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    K. Bloom, “Cordelia, 1881-1942. Profilo storico di una rivista per ragazze”

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    RUBINI, Francesca (2016). K. Bloom, “Cordelia, 1881-1942. Profilo storico di una rivista per ragazze”. BOLLETTINO DI ITALIANISTICA, vol. 2, p. 152-156, ISSN: 0168-729

    Diario di guerra (1941-47) di Fausta Cialente. La memoria e il racconto

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    Il lavoro propone un’introduzione critica e descrittiva del Diario di guerra di Fausta Cialente, un’imponente collezione di nove quaderni autografi composti in Egitto durante il Secondo conflitto mondiale. I diari restituiscono la storia degli anni di militanza antifascista in cui Cialente diventa collaboratrice della propaganda alleata e protagonista di diverse iniziative a favore della comunità italiana. La scrittura diaristica, avvicinata in occasione del coinvolgimento politico, si realizza per Cialente come un esercizio formale profondamente consapevole e direttamente funzionale all'attività politica, un eccezionale momento di confronto con il proprio immaginario e con l’organizzazione consapevole della memoria.The essay proposes a descriptive and critical introduction to Fausta Cialente «Diary of War», a collection of nine handwritten notebooks composed in Egypt during the Second World War. The diaries witness the militant anti-fascist period, when Cialente becomes collaborator of allied propaganda and protagonist of several initiatives in favour of the Italian community. The aim of articulating private diary as a political instrument, directly functional to her public activities, is a deeply aware formal exercise that forces the author to face her imaginary and to deal with self-conscious organization of memory

    Middle East di Fausta Cialente

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    Il lavoro propone l’edizione critica integrale di un inedito di Fausta Cialente conservato all'interno del Dario di guerra dell’autrice (1941-47). Il testo, composto da otto carte dattiloscritte ricche di correzioni a penna, è datato febbraio-luglio 1947 e costituisce il prologo e il capitolo iniziale di un romanzo in prima persona dedicato all’attività antifascista di Cialente. L’edizione è introdotta da una breve ricognizione della storia del testo, delle modalità di conservazione, del rapporto con il resto dei diari e delle carte d’archivio.The paper proposes the complete critical edition of Fausta Cialente «Middle East», an unpublished composition preserved inside the author «Diary of War» (1941-47). The text, consisting of eight typewritten pages full of autograph corrections, is dated February-July 1947 and contains the prologue and the opening chapter of an unfinished first person novel dedicated to Cialente's anti-fascist militancy. The edition is accompanied by an introduction analyzing text history, transmission and preservation conditions and clarifying its relationship with the rest of author's diaries

    Note dalla laguna. Venezia in Lavinia fuggita di Anna Banti

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    Il contributo analizza l’opera di Banti come dispositivo enunciativo complesso in cui la tenuta dei diversi livelli narrativi è determinata dalle variazioni del paesaggio urbano, dispositivo simbolico e strutturale che cambia in funzione delle modalità del racconto. Sottoposta a uno sguardo lirico e deformante, la città di Venezia diventa metafora di una parola letteraria nuova, che resiste all’oblio del tempo e restituisce visibilità ad una presenza femminile rimossa e offesa dalla Storia

    «Un'italiana che parlava agli italiani». Fausta Cialente redattrice di Radio Cairo

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    Il lavoro introduce un primo studio sull'attivita' politica e culturale di Fausta Cialente presso Radio Cairo, emittente britannica per cui lavora come redattrice e speaker dal 1940 al 1943. Esperienza immediatamente precedente e determinante per la fondazione del periodico «Fronte Unito» (diretto dal 1943 al 1946), la propaganda radiofonica si iscrive all'interno di un difficile e inedito percorso di coscienza e impegno civile, dove l'assunzione di grandi responsabilità politiche corrisponde alla riscoperta di un sentimento nazionale e identitario, all'urgenza di partecipare al rinnovamento democratico del proprio paese

