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Studio della fauna ittica nelle acque interne della provincia di Ferrara
Descrizione critica dei Progetti Finalizzati effettuati in Provincia per la tutela degli ambienti acquatici e della fauna ittica. Il particolare sono considerati i seguenti progetti: lo Studio delle Zone di ripopolamento e frega di nuova istituzione, la Valutazione della efficacia dei protocolli di semina proposti nelle Zone di ripopolamento e frega e la Prosecuzione del monitoraggio del gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii) e la individuazione di strategie mirate alla sua limitazione
Controllo e stoccaggio del gambero rosso della Louisiana
Progetto sperimentale per la limitazione, lo stoccaggio e lo smaltimento del gambero rosso della Louisiana a scopo di riequilibrio ittico e di conservazione delle specie autocton
Progetto per lo studio e il monitoraggio di alcuni corsi d’acqua particolarmente pregiati e collegati a zone di tutela della fauna ittica
Nella Delibera n. 5463 del 9 novembre 1993, vengono indicati gli orientamenti
per il ripristino e la tutela delle specie ittiche autoctone; in particolare gli indirizzi
gestionali riguardano l’istituzione di zone specifiche per la tutela della
fauna ittica, distinte in (Legge Regionale n. 11/93) Zone di ripopolamento e frega
(Zrf), Zone di protezione integrale (Zpi), Zone di protezione delle specie ittiche
(Zpsi) e Zone a regime speciale di pesca (Zrsp).
Nella Provincia di Ferrara, l’istituzione di Zrf è sicuramente l’intervento più
attuato. Tuttavia, di fronte al rapido cambiamento ambientale e di composizione
dei popolamenti ittici, risulta fondamentale disporre di un continuo aggiornamento
dello stato qualitativo delle Zrf in vigore e di una rosa di altre
eventuali aventi i requisiti di idoneità.
Una prima indagine, compiuta in Provincia di Ferrara nel triennio (1996-
1998), aveva evidenziato un netto cambiamento strutturale della comunità ittica
in numerosi siti. Sulla scorta di tali risultati, è stato attivato un progetto
che prevedeva il monitoraggio e lo studio di alcuni corsi d’acqua della Provincia
di Ferrara particolarmente pregiati e collegati a zone di tutela della fauna
ittica ed in particolare le Zrf, con particolare attenzione alle specie autoctone
di particolare pregio, come tinca e luccio e a quelle di particolare interesse
alieutico, quali pesce gatto e lucioperca
SALUTE ORALE E SOGGETTI A RISCHIO DI CARIE
Identificazione di soggetti a rischio di carie mediante un test salivare, per prevenire, quando possibile, e ridurre nuovi casi di malattia nella popolazione prima che le lesioni si rendano apprezzabili all'esame clinico
La “Sharing Mobility”, contributo alla Rassegna 2019 GdL5 “Città e Territorio”, (ICESP)
Distribuzione del Gambero rosso della Louisiana nel Delta del Po
L’introduzione di specie alloctone di gamberi d’acqua dolce è un fenomeno molto diffuso, che esercita significativi effetti sulle comunità residenti (Holdich, 1987; Axelsson et al., 1997), risultando addirittura più destabilizzante di forti modificazioni ambientali o fenomeni legati all’eutrofizzazione (Rodríguez et al., 2005). In molti casi, l’esplosione demografica di specie alloctone di gamberi ha portato alla riduzione o scomparsa di quelle native (ad esempio, Renai & Gherardi, 2004; Magoulick, 2004), ha fortemente modificato le comunità di invertebrati (Barbaresi & Gherardi, 2000; Gil-Sánchez & Alba-Tercedor, 2002; Renai & Gherardi, 2004), pesci (Guan & Wiles, 1997; Renai & Gherardi, 2004) ed anfibi (Axelsson et al., 1997), nonché la stessa struttura del sedimento e le caratteristiche della colonna d’acqua (Angeler et al. , 2001; Rodríguez et al., 2003).
In Italia, il Gambero rosso Procambarus clarkii (Girard) è stato evidenziato in molti corsi d’acqua nel Nord e nel Centro della penisola (Gherardi et al. , 1999), dove le popolazioni sembrano ancora in espansione. In particolare, nel Nord Italia, la comparsa di tale specie è stata riportata da molteplici servizi provinciali di gestione della fauna, del basso corso del Po (Nobile, 1997) e del suo Delta (Mazzoni et al., 1997).
