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    I servizi sanitari di fronte alle donne vittime di violenza: cogliere l'opportunità, rispondere ai bisogni.

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    L'OMS ha preparato delle Linee Guida relativa alle risposte dei servizi sanitari alla violenza contro le donne. In questo prefazione, vengono sintetizzati gli elementi principali, e vengono discussi, alla luce dei risultati scientifici, alcuni aspetti controversi. Le Linee Guida vengono inoltre contestualizzate sia rispetto alla situazione italiana sia rispetto alle Recenti Convenzioni internazionali e leggi nazionali

    Fibrillazione atriale: tra antiche certezze e recenti acquisizioni

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    La gestione delle tachiaritmie rappresenta una delle principali sfide con le quali il medico veterinario è chiamato a confrontarsi nella medicina degli animali d’affezione. In quest’ambito, la fibrillazione atriale (FA) riveste da sempre un ruolo rilevante, non solo perché si tratta della tachiaritmia di più frequente riscontro nel cane, ma anche considerate le significative ripercussioni ad essa associate. Al riguardo, basti considerare la maggiore predisposizione allo sviluppo di insufficienza cardiaca congestizia e alla morte improvvisa dei cani affetti da cardiopatie strutturali associate a FA rispetto ai cani affetti da simili cardiopatie ma privi di FA.1,2 Di fronte a un simile “nemico”, tanto diffuso quanto temibile, è imprescindibile l’attuazione di scelte mediche tempestive e mirate. Negli ultimi anni, un crescente numero di pubblicazioni ha permesso di conoscere, e dunque affrontare, sempre meglio questo “vecchio” ma pur sempre attuale avversario. Ciò non è da intendersi come semplice constatazione a carattere bibliografico, ma come tangibile riscontro clinico. Ad esempio, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90, il tasso di decesso dei cani affetti da FA poteva superare anche il 25% a distanza di una sola settimana dalla diagnosi e quello di sopravvivenza entro un anno risultare inferiore al 20%.3-5 Al contrario, studi pubblicati nell’ultimo decennio hanno documentato un tempo mediano di sopravvivenza prossimo, se non addirittura superiore, all’anno in caso di adeguata terapia medica e controllo ottimale della frequenza cardiaca media attestata mediante monitoraggio Holter.6,7 Quanto riportato non vuole solo sottolineare l’importanza della ricerca per il progresso della cardiologica veterinaria, ma anche fungere da stimolo per un costante aggiornamento scientifico e per la messa in pratica di scelte mediche basate sull’attuale evidenza. È su questa scia che si colloca l’opera di revisione presentata in questo numero di Veterinaria, redatta con lo scopo di condividere con i lettori i dati inerenti alla FA canina di più recente pubblicazione. La speranza è che la trattazione proposta possa rappresentare un concreto ausilio in ambito ambulatoriale, favorendo il raggiungimento di traguardi terapeutici un tempo insperati

    Approccio diagnostico e terapeutico della degenerazione mixomatosa mitralica canina: quali nuove evidenze?

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    La malattia valvolare mitralica cronica secondaria a degenerazione mixomatosa rappresenta la cardiopatia più diffusa e studiata nel cane. Il crescente interesse scientifico nei confronti di questa patologia ha portato, nel tempo, non solo alla pubblicazione di centinaia di articoli scientifici, ma anche alla redazione di opere di revisione e linee guida internazionali volte a coadiuvare i medici veterinari in scelte diagnostiche e terapeutiche basate sull’evidenza. Anche dopo l’ultima edizione delle linee guida, risalente al 2019, sono stati pubblicati numerosi altri studi in materia. Orientarsi di fronte ad una così rapida evoluzione dei dati scientifici può non essere semplice, soprattutto considerando che alcuni risultati degli studi più recenti offrono prospettive innovative rispetto a quanto riportato precedentemente. L’obiettivo di questa revisione è stato pertanto quello di fornire una rassegna delle più recenti pubblicazioni riguardanti diagnosi e terapia della degenerazione mixomatosa valvolare canina, contestualizzandole di volta in volta alla luce delle raccomandazioni riportate nell’ultima edizione delle linee guida. L’auspicio è che le informazioni condivise con i lettori possano fungere da valido aggiornamento scientifico e concreto ausilio nella pratica clinica quotidiana, ai fini di una gestione diagnostico-terapeutica della degenerazione mixomatosa valvolare canina improntata sull’evidenza più recente

