308,094 research outputs found

    La poesia dei giardini. Per una semantica degli stili dei giardini e dei parchi. Il giardino come testo

    No full text
    Prima traduzione italiana del volume dello studioso russo Dmitrij Sergeevič Lichačev ( pp. 1-184)First Italian translation of the book "The Poetry of Gardens", by Dmitry S. Likhachev ( pp. 1-184 by B. Ronchetti, pp. 185--342 by Claudia Zonghetti

    Il treno-mondo di Chlebnikov fra natura e lingua

    No full text
    ABSTRACT Barbara Ronchetti, Il treno-mondo di Chlebnikov tra natura e lingua. Il saggio offre una prima ricostruzione delle immagini ferroviarie, contenute nell’opera di Velimir Chlebnikov, insolito e stralunato poeta della stagione russa d’avanguardia. L’autrice prende in considerazione 15 opere, composte in un arco temporale che va dal 1909 al 1921, appartenenti a generi diversi (poemi, versi, prosa, manifesto, saggistica, autobiografia). Attraverso l’analisi dei testi, studiati nella cornice dell’intera produzione chlebnikoviana e sullo sfondo della tradizione letteraria, il treno si rivela un’immagine vigorosa e consistente dell’universo poetico ed estetico di Chlebnikov. La locomotiva di fuoco si coniuga con la ricerca di armonia fra passato e futuro, fra natura e tecnica, albero e treno. La geografia del tempo, che il poeta vorrebbe regolare secondo leggi matematiche, si intreccia con le vie arboree e le strade ferrate, permettendo di tracciare percorsi impossibili nella natura reale. Poeta inventore, girovago erudito, Chlebnikov coglie, attraverso la parola, la possibilità d’unione fra opposti e il treno da lui cantato assume i tratti della nuova lingua universale grazie alla quale i convogli sradicati dalle bufere del presente potranno tornare a “sfrecciare nel cielo”

    “Cartografie dell’immaginario”: Osip Ėmil’evič Mandel’štam, “Sono tornato nella mia città, fino alle lacrime ben nota” (progetto accompagnato da una nota sul poeta e dal commento ai versi)

    No full text
    Laura Canali e Camilla Miglio coordinano su "Limesonline" una rubrica intitolata “Cartografie dell’immaginario“, avviata il 17/07/2013, in cui si cerca di dare evidenza cartografica a luoghi non del tutto immaginari né del tutto reali. In un dialogo critico e creativo fra l'artista Laura Canali e studiosi di diverse aree culturali che di volta in volta partecipano al progetto, si realizza l'incontro fra parola poetica e immaginario cartografico, concretizzato nella creazione di due traduzioni visive e verbali che narrano il medesimo spazio "geopoetico", raffigurando attraversamenti, confini, distanze, muri. L'incontro realizzato da Barbara Ronchetti con Laura Canali attraversa lo spazio poetico di Osip Ėmil’evič Mandel’štam, "Ja vernulsja v moj gorod, znakomyj do slez". Accompagna il progetto una breve nota sul poeta e un commento ai versi (dicembre 1930) scandito seguendo le unità ritmico-semantiche riconosciute dall'autrice nel componimento.Laura Canali and Camilla Miglio coordinate on "Limesonline" a project called "Imaginary cartography", (started on 07.17.2013) aimed to give cartographic evidence to places neither entirely imaginary nor completely real. In a critical and creative dialogue between the artist Laura Canali and scholars from different cultural areas involved in the project, takes place an encounter between the poetic word and the cartographic imagination, materialized in the creation of visual verbal translations that represent the same "geopoetic" space, depicting crossings, borders, distances, walls. The geopoetic space realized by Barbara Ronchetti with Laura Canali crosses the poetic geography of Osip Mandelshtam "I’ve come back to my city. These are my own old tears". The project is completed by a short note on the poet and a commentary on the poetry (December 1930)

    Esplorazioni nella Russia contemporanea. Convogli sospesi fra durata e vuoto. Un viaggio attraverso le pagine di Viktor Pelevin, Zeltaja strela; Andrej Sergeev, Al'bom dlja marok; Margarita Sarapova, Tramvainyj raz"ezd; Il'ja Stogoff, mASIAfucker.

