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    Cellule tumorali circolanti nella chirurgia del distretto testa-collo: studio prospettivo comparativo pre- e post-operatorio con tecnologia ScreenCell®

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    Studiare le cellule neoplastiche presenti nel torrente circolatorio ha la finalità di contribuire al miglioramento della prognosi quoad vitam e quoad valitudinem dei pazienti con carcinoma laringeo. Queste cellule sono note come CTC (cellule tumorali circolanti). Recenti studi indicano le CTC come la “benzina” dei tumori e si ritiene che siano le cellule tumorali che causano recidiva e metastasi. Pochi studi sono in corso sulla ricerca delle CTC nei tumori del distretto testa-collo. Obiettivi dello studio sono stati: (a) RICERCARE la presenza delle CTC nei pz con K laringeo, attraverso l’utilizzo della metodica ScreenCell: in grado di individuare sia le CTC CK+ che CK-; (b) CARATTERIZZARE le CTC mediante l’utilizzo di kit per valutazione citologica e molecolare; (c) Effettuare una COMPARAZIONE nel PRE- e nel POST-Operatorio delle CTC rilevate. Per realizzare questi obiettivi è stato elaborato in primis uno studio di fattibilità e successivamente disegnato uno studio prospettico comparativo. Lo Studio ha previsto 7 fasi: l’arruolamento dei pazienti; il prelievo di 10 cc di sangue periferico prima dell’intervento; la demolizione oncologica; il prelievo di 10 cc/pz di sangue periferico nel follow-up a breve termine; il prelievo ematico di 10 cc/pz nel follow-up a medio termine; il prelievo ematico di 10 cc/pz nel follow-up a lungo termine; l’analisi dei dati. Il campione ematico è stato processato mediante i kit ScreenCell. Questa metodica è basata sulla filtrazione cellulare: Le CTC sono di maggiori dimensioni rispetto alle cellule del sangue. Pertanto è possibile isolarle su un substrato (filtro) perforato con micropori da 7,5 micron. I kit ScreenCell usati, sono stati: i Cyto kit e gli MB kit, rispettivamente x la caratterizzazione citologica e molecolare. Il filtro (dove vengono trattenute le CTC) ha una forma ad anello nel cyto kit e una forma a capsula nei kit MB. I marcatori molecolari utilizzati sono stati: Pan-Citocheratine, che sono espresse sulle cell epiteliali (comprese quelle tumorali) e non espresse nelle cell del sangue; EpCam anch’esso espresso sulle cell epiteliali ma non sulle cell del sangue, e la β-catenina coinvolta nella transizione Epitelio-Mesenchima e nell’acquisizione di caratteri staminali. Le correlazioni tra la presenza di CTC ed i parametri clinico-patologici sono state esaminate, per stabilire l’impatto effettivo della presenza di CTC sul decorso della malattia. Le CTC apparivano con distribuzione casuale, raggruppate o distanziate, con nuclei di maggiori dimensioni, densi e ipercromatici; un alto rapporto nucleo-citoplasma; e una membrana nucleare irregolare. L'analisi della correlazione tra la presenza di CTC e la prognosi del paziente, ha evidenziato che la presenza di CTC nel preoperatorio e nel postoperatorio ha un impatto sulla prognosi dei pazienti affetti da carcinoma laringeo squamocellullare. Infatti nella presente casistica: - L’assenza di CTC si correla con una prognosi favorevole; - la presenza di un elevato numero di CTC nel sangue periferico si correla con una prognosi sfavorevole, - una riduzione del n° di CTC si correla ad una risposta terapeutica migliore. - la precoce rilevazione delle CTC può anticipare di qualche mese la presenza di una recidiva o di una metastasi a distanza. Quindi le CTC possono rappresentare fattori prognostici indipendenti, implementando la valutazione clinica di routine. Gli studi internazionali sulle CTC (che riguardano soprattutto mammella, colon, prostata) suggeriscono che le CTC possono essere considerate come una “biopsia liquida”. Peraltro, L’introduzione nella routine sarebbe semplice poiché i prelievi ematici rappresentano una metodica accettata, veloce, sicura e ripetibile più volte nel corso del tempo, con compliance del paziente. In conclusione, lo studio di queste cellule apre un campo scientifico molto promettente nella ricerca contro il cancro, poiché i pazienti potrebbero beneficiare di nuovi mezzi prognostici e, nel futuro, di nuove strategie terapeutiche che le inibiscono o che le colpiscono direttamente; e in prospettiva, di un futuro strumento di screening per quelle neoplasie come il carcinoma laringeo che non ne dispongono. In particolare: - le CTC possono rappresentare fattori prognostici indipendenti, questo consentirebbe una migliore stratificazione del rischio e una gestione del paziente più mirata ed efficace, con risvolti sulla cura dei pazienti (per es.: possono essere utili nella selezione dei pazienti da trattare con terapia neoadiuvante e adiuvante, e/o rappresentare un segno di maggiore aggressività tumorale e di conseguenza indicare un criterio di più ampia demolizione chirurgica). - La combinazione delle terapie attuali (chirurgia, chemio e radioterapia) con terapie mirate all‘eliminazione delle CTC potrebbe avere un impatto significativamente positivo sull‘outcome a lungo termine dei pazienti con K Laringeo. - In prospettiva, lo studio delle CTC potrebbe portare ad implementare l’analisi delle CTC nello scenario clinico di routine anche come mezzo di screening. Risultano pertanto necessari ulteriori studi e avanzamenti scientifici in questo campo di ricerca

