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De te fabula narratur: i diritti degli esseri animali come parametro di civiltà
Il contributo si confronta con il problema dei diritti animali evidenziando come il problema principale che incontra la legislazione in materia di diritti animali è l'innegabile circostanza per cui ogni ordinamento giuridico nasce per soddisfare esigenze e bisogni prettamente umani, per cui, ancora oggi, il dato principale degli ordinamenti giuridici è l’antropocentrismo derivante dall'autoreferenzialità dei sistemi giuridici elaborati dagli esseri umani per tutelare la propria convivenza in società sempre più complesse. Nel saggio si propone di realizzare la dignità animale quale parametro di eguaglianza
Il femminile in Costituzione. Dal voto femminile alla Costituzione: l'eguaglianza di genere un percorso ancora incompiuto.
Il saggio si occupa della condizione femminile nella Costituzione. L’analisi parte dai primi del ‘900 in un contesto di esclusione femminile dal circuito
rappresentativo, e di cui è emblematica è la vicenda di dieci maestre marchigiane a cui la Corte di Appello di Ancona presieduta da Ludovico
Mortara il 25 luglio 1906 accordò il diritto di iscrizione alle liste elettorali. Il pezzo si sviluppa lungo l’analisi costituzionale della posizione
femminile e si conclude con “quanto manca all’uguaglianza”. “La questione della diseguaglianza di genere è un problema culturale e non solo politico-istituzionale, la parità potrà essere raggiunta e la violenza arginata solo quando l’eguaglianza di genere diventerà uno dei punti principali dell’agenda politico-culturale-economico-sociale di ogni Paese, quando cioè finalmente si comprenderà che un Paese che viola sistematicamente il
principio di eguaglianza è un Paese che mortifica tutti: donne ed uomini ed è destinato all’emarginazione e al declino”
La questione dell'identificazione di ovini e caprini: un'altra occasione mancata per affermare la senzietà e il diritto al benessere degli esseri animali
La nota riguarda una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea e il problema dell'identificazione di ovini e caprini. In tale contesto si riflette sulla soggettività animale e sul benessere animale
Il diritto di asilo tra Costituzione e diritto positivo
L'articolo esamina approfonditamente il tema dell'asilo ed evidenzia la mancanza e la necessità di un modello di asilo nella legislazione italiana così come a livello europeo
Esseri animali o 'persone non umane'
Il saggio indaga la decisione del Governo indiano di vietare la cattività e l'utilizzo di delfini a fini di intrattenimento
Eguaglianza, sesso e religione.
Il saggio si propone di coniugare la questione della parità di genere con la problematica della mancata laicità del nostro ordinamento. Effettivamente nessuna delle due questioni sembra a tutt’oggi risolta malgrado un approccio realmente laico e paritario appaia indispensabile per affrontare le sfide che ci vengono poste da una società che avanza ad una grande velocità. La rivoluzione promessa dal principio di eguaglianza non è ancora riuscita a realizzarsi pienamente, gli ostacoli maggiori sono rappresentati ancora oggi dai parametri del sesso e delle religione rispetto ai quali il nostro Legislatore si dimostra eticamente e gender orientato e non laico, paritario e neutrale come richiederebbero i
tempi e le stesse previsioni costituzionali. La religione, la cultura, la tradizione, le convenzioni sociali, la politica, un pericoloso insieme di tutto ciò, rendono l’eguaglianza senza distinzione di sesso e religione ancora lontana: tale situazione viene per lo più giustificata rimandando alla nostra tradizione culturale-cristiana, ma un Paese che si proclama democratico e che pone l’affermazione dei diritti di libertà alla sua base non può
giustificare le discriminazioni nemmeno rifacendosi alla religione maggioritaria e alla cultura tradizionale ma deve andare oltre i retaggi tribali-culturali e divenire realmente laico e paritario. Il sesso e la religione non possono più costituire ostacoli alla compiuta declinazione del principio di eguaglianza che riguarda tutte e tutti e non solo le donne, i diversamente sessuati o le minoranze religiose, poiché l’eguaglianza costituisce un principio universale e come tale va inverato
"Ite, missa est". Laicità paradigma di eguaglianza.
Il volume indaga il fenomeno della laicità in Italia poichè la questione della laicità non può dirsi risolta sebbene un approccio realmente laico sia indispensabile per affrontare le sfide poste ogni giorno dalla società che avanza. La laicità non è un concetto astratto, non è una divagazione filosofica ma ha un contenuto specifico, concreto e tangibile. La democrazia ha bisogno di laicità: siamo uguali senza distinzione di religione e lo Stato laico neutrale, ma non indifferente, si deve impegnare a rimuovere gli ostacoli che impediscono il concreto dispiegarsi di tale eguaglianza. Il testo si interroga sulle cruciali questioni al centro del dibattito etico, giuridico e politico delle democrazie contemporanee: dalle biotecnologie, alle famiglie, alla dignità del malato e del morente, all'educazione pluralista nella scuola pubblica, alla morale sessuale. Questioni che lo Stato laico neutrale deve sapere affrontare discostandosi dai parametri magisteriali, dai valori espressi dal giusnaturalismo cristiano; il diritto deve essere espressione di una giustizia al servizio di tutti e in quest'ottica la laicità rappresenta la casa comune in cui tutti i cittadini possono riconoscersi
Gli animali tra benessere e diritti: un difficile compromesso tra norma e attuazione, nell'attesa della definizione della soggettività animale.
L'articolo si occupa dell'approccio giuridico al benessere animale in quanto le politiche in tema di benessere animale non vanno considerate come un tema legato unicamente alle passioni di 'fanatici animalisti', poiché esiste ormai da tempo, un approccio politico-legislativo alla questione animale, non solo nazionale ma pure sovranazionale. L'Europa infatti ha dimostrato un forte interesse nei confronti degli esseri animali già dal 1991 quando venne approvata a Maastricht una Dichiarazione sulla protezione degli animali, in cui veniva loro riconosciuta la qualità di esseri senzienti e non di meri prodotti agricoli. Ancora, il nuovo Trattato europeo sottoscritto a Lisbona nel dicembre del 2007 dispone all’articolo 13 che: "Nella formulazione e nell'attuazione delle politiche dell'Unione nei settori dell'agricoltura, della pesca, dei trasporti, del mercato interno, della ricerca e sviluppo tecnologico e dello spazio, l'Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali e il patrimonio regionale”. Gli animali sono dunque -almeno secondo l'Europa- "esseri senzienti" e tale affermazione non può considerarsi priva di conseguenze anche se la lettura dell’intera previsione dimostra che non ci si trova dinanzi ad una ‘rivoluzione’ poiché è evidente che gli animali continueranno ad essere mangiati, usati nei laboratori, tenuti negli zoo, e soprattutto è stigmatizzabile la posizione neutrale rispetto ad atteggiamenti antianimalisti nazionali giustificati sulla base delle tradizioni (si pensi ed esempio alla pratica della corrida). In ogni caso affermare a livello europeo che gli animali sono esseri senzienti può costituire la base di una nuova fase nel rapporto essere umano-ambiente-essere animale: cioè si apre la possibilità di passare dalle mere politiche protezionistiche di tutela e di preservazione nell’interesse delle generazioni future, alla condivisione di un destino comune ontologicamente e giuridicamente parlando
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