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L'entrée en politique des jeunes italiens: modèles explicatifs de l'adhesion partisane
Senza frontiere. La libera circolazione delle persone in Europa
L’integrazione europea ha prodotto un risultato senza precedenti nella storia: permettere a mezzo miliardo di persone di muoversi a piacimento da un capo all’altro d’Europa, come se non vi fossero frontiere tra stati. In un continente in cui per secoli si sono combattute innumerevoli guerre per difendere o spostare confini, la libera circolazione dei cittadini europei sconvolge la logica politica della divisione del mondo in stati-nazione. Non a caso, secondo le periodiche indagini Eurobarometro, la «libertà di viaggiare, lavorare e studiare» è ciò che più comunemente viene associato all’immagine dell’UE. Il diritto di libera circolazione «è» l’Unione Europea nella mente degli europei. Il volume ricostruisce genesi e storia di questo diritto, analizza le politiche in cui si sostanzia e descrive la popolazione che ne fa uso per vivere in un altro stato membro. Attualmente si contano circa tredici milioni di «europei mobili». Chi sono? Cosa fanno? Quando e perché hanno lasciato il loro paese d’origine? E soprattutto: possono aiutare l’UE a rafforzarsi? Sulla base di dati originali raccolti dall’autore nell’arco di un decennio, il libro risponde a tali domande tracciando il ritratto accurato di una minoranza strategica nel processo di europeizzazione delle società nazionali
Cross-State Mobility in the EU: Trends, Puzzles and Consequences
The first part of this paper describes the small but constant expansion of the cross–state mobile population within the EU in the two decades preceding the 2004 enlargement. This expansion is puzzling in the light of the economic growth and the income convergence of member states over the same period. While the level of geographical mobility within the EU is frequently held to be “low”, data show that it should have been even lower given the rise of prosperity and the decline of income differentials in the EU15. In fact, it is argued that pro–mobility policies and the rise of non–labour migration have countered the diminishing appeal of intra–EU mobility that might be expected on the basis of purely economic conditions.
The second part of the paper discusses the rationales and reasons of mobility. A distinction is drawn between observers’ and social actors’ views of the benefits of free movement. While the former usually put an emphasis on economic rewards, the latter are more likely to stress emotional and identity–linked returns. Survey data on Western European citizens who have resettled in another EU member state are revealing of the multifaceted causes and consequences of geographical mobility. In particular, these data show that identification with Europe and support for EU institutions in the mobile population are strikingly higher than among the general population. While it is true that cross–state mobility can entail economic benefits raising productivity and innovation, its political dividends are possibly even clearer
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