    No full text
    ABSTRACT Barbara Ronchetti, Esplorazioni nella Russia contemporanea. Convogli sospesi fra durata e vuoto. Un viaggio attraverso le pagine di Viktor Pelevin, Želtaja strela; Andrej Sergeev, Al'bom dlja marok; Margarita Šarapova, Tramvajnyj raz”ezd e Sady; Il’ja Stogoff, mASIAfucker. Le osservazioni presentate nel saggio prendono le mosse dal romanzo di Il’ja Stogov, mASIAfucker, per tornare a ritroso agli anni ’90 attraverso le pagine di Viktor Pelevin, Margarita Šarapova e Andrej Sergeev. L’immagine del convoglio ferroviario, centrale in tutti i testi analizzati, acquista nuova vitalità rispetto alla tradizione antecedente, e può rappresentare la figura ideale per dare vita ad una ricerca artistica sulla condizione umana. Di fronte ad un presente complesso e indecifrabile, i personaggi della letteratura odierna cercano risposte indagando il rapporto tra passato e futuro, nel tentativo di ricordare per poter procedere verso la comprensione di una porzione di mondo. In questo cammino la figura del treno si accorda con l’immagine di una ricerca sospesa fra durata e vuoto alla quale, in modi diversi, l’arte cerca di volgersi. I binari del viaggio ferroviario incontrano così le parole letterarie e offrono la cornice entro cui tessere una trama narrativa, capace di assorbire nutrimento dal continuo interrogarsi sul proprio ruolo, tratto caratteristico della scrittura contemporanea, costantemente attraversata da discorsi autobiografici

    Dalla steppa al cosmo e ritorno. Letteratura e spazio nel Novecento russo

    No full text
    Nel passaggio tra XIX e XX secolo, la dimensione orizzontale ottocentesca, incarnata dal treno, cede il passo all’estensione verticale di biplani ed aerei che attraversano i cieli, i sogni e l’arte del Novecento. Anche in Russia lo spazio aereo cattura l’attenzione di scienziati, poeti e curiosi che dirigono verso l’alto lo sguardo, osservando un firmamento sempre più familiare, con la consapevolezza che le dimensioni dello spazio pubblico si sono allargate, innalzandosi fino alle stelle. Il libro tratteggia lo sviluppo letterario e culturale del Novecento russo, in relazione al mutare della percezione spaziale, dello sguardo pubblico, del legame fra scoperte scientifiche e visione estetica, fra esperienze esistenziali e concezione del corpo. Immagini di velivoli e piloti create da artisti e scrittori nel corso dei decenni, fra 1908 e 2006, si intrecciano con le stagioni della storia russa e sono presentate attraverso la riflessione critica e una raccolta antologica di testi, alcuni dei quali tradotti per la prima volta in italiano. La fascinazione inquieta degli esordi cantata da Blok incontra i progetti visionari delle avanguardie, le passioni rivoluzionarie e il lucido dolore di Mandel’štam. Alla scomparsa del sogno si affiancano l’orrore della guerra e l’eroismo di stato. L’immensità celeste segna la distanza fra mondi esiliati, per giungere al presente, nel quale l’anelito stellare sembra sgretolarsi in porzioni virtuali di spazio, inesistenti e concrete al tempo stesso.Choosing as a starting point the relationships between space, poetry and public opinion, the book examines artistic representations of mechanical flight, from the avant-garde to contemporary Russia. The book is completed by an anthology of poetical and prose texts related with the dream of Icarus, many of them translated in Italian for the first time

    Attraversamenti: concetti, metodi e strategie per gli Studi Interculturali

    No full text
    Il laboratorio di Studi interculturali 'textra', nato nel 2018 all'interno del Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali, grazie allo sforzo di dottori/esse e dottorandi/e del Dottorato in Scienze del Testo e sotto la supervisione scientifica di Barbara Ronchetti, è un luogo di ricerca e dibattito su temi e metodi di analisi dei testi e dei contesti culturali e letterari in dimensione interculturale. Esso intende proseguire il lavoro scientifico svolto dal Raggruppamento di Studi Interculturali nell'ultimo decennio, e raccoglie l'eredità del Seminario che dal maggio 2011 ha organizzato giornate dedicate all'alterità. Il laboratorio si propone di studiare i fitti interscambi di codici che entrano in campo in ogni occasione di confronto tra universi linguistici, filosofici, culturali e semiotici diversi. Le sue attività sono rivolte a tutti/e coloro che si interessano ai fenomeni d'interferenza e interazione culturale, e in particolare a studenti, docenti e formatori/formatrici

