire l’esistenza l’attivazione motivazionale del soggetto coinvolto

    Decoding cognition in neurodevelopmental, psychiatric and neurological conditions with multivariate pattern analysis of EEG data

    Full text link
    Multivariate pattern analysis (MVPA) of electroencephalographic (EEG) data represents a revolutionary approach to investigate how the brain encodes information. By considering complex interactions among spatiotemporal features at the individual level, MVPA overcomes the limitations of univariate techniques, which often fail to account for the significant inter- and intra-individual neural variability. This is particularly relevant when studying clinical populations, and therefore MVPA of EEG data has recently started to be employed as a tool to study cognition in brain disorders. Here, we review the insights offered by this methodology in the study of anomalous patterns of neural activity in conditions such as autism, ADHD, schizophrenia, dyslexia, neurological and neurodegenerative disorders, within different cognitive domains (perception, attention, memory, consciousness). Despite potential drawbacks that should be attentively addressed, these studies reveal a peculiar sensitivity of MVPA in unveiling dysfunctional and compensatory neurocognitive dynamics of information processing, which often remain blind to traditional univariate approaches. Such higher sensitivity in characterizing individual neurocognitive profiles can provide unique opportunities to optimise assessment and promote personalised interventions

    LE RAPPRESENTAZIONI DELL'UOMO DA PARTE DI PROSTITUTE IMMIGRATE

    No full text
    Il presente articolo si inscrive nell’universo della psicologia sociale culturale e considera un aspetto particolare della attuale condizione della donna in Occidente: la riduzione in schiavitù di immigrate, costrette a prostituirsi. Si tratta di una realtà che in questi ultimi decenni coinvolge tutta l’Europa e in Italia assistiamo al fenomeno dimostrando per un verso una certa difficoltà nel gestirlo, per l’altro la volontà politica di restituire dignità a tali persone. In questa sede presentiamo la seconda parte di una ricerca sul campo in corso di svolgimento, analizzando un aspetto puntuale della situazione, quello che inerisce alle rappresentazioni da parte di tali donne, relativamente all’idea di famiglia (riprendendo la prima parte della ricerca; cfr. Testoni, Tacchini, Ronconi, 2001) e all’idea di uomo. È possibile ipotizzare che alcune contraddizioni essenziali caratterizzino la cultura occidentale, le quali sono determinate dal persistere di alcune modalità di gestire la differenza di genere. Ciò significa indagare due livelli: a) le caratteristiche del rapporto uomo-donna e le conseguenti funzioni dei ruoli femminili; b) le rappresentazioni della famiglia in rapporto all’identità sociale femminile. A questa dimensione di collega l’esigenza di studiare la rappresentazione di sé che costituisce una parte essenziale dell’identità soggettiva. Si indaga in tal senso l’eventualità che le donne immigrate e prostitute non siano in grado di operare una discriminazione tra “uomo che riduce in schiavitù” e “uomo dei desideri”. I soggetti della ricerca sono donne immigrate e prostitute, le quali sono state sottoposte a un’intervista semi-strutturata. Le loro risposte sono state studiate con analisi del contenuto qualitativo-quantitativa (analisi delle corrispondenze lessicali) con sistema informatizzato Spad-T

    SUICIDE AND RELIGIOUS CULTURE:BETWEEN MUSLIMS AND CATHOLICS

    No full text
    Feeling the need to study in depth the relationship between religious creed and propensity to suicide, the present research work has investigated two groups of subjects -Muslims and Catholics- in order to probe their attitudes toward violent death. The instrument utilized is the ‘Reasons for Living Inventory’ (RLI) integrated with three aphorisms that praise, justify and condemn voluntary death. Results show that the Muslim group tends toward “selfish” suicide less than the Catholic group. However, discussion of the results obtained highlights the need for further research on “selfless” suicide

    Representation of death and attitude to suicide in the elderly. Considerations on prevention

    No full text
    Suicide in the elderly has reached considerable proportions and is already contemplated in the WHO policies addressing the promotion of health prevention. By focusing the investigation on the psychosocial variable related to the living setting (in one's own home [OH] or in a rest home [RH]) and on the relationship between representations of death and attitude to suicide in the elderly, this research presents the results of a study carried out in Lombardy on 120 OH and 115 RH residents. The work was done through a) the Reasons for Living Inventory [RFL] by Marsha Linehan (1983) as regards the issue of suicide; b) content analysis [ACL] by means of the SPAD-T computerised system on answers to two open questions on representations of death; c) comparison of the RFL results within the ACL. Results show that RH residents need interventions which increase all the protection factors revealed by the RFL, and, in particular, strengthen their coping abilities so they can continue to give a positive value to life

    Investigating the role of temporal processing in developmental dyslexia: Evidence for a specific deficit in rapid visual segmentation

    No full text
    The current study investigates the role of temporal processing in the visual domain in participants with developmental dyslexia (DD), the most common neurodevelopmental disorder, which is characterized by severe and specific difficulties in learning to read despite normal intelligence and adequate education. Specifically, our aim was to test whether DD is associated with a general impairment of temporal sensory processing or a specific deficit in temporal integration (which ensures stability of object identity and location) or segregation (which ensures sensitivity to changes in visual input). Participants with DD performed a task that measured both temporal integration and segregation using an identical sequence of two displays separated by a varying interstimulus interval (ISI) under two different task instructions. Results showed that participants with DD performed worse in the segregation task, with a shallower slope of the psychometric curve of percentage correct as a function of the ISI between the two target displays. Moreover, we found also a relationship between temporal segregation performance and text, words, and pseudowords reading speeds at the individual level. In contrast, no significant association between reading (dis)ability and temporal integration emerged. The current findings provide evidence for a difference in the fine temporal resolution of visual processing in DD and, considering the growing evidence about a link between visual temporal segregation and neural oscillations at specific frequencies, they support the idea that DD is characterized by an altered oscillatory sampling within the visual system

    FIDUCIA E ANOMIA. RUOLI FEMMINILI IN ALBANIA E NUOVA CITTADINANZA CULTURALE

    No full text
    L’articolo è la continuazione di una ricerca precedente, realizzata prendendo in considerazione donne immigrate e costrette alla prostituzione di strada in Italia. Da tale indagine risultava che esse mantenevano una sostanziale fiducia nell’uomo, nonostante il loro stato di violento sfruttamento. Da tali risultati è nata l’esigenza di capire se tale fenomeno fosse collegato al tipo di cultura di provenienza, che riduce le capacità critiche della donna nella gestione dei legami sociali di fiducia. La presente ricerca ha analizzato le rappresentazioni di un gruppo di donne immigrate e non immigrate, originarie dell’Albania settentrionale, per rilevare le loro convinzioni e descrizioni rispetto ai ruoli femminili e maschili. Nella trattazione viene data una particolare importanza alla cultura tradizionale albanese legata al codice consuetudinario del Kanun e vengono collegati i risultati ottenuti a quelli ricavati da importanti indagini realizzate da alcune ONG impegnate in territorio albanese per la promozione della cultura della parità tra uomo e donna
    corecore