1,135 research outputs found

    Dal mio mulino. Lettera aperta e mai pubblicata di Rodolfo De Mattei a Luigi Russo

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    La pubblicazione di una lettera inedita di Rodolfo De Mattei (un intellettuale riconosciuto tra i fondatori della storia delle dottrine politiche come disciplina autonoma) a Luigi Russo, direttore di “Belfagor” e figura di spicco nel panorama culturale dell’immediato dopoguerra, è l’occasione per ricostruire alcuni spetti meno conosciuta di una famosa polemica, condotta da Palmiro Togliatti nel 1946 contro Elio Vittorini, sul rapporto fra politica e cultura. Russo prende posizione a favore di Vittorini, anziché della figura “gesuitica” di Togliatti. Questo, nonostante un severo giudizio critico espresso sul letterato, ritenuto “uno scrittore senza patria”, perché troppo condizionato dalle letture americane. L’intervento di De Mattei è invece una presa di distanza non solo nei confronti di Vittorini, ma anche dello stesso Russo. Egli si dichiara sorpreso per il compiacimento destato in Russo dall’intervento di Vittorini; se ne meraviglia ricordando come un educatore, ed entrambi avrebbero dovuto interpretare la docenza universitaria in questo modo, non potesse accettare quelle che definisce “confessioni di estemporaneità”, prive del necessario travaglio. Rivelando inoltre una sua idea della vita associata in cui ognuno di noi deve rispondere “di quel che di sé opera sugli altri e cogli altri”.[...

    L’evoluzione del ruolo del Capo dello Stato nella storia repubblicana. Da De Nicola a Mattarella (bis). Considerazioni a partire da alcuni recenti volumi sul tema

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    L’evoluzione della figura del Presidente della Repubblica ha attirato da sempre l’attenzione della dottrina costituzionalistica e politologica. Le ragioni di questo interesse sono molteplici, il Presidente della Repubblica – come recita l’art. 87 della Costituzione – “è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale”, nondimeno, specie nel nostro ordinamento, è titolare di rilevanti poteri che ne fanno indubbiamente uno dei protagonisti della vita politico-istituzionale e, in presenza di alcune peculiari condizioni di contesto, finanche il fulcro di quest’ultima. Inoltre, “la Presidenza della Repubblica è, in effetti, l’unico organo, a livello nazionale, a carattere monocratico, affidato cioè a una sola persona. Di conseguenza, essa è maggiormente caratterizzata dalla personalità di chi la ricopre, dal suo stile, dalle sue pregresse esperienze, soprattutto politico-istituzionali, e da come si è arrivati alla sua elezion

    Recensione a E.Furno, Il Presidente della Repubblica al tempo delle crisi, Napoli, Editoriale Scientifica, 2021, pp. 156.

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    Siamo ormai in pieno semestre bianco, tra pochi mesi il Parlamento in seduta comune, integrato dai rappresentanti regionali, dovrà eleggere il successore di Sergio Mattarella al Quirinale. Com’è noto, durante il suo settennato, il Presidente della Repubblica attualmente in carica si è trovato ad affrontare diverse situazioni di crisi, anche molto intricate, ed è lecito attendersi che uno dei criteri principali che orienterà la scelta sul successore sarà proprio quello della (inevitabilmente presunta) capacità del prescelto di muoversi con il necessario equilibrio in queste circostanze. Proprio tali circostanze, specificatamente applicate al Capo dello Stato, sono al centro dell’ultima fatica di Erik Furno, Il Presidente della Repubblica al tempo delle crisi (Napoli, Editoriale Scientifica, 2021, pp. 156), la quale, dunque, assume ancora maggior rilievo per il contesto in cui si inserisce nel dibattito dottrinario

    Dopo la riforma. I gruppi parlamentari al Senato nella XVIII legislatura

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    Il contributo sviluppa una disamina delle problematiche giuridiche poste dalle prime applicazioni della riforma regolamentare del Senato del 2017. A tal fine, dapprima vengono esposte le ragioni che hanno spinto ad agire in senso riformatore sul regolamento del Senato, viene ricostruito l’iter parlamentare che ha portato all’approvazione della riforma e analizzato il testo di quest’ultima, limitatamente agli aspetti riguardanti i gruppi parlamentari. Successivamente, attraverso un’analitica ricostruzione diacronica degli avvenimenti caratterizzanti le dinamiche dei gruppi parlamentari in Senato nel corso della XVIII legislatura, si giunge alla conclusione che, nonostante la ratio ispiratrice della riforma sia da ritenersi condivisibile, quest’ultima sia stata tradita in sede di applicazione, con la conseguenza che la disciplina dei gruppi al Senato debba essere nuovamente oggetto di ripensamento, questa volta necessariamente in maniera omogenea con la Camera dei Deputati

    Recensione a P. Armaroli, Effetto Draghi. La metamorfosi di una Repubblica, Lucca, Edizioni La Vela, 2020, pp. 243.

