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    La ridefinizione dell’autorialità nell’AI Novel

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    The article provides theoretical reflections on authorship and creativity of texts generated by Artificial Intelligence systems. The term ‘AI Novel’ is suggested to refer to texts generated by AI with literary purposes. Since the story of The day a computer writes a novel (2015), the spectral nature assumed by the authorial instance in texts generated by Ai becomes evident. Italo Calvino’s essay Cybernetics and Ghosts (1967) is used as a starting point to define the authorship in the text automatically generated: it’s no longer the creation of a single author, but it’s a collaborative process between human and non-human entities. The article also underlines the importance of human intervention through the different stages of the automated production. Finally, the theoretical reflections of Ross Goodwin, the creator of the AI novel 1 The road (2018), the work of the visual artist Anna Ridler, and the Rocco Tanica’s Non siamo mai stati sulla Terra (2022) book are examined. These three cases are analysed both for their re-definition of authorship, and for their insight between ‘hallucination’ of AI systems and creativity concepts and distance from the tradition

    «Trovare nuove terre o affogare». Europeismi, letterature straniere e potere nelle riviste italiane tra le due guerre

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    Come si spiega la compresenza negli anni Trenta tra l’autarchia culturale imposta dal regime e l’incremento delle traduzioni? Chi furono i veri protagonisti della scoperta delle letterature straniere in Italia? Come si è formato il nuovo canone della letteratura europea nell’Italia tra le due guerre? Quali rapporti si stabilirono tra gli intellettuali e il potere in relazione alla ricezione delle letterature straniere? Il presente studio cerca di dare risposta a domande di questo tipo, attraverso l’analisi di alcune delle principali riviste culturali attive tra le due guerre: «La Ronda», «Il Convegno», «Energie Nove», «La Rivoluzione Liberale», «Il Baretti», «La Cultura», «La Fiera Letteraria», «900», «Solaria», «Circoli», «Letteratura», «Campo di Marte», «Corrente». La ricerca si muove intorno tre linee di investigazione: il dibattito sull’europeismo testimoniato sulle riviste; l’effettiva ricezione degli autori stranieri, anche in termini quantitativi; i rapporti degli intellettuali e delle riviste con il potere. Attraverso il dialogo tra questi elementi si è voluto riportare alla luce il lavoro sommerso di una generazione di critici, scrittori e intellettuali che contribuirono a gettare le basi culturali per la rifondazione della cultura nazionale in chiave europeista, tappa fondamentale per i successivi sviluppi della letteratura italiana del Novecento

    La via europea della cultura italiana nelle riviste degli anni Venti e Trenta

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    A partire dall’analisi di scritti teorici e programmatici apparsi su riviste attive negli anni Venti e Trenta, il saggio analizza come gli intellettuali italiani, affrancandosi progressivamente da un nazionalismo di stampo italocentrico, arrivino ad auspicare un rinnovamento della letteratura italiana basato sulla traduzione e la ricezione degli autori europei e statunitensi contemporanei. In questo modo si creò una terza via, alternativa alla negazione avanguardistica e all’autarchia del regime, che si rifà alla tradizione europea e alle esperienze del modernismo e della poesia pura e sul cui modello effettivamente andrà a crearsi la nuova idea di letteratura nazionale, per cui ha un ruolo determinante la pratica traduttoria

    La riscrittura dei generi tradizionali nel microracconto ispanoamericano

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    L'articolo analizza il fenomeno della riscrittura di testi della tradizione (favola, bestiario, Bibbia, mito) all'interno del microracconto ispanoamericano contemporaneo

    Il romanzo antropologico di Gianni Celati

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    Il saggio analizza a partire dal romanzo Fata Morgana l’influenza degli studi antropologici sulla poetica e sull’opera di Celati

    «Il racconto è dolore, ma anche il silenzio è dolore». Vincenzo Consolo e la difficoltà della narrazione

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    L'articolo ripercorre le diverse declinazioni del tema della difficoltà della narrazione nei romanzi Il sorriso dell'ignoto marinaio, Nottetempo, casa per casa e Lo spasimo di Palermo di Vincenzo Consol

    Alla ricerca del genere letterario: poetica della mediazione e “narrativa integrale” nella trilogia di Luciano Bianciardi

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    Il saggio offre un'interpretazione della poetica letteraria che emerge dalla trilogia di Luciano Bianciardi, composta dai romanzi Il lavoro culturale, L’integrazione e La vita agra. A partire dalla commistione tra scrittura della verità e scrittura di finzione, vengono presentati esempi di contaminazione del genere letterario nei romanzi di Bianciardi. Le digressioni non finzionali sono interpretate dal punto di vista dell'impegno, come risposta alle esigenze dell'epoca e compromesso con la realtà. Nei suoi romanzi, Bianciardi fornisce una visione di un Paese diviso in due parti. L'autore assume il ruolo di mediatore difficile sia a livello sociale sia estetico-letterario tra forze opposte, rappresentate in molti casi da personaggi secondari, utilizzati con funzione dialogica e metaletteraria. La necessità di mediazione si realizza nell'idea del romanzo integrale, una narrazione in cui autore e lettore sono direttamente coinvolti e che, allo stesso tempo, riesce mediante dispositivi letterari di condensazione e idealizzazione a trasmettere, all'interno di una narrazione ricorsiva e frammentata, la complessità dell'epoca da un punto di vista storico e culturale

    Il fascismo. La battaglia di Pan di Francesco Perri

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    L'articolo analizza il pamphlet Il Fascismo. La battaglia di Pan, pubblicato da Francesco Perri nel 1922

    La Roma di Wilcock tra i «candelieri d’oro» e la «palude eterna»

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    L'articolo analizza la doppia visione della città di Roma espressa dallo scrittore italo-argentino Juan Rodolfo Wilcock nelle sue opere di poesia e negli articoli giornalistici

    Alle origini del teatro wilcockiano: Los traidores

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    Los traidores è la prima opera teatrale di Juan Rodolfo Wilcock, scritta in spagnolo con Silvina Ocampo e pubblicata nel 1956 a Buenos Aires. L'opera tratta un argomento di storia romana: le cospirazioni e gli intrighi nella Roma tardo imperiale tra le morti di Settimio Severo e Caracalla. Il saggio ricostruisce la fase di elaborazione dell'opera, da far risalire alla alla fine degli anni '40, attraverso le testimonianze del critico Ernesto Schoo, amico di Wilcock e Ocampo e testimone di alcuni tentativi di rappresentare il dramma a casa di Silvina. In seguito si fa riferimento alla riscrittura italiana dell'opera, pubblicata da Wilcock nel 1962 con il titolo di Giulia Domna, analizzando brevemente le principali differenze tra i due testi in relazione ai diversi contesti di arrivo. Infine, vengono esaminate le caratteristiche principali de Los traidores: il tema del complotto e quello della finzione, la componente metaletteraria, la parodia, la commistione tra tragico e comico e tra dramma storico ed elementi fantastici. Si dimostra così come Los traidores si colleghi al contesto letterario argentino ma porti già con sé già alcune delle caratteristiche principali della poetica wilcockiana sviluppata nelle opere del periodo italiano
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