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    Law No. 78 of 1 June 2011 (GU No. 127, 3 June 2011)

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    Lo scritto esamina la Legge No. 78 del 1 giugno 2011 di conversione in legge del decreto-legge 11 aprile 2011, n. 37, recante disposizioni urgenti per le commissioni elettorali circondariali e per il voto dei cittadini temporaneamente all'estero in occasione delle consultazioni referendarie che si svolgono nei giorni 12 e 13 giugno 2011. (GU n.127 del 3-6-2011

    Sul rilievo interpretativo delle regole internazionali vincolanti per le parti nel sistema OMC

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    Lo scritto analizza il rapporto dal panel OMC relativo al caso European Community- Measures Affecting the Approval and Marketing of Biotech Products (29 settembre 2006) con specifico riferimento all'interpretazione dell'art. 31, par. 3, lett. c della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati fornita dal Panel in relazione alla questione della rilevanza di accordi non- OMC nell'interpretazione delle norme degli accordi OMC

    Sugli effetti delle decisioni dell’organo di conciliazione dell’OMC nell’ordinamento comunitario

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    La questione trattata è quella relativa allo status delle norme degli accordi OMC nell'ordinamento comunitario. Sebbene tale ordinamento sia tendenzialmente monista, la Corte di giustizia sembra aver adottato un atteggiamento dualista nei confronti delle norme suddette, sia nel caso in cui ad invocarle in giudizio siano i singoli che nel caso in cui siano gli Stati membri. Nuovo interesse su questa questione è stato generato da alcune pronunce del giudice comunitario nelle quali si è posto il problema di verificare se la costante giurisprudenza della Corte di giustizia, sia applicabile anche nell'ipotesi in cui l'incompatibilità degli atti normativi con le norme degli accordi OMC sia stata accertata con decisione dell'Organo di risoluzione delle controversie dell'OMC. Nel tentativo di dare una risposta a questo interrogativo, lo scritto analizza in primo luogo, l'estensione della giurisprudenza della Corte sugli effetti interni delle norme OMC alle ipotesi in cui gli organi di risoluzione delle controversie abbiano già adottato una decisione vincolante per le parti. Lo scritto cerca poi di chiarire se sia possibile considerare le decisioni del DSB, in quanto tali, direttamente efficaci nell'ordinamento comunitario, indipendentemente cioè dal riconoscimento delle efficacia diretta delle norme OMC. Infine, viene valutato in che modo la presenza di una decisione del DSB incida sulle argomentazioni formulate dalla Corte per negare l'efficacia diretta delle norme suddette

    Sull’attuazione del principio della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di pensioni

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    La nota esamina la pronuncia della Corte di giustizia, sez. I, 21 giugno 2007, nelle cause riunite C-231/06 e C-233/06 relativa all'attuazione del preincipio di parità di trattamento tra uomini e donne in materia di pensioni. Nello scritto viene analizzata in particolare la compatibilità con il suiddetto principio dell'obbligo di pagare contributi ed interessi di regolarizzazione ai fini dell'iscrizione retroattiva ad un regime speciale di pensione

    Law No. 98 of 23 June 2010 (GU No. 147 of 26 June 2010)

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    Lo scritto esamina la legge n. 98 del 23 giugno 2010 (GU No 147 del 26 giugno 2010) di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 aprile 2010, n. 63, recante disposizioni urgenti in tema di immunita' di Stati esteri dalla giurisdizione italiana e di elezioni degli organismi rappresentativi degli italiani all'estero. (10G0120) (GU n.147 del 26-6-2010 )

    Sui diritti di difesa nel procedimento antidumping dell'Unione europea

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    La nota analizza la pronuncia del Tribunale nelle cause riunite T-407/06 e T-408/06, Zhejiang Aokang Shoes Co. Ltd. e Wenzhou Taima Shoes Co. Ltd. c. Consiglio dell'Unione europea. In essa il Tribunale si è pronunciato sull'annullamento parziale del regolamento (CE) n. 1472/2006 del Consiglio del 5 ottobre 2006 che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti sulle importazioni di alcuni tipi di calzature con tomaie di cuoio provenienti dalla Repubblica popolare cinese e dal Vietnam. Nella sentenza il Tribunale è chiamato a stabilire, da un lato, se l'adozione della tecnica del campionamento esima la Commissione dall'obbligo di esaminare le richieste per la concessione del trattamento di società operante in economia di mercato (TEM) e del trattamento individuale di società non incluse nel campione e se la sua mancata pronuncia costituisca una violazione del principio di legittimo affidamento e del diritto di difesa delle parti. Dall'altro lato si chiede al Tribunale di accertare se la modifica della configurazione dei dazi antidumping definitivi, successivamente alla trasmissione del documento informativo finale, e la concessione di un termine inferiore a dieci giorni per presentare osservazioni costituisca una violazione dell'art. 20 del Regolamento CE n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995 (regolamento di base) e dei diritti di difesa delle ricorrenti