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    Pochi mesi dopo il suo Conte e Mattarella. Sul palcoscenico e dietro le quinte del Quirinale. Un racconto sulle istituzioni (Lucca, La Vela, 2020, pp. 243), Paolo Armaroli torna nelle librerie con un nuovo volume intitolato Effetto Draghi. Le metamorfosi di una Repubblica (Lucca, Edizioni La Vela, 2021, pp. 160). I due lavori, che non possono che essere letti in combinato disposto essendo il secondo conseguenza del primo, ripercorrono gli eventi politici e, attraverso questi, le vicissitudini costituzionali che hanno caratterizzato la XVIII legislatura dal suo inizio fino alla formazione del Governo Draghi. Tuttavia, che non siamo di fronte solo ad un giornalistico “racconto sulle istituzioni”, come modestamente l’Autore definisce il primo dei due volumi, lo si capisce sin dal principio grazie alla dedica, rispettivamente, a due “maestri indimenticabili” del diritto costituzionale e parlamentare quali Silvano Tosi e Mario Galizia (cui, non a caso, sono intitolati rispettivamente il Seminario del Centro studi e ricerche parlamentari di Firenze e il Master in Istituzioni parlamentari della Sapienza di Roma) e Giuseppe Maranini, “critico non dei partiti ma delle loro degenerazioni”. La si potrebbe definire una dilogia di diritto costituzionale applicato, caratterizzata da uno stile fluido, che sebbene assuma i tratti di un racconto e pertanto sia estremamente godibile, allo stesso tempo è densa di riflessioni di carattere costituzionalistico e di preziosi richiami e paragoni storici. Diritto costituzionale applicato dunque, ma applicato a cosa

    I poteri di nomina del Presidente della Repubblica nelle più recenti evoluzioni della forma di governo italiana: considerazioni a partire dal “caso Savona”

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    Fin dal suo travagliato inizio, ma anche nel suo prosieguo, nella XVIII legislatura si sono attraversati diversi e - per alcuni versi - del tutto peculiari momenti di crisi istituzionale. In questi passaggi si sono manifestate nuove prassi e consolidate alcune tendenze già in atto nelle evoluzioni della nostra forma di governo, le quali hanno suscitato l’interesse della dottrina costituzionalistica e che meritano di essere ulteriormente indagate. In particolare, si è assistito a un’azione particolarmente incisiva del Presidente della Repubblica all’interno del processo di formazione dei Governi, pur a fronte di un atteggiamento dell’attuale titolare della carica che non si è caratterizzato come particolarmente interventista. Com’è noto, in relazione alla figura del Capo dello Stato nell’ordinamento italiano, la Costituzione repubblicana ha delineato uno “schema molto aperto e molto elastico”, sul quale la successiva riflessione dottrinaria ha elaborato due modelli sostanzialmente antitetici: da un lato quello che valorizza la funzione di “struttura garantistica”, quale organo neutrale di garanzia estraneo all’attività di indirizzo politico, dall’altro quello che vede il Presidente della Repubblica quale “struttura governante”, organo di direzione politica, chiamato a svolgere un ruolo sì imparziale, ma anche politicamente attivo. Prima del cd. “caso Savona”, altre vicende istituzionali avevano spinto a considerare il secondo di questi modelli come quello maggiormente aderente alla realtà fattuale caratterizzata da un sistema dei partiti che – rispetto al passato – appare sempre più destrutturato e sempre meno capace di condizionare il processo di definizione dell’indirizzo politico. Tuttavia, la vicenda in questione, sembra segnare un’ulteriore spinta (per certi versi probabilmente eccessiva) in questa direzione; infatti, mai prima di allora si era assistito alla rimessione dell’incarico da parte del Presidente del Consiglio incaricato per il rifiuto opposto alla nomina di un ministro da parte del Capo dello Stato, e alla conseguente dichiarazione di quest’ultimo in cui vengono esplicitate all’opinione pubblica le ragioni di tale scelta. Non è la prima volta che una qualche personalità cambia posizione o esce in extremis dalla lista dei ministri, né probabilmente la prima volta che tra il Presidente del Consiglio incaricato e il Presidente della Repubblica si generi un conflitto per ragioni analoghe, ma è certamente la prima volta che quest’ultimo venga esplicitato pubblicamente. Non è l’unico elemento di peculiarità, particolare interesse destano le argomentazioni addotte dal Presidente Mattarella al fine di motivare la sua scelta, sostanzialmente legate alle opinioni del Prof. Savona in tema di moneta unica europea, le quali, tuttavia, non erano entrate a far parte del cd. “Contratto di Governo”. Proprio per quest’ultima ragione, si ritiene di approcciarsi al tema suesposto non nel verso di interrogarsi sul peso della pregiudiziale europea nel caratterizzare la nostra forma di Stato, ma nel verso di interrogarsi sulla estensione dei poteri presidenziali in ordine alle proposte di nomina dei ministri da parte del Presidente del Consiglio incaricato, nell’ambito della forma di governo parlamentare che caratterizza il nostro ordinamento. In quest’ottica, si ritiene, meglio si comprendono anche gli eventi che sono seguiti nel corso della legislatura e le dinamiche di evoluzione della forma di governo attualmente in corso