    Il calore del marmo. Il modello di Jose-Maria de Heredia nei sonetti di Petr Dmitrievic Buturlin

    No full text
    BARBARA RONCHETTI Il calore del marmo. Il modello di José-Maria de Heredia nei sonetti di Petr DmitrievičButurlin ABSTRACT Petr DmitrievičButurlin, autore di sonetti e propugnatore della forma sonetto in Russia, fu il primo traduttore in patria del poeta francese José-Maria de Heredia. Il saggio presenta uno studio dei sonetti di Buturlin facendo riferimento all'universo poetico dell'autore dei Trophées e mette in evidenza come Buturlin abbia colto immediatamente i tratti caratteristici del verso di Heredia quali venivano riconosciuti dalla critica a loro contemporanea e che sono ancora oggi alla base degli studi più recenti sul Parnasse e il Simbolismo. La sensibilità artistica di Buturlin gli permette di cogliere immediatamente il fascino che la parola 'or' ha esercitato su Heredia; su questo elemento la critica si è a lungo esercitata, giungendo volta a volta a ricostruire possibili letture della preziosa tessitura dei Trophées, ciascuna di esse aggiunge una porzione di senso a quella lucentezza e splendore dei versi che fin dall'inizio è apparsa dominante anche per Buturlin. La maestria del poeta francese si esercita infine, come osserva giustamente Buturlin, "nel pregevole anello del sonetto"; la predilezione verso questa forma breve e rigorosa, alla quale Buturlin dedica riflessioni teoriche e critiche e versi di sincera devozione, ha fatto parlare sin dall'inizio, anche per Heredia, di poeta "votato" al sonetto. Il saggio pone al centro dell’analisi le affinità e i contrasti fra i due poeti attraverso la traduzione condotta da Buturlin sull'ultimo sonetto dei Trophées, Sur un marbre brisé, sia per l'importanza stessa che la poesia, posta a conclusione della raccolta, acquista rappresentandone la sintesi poetica ideale; sia per la fitta teoria di rimandi che nell'originale e nella traduzione si trovano all'intera opera dei due poeti. Ne risulta un panorama articolato e denso di interscambi culturali fra i due mondi posti in dialogo dalla traduzione e fra le eredità culturali che in ciascuna tradizione linguistico-letteraria sono presenti. Questo primo studio pubblicato in Italia sull'opera di Buturlin merita di essere approfondito proprio nella direzione fin qui seguita; egli, infatti, nato "nella patria del sonetto", educato in Inghilterra (la sua prima raccolta di versi, scritti in inglese, viene pubblicata a Firenze nel 1878), primo traduttore di Heredia in russo e propugnatore della forma-sonetto nella sua patria d'origine, ha svolto un ruolo importante come interprete e mediatore di culture nell'Europa di fine Ottocento. Una storia intellettuale europea degli ultimi decenni del XIX secolo dovrebbe considerare questi fenomeni di interscambio culturale come preziose tessere per la ricostruzione del complesso mosaico delle lettere

    Il duello narrato. Elementi per una riflessione critica.