    Clinical and electrophysiological comparison of different methods of soft tissue coverage of the median nerve in recurrent carpal tunnel syndrome

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    Clinical and Electrophysiological Comparison of Different Methods of Soft Tissue Coverage of the Median Nerve in Recurrent Carpal Tunnel Syndrome To the Editor: We would like to report our clinical and ultrasonographic experience in decreasing the pillar pain rate and symptoms after carpal tunnel decompression. Recently, Stu_tz et al. (4) evaluated the clinical and electrophysiological results in 26 patients treated with either a hypothenar fat flap or a synovial flap to prevent recurrent scar compression of the median nerve after previously failed carpal tunnel decompression. They obtained reduction rates of brachial nocturnal pain and pillar pain and concluded that coverage by an ulnar-based hypo - thenar fat flap seemed to produce superior results (4)

    Breast lift and reduction: how we do it. Plast Reconstr Surg.

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    Recently, Ahmad and Lista evaluated the clinical results of 49 patients who underwent vertical scar reduction mammaplasty, analyzing the fate of the nipple- areola complex position. Compared with preoperative markings, they observed that the nipple-areola complex was located on average 1 cm higher at 4-year follow-up, and the average distance from the inframammary crease to the inferior border of the nipple-areola complex had decreased 0.4 cm.1 We would like to report our clinical experience with more than 100 cases of customized lift and reduction mammaplasty by using a inferior dermal flap and either vertical scar2 or round block3 technique

    Customized mini-plate for scaphoid fractures and nonunions

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    Scaphoid fractures detected in the subacute stage require a more meticulous and prompt approach to prevent chronicity and regain wrist function. Oblique-type scaphoid fractures are potentially unstable and may result in detrimental sequelae. Aim of this study is to suggest an easy surgical approach to restoration of the oblique-type scaphoid fractures or nonunions by using of a customized mini-plate, italic-S shaped. This surgical intervention is associated with promising outcomes and at long-term follow-up showed to avoid the development of a carpal collapse with concomitant arthritis of the radiocarpal joint

    Treatment of the capsular contracture around mammary implants: our experience

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    The most common complication in patients who underwent mammary implant surgery is capsular contracture. Actually, there is no standard effective treatment for this complication. The aim of this article is to show our experience about LTRAs (leukotriene receptor antagonists) for the treatment of the capsular contracture. The findings indicate that these drugs may reduce pain and breast capsule distortion for patients with long-standing contracture

    Comparison of surgical methods in catastrophic antiphospholipid syndrome (CAPS)

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    Antiphospholipid syndrome (APS) is an autoimmune condition characterized by vascular thromboses and/or pregnancy morbidity in the presence of antiphospholipid antibodies. The variant “catastrophic” (CAPS) is defined as a potential life-threatening disease, characterized by multiple small vessel thromboses that can lead to multiple organ failure. Surgery is between precipitating factors in CAPS International Registry, but it’s still unclear the relationship between surgery and syndrome. The present study reports two surgical procedures, performed on two patients with APS admitted with diagnosis of loss of substance of the lower limb needing of reconstructive treatment. We compared and analyzed aggressive and minimally invasive surgery

    Extensive facial trauma caused by dog bites in woman suffering from systemic fluconazole-resistant Candida infection

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    Introduction. Dog bites present a complex problem. Extensive facial trauma is a challenging problem to treat with priority for functional outcome. This paper describes the conservative treatment in a very difficult case of facial trauma with unusual infections due to the bites. Case report: A 45 year-old woman was admitted in hypovolaemic shock with amputation of nose, upper and lower lips, left cheek and chin caused by dog bites. After vital parameters and volaemy were stabilized, wound toilet was performed, followed by skin and mucosal rotation flaps and anterior nasal tamponade; the lesion has then been covered with a collagen/oxidized regenerated cellulose dressing and sterile gauzes. Culture test highlighted coagulase-negative Staphylococcus and Candida albicans. However after few days, the patient developed septic-undulant hyperpyrexia, retinitis, renal candidiasis, folliculitis. Systemic Candida infection resistant to fluconazole was diagnosed. Amphotericin B was given to the patient and the facial wound was managed conservatively with an active medication because of inoperability conditions. The outcome of the use of active medications was an immediate response with excessive granulation tissue followed by a rapid re-epithelization. Conclusion. As our case has shown, conservative treatment can be a valid alternative therapy in the treatment of large wounds with invasive candidosis and candidaemia or other major contraindications to surgery. In fact, in cases where surgical reconstruction is not a feasible option, conservative treatment can allow a rapid repair of the skin barrier
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