    Fibrillazione atriale canina: un vecchio nemico, nuove evidenze

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    La fibrillazione atriale (FA) rappresenta una delle aritmie più comuni nel cane ed è nota in questa specie da quasi un secolo. Nel corso degli anni si sono susseguiti numerosi studi inerenti a tale tachiaritmia, contribuendo a conoscere sempre meglio questo “vecchio nemico”. Ciononostante, la gestione dei cani affetti da FA continua a rappresentare una vera e propria sfida per il medico veterinario, soprattutto considerati i diversi tipi di FA che si possono incontrare nella pratica clinica e le diverse patologie a cui tale tachiaritmia può associarsi. Pertanto, lo scopo del presente articolo è quello di condividere nozioni scientifiche aggiornate finalizzate a supportare i medici veterinari nel riconoscimento e trattamento dei cani affetti da FA. Per tale finalità, è stato lasciato ampio spazio alla disamina dei fattori di rischio per lo sviluppo di tale tachiaritmia, delle diverse strategie terapeutiche attuabili, del monitoraggio dei cani affetti nel corso della terapia e dei fattori prognostici associati alla FA. L’auspicio è che la diffusione di approccio basato sull’evidenza scientifica possa garantire tempi sopravvivenza sempre maggiori ai cani affetti da FA

    Transient myocardial thickening: una nuova sfida diagnostica in cardiologia felina

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    Le cardiomiopatie sono patologie comuni nel gatto. In questa specie, la cardiomiopatia più frequente è rappresentata dalla cardiomiopatia ipertrofica, un’entità patologica caratterizzata da ipertrofia concentrica primaria del ventricolo sinistro. Esistono, tuttavia, quadri patologici secondari in grado di mimare la cardiomiopatia ipertrofica. Tra queste condizioni ve ne sono alcune ampiamente descritte, come ad esempio l’ipertensione arteriosa sistemica e l’ipertiroidismo, mentre altre risultano tuttora poco note, in primis le forme di ispessimento parietale ventricolare reversibile (dall’inglese “transient myocardial thickening” [TMT]) associate a danno miocardico acuto. La TMT felina rappresenta, ad oggi, una vera e propria sfida diagnostica per il medico veterinario, non solo per le similitudini che condivide con la cardiomiopatia ipertrofica, ma anche per le limitate pubblicazioni in materia. In questo articolo verranno revisionati i dati attualmente disponibili riguardanti la TMT felina, spaziando dalle informazioni di carattere puramente eziologico, epidemiologico e anamnestico, fino ad arrivare a quelle di tipo prettamente clinico, diagnostico, terapeutico e prognostico. Il fine è, dunque, quello di condividere con i lettori nozioni scientifiche quanto più aggiornate e complete, così che possano supportarli nell’identificazione e gestione dei casi di TMT felina che incontreranno nella pratica clinica quotidiana

    Atrial fibrillation in the dog

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    Atrial fibrillation is the most common supraventricular arrhythmia in the dog and is most frequently observed in animals with cardiac disease associated with remodelling of the left atrium. Increased body weight is a risk factor for the development of this arrhythmia, whereas sex and age do not, differently from humans. The development of atrial fibrillation is a negative prognostic factor in dogs with myxomatous mitral valve disease and dilated cardiomyopathy associated with congestive heart failure. Treatment of canine atrial fibrillation aims at reducing the heart rate, because arrhythmia is usually long-standing persistent or permanent, and restoration of a stable sinus rhythm can be difficult

    La fibrillazione atriale nel cane

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    La fibrillazione atriale è la più comune aritmia sopraventricolare del cane e si osserva spesso in soggetti con malattie cardiache associate a rimodellamento atriale sinistro. Nel cane, il peso corporeo rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di tale aritmia, mentre il sesso e l’età non lo sono, a differenza di quanto osservato nell’uomo. L’insorgenza di fibrillazione rappresenta un fattore prognostico negativo in cani con malattia mixomatosa della valvola mitralica o cardiomiopatia dilatativa associate a insufficienza cardiaca congestizia. Poiché l’aritmia, nella maggior parte dei casi, è di tipo persistente da lungo tempo o permanente, il suo trattamento è mirato soprattutto alla riduzione della frequenza ventricolare. Infatti, il ripristino stabile del ritmo sinusale può essere ottenuto soltanto in una piccola percentuale di casi

    Transient myocardial thickening: a new diagnostic challenge in feline cardiology

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    Cardiomyopathies represent common disorders in cats. In this species, the most common cardiomyopathy is hypertrophic cardiomyopathy (HCM), a primary myocardial disease characterized by left ventricular concentric hypertrophy. However, additional disorders capable of mimicking HCM have been reported. Some of them are well known and extensively described, such as systemic hypertension and hyperthyroidism, whereas others are poorly documented, such as transient myocardial thickening [TMT] associated with acute myocardial injury. To date, feline TMT represents a diagnostic challenge for veterinarians, not only due to it similarities with HCM, but also due to the limited information currently available in the medical literature. This article describes the etiological, epidemiological, historical, clinical, diagnostic, therapeutic, and prognostic characteristics of feline TMT. The aim is to share with readers updated and detailed data on this topic, so that they could act as a guide for the identification and management of cats with TMT in clinical practice
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