    No full text
    Barbara Ronchetti, Il duello narrato. Elementi per una riflessione critica Fenomeno complesso, sincretico e culturalmente stratificato, il duello ha acceso da sempre la fantasia creatrice di inventori e cantori di storie. La nozione stessa di duello, con i temi ad esso legati (vita/morte; onore/sfida; virtù/offesa ecc.) e le rappresentazioni che ne offrono autori e opere di diverse epoche, costituiscono un nodo fondamentale che può contribuire notevolmente alla comprensione di affinità e differenze esistenti fra le varie aree culturali, in un momento come quello odierno nel quale devono essere ridiscussi molti parametri di giudizio e categorie legate all'idea di Europa e quindi di cultura europea. Volgendo uno sguardo aereo sulla ricca e non lineare storia delle rappresentazioni letterarie di duelli immaginari, il contributo propone una distinzione di questa “immagine poetica” in quattro fasi di sviluppo, articolate attorno alla figura di un protagonista rappresentativo: l’Eroe mitico, il Cavaliere giusto, il Gentiluomo allo specchio, l’Uomo della folla. Lo studio dello scontro singolare, osservato attraverso i sembianti della sfida riconosciuti nei testi della letteratura moderna, ha portato in primo piano l’aspetto verbale del duello come “atto di parola” e le sue straordinarie qualità “teatrali”. La crisi definitiva di questo costume tanto duraturo non comportò la scomparsa delle ragioni profonde che lo resero motivo indispensabile, nelle narrazioni letterarie, per la rappresentazione del cammino degli eroi verso l’auto-riconoscimento. Come nelle epoche precedenti, anche nel XX secolo furono trovate nuove metamorfosi per raffigurare la necessità, propria dell’individuo, di misurarsi con la più estrema delle sfide. Le figurazioni novecentesche dello scontro singolare dovettero evidentemente abbandonare in modo irrevocabile l’eventualità di considerare del tutto seriamente la sfida d’onore, ma trovarono nuovi elementi per descrivere le contese degli “uomini della folla” o per trasportare in luoghi fantastici duelli altrimenti impossibili, dando forma ad una crisi più generale di identità e ruoli sociali che la letteratura successiva si troverà ad affrontare. Nel riconoscere questo percorso evolutivo del tema del duello, il saggio pone in primo piano un aspetto fondamentale e poco studiato dalla critica, che ebbe, tuttavia, grande rilevanza da un lato nel contribuire alla dissoluzione della contesa d’onore nell’uso quotidiano, e dall’altro nel ridisegnare i contorni delle sfide singolari della nuova epoca, affidate, ormai, solo alle pagine letterarie (e poco dopo allo schermo cinematografico e televisivo): la comparsa sul proscenio della società civile di una nuova sensibilità femminile, capace lentamente di trasformare lo sguardo dei contemporanei sulla realtà e sulla rappresentazione del duello che in entrambe aveva trovato un ruolo di primo piano

    Memorie di sensi. L’Italia fuori d’Italia. Figure di ‘patria’ fra immaginazione, realtà e mercato

    No full text
    Introduzione L’idea del progetto nasce da due considerazioni diverse e complementari; da un lato la grande fascinazione che le terre d’Italia hanno da sempre esercitato nella cultura europea, d’altro canto la necessità, avvertita in modo sempre più forte dopo il dissolvimento dell’URSS e l’apertura delle frontiere (politiche, economiche e culturali) fra i paesi del nostro continente, di stabilire una reale comunicazione fra queste porzioni di Europa e permettere un autentico incontro fra i giovani che studiano e lavorano oggi in queste nuove realtà in dialogo. Descrizione e obiettivi del progetto Il programma "Memorie di sensi. Figure di ‘Italia’ fra immaginazione, realtà e mercato" mira ad indagare la relazione fra rappresentazioni della ‘patria’ italiana all’estero e utilizzo di tali rappresentazioni nel mondo della pubblicità e del commercio. Il progetto prede le mosse dalla raccolta di materiali in Russia, accogliendo però, fin dall’inizio, estensioni verso altre aree europee (Polonia, Balcani, Germania ecc.). E' stata avviata una raccolta di scatti fotografici, di testimonianze concrete, di elementi materiali, che nella quotidianità dei luoghi russi (e di altre eventuali aree) rappresentano, nell’immaginario dei comuni cittadini di quei territori, l’idea del nostro paese: insegne di negozi, pubblicità, figure emblematiche, immagini, personaggi-simbolo utilizzati per prodotti di varia natura, nomi di luoghi, volti o oggetti identificati come italiani, raffigurazioni scelte dalla cultura di arrivo per attirare l’interesse del consumatore e/o del pubblico locale evocando figurazioni (reali, pseudo reali o immaginarie) della cultura italiana di partenza. Italia patria dei ‘sensi’ Tutte le fotografie sono state catalogate per tipologie (in base a quello che contengono) ricollegabili al senso prevalente (fra i cinque) utilizzato per richiamare immagini di Italia al di fuori di essa. (Ad esempio: i numerosi negozi e caffè che utilizzano pizza, cappuccino ecc. sono legati al gusto; se si sottolineano aromi o si usa l’italianità linguistico-culturale per una profumeria, il senso coinvolto sarà l’olfatto; un’opera d’arte utilizzata per attirare in un bar fa leva sulla vista; riferimenti alla lirica o a cantanti italiani, ma anche alla lingua si rivolge all’udito; il tatto sfugge di più all’identificazione, ma può comprendere ogni riferimento alla morbidezza dei tessuti italiani, o alla pelle liscia se si usa un prodotto ‘italianizzante’ ecc.). Risultati ottenuti (1) Presentazione delle fotografie e riflessioni sulla diffusione delle immagini “italiane” all’estero per attirare l’attenzione del pubblico e dei consumatori nel corso di un evento pubblico (25 febbraio 2014, Sapienza Un. di Roma), con la partecipazione di studenti, docenti, imprenditori, pubblicitari. (2) Creazione di un percorso espositivo on line (possibilmente plurilingue), nel quale presentare i materiali fotografici e le schede di commento, realizzati dai partecipanti al progetto (in preparazione

