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Il sonetto n° 74 di W. Shakespeare e le traduzioni russe di S. Ja. Marsak e B. L. Pasternak
Shakespeare's Sonnet 74 and the Russian Translations by S. Ya. Marshak and Boris Pasternak
ABSTRACT
The essay presents a parallel reading of Shakespeare's Sonnet and two Russian translations in a comparative perspective. The poetic form of the sonnet allows for a textual analysis of a work that has strong internal cohesion and can be studied as an independent unit. The choice of these two translations is based on the consideration that the two Russian authors knowingly used the translation as an artistic opportunity at time when the Soviet regime strongly limited the artists' free expression.
Using Gasparov and Tarlinskaya's work as a starting point, the author suggests to break the verses of the original into "rhythmic-semantic segments" (segmenti ritmico-semantici) which coincide, for the most part, with the hemistich. They represent the reading tools not only for the translations, but for the sonnet itself. Thanks to this method, the degrees of distance between the texts come to full light.
The analysis pays special attention to the structure of the strophe and of the rhyme. In this context, the two translations of Shakespearean distich prove to be clues into the possible readings of the Russian texts and into their interpretation of the Shakespeare's sonnet
LABORATORIO DI TRADUZIONE. Lermontov, Geroj nasego vremeni. Appunti e note per la comprensione del testo.
Le raccolte letterarie della Casa Editrice "Znanie"
Ricostruzione dell'esperienza editoriale del gruppo di scrittori raccolti attorno a M. Gor'kij che hanno partecipato alla pubblicazione degli almanacchi letterari di "Znanie" (1904-19013)The editorial experience of the group of writers gathered around M. Gorky who participated in the publication of literary almanacs "Znanie" (1904-19013
LA LETTURA DEGLI ALTRI Seminario/laboratorio di studi interculturali Interventi 2010-2011 2-4 maggio 2012
Studi dei possibile sensi di "lettura" e di "alterità" in una prospettiva intercultural
Premessa. Il duello. Un'immagine della cultura europea.
La storia di un'immagine poetica può diventare occasione di riflessione sul processo di costruzione e sul riconoscimento della tradizione, capace di arricchire con una maggiore consapevolezza il panorama degli studi critici sulla cultura dell’Europa moderna.
Il confronto a due, in virtù dei meccanismi interni che ne caratterizzano il funzionamento e per gli elementi testuali ed extratestuali con i quali può entrare in relazione, si presta ad essere osservato in numerose prospettive (linguistica, filosofica, letterara, di storia della cultura popolare, della storia dell’arte). Esso rappresenta un fenomeno esemplare il cui studio pone in evidenza la possibilità, e la necessità, di una stratificazione e combinazione di vari approcci metodologici capaci di fondare ricerche e analisi su presupposti teorici di volta in volta diversi; un percorso di lettura così articolato permette, per approssimazioni successive, di individuare e arricchire di senso gli elementi che su piani distinti concorrono a disegnare lo spazio culturale della singolar tenzone. La pluralità delle interpretazioni è in questo caso tanto più necessaria se pensiamo anche soltanto all'aspetto più immediatamente evidente che entra in gioco nello ‘scontro armato di due antagonisti come esito di una disputa d'onore’ e che costituisce il presupposto per tutte le successive analisi: il rapporto del singolo uomo e del suo mondo con la nozione di vita e di morte, e con la complessità di rimandi che ciascuno dei due concetti può evocare
Lo studio della 'singolar tenzone' può essere ricondotto ad una più ampia tradizione di studi sui rapporti intertestuali e sugli scambi culturali. La nozione stessa di duello, con i temi ad esso legati (vita/morte; onore/sfida; virtù/offesa ecc.) e le rappresentazioni che ne offrono autori e opere di diverse epoche, costituiscono un nodo fondamentale che può contribuire notevolmente alla comprensione di affinità e differenze esistenti fra le varie aree culturali, in un momento come quello odierno nel quale devono essere ridiscussi molti parametri di giudizio e categorie legate all'idea di Europa e quindi di cultura europea
Il calore del marmo. Il modello di Jose-Maria de Heredia nei sonetti di Petr Dmitrievic Buturlin
BARBARA RONCHETTI
Il calore del marmo. Il modello di José-Maria de Heredia nei sonetti di Petr DmitrievičButurlin
ABSTRACT
Petr DmitrievičButurlin, autore di sonetti e propugnatore della forma sonetto in Russia, fu il primo traduttore in patria del poeta francese José-Maria de Heredia. Il saggio presenta uno studio dei sonetti di Buturlin facendo riferimento all'universo poetico dell'autore dei Trophées e mette in evidenza come Buturlin abbia colto immediatamente i tratti caratteristici del verso di Heredia quali venivano riconosciuti dalla critica a loro contemporanea e che sono ancora oggi alla base degli studi più recenti sul Parnasse e il Simbolismo. La sensibilità artistica di Buturlin gli permette di cogliere immediatamente il fascino che la parola 'or' ha esercitato su Heredia; su questo elemento la critica si è a lungo esercitata, giungendo volta a volta a ricostruire possibili letture della preziosa tessitura dei Trophées, ciascuna di esse aggiunge una porzione di senso a quella lucentezza e splendore dei versi che fin dall'inizio è apparsa dominante anche per Buturlin. La maestria del poeta francese si esercita infine, come osserva giustamente Buturlin, "nel pregevole anello del sonetto"; la predilezione verso questa forma breve e rigorosa, alla quale Buturlin dedica riflessioni teoriche e critiche e versi di sincera devozione, ha fatto parlare sin dall'inizio, anche per Heredia, di poeta "votato" al sonetto. Il saggio pone al centro dell’analisi le affinità e i contrasti fra i due poeti attraverso la traduzione condotta da Buturlin sull'ultimo sonetto dei Trophées, Sur un marbre brisé, sia per l'importanza stessa che la poesia, posta a conclusione della raccolta, acquista rappresentandone la sintesi poetica ideale; sia per la fitta teoria di rimandi che nell'originale e nella traduzione si trovano all'intera opera dei due poeti. Ne risulta un panorama articolato e denso di interscambi culturali fra i due mondi posti in dialogo dalla traduzione e fra le eredità culturali che in ciascuna tradizione linguistico-letteraria sono presenti. Questo primo studio pubblicato in Italia sull'opera di Buturlin merita di essere approfondito proprio nella direzione fin qui seguita; egli, infatti, nato "nella patria del sonetto", educato in Inghilterra (la sua prima raccolta di versi, scritti in inglese, viene pubblicata a Firenze nel 1878), primo traduttore di Heredia in russo e propugnatore della forma-sonetto nella sua patria d'origine, ha svolto un ruolo importante come interprete e mediatore di culture nell'Europa di fine Ottocento. Una storia intellettuale europea degli ultimi decenni del XIX secolo dovrebbe considerare questi fenomeni di interscambio culturale come preziose tessere per la ricostruzione del complesso mosaico delle lettere
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