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"Il corpo è l'eco dell'anima". Aspetti della teoria delsartiana
Elena Randi si occupa della teoria sul gesto di François Delsarte, rilevandone costanti e varianti rispetto alle tesi dell'idéologie, una corrente alla quale di quando in quando il maestro francese fa riferimento nei suoi manoscritti. Randi mostra come Delsarte sia in aperto contrasto con l'idéologie "ortodossa" e come, invece, possa aver attinto a talune delle idee di Maine de Biran e Dégerando
La biografia: elementi fattuali e trasfigurazione simbolica
L'intervento di Elena Randi propone la biografia di François Delsarte, cercando di distinguere le notizie oggettive da quelle d'impronta "mitica", lasciate da Delsarte stesso e dai suoi allievi
François Delsarte: le leggi del teatro. Il pensiero scenico del precursore della danza moderna [pubblicazione di fonti inedite di F. Delsarte], a cura di Elena Randi
Il volume, a cura di Elena Randi, raccoglie la trascrizione in traduzione italiana di una serie assai consistente di fondamentali scritti inediti di Delsarte compiuta da Elena Randi (pp. 143-272). Per lo più gli inediti sono conservati nella Delsarte Collection della Louisiana State University di Baton Rouge in Louisiana. Il volume comprende inoltre gli atti del convegno su François Delsarte tenuto a Rimini il 4 e 5 luglio 1992 e curato da Umberto Artioli ed Elena Randi (pp. 9-115), e, della stessa autrice, una biografia del maestro francese (pp. 119-142) e una bibliografia ragionata (pp. 273-286)
Nota sulla fortuna
La "Nota sulla fortuna" dell'edizione critica della "Donna di maneggio" di Goldoni, dà conto della fortuna soprattutto scenica della commedia. Randi si sofferma in particolare sulla prima messinscena (Venezia, Teatro S. Luca, 1760), cercando, fra l'altro, di identificarne gli interpreti e la relativa parte loro affidata
Introduzione storico-critica. "Angelo": dall'autografo alla prima messinscena
Nell'"Introduzione storico-critica" del volume dedicato ad "Angelo" Elena Randi esamina in dettaglio la prima messinscena di "Angelo, tyran de Padoue" di Hugo (Comédie-Française, 1835). Più precisamente, ne analizza la partitura testuale, le scenografie, il dettato attorico, i costumi, oltreché le modalità di costruzione dello spettacolo nel corso delle prove
C. Goldoni, "La donna di maneggio" [edizione critica], a cura di Elena Randi; introduzione di Roberto Alonge
Questa edizione critica della "Donna di maneggio" fa parte dell'Edizione nazionale delle "Opere" di Carlo Goldoni. Oltre alla cura del testo della commedia (pp. 65-165), ad Elena Randi si deve la “Nota al testo” (pp. 31-63). Essa dà conto del censimento delle edizioni settecentesche della "Donna di maneggio" compiuto e ne offre una ricognizione filologica. Solo grazie a questa puntuale disamina, si è potuto scegliere con cognizione di causa il testo-base e compierne gli emendamenti del caso nella trascrizione. Naturalmente si è optato per la Pasquali del 1765, essendo l'unica versione riprodotta su un manoscritto autografo o idiografo. Nella “Nota al testo” sono offerte le varianti presenti, rispetto al testo-base, nelle altre edizioni del XVIII secolo. A Randi si devono anche il capitolo relativo alla fortuna soprattutto scenica della pièce (pp. 189-212) e la bibliografia (p. 187). Introduzione e Commento spettano a Roberto Alonge
Les millions d'Arlequin di Marius Petipa-Riccardo Drigo: un répétiteur ritrovato
Nel fondo privato Riccardo Drigo di Michele Armelin a Padova, Elena Randi ha ritrovato un preziosissimo répétiteur dei Millions d’Arlequin di Drigo, messo in scena a San Pietroburgo nel 1900.
Il répétiteur è una fonte particolarmente importante perché specifica quale ‘colonna sonora’ fosse veramente utilizzata in un dato balletto (quella dei documenti a stampa non corrisponde quasi mai esattamente alla versione impiegata in scena). Il répétiteur ritrovato è senza dubbio emendato, se non steso, dal compositore stesso: si trova infatti fra le carte che erano in suo possesso quando ha abbandonato la Russia nel 1920, dopo la Rivoluzione, ed è arrivato a Padova, sua città natale. Carte che, pressoché intonse, sono passate da Drigo all’editore Zanibon e, infine, all’editore Armelin.
Questo répétiteur, qui pubblicato integralmente in una copia fotostatica a colori, è preceduto da un’introduzione di carattere storico-critico di Elena Randi, che affronta, fra l'altro, alcune problematiche relative alla sua datazione
Les millions d'Arlequin di Marius Petipa-Riccardo Drigo: un répétiteur ritrovato
Nel fondo privato Riccardo Drigo di Michele Armelin a Padova, Elena Randi ha ritrovato un preziosissimo répétiteur dei Millions d’Arlequin di Drigo, messo in scena a San Pietroburgo nel 1900.
Il répétiteur è una fonte particolarmente importante perché specifica quale ‘colonna sonora’ fosse veramente utilizzata in un dato balletto (quella dei documenti a stampa non corrisponde quasi mai esattamente alla versione impiegata in scena). Il répétiteur ritrovato è senza dubbio emendato, se non steso, dal compositore stesso: si trova infatti fra le carte che erano in suo possesso quando ha abbandonato la Russia nel 1920, dopo la Rivoluzione, ed è arrivato a Padova, sua città natale. Carte che, pressoché intonse, sono passate da Drigo all’editore Zanibon e, infine, all’editore Armelin.
Questo répétiteur, qui pubblicato integralmente in una copia fotostatica a colori, è preceduto da un’introduzione di carattere storico-critico di Elena Randi, che affronta, fra l'altro, alcune problematiche relative alla sua datazione
Un Mistero eretico: il "Caino" di Byron
L'articolo comincia analizzando le fonti gnostiche a cui si ispira il "Caino" di Byron; passa quindi a definire la visione che del Creatore hanno Caino e Lucifero, convinti della sua natura subdola e crudele, in linea con quella che del Demiurgo hanno gli gnostici. Si tratta, secondo Randi, di una prospettiva condivisa da Byron. Il saggio passa infine all'analisi della quête percorsa da Caino nel dramma
Cours de Mons. Delsarte
Trascrizione in traduzione italiana, a cura di Elena Randi, di pagine tratte da una serie di dieci conferenze tenute da Delsarte a Parigi nel 1855, il cui contenuto è riportato a mano da un ascoltatore in un documento intitolato "Cours de Mons. Delsarte"
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