1,721,057 research outputs found

    Un secolo dopo, Roberto Gabetti

    No full text
    Tra gli intellettuali architetti della sua generazione l’intreccio di teoria dell’architettura e pratica dell’architettura è stato una costante, ed ha prodotto i testi instauratori e le architetture caposaldo della seconda metà del Novecento italiano. Testi e architetture che gli ultimi vent’anni hanno rapidamente consegnato agli archivi, nelle scuole come nelle città. Nulla sembra restare utile – se non storicamente utile – di quella esperienza collettiva a due generazioni che hanno visto a partire dagli anni Novanta dissolversi le “scuole” dell’architettura italiana ed internazionalizzarsi (o meglio de-nazionalizzarsi) come mai la scena e le gerarchie dell’architettura, ridefinirsi codici e forme della pratica professionale e del rapporto tra professione e pubblico, esplodere e implodere i mercati della costruzione e dell’immobiliare, cambiare infine quasi etnograficamente il rapporto tra società e architetture. E’ però proprio all’interpretazione di questa “grande trasformazione” che occorre ancora lavorare, guardando agli strumenti che il lavoro storico di Roberto Gabetti ha costruito sulle scansioni del Settecento, dell’Eclettismo, del primo Moderno, della Ricostruzione: con la capacità di leggere in edifici e disegni una fenomenologia delle trasformazioni dei modi di produzione, dell’organizzazione del lavoro, dei processi decisionali, infine della società stessa oltre le culture artistiche e professionali. Capacità concretizzata in architetture e spazi in alcune delle opere di Gabetti & Isola che più di altre contengono una lezione di metodo utile oggi ad orientarci oltre le colonne d’Ercole del secolo breve

    Roberto Gabetti al Politecnico di Torino (1949-1955)

    No full text
    Grazie alla ricca e inedita documentazione custodita negli archivi storici del Politecnico di Torino, pe rl aprima volta è ricostruita la carriera accademica di Roberto Gabetti (1925-2000), tra i massimi architetti del Novecento italiano, ma anche straordinario docente universitario di composizione architettonica, con sostanziali interessi nei confronti della storia dell'architettura

    L'eredità di Roberto Gabetti alla scuola di architettura del Politecnico di Torino

    No full text
    Studiare una personalità come Roberto Gabetti significa cercare di comprendere e restituire i tratti di una figura che si muove tra professione, studio e ricerca, vivendo stagioni molto diverse. In latino, studēre significa – prima ancora che studiare – dedicarsi, applicarsi e amare. Lo studio, quindi, in quanto atto d’amore per la conoscenza, non è altro che filo-sofia: amore per il sapere. Il volume raccoglie gli interventi ampliati presentati al seminario accademico intitolato Studiare Roberto Gabetti, tenutosi in occasione dei vent’anni dalla scomparsa dell’architetto torinese. Il seminario, curato da Carlo Olmo, apre un passaggio – non solo generazionale, ma soprattutto storiografico – sulla figura di Gabetti, e rappresenta il punto di inizio per nuove indagini sulla sua poliedrica attività. I saggi esplorano il lavoro del maestro torinese sotto accezioni diverse: allievo di Giovanni Muzio e poi assistente di Carlo Mollino, progettista capofila del Neoliberty quindi precursore – insieme con Aimaro Isola – della sensibilità ambientalista, cittadino militante, professore universitario, studioso di Le Corbusier, saggista e personaggio storico. I diversi contributi restituiscono in tal modo un quadro ricco e complesso, ripercorrendo carriera, professione e insegnamento di Gabetti, mettendone retrospettivamente in luce il lascito. Le memorie si conservano solo a patto di rielaborarle. È perciò vitale chiedersi cosa sia tuttora vivo, del progetto culturale di Gabetti come architetto e docente, quale sia il significato attuale della lunga carriera di una figura fondamentale tanto per il Politecnico di Torino quanto per la storia dell’architettura italiana del XX secolo. Ed è importante porsi tali domande per mettersi in condizione di gestire l’eredità di un grande architetto, destinata comunque a diventare oggetto di studio per le generazioni future

    Roberto Gabetti, dal laboratorio della didattica

    No full text
    L'insegnamento della progettazione architettonica nei corsi di Roberto Gabetti, tra 1990 e 2000, con riferimenti alle premesse didattiche maturate nella Scuola di Architettura di Torino dopo gli anni Sessanta

    Roberto Gabetti: la fotografia come conoscenza

    No full text
    Una prefazione che si configura come un saggio sulle relazioni tra architettura, filosofia , fotografia, attraverso lo sguardo acuto e appassionato di Roberto Gabetti , architetto e fotografo, uno dei piu geniali "maìtre a penser" del '900, autore tra il 1946 e il 1967 di un "diario" fotografico dei viaggi e dei progetti consistente in migliaia di immagini che raccontano l'Italia del dopoguerra