    L’indennità di scioglimento del contratto di agenzia nel Diritto dell’Unione europea a margine di un caso di risoluzione di un contratto di concessione di vendita per recesso ordinario del concedente

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    Lo scritto analizza la sentenza della Corte di giustizia della Comunità europea del 28 ottobre 2010 nella causa n. 203/09, Autohof Weidensdorf GmbH c. Volvo Car Germany GmbH. In questa sentenza la Corte di Giustizia ha avuto modo di pronunciarsi per la prima volta sull'interpretazione dell'art. 18 lett. a) della Direttiva 86/653/CEE del Consiglio del 18 dicembre 1986 relativa al coordinamento dei diritti degli Stati Membri concernenti gli agenti commerciali indipendenti. Le questioni principali trattate dalla sentenza sono: 1) la possibilità per la Corte di giustizia di pronunciarsi su un rinvio pregiudiziale, qualora la norma comunitaria oggetto della sua interpretazione non disciplini direttamente la fattispecie oggetto della causa principale; 2) la determinazione delle condizioni di applicabilità dell'art. 18, lett. a) della Direttiva; 3) la possibilità di valutare l'inadempimento dell'agente in sede di adeguamento dell'indennità per ragioni di equità nell'ipotesi in cui l'inadempimento verificatosi nel periodo di preavviso sia stato scoperto successivamente alla cessazione del rapporto

    I Rappresentanti speciali dell'Unione europea

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    Il contributo esamina la figura dei Rappresentanti speciali dell'Unione europea nell'ambito della Politica estera e di sicurezza comune dell'Unione con particolare riguardo alle modalità di nomina, alle funzioni svolte e ai loro rapporti con il Servizio europeo per l'azione esterna

    Diplomatic Intervention and State-to-State Arbitration as alternative means for the protection of foreign Investments and host States' general interests: the Italian experience

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    The ICSID investor-State arbitration system has been recently criticized as a system favouring investors’ interests at the prejudice of States’ interests. The current ‘backlash’ against investor-State arbitration is perceived to have begun with a number of ICSID awards against measures that host States have defended as designed to achieved legitimate domestic policy objectives. Several are the State “General interest” the protection of which may limit the rights of foreign investors. They may consist of needs of the population and economy at large as it was in the ICSID Arbitral cases involving Argentina’s financial crisis; host State general regulatory action; the protection of the host State national security; the protection of non-economic concerns like sustainable and human development, the protection of human rights and environment, as well as the control of the production and sale of harmful substances. Also in the field of intellectual property rights, the standard of IPRs’ protection (TRIPs-plus regime) may result in limiting the rights of host States to rely on the exceptions and flexibilities under the TRIPs in order to address public interests concerns. This alleged legitimacy crisis bring us to wonder whether on the one hand treaties predating BITs and on the other hand the resort to diplomatic protection of aggrieved investors by their home State against the host State, either through diplomatic means or by interstate adjudication, might protect States’ general interests better than the current investment regime does. The aim of this contribute is trying to analyse whether treaties different from BITs and recourse to diplomatic protection can be a real alternative to investor-State arbitration under ICSID, which better serves the protection of States’ interests in respect of the investors ‘ones

    Approches to investment protection outside of specific international investment agreements and investor-state settlement

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    Bilateral Investments Treaties are currently the main instrument of protection for foreign investors. There are, however, other types of treaties relevant for ensuring definite rights to foreign investors even if not focused on investment protection, most of them predating BITs. This is the case of treaties of Friendship, Commerce and Navigation (FCNs) typically entered into by the U.S.A., or Consular and Establishment treaties, some of them going back to the XIX century. Their relevance appears to be residual in comparison with the elaborate substantive and procedural provisions of BITs, on the other hand since many of these treaties are still in force, often between countries which are not bound by reciprocal BITs, they may still be of value, as confirmed by various recent cases in which they were resorted to through diplomatic protection by the home countries of aggrieved investors as the sole available international means of redress. Another avenue, distinct from invocation of the BIT by a protected foreign investor itself through direct arbitration against the host State, is its invocation by the home country in diplomatic protection of aggrieved national investors against the host country in a State to State arbitration. This is provided in BITs but rarely resorted to. On such case is a recent dispute between Italy and Cuba, where Italy espoused the claims of several Italian investors against Cuba in direct State-to-State arbitration pursuant to art. 10 of the BIT of 1993 between the two countries. A common feature to all these different avenues is the resort to diplomatic protection of aggrieved investors by their home State against the host State, whether a claim is pursued by diplomatic means as was the case of the Italian- Swiss dispute of 1991-1992, or by adjudication, such as in the ELSI case. Through the examination of the treaty provisions invoked in the above mentioned cases, of the procedural features of each of them and of the outcomes the chapter intends to contribute to a better understanding of available options and their respective value, highlighting the differences from recourse to direct arbitration by the foreign investor concerned under a BIT
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