    Il Parlamento durante l'emergenza Coronavirus. Alcuni spunti dal caso spagnolo

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    Il presente contributo muove da una riflessione sulle misure che garantiscono la prosecuzione dei lavori parlamentari durante le emergenze e, nel caso di specie, come la crisi sanitaria provocata dal virus COVID-19 ha inciso sulle attività dei Parlamenti degli Stati interessati dal contagio. Lo studio muoverà dall’analisi delle soluzioni messe in campo dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica italiani per poi vagliare le ipotesi, alternative a quest’ultime, ventilate nel dibattito dottrinario in atto. Si analizzerà come il Parlamento ed il Governo spagnolo abbiano impiegato – per la gestione della crisi sanitaria – strumenti che, sconosciuti all’ordinamento italiano, potrebbero essere dallo stesso imitati.The present paper is an investigation on the measures taken by the Parliament of the States affected by the virus COVID-19 to continue performing their tasks during this public health crisis and any future emergency. The study has its roots in the analysis of the solutions suggested by the Camera dei deputati and the Senato della Repubblica of the Italian Republic, from which it moves towards the investigation of alternative answers brought into being by the legal doctrinaire discussion. Furthermore, in the study, there will be a focus on how the Spanish Government and Parliament have been employing – in order to manage the crisis – some instruments that are nonexistent in the Italian set of laws but that may serve as a model for Italy

    Disciplina e prassi dei gruppi parlamentari nell'evoluzione della forma di governo italiana

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    Il presente lavoro di ricerca ha per oggetto l’indagine del ruolo dei gruppi parlamentari rispetto ai mutamenti della forma di Governo italiana, in particolare attraverso le funzioni che essi svolgono all’interno delle Assemblee elettive sia come organi di queste sia come proiezione istituzionale dei partiti. Dopo averne ripercorso le origini storiche e la disciplina costituzionale – altresì alla luce dei rapporti che intercorrono tra gruppi, partiti e singoli parlamentari – lo studio si è concentrato sull’evoluzione del ruolo dei gruppi parlamentari così come tracciato dai regolamenti parlamentari e come venutasi di fatto a determinare nella prassi. Oggetto di osservazione privilegiata sono stati, in particolare, gli avvenimenti registratisi nel corso delle ultime legislature

    Adolfo Avena e il campanile di Sant’Agostino alla Zecca in Napoli: “integrità artistica” e progetti di “robustamento” (1911-1919)

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    Il saggio costituisce un approfondimento di una parte della tesi di dottorato riguardante l’intervento di consolidamento condotto tra il 1911 e il 1919 sul campanile della chiesa di Sant’Agostino Maggiore (o alla Zecca) e che vede impegnati il soprintendente Adolfo Avena e l’ingegnere Giuseppe Abatino. La redazione del contributo si è avvalsa di inedite relazioni di accompagnamento all’intervento, conservate presso l’Archivio Centrale dello Stato in Roma, e del coevo materiale grafico custodito nell’Archivio Storico della Soprintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio di Napoli e provincia

    Il circuito della rappresentanza. Il rapporto partito/gruppo/eletto nell’ordinamento spagnolo

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    Se è vero -come è vero - che la “clave del buon funcionamento de la democracia moderna es la capacitad, o no, de articular correctamente la relación de rapresentación”, acquisisce particolare importanza il rapporto tra i soggetti che negli ordinamenti democratici si assumono la responsabilità di dare concretezza al principio della rappresentanza: i partiti politici, i singoli titolari di cariche elettive, e il soggetto intermedio tra i due, i gruppi parlamentari, talvolta - a seconda dei casi specifici e delle convinzioni personali - considerati organi interni delle assemblee elettive, talvolta la (più o meno) fedele trasposizione dei partiti all’interno di queste ultime. Nel corso di questa analisi, fermo restando l’intenzione di svolgere una trattazione organica, ci concentreremo prima sul rapporto tra partito e gruppo e, successivamente, su quello tra gruppo e singolo parlamentare
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