    Spazio liturgico e arte contemporanea: riflessioni con Roberto Gabetti (1925-2000)

    No full text
    Il contributo documenta la riflessione di Roberto Gabetti sul rapporto tra spazio liturgico e arte

    Profilo bio-bibliografico di Roberto Gabetti [a commento della riedizione del saggio di Roberto Gabetti, Gli oggetti per il culto (edito originariamente in "Chiesa e Società" 13/4, 1982, p.. 13-45]

    No full text
    profilo bio-bibliografico riferito agli studi e all'attività di Roberto Gabetti in ambito liturgico (chiese, adeguamenti liturgici, pubblicazioni, incarichi ecclesiali

    Del sapere enciclopedico. Roberto Gabetti, architetto e/o storico dell'architettura

    No full text
    La ricerca progettuale e storiografica di Roberto Gabetti (1925-2000) è osservata attraverso due laboratori di straordinaria ricchezza: da un lato, i suoi interventi al dottorato di ricerca in Storia dell'Architettura e dell'Urbanistica e, dall'altro, l'allestimento e la direzione scientifica della biblioteca centrale e degli archivi della facoltà di Architettura, presso il Castello del Valentino

    ROBERTO GABETTI 1925-2000

    No full text
    Il volume costituisce una riflessione approfondita, di architetti e di storici, sulla figura e l'opera di questo maestro dell'architettura italiana, al quale il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino ha voluto dedicare nel mese di novembre 2015, anche in occasione dei novant'anni dalla nascita, Un convegno nazionale di studi e una mostra delle opere e dei progetti, a riconoscimento del suo fondamentale contributo alla costruzione del progetto culturale della Facoltà di architettura torinese. In un confronto di studiosi di differenti generazioni, nelle pagine del volume i saggi di alcuni dei principali protagonisti dell'attuale architettura italiana si affiancano alle riflessioni di colleghi del Politecnico di Torino e agli studi di giovani docenti e ricercatori chiamati dalle principali scuole di architettura italiane per una testimonianza allargata sul suo insegnamento e sulle opere realizzate in sodalizio con Aimaro Isola. Un ricco apparato iconografico delle opere e dei progetti (suddiviso in architetture realizzate, modelli di studio, arredi e allestimenti) accompagna i testi scritti, facendo di questo volume uno strumento prezioso per approfondire criticamente la figura e l'opera di Roberto Gabetti e tramandare anche alle generazioni più giovani la sua lezione e la sua originale visione dell'architettura. Il volume prosegue la serie promossa nel 2012 dalla presidenza della Scuola di Architettura Civile del Politecnico di Milano, inaugurata con quello dedicato a Ernesto Nathan Rogers in occasione del centenario della nascita, cui sono seguiti i volumi dedicati a Guido Canella (2014) e Carlo De Carli (2016)

    Un secolo dopo, Roberto Gabetti

    No full text
    Tra gli intellettuali architetti della sua generazione l'intreccio di teoria dell'architettura e pratica dell'architettura è stato una costante, ed ha prodotto i testi instauratori e le architetture caposaldo della seconda metà del Novecento italiano. Testi e architetture che gli ultimi vent'anni hanno rapidamente consegnato agli archivi, nelle scuole come nelle città. Nulla sembra restare utile - se non storicamente utile - di quella esperienza collettiva a due generazioni che hanno visto a partire dagli anni Novanta dissolversi le "scuole" dell'architettura italiana ed internazionalizzarsi (o meglio de-nazionalizzarsi) come mai la scena e le gerarchie dell'architettura, ridefinirsi codici e forme della pratica professionale e del rapporto tra professione e pubblico, esplodere e implodere i mercati della costruzione e dell'immobiliare, cambiare infine quasi etnograficamente il rapporto tra società e architetture. E' però proprio all'interpretazione di questa "grande trasformazione" che occorre ancora lavorare, guardando agli strumenti che il lavoro storico di Roberto Gabetti ha costruito sulle scansioni del Settecento, dell'Eclettismo, del primo Moderno, della Ricostruzione: con la capacità di leggere in edifici e disegni una fenomenologia delle trasformazioni dei modi di produzione, dell'organizzazione del lavoro, dei processi decisionali, infine della società stessa oltre le culture artistiche e professionali. Capacità concretizzata in architetture e spazi in alcune delle opere di Gabetti & Isola che più di altre contengono una lezione di metodo utile oggi ad orientarci oltre le colonne d'Ercole del secolo brev
    corecore