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Fiat Duna. Progetto per la riqualificazione del territorio costiero del comune di Latina.
Il progetto propone una articolata strategia di riqualificazione dell'area di concorso, incentrata sulla messa in sicurezza del litorale costiero attraverso la realizzazione di una rete di dune e bacini lacuali, e lo spostamento progressivo degli insediamenti esistenti, a monte del complesso di aree naturali disposte dal progetto.
La rinaturalizzazione progressiva della linea di costa determina nuova qualità ambientale e territoriale, che si riverbera anche sul valore dei nuovi insediamenti residenziali e turistici proposti tra le lagune e l'entroterra agricolo pontino
Riserva Naturale e Oasi WWF "Gole del Sagittario". Piano di Recupero Aia delle Piagge. Attività didattiche e concorsuali
Nuovo Piano di Assetto Naturalistico della riserva naturale e oasi WWW "Calanchi di Atri"
I territori della nuova Albania. Problemi, occasioni e prospettive del cambiamento in un paese ai confini del Mediterraneo
Il quadro strategico delle trasformazioni urbane a Pescara
Lo studio progettuale, anche attraverso rappresentazioni grafiche, esplora gli scenari di prospettiva relativi ai possibili mutamenti della struttura metropolitana di Chieti e Pescara: una città di centri e di periferie; una città per parti o policentrica; la città lineare adriatica; la città lineare valliva, per pervenire alla definizione di una possibile visione guida di riferimento alle trasformazioni future del contesto in esame
Il senso delle memorie nelle città della transizione all’economia di mercato. Un’ipotesi di ricerca per le città costiere adriatiche
E’ ancora possibile dare un senso alle memorie e alle strutture di permanenza urbane - intese come patrimonio ereditario comune, materiale ed immateriale, delle molte storie delle città e delle sue popolazioni – assumendole come motivo, assieme, di ricerca e di conoscenza condivisa, che coinvolga in primis le comunità locali, i cittadini e i portatori di interesse locale delle città? Può, tutto ciò, costituire la base comune, a cui legare un progetto, condiviso, di sviluppo e di rigenerazione urbana sostenibile, in senso culturale, oltre che ambientale, nelle città adriatiche e balcaniche della transizione all’economia di mercato, dopo gli anni della crescita e dello sviluppo incontrollato, operato al di fuori di ogni governo e governance territoriale responsabile? Dopo quasi vent’anni di questo genere di sviluppo, in cui le economie informali, assieme alle forze del mercato immobiliare e della speculazione urbana (o peggio) hanno fatto quasi tabula rasa dei paesaggi urbani originali e di gran parte delle eredità storiche - spesso sopravvissuti in questi contesti nonostante la modernità e la sua capziosa interpretazione operata dai regimi collettivistici - alterando dalle fondamenta l’immagine, l’assetto e forse anche il senso complessivo di queste città, è ancora possibile costruire nuove trame di relazioni tra le città adriatiche, che svolgano anche nuovi progetti di convivenza, tra le città e all’interno di esse, tra le diverse etnie che ancora compongono – quando non sono state spazzate via, inesorabilmente, dalle ultime guerre interetniche –intese anche e soprattutto come straordinarie, peculiari costruzioni sociali? Evitando al contempo di rimanere intrappolati nelle retoriche del ricordo e della nostalgia, e nelle trappole, nelle ambiguità e nei pericoli che, nel passato recente, e ancora oggi, si associano ad un uso perverso del tema identitario?
Sono queste le ipotesi di base su cui prova a prendere corpo l’idea di un progetto di ricerca, e assieme di cooperazione decentrata, che intende esplorare sul campo, attraverso il partenariato di università, istituzioni della tutela e amministrazioni locali, la fertilità di un programma che attraverso azioni comuni di ricerca e di gestione del patrimonio culturale locale, vuole avvalorare un senso attivo, progressivo, delle memorie , riconosciute come parte integrante del patrimonio culturale globale, generale, e come base comune di nuove politiche urbane e territoriali, integrate, che attendono queste complesse aree geografiche, dall’altra parte del mare adriatico. Partendo anche dalla constatazione che la memoria delle città adriatiche è molto spesso memoria di convivenza e di pace, e che la loro storia è stata per molto tempo storia concreta di città aperte, amichevoli, interetniche e intereligiose, almeno fino alla crisi che proprio negli ultimi anni del Novecento ha riportato in vita tutti i mali di una parte di quella regione, come la propensione all’odio e alla rivendicazione identitaria su base etnico razziale.