Nel delta del Po (provincia di Ferrara), dove P. clarkii è stato catturato da pescatori dilettanti e professionisti a partire dal 1996, abbiamo considerato i seguenti punti:
a) la distribuzione di P. clarkii , dopo meno di una decade dall’introduzione;
b) le relazioni tra distribuzione e parametri abiotici e biotici;
c) le relazioni tra distribuzione e l’eutrofizzazione;
d) le conseguenze dell’introduzione di P. clarkii sull’assetto ecosistemico;
e) l’analisi dei parametri che discriminano i siti e che possono essere utili nel controllo della specie
CANDIDOSI ORALE:ASPETTI CLINICI E MICROBIOLOGICI
Vengono descritti alcuni aspetti clinici e microbiologici di frequente osservazione durante la visita odontoiatrica in pazienti anziani
Didattica della comunicazione
Fenomeno generale, nel senso che è presente a più livelli in ogni organismo, la comunicazione, secondo i tettami di Palo Alto, non può non accadere. Designando la trasmissione di informazione, essa si configura innanzitutto come processo di interazione: occorre che si instauri una relazione tra due entità distinte A e B che possano scambiarsi informazioni. Bisogna indagare il tipo di interazione tra entità; l’affermare che ogni “comportamento è comunicativo” non rende completamente l’intreccio e la rete sottesa alla comunica zione stessa. Premesso che tra individui della stessa specie vi è sempre scambio di informazioni, l’analisi dei processi comunicativi non può prescindere dal porre l’accento su: soggetti coinvolti, il loro ruolo, il messaggio e la sua struttura, i modi e le tecniche di trasmissione utilizzati , il contesto o ambiente comunicativo.
La comunicazione tra individui, emittente e destinatario, si configura come un sistema complesso, non riducibile sempre a sequenze stimolo-risposta, ma piuttosto ad una serie di variabili che spaziano dal geneticamente programmato, al contesto sociale fino al popperiano terzo mondo.
L’emergere di un linguaggio simbolico ci ha reso la specie animale più capace di intrecciare la sua storia filetica con quella socioculturale, così da influenzare l’evoluzione. Queste le linee portanti del volume supportate dalla consapevolezza che interpretare la comunicazione significhi interessarsi del comportamento dei suoi attori e del loro grado di complessità anche in termini di adattamento
Tecnologie per la comunicazione educativa
I mezzi telematici hanno da tempo invaso tutti i campi della nostra vita: li utilizziamo in casa, in ufficio e anche nella scuola. Affiancati ai mezzi tradizionali, i nuovi media sono ormai entrati direttamente in aula, mettendo talvolta in crisi i docenti. Considerando l’evoluzione storica delle tecnologie didattiche, la loro influenza sociale e il loro attuale utilizzo all’interno degli
ambienti formativi, si cercherà in questo testo di definirne le caratteristiche tecnologiche e di illustrare criticamente i vantaggi e gli svantaggi del loro utilizzo.
Il primo capitolo del volume si pone come obiettivo quello di chiarire il significato di un campo di indagine così vasto e complesso come quello delle tecnologie educative. Un breve excursus storico sul rapporto tra media e scuola faciliterà questo compito e consentirà di dissipare luoghi comuni diffusi e di precisare concetti generalmente poco chiari.
Nei capitoli successivi verranno invece analizzati singolarmente i diversi media. Nello specifico sono stati presi in considerazione tutti i mezzi particolarmente adeguati a introdurre innovazione didattica e ad ottimizzare la comunicazione educativa: mezzi informatici e mezzi telematici che presentano infatti caratteristiche tecniche e linguaggi specifici adeguati a inserirsi fra gli strumenti di insegnamento e ad essere utilizzati nei processi di apprendimento.
L’uso dei mezzi visivi e audiovisivi, sia di tipo statico che cinesico, può ad esempio potenziare notevolmente le capacità di espressione e di comunicazione, rendendo i messaggi trasmessi più intuitivi e memorizzabili.
Allo stesso modo, anche l’uso del computer nella scuola si è rivelato uno strumento efficace, capace di rendere l’apprendimento più attivo, di personalizzarlo e di recuperare le capacità percettive degli allievi. Ad apportare i cambiamenti più significativi in questo senso è soprattutto l’utilizzo attento di software didattici e di prodotti ipertestuali.
Nell’ultima parte del testo vengono analizzate le funzioni educative apportate dall’ambito tecnologico più recente e anche più avanzato: quello telematico. Grazie allo sviluppo di questo settore, concetti come apprendimento a distanza, autoistruzione, apprendimento aperto e apprendimento collaborativo si sono diffusi sempre più e sia l’offerta che la richiesta formativa attuale lo confermano. Insegnanti e studenti, utilizzando le nuove tecnologie, possono oggi accedere a quantità immense di informazioni, decidere i tempi dell’apprendimento e sceglierne le modalità.
In questa nuova condizione i docenti di qualsiasi disciplina dovrebbero tuttavia possedere una diversa cognizione del proprio ruolo ed essere disponibili ad acquisire le nuove abilità necessarie al corretto utilizzo degli strumenti informatici
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