199,838 research outputs found

    Io e la matematica. Un’indagine sul rapporto dei ragazzi con la matematica

    No full text
    Si presentano i risultati di un’indagine - svolta tramite questionario - sulla visione della matematica e sull’impatto del progetto “La matematica dei ragazzi: scambi di esperienze tra coetanei” tra gli allievi di scuola primaria e secondaria che vi hanno partecipato nel 2010. L’analisi dei questionari raccolti (in totale 167) può dare indicazioni utili per la progettazione di attività didattiche laboratoriali di matematica e di matematica integrata con le scienze

    L'interesse per la matematica tra i ragazzi partecipanti al progetto "La matematica dei ragazzi"

    No full text
    Si presenta l’analisi dei dati raccolti tramite questionario tra le classi partecipanti con i loro laboratori alla manifestazione "La matematica dei ragazzi: scambi di esperienze tra coetanei" (edizione 2008), in merito all'interesse nei confronti della matematica e si commentano alcuni elaborati degli allievi. Si commentano i risultati ottenuti in merito all'aumento dell'interesse nei confronti della matematica grazie alla partecipazione a questo lavoro didattico

    I ragazzi crescono partecipando. Il quotidiano co-evolversi di educatori e ragazzi costruendo comunità per minori

    No full text
    L’enfasi attuale sulla partecipazione dei ragazzi nasconde dei tranelli anche nel momento in cui si parla di ragazzi e adolescenti in comunità educative. I tranelli nascono dal non vedere a sufficienza la specificità delle diverse età con le loro attese e diffidenze partecipative, ma anche dal fare del partecipare una ingiunzione paradossale quando i vincoli relazionali e organizzativi rendono formale, rituale, impensabile la partecipazione stessa. Come dunque rendere sensata e feconda la partecipazione, ponendo al centro la progressiva autonomia e responsabilità di bambini, ragazzi e adolescenti nella ricerca di come vivere

    Matite rosse e maschi aggressivi: ragazzi politicamente scorretti nella letteratura per ragazzi

    No full text
    L'articolo illustra alcune questioni relative alla rappresentazione (o alla tacita negazione) della violenza e dell'aggressività maschile nella cultura contemporanea e nella letteratura per ragazzi, analizzando testi differenti (Mark Twain e Yasmina Reza). Il discorso coinvolge l'attuale considerazione di tali temi da parte dei cultural studies, problematizzando il silenzio relativo alla dimensione attuale della mascolinità e le sue prospettiv

    Valutare l’esperienza di comunità: educatori e ragazzi/e si confrontano

    No full text
    La fine del 2006 sancisce definitivamente in Italia la chiusura degli istituti per minori (L. 149/01) riportando anche l’attenzione pubblica sulle realtà alternative che nell’ultimo trentennio si sono proposte come risposte diverse all’istituzionalizzazione dei minori: comunità familiari, comunità educative, comunità terapeutiche. Ma quanto queste realtà residenziali si differenziano dalla proposta istituzionale? Quanto la vita quotidiana costituisce una reale alternativa per i minori ospiti? Ci siamo proposte l’obiettivo di dare una risposta a questi quesiti con una ricerca nazionale che ha coinvolto educatori e ragazzi/e di 21 comunità per minori collocate nelle Marche, in Emilia Romagna e Lombardia. A tal fine ci siamo proposte di comprendere quanto le comunità per minori realizzino effettivamente un ambiente terapeutico globale (Bettelheim, 1955; Emiliani; Bastianoni, 1993; Bastianoni, 2000), in grado cioè di collocare la funzione riparatoria e protettiva della comunità proprio nelle attività e nelle relazioni quotidiane fra educatori e minori dotandole di significati simboli riconoscibili dagli interagenti ed in grado di promuovere processi di cambiamento personale nei giovani ospiti. In questo senso l’organizzazione di una comunità richiede agli adulti la capacità di ‘dare corpo’ attraverso modi, spazi e attività del quotidiano, a parole quali accoglienza, impegno, reciprocità, responsabilità, fiducia e sicurezza, dotando la globalità del contesto di vita di un’intenzionalità mirata. In questo senso tutta una serie di studi recenti, facendo propri i principi della psicopatologia evolutiva ed occupandosi pertanto del funzionamento familiare di giovani adolescenti sia “normali” sia “a rischio”, hanno utilizzato fra gli indicatori della qualità del clima familiare, accanto alla comunicazione fra genitori e figli, anche il sistema di routine, regole e rituali familiari, confermandone la funzione protettiva nei confronti dello sviluppo adolescenziale, solo a condizione che tali elementi strutturanti divengano luoghi della costruzione condivisa di gesti, comportamenti e significati sociali ed affettivi (Emiliani, Melotti e Palareti, 1998). Il quadro teorico di riferimento utilizza i contributi offerti dal modello processo–persona–contesto di Bronfenbrenner (1979). Secondo tale prospettiva, la comunità residenziale può essere concepita come una “nicchia ecologica”, ovvero una particolare situazione ambientale che si può rivelare favorevole per lo sviluppo dell’individuo in conseguenza delle sinergie tra forze derivanti dalle caratteristiche sia dell’ambiente che della persona In questa ottica abbiamo chiesto a 73 educatori e a 58 ragazzi/e ospiti di comunità per minori di fornire una propria valutazione sul luogo in cui operano (educatori) e risiedono (ragazzi/e) in rapporto ai processi di cambiamento personali percepiti nei ragazzi/e (educatori) e osservati in se stessi(ragazzi/e) tramite la compilazione di un questionario (costruito ad hoc) con domande aperte e chiuse. Nel poster saranno riportati i principali risultati ottenuti in relazione agli indicatori utilizzati: l’esperienza di soddisfazione riportata dagli educatori e dai ragazzi/e; la percezione del cambiamento dei giovani ospiti su alcune dimensioni significative valutate sia da parte dei minori ospiti che da parte degli educatori; il cambiamento percepito nella stima di sé; la percezione del clima quotidiano misurato tramite la qualità della comunicazione con gli educatori, secondo le classiche dimensioni di Olson e la condivisione delle routine quotidiane. Bibliografia Barnes, H.I., Olson, D.H. (1982). Parent Adolescent Communication. In D.H. Olson, H.I. McCubbin, H. Barnes, A. Larsen, M. Muxen, M. Wilson (Eds.), Family Inventories, Family Social Science, University of Minnesota, 55-70. Bastianoni, P. (2000). Interazioni in comunità. Roma: Carocci. Bettelheim, B. (1955). Truants from life; the rehabilitation of emotionallydisturbed children...