    Elefanti al microscopio. Il primo capitolo di Anna Karenina

    No full text
    Barbara Ronchetti, Elefanti al microscopio. Il primo capitolo di Anna Karenina La grande familiarità con le vicende narrate in uno dei più celebri romanzi della tradizione russa dell’Ottocento, l’eco di letture fatte da altri prima di noi, costituiscono i presupposti per uno studio ravvicinato dell’opera, nella quale diventa possibile osservare dettagli inaspettati, svelare legami inattesi attraverso l’analisi di una selezione testuale circoscritta. La scelta di fermare l’attenzione sul capitolo iniziale di Anna Karenina si fonda su una duplice rete di considerazioni. Da un lato si vuole rilevare l’importanza che l’esordio narrativo ricopre nel processo di lettura, la sua capacità di disegnare l’orizzonte delle attese del lettore, di avviare quella relazione con il testo con cui poi doversi misurare durante tutto il cammino attraverso le pagine. D’altro canto la struttura stessa del romanzo, costruito dall’autore con puntigliosa precisione, puntellato di rimandi interni, parallelismi, contrasti e intrecciato secondo una circolarità della narrazione più volte ripetuta, trova proprio nell’esordio un punto di equilibrio vitale. Dopo aver riconosciuto l’unità testuale da considerare come oggetto di indagine, il saggio propone una suddivisione analitica del capitolo in segmenti espressivi di base, nei quali sia riconoscibile una coerenza sintattica e semantica minima, portatrice di valore narrativo, corrispondente ad una “immagine poetica” individuale e individuabile. Ne risulta una scansione del testo che coincide solo parzialmente con la dislocazione del brano composto in paragrafi, scelta dall’autore e organizzata dagli editori delle raccolte tolstojane. In ciascuna delle unità così determinate, sono stati individuati gli elementi rilevanti per l’analisi del brano, tenendo sempre sullo sfondo l’intero piano narrativo del testo, ricostruito attraverso un indice sintetico dei capitoli. Un importante strumento di analisi è stato infine individuato nella possibilità di osservare, in forma comparativa, il brano originale e tre versioni italiane offerte da diversi esperti di letteratura russa. I testi delle traduzioni sono stati in egual modo presentati isolatamente, pur tenendo presente la cornice d'insieme entro cui sono collocati, in particolare il rapporto fra traduttore e studioso di letteratura e i possibili legami di reciproca interdipendenza. Questo percorso di ricerca ha dimostrato l’importanza di uno sguardo policentrico e asimmetrico, capace di illuminare l’oggetto di studio attraverso punti luce lontani e diseguali, riconoscendo nella traduzione un elemento di notevole valore per lo studio critico di un’opera. La trasposizione letteraria in altra lingua si presenta allo studioso nelle due possibilità che essa contiene in sé: come attività traduttiva dello stesso critico che attraverso il tradurre arricchisce la comprensione e come testimonianza di interpretazioni preesistenti. Ne consegue una rinnovata lettura del testo, come insieme dei sensi, delle potenzialità di verità del testo, attualizzati dal dialogo che con esso ogni traduttore è riuscito a stabilire
    corecore