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    Raffaele Marone architetto. Nella città dell’istante mutevole

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    Prefazione, Mimmo Grasso. Nota introduttiva, Francesco Alperti Bigliardo. Fotografie, Peppe Maisto Interventi di Elio Alfano, gallerista, Gaetano Battista, attore, Francesco Alperti Bigliardo, scrittore, Tonia Erbino, pittrice, Giuseppe Ferraro, filosofo, Raffaele Marone, architetto, Clemente Napolitano, attore, Rosaria Perella, archeologa, Felix Policastro, artista, Mena Rusciano, danzatrice, Klaus Schuwerk, architett

    “Detto tra le righe_sottolineato” a cura di LET_Laboratorio Esplorazioni Transdisciplinari del Museo Madre Museo MADRE Napoli

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    Raffaele Marone commenta la mostra Detto tra le righe, di Ninì Sgambati e Paolo Puddu, a cura di Olga Scotto di Vettimo, Mario Francesco Simeone, Alessandra Troncone e Brunella Velardi, di LET_Laboratorio Esplorazioni Transdisciplinari del Museo Madre. Una mostra d’arte può configurarsi come un dispositivo open source a disposizione degli utenti? Il suo “codice sorgente” può essere studiato e scomposto, riutilizzato in modalità inaspettate, ibridato con altri linguaggi e secondo diverse prospettive, distribuito su nuovi canali? L’orientamento originariamente stabilito si può alterare al punto da invertirne il messaggio? A esposizione in corso e in stretto dialogo con gli artisti e il gruppo curatoriale, Raffaele Marone, architetto e docente dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, è intervenuto tracciando sul muro, con la grafite, una linea orizzontale, che scandisce percettivamente le leggere differenze di quota nel percorso espositivo tra le sale del museo, e una “stadia” verticale, che misura la posizione in altezza delle opere esposte. Sintesi di un processo di elaborazione condivisa, durante il quale sono state completamente rimesse in discussione le idee e le suggestioni espresse o accennate dalla mostra, il commento visivo Detto tra le righe_sottolineato rinnova la fruizione delle opere, sottolineando un'altra modalità di essere nello spazio, di conoscerlo e di attraversarlo. Se, prima, il tracciato segnato dai lavori esposti suggeriva un percorso proteso verso l’alto, dalla presenza della materia allo sconfinamento al di là delle leggi della fisica, il nuovo segno ribalta il posizionamento dell’osservatore e la direzione del suo cammino, invertendo – o facendo intersecare, in una sorta di correlazione quantistica – il punto di partenza e l’approdo, l’alto e il basso, il cielo e la terra

    Studenti all’opera. TheLine (Andare in Cina a piedi)

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    Studenti dalle università di Cina, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Iran, Iraq, Armenia, Turchia, Grecia, Albania, Montenegro, Bosnia, Croazia e Italia, ed altri Paesi ancora che lavorano insieme in un Laboratorio di progettazione, a sessioni nazionali e internazionali, TheLine Workshop ... Disegnare TheLine, un artefatto enorme e contemporaneo, una strada-città lunga 15.000 chilometri per andare a piedi e in bicicletta da Venezia a Wuwei... ricordando la Grande Muraglia Cinese, il Vallo di Adriano, il viale rettilineo di cipressi lungo cinque chilometri a Bolgheri, in Toscana, El Camino de Santiago... ma anche progetti-icona come il Plan Obus di Le Corbusier del 1931 per Algeri, La Ciudad Lineal del 1862 di Soria y Mata e, in questi anni il Great Green Wall for the Sahara and Sahel... TheLine, un’utopia architettonica, disegnata anni fa prova a farsi oggi, grazie alle grandi trasformazioni in atto, un evento reale: un “progetto di progetti” disegnato da studenti che vivono luoghi e culture dell’abitare profondamente diverse

    Raffaele Marone

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    All'interno di una selezione di 29 architetti italiani della nuova generazione sono pubblicati 5 lavori di R.M
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