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Un osservatorio sulla didattica della TdA. Le ragioni di un confronto
Il saggio presenta i primi esiti di un osservatorio sulla didattica della Tecnologia dell’Architettura (TdA) nella formazione dell’architetto, costruito con il contributo di tutte le sedi universitarie italiane
La costruzione del quadro nazionale.
Si delinea il quadro nazionale dell'offerta formativa della didattica dell Tecnologia dell'Architettura attraverso l'eleborazione di dati statistici frutto di un lavoro di ricerca da parte dell'Osservatorio sulla didatica della TdA coordinato dall'autore. L'esplicitazione dei dati è accompagnata da elaborazioni infografiche e da notazioni critiche
RETHINKING RECONSTRUCTION FOLLOWING A NATURAL OR MAN-MADE CATASTROPHE: HOLISTIC APPROACH AND PARTICIPATORY PROCESS AS KEY STRATEGIES
In everyday language, “disaster” and “catastrophe” are terms often used interchangeably, even if there is an important distinction between the two, especially concerning their impact scale and the level of sustained
support needed for recovery. Generally, a catastrophe is a specific type of disaster that is so large. It exceeds a community's ability to cope. According to the Center for Disaster Philanthropy [2] , a house fire affecting a single family might be classified as an accident, while a fire that engulfs several city blocks would be termed
a disaster. In contrast, a wildfire that devastates multiple communities, prompting mass evacuations and necessitating extensive reconstruction, is classified as a catastrophe.
“Rebuilding” is always a complex, lengthy, and uncertain process. It involves various fields such as
construction, engineering, and urban planning; it addresses a mix of social, anthropological, environmental, and psychological issues. This is even more dramatically true in contexts of man-made or natural events, such
as wars, earthquakes, or floods. To approach this topic critically and thoughtfully, it is essential to define what a disaster or a catastrophe “ontologically” are, and what consequences, in the short and long terms, they imply. When distinguishing between the words "disaster" and "catastrophe," it is helpful to focus on the latter
due to its more significant consequences. Additionally, the etymology of catastrophe” effectively highlights its impact on human systems about these events
EMPOWERING COMMUNITIES THROUGH DIGITAL INNOVATION AND SMALL-SCALE ARCHITECTURE
The housing crisis that typically results from a disaster is typically addressed through “temporary” prefabricated housing. These structures are usually designed for a short to medium-term lifespan and are
often arranged in dormitory-style suburbs that lack basic facilities. When the rebuilding process extends over time, as in many cases, these settlements can lead to a “second emergency” with serious repercussions for community health and cohesion (Ruggiero et al., 2021).
To tackle this issue, some international initiatives have experimented with digital technologies and lightweight building systems and local unskilled labour to create innovative temporary constructions. Notably, the work of Hiroto Kobayashi in the Far East and his “veneer building system” stands out among these studies.
Italy is a seismic country where the “reconstruction” process has historically been contentious, often requiring people to remain in temporary settlements for extended periods. A recent example is the aftermath of the Central Italy earthquake in 016/2017. Eight years later, only a small percentage of uninhabitable houses have been rebuilt or restored. Some individuals continue to live in provisional settlements, while others have relocated, all facing an uncertain future.
This chapter introduces a methodology for establishing temporary settlements through participatory construction processes for small facilities. This methodology was implemented in a pilot project carried out
in collaboration between the Italian University of Camerino and the Japanese Keio University. Two innovative “mobile” pavilions for cultural activities were constructed in Amandola, one of the villages severely affected by the 2016/2017 earthquake. Local students were involved in the project, digital technologies were applied,
and the veneer system was tested. This work represents a unique application of digital technologies in the disaster-impacted area of Central Italy, as well as an original implementation of the veneer syste
THE 2016 CENTRAL ITALY EARTHQUAKE. WAITING FOR RECONSTRUCTION
The 2016 Central Italy earthquake affected a portion of the sub-Apennine territory that spans 4 regions, 10 provinces, 138 municipalities, and encompasses a total territory of approximately 8,000 square kilometres.
A population of 600,000 people was involved, with a high number of lost lives, injured, and people displaced.