Nelle note che seguono, viene dato conto dello sviluppo di tale programma, in termini di proposta, tutt’ora aperta alla cooperazione di quanti condividano l’approccio proposto, destinato a trovare attuazione nelle nuove occasioni di cooperazione decentrata favorite dalla programmazione comunitaria, e in particolare in quella destinata agli stati in condizione di preadesione allo spazio europeo
Laboratorio interuniversitario Poggio Picenze. Verso un Piano strategico per sicurezza e lo sviluppo sostenibile.
A square for the city/Una piazza per la città, Images, studies and projects for Liria Square in Durres/Immagini, studi e progetti per Piazza Liria a Durazzo
This volume collects the images, preparatory studies and projects products around the activities of the International Competition for the revitalization of the square in Durres Liria, promoted by INARCH and the Forum of Adriatic and Ionian, sponsored by the Town Council of the city between July 2, 2008 and January 28, 2009 under the rule of the new Plan Urban Integrated central area, which was approved in October 2007. The competition, organized in two phases, first seen in a wide international participation (36 project participants) in the second, the development of five finalists through participatory activities and workshops, which led to the selection of the winning project, currently being running. But the competition as a whole, was also an opportunity to gather around the theme of public space and, more generally, the recovery and urban regeneration, in Durres in Albania, after many years of neglect and indifference, a vast area of experts, already working on site: archaeologists, urban planners, architects, engineers of public administration. Proving that even in turbulent Albania’s transition to a market economy and uncontrolled building development you can try to think quality and urban livability as shared core values of a new urban season (P.R.)
Progettare Libera! Workshop internazionale di progettazione per il riuso ecologico e sociale di due immobili confiscati alla Mafia
Questa pubblicazione raccoglie i materiali preparatori e i prodotti del workshop “Progettare ... Libera!” - ideato e organizzato dal Dipartimento di Architettura di Pescara assieme all’Amministrazione Locale e ad alcune Università italiane e straniere - nella cittadina abruzzese di Scurcola Marsicana nel mese di luglio 2013, nell’intento di orientare una strategia di recupero e di progetto d’uso di alcune proprietà confiscate alla criminalità organizzata, in conformità alle norme che regolano la gestione dei beni confiscati (utilità sociale, L.109/1996), e coerente con la straordinaria qualità ambientale e paesaggistica del territorio in cui è contenuto.
Oltre ai progetti e alle proposte maturate durante il Workshop, questo libro raccoglie anche i contributi dei docenti che hanno arricchito, con la loro presenza, l’intera esperienza didattica. Integrano infatti la raccolta di idee e i primi risultati prodotti nelle attività didattiche iniziali del corso di Fondamenti di Urbanistica (P. Rovigatti, a.a. 2012-2013), anche alcuni saggi, attorno al tema del bene comune (E. Granata, G. Barbieri) e al senso che la legalità acquista, e può acquistare nelle pratiche di governo e nei comportamenti delle persone (C. Berti, M. Tancredi).
Questo libro segna dunque l’inizio di un percorso, o meglio, sottolinea la continuazione di quello già avviato dai coraggiosi amministratori di Scurcola Marsicana, assieme ai tanti volontari delle associazioni locali e di Libera, che ogni anno organizzano campi di lavoro sui temi della legalità e della cittadinanza attiva, tenuti assieme da un’idea condivisa di bene comune, che attende ora nuovo impegno e volontà di azione da parte di quanti, ancora, vorranno aggiungersi nelle direzione intrapresa.
Restituire, presto e bene, alla comunità e alle persone, luoghi e paesaggi compromessi, attraverso atti di libertà, legalità e passione civile: é questo, in definitiva, il senso e la missione di questo testo, evocato dal titolo, Progettare ... Libera!. Anche se c’è, naturalmente, ancora molto da fare.
Ma su questo c’è già l’impegno di tutti coloro hanno contributo alla realizzazione di questa esperienza, assieme alla promessa di un impegno costante affinché anche dall’Università pubblica non venga mai meno, anche su questi temi, il contributo di idee, ricerca e supporto alle comunità e alle istituzioni locali.
Il volume riporta nei capitoli successivi gli sviluppi in chiave di ricerca delle tematiche affrontate, all'interno del PRIN Recycle, condotte dall'autore in collaborazione con altri ricercatori italiani (Università di Reggio Calabria, Palermo, Chieti e Pescara)
Durazzo, Albania, la nuova stagione urbana. Progetti, prospettive di sviluppo e di nuove economie dopo l'approvazione del nuovo piano per la Città Vecchia
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