    «Fronte Unito» 1943-1946. La Resistenza lontana

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    Il contributo propone un’introduzione critica e descrittiva a «Fronte Unito» di Fausta Cialente, settimanale di politica e cultura pubblicato in Egitto fra il 1943 e il 1946. Il saggio indaga il contesto storico e politico in cui Cialente realizza il progetto di un giornale antifascista rivolto a tutti i prigionieri e civili italiani in Egitto e in Nord Africa, evidenziando le specificità dell’iniziativa nel quadro della pubblicistica italiana del dopoguerra. Attraverso lo studio delle carte private dell’autrice, il testo ricostruisce la storia editoriale di «Fronte Unito» e indaga i contenuti e i principali sviluppi nella struttura interna della rivista.The essay proposes a critical and descriptive introduction to Fausta Cialente's «Fronte Unito», an Italian political and cultural magazine published weekly in Egypt from 1943 to 1946. The paper assesses the historical and political context in which Cialente conceived the project of an antifascist journal opened to all Italian prisoners and civilians in Egypt and North Africa. Through the study of Cialente’s private diaries, the note traces the lines of «Fronte Unito» publishing history and puts attention to the contents and the significant changes in the internal arrangement of the magazine

    Un modo di essere scrittore. Italo Calvino e la lezione di Pavese

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    Figura centrale degli anni torinesi, principale interlocutore nel lavoro editoriale e riferimento letterario negli esordi narrativi, Cesare Pavese rappresenta per il giovane Calvino «un modo di stare al mondo». Del loro breve passato comune Calvino difende e rielabora l'eredità nei decenni che seguono la scomparsa dell’autore, diventandone uno dei più importanti divulgatori ed esegeti, dedicando all'amico scomparso tantissime pagine critiche, iniziative editoriali, dichiarazioni pubbliche

    Matteo Motolese, Scritti a mano. Otto storie di capolavori italiani da Boccaccio a Eco

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    «Poter osservare la letteratura dall’interno, attraverso gli oggetti sui quali è stata composta; raccontare la ricerca di una lingua e di uno stile, partendo dalla parte fragile, ancora imperfetta, non finita, di opere poi entrate nel tempo immobile della posterità» (p. 12): con queste parole Matteo Motolese introduce il suo ultimo libro dedicato alla scoperta di otto celebri autografi che hanno segnato la storia della letteratura italiana. Il Decameron di Boccaccio, il Canzoniere di Petrarca, la Grammatica di Leon Battista Alberti, l’Orlando furioso di Ariosto, il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo di Galileo Galilei, le Operette morali di Leopardi, Satura di Montale, Il nome della rosa di Eco sono tutti libri scritti a mano, pietre miliari di «un percorso secolare in cui la scrittura della letteratura italiana è stata ancora legata solo a una dimensione materiale, fisica» (p. 15), oggi improvvisamente e profondamente marginalizzata dalla diffusione del digitale. Quella che ricostruisce l’autore, docente di linguistica italiana presso l'Università di Roma Sapienza, non è infatti la vicenda delle opere così come sono state canonizzate nella percezione moderna, fissate nella forma familiare del volume, ma la storia di otto opere manoscritte, di otto codici autografi depositari di bozze, scarti, versioni provvisorie, cantieri di scrittura. Non il Decameron ma l’Hamilton 90, non il Canzoniere ma il manoscritto Vaticano Latino 3195, come riportano puntualmente i sottotitoli dei singoli capitoli

    Giuseppe Gigliozzi, il CRILeT e la ricerca letteraria

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    l 27 ottobre 2014 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza” si è tenuto il convegno “Digital Humanities 1. Giuseppe Gigliozzi, il CRILeT e la ricerca letteraria”, evento patrocinato dal Dipartimento di Scienze Documentarie, Linguistico-Filologiche e Geografiche (Sapienza), dal DigiLab (Sapienza), e dal Centro Linceo Interdisciplinare “Beniamino Segre”. La giornata di studi dedicata alla memoria di Giuseppe Gigliozzi ha aperto i lavori del nuovo “Laboratorio CRILeT (Centro di Coordinamento Ricerca Informatica Letteratura e Testo) Giuseppe Gigliozzi” diretto da Monica Cristina Storini e ha ospitato l’inaugurazione della biblioteca del Centro. La giornata è stata un’occasione di confronto e di progettazione per studiosi e ricercatori impegnati nel campo delle Digital Humanities
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