    Abitudini e stato nutrizionale dei ragazzi toscani: confronto 2002-2006

    No full text
    Introduzione La Regione Toscana ha avviato uno studio di sorveglianza nutrizionale nel territorio regionale per raccogliere dati su alimentazione, attività fisica e stato nutrizionale dei ragazzi di 8-9 anni, al fine di orientare le attività educative e preventive sul tema della preobesità e dell’obesità in età evolutiva. Obiettivi Raccolta sistematica e continua di dati relativi allo stato nutrizionale e alle abitudini alimentari dei ragazzi di terza elementare, per monitorare la presenza e la distribuzione di stati morbosi associati o mediati dalla dieta, al fine di prevenirli. Metodi Le rilevazioni vengono svolte ogni quattro anni su un campione, rappresentativo di tutta la Regione, di ragazzi di 9 anni che frequentano la terza elementare. I valori antropometrici, (altezza e peso corporeo) sono rilevati con misurazioni dirette e standardizzate per calcolare l’Indice di Massa Corporea (IMC). Le classi dei ragazzi normopeso, preobesi e obesi sono individuate utilizzando i valori soglia dell’IMC, per l’età evolutiva, secondo il metodo di T. J. Cole. Le abitudini alimentari sono rilevate tramite l’utilizzo di un Questionario di frequenza alimentare. Risultati Dai risultati della prima rilevazione, del 2002, emerge che la prevalenza del sovrappeso complessiva è di 31.4%, (di cui 8.8% obesi), senza sostanziale differenza fra maschi e femmine. Tale valore raggiunge il 33.4% nella seconda rilevazione del 2006 (di cui 8.3% obesi). In sintesi si può osservare che le variazioni registrate sono minime con leggera diminuzione dei normo-sottopeso (-2%) e degli obesi (-0.5%) e leggero aumento dei preobesi. La frequenza relativa di coloro che dichiarano di consumare frutta quasi tutti i giorni (5-7 giorni la settimana) diminuisce passando dal 70,2% nel 2002 al 49.6% nel 2006. Analogamente si evidenzia una diminuzione del consumo di verdura che passa da un iniziale 41,8% del 2002 al 34.4% nel 2006. Conclusioni Grazie alla sistematica raccolta dei dati sullo stato nutrizionale e sui comportamenti alimentari dei ragazzi toscani, è stato possibile progettare interventi di educazione alla salute ad hoc rispetto ai quali è sempre più urgente programmare studi di valutazione della loro efficacia. Le modifiche al protocollo introdotte in seguito alla sperimentazione e all’avvio dello studio internazionale Health Behaviour in School-aged Children (HBSC), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, consentono, a partire dal 2006, di avere un quadro più ampio che abbraccia le età che vanno da 9 a 15 anni compresi
    corecore