According to the history of natural disasters in Italy, reconstruction is emerging as a delayed process that only
in recent months seems to have started; a top-down process that has greatly burdened communities. In a scenario of great landscape value, communities already subject to depopulation and economic depletion still experience, eight years later, a condition of crisis dictated by the delay in reconstruction and the lack of
policies to keep these communities alive in the long period from the disaster until the reconstruction is completed. Small temporary settlements, built in the aftermath of the earthquake, are the new urban system in which only part of the population has decided to settle, rather than abandon their territories, as others
have done. Observing the impacts of a highly destructive earthquake on communities in the so-called "inland areas" it is necessary to grasp how the impoverishment of a community's intangible values (social relations, quality of living, etc.) can be even more serious than the loss of the buildings
La didattica della Tecnologia dell’Architettura nella formazione dell’architetto
Il saggio introduce la questione del complesso rapporto tra l'offerta didattica della Tecnologia dell'Architettura (ssd ICAR/12) e la formazione dell'architetto contemporane
La pelle interna dell’edificio. Usi innovativi delle pelli animali in edilizia. Introduzione
I sistemi di partizione interna (unitamente a quelli di involucro) sono, tra i componenti del sistema edilizio, quelli in cui più forte è stata, nell’ultimo periodo, la spinta all’innovazione (soprattutto in termini di materiali, tecnologie e design). In tale ambito potrebbero trovare spazio anche le pelli animali, espressione di un settore produttivo che ha ormai raggiunto livelli di assoluta eccellenza, tanto nella qualità che nella varietà delle produzioni. L’industria delle pelli, tuttavia, dissipa una parte del suo alto - talvolta raffinato - know-how tecnologico nella realizzazione di semilavorati spesso destinati a produzioni commercialmente poco “stabili” (quale, ad esempio, l’abbigliamento), strettamente legate alla stagionalità del prodotto e all’influenza delle mode. In questo senso, l’edilizia potrebbe costituire un nuovo e più stabile mercato di riferimento, considerando che un prodotto da costruzione, una volta “penetrato” nel mercato, gode, generalmente, di una durata superiore a quella di altre produzioni industriali. Dunque, a partire dalla diffusa e condivisa definizione di involucro edilizio quale “pelle esterna” dell’edificio e facendo esclusivamente riferimento a pelli bovine e ovine - vale a dire a “matterie prime-seconde”, scarto della produzione alimentare - perché non pensare a un sistema di interpareti in pelle, completando così un mosaico che porta a considerare le pelli animali come materiale di punta per la “pelle interna” dell’edificio? L’esperienza che questo volume documenta è un “progetto di ricerca industriale” condotto da gruppo di ricercatori operanti nella sezione “Tecnologia e Ambiente” del Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica e nel Dipartimento di Ingegneria dei Materiali dell’Università di Napoli Federico II, in collaborazione con l’Albatros s.p.a. (azienda del polo conciario di Solofra). Progetto consistente in una innovativa sperimentazione finalizzata alla produzione di un sistema di divisori interni dedicati all’edilizia per il terziario, modulari e prefiniti, realizzati mediante scocche autoportanti rivestite in pelle. Di tale sperimentazione qui si formula un excursus completo: dall’esame del materiale “pelle”, alla lettura tecnologica dei più evoluti sistemi d’interparete per ufficio oggi in commercio; dalla verifica (attraverso test in laboratorio) della “producibilità” delle innovative scocche, all’esplicitazione del progetto finale, definito fin negli aspetti costruttivi e di dettaglio. Con l’obiettivo di definire i presupposti cognitivi e tecnologici per una possibile produzione innovativa di componenti in pelle per l’edilizia, questo lavoro aspira contestualmente a stimolare possibili sinergie tra mondo della ricerca e mondo della produzione, la cui interconnessione è imprescindibile condizione di sviluppo per entrambi i settori
Analisi e confronti dei procedimenti costruttivi in uso per la parete ventilata. Il quadro normativo, sistemi costruttivi ed impiego dei materiali
La norma UNI 11018, pur fornendo istruzioni per la progettazione, l’esecuzione e la manutenzione dei rivestimenti e dei sistemi di ancoraggio per facciate ventilate a montaggio meccanico, non sembra suggerire disposizioni per la progettazione delle facciate ventilate né per la valutazione del comportamento fisico-tecnico.
Nel saggio si valutano gli esiti di alcune prove svolte nell'ambito della ricerca COTTODRY (fondi FAR) che il gruppo di ricerca dell'Università di Napoli Ferico II, di cui l'autore del saggio è un componente, ha svolto su un prototipo di parete ventilata progettato ad hoc
Progetto per un sistema componibile d’interpareti in “pelle fibrorinforzata”. Caratteristiche del sistema costruttivo e abaco dei componenti
Il sistema componibile d’interpareti per ufficio in “pelle fibrorinforzata” è composto da pannellature risultanti dal montaggio di scocche in pelle su una sottostruttura leggera, in alluminio. Il sistema è modulare e ogni modulo può assumere configurazioni diverse (porta, scaffale, parete fissa, ecc.). Gli elementi della struttura sono estrusi di alluminio, mentre quelli di tamponamento (“scocche”) sono costituiti da pannelli sandwich, ottenuti dall’incollaggio di pelle animale su lastre di tessuto tridimensionale in vetro. Queste, che costituiscono la parte strutturale della scocca, sono facilmente sagomabili pur avendo una straordinaria resistenza. Tale progetto è esplicitato fin neg
SET_up, una ricerca sulla rigenerazione degli insediamenti ERP realizzati con sistemi industrializzati.
Il saggio espone lo stato di avanzamento di una ricerca sulla rigenerazione tecnologica e ambientale dei quartieri di edilizia residenziale pubblica, costruiti in Italia a partire dagli anni ‘60 e fino alla fine degli anni ’80 con procedimenti costruttivi industrializzati. Nello specifico, si illustrano gli esiti dell'applicazione di una metodologia progettuale sviluppata in seno al CHED, unità di ricerca della Scuola di Architettura e Design di Ascoli Piceno “Eduardo Vittoria”, sul caso studio "Monteruscello", quartiere realizzato negli anni '80 a ovest della città di Napoli
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