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    Il concetto di ecosystem services nella pianificazione del territorio

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    Guardando al suolo come ad una risorsa non rinnovabile e multifunzionale, un aspetto da analizzare è la relazione tra il trend di consumo del suolo destinato alle infrastrutture e agli insediamenti e il livello di benessere della collettività. Alcuni recenti studi evidenziano il consolidamento del cosiddetto fenomeno dell’urban sprawl che sembra determinare dei costi ambientali e sociali crescenti per la società (EEA, 2006; Johnson, M., 2001). Se consideriamo il suolo come una risorsa sempre più scarsa e, al tempo stesso, con un ruolo fondamentale nell’assicurare degli ecosystem services che, a sua volta, influenzano il benessere della collettività (Costanza et al., 1997; Daily, 1997; de Groot et al., 2002; Millennium Ecosystem Assessment, 2005) è opportuno chiedersi se gli attuali strumenti utilizzati nella pianificazione territoriale e la loro utilizzazione da parte dei policy makers rispondano in maniera coerente ai due suddetti principi. Le politiche territoriali devono essere, quindi, ispirate da una nuova strategia che fonda lo sviluppo economico sulla conservazione e valorizzazione degli “ecosystem services”: questa linea di principio, presente all’interno del dibattito sullo sviluppo sostenibile, deve essere intesa come il mantenimento o l’incremento del flusso di informazioni, merci e persone, associata ad un minor consumo di suolo (“delinking territoriale”) (Ferlaino e Lami, 2009). Tali affermazioni di principio implicano che nelle scelte di pianificazione / programmazione non possa essere preso in considerazione soltanto il criterio dell’efficienza economica che, ancora oggi, si fonda sull’analisi costi-benefici (Camagni e Gorla, 2006) ma altre metodologie di valutazione di tipo multicriteriale o multiobiettivo. Nell’articolo, dopo aver fatto un breve inquadramento sulle problematiche legate alla realizzazione di nuove infrastrutture e che, spesso, determina un’accentuazione dell’urban sprawl, sono presi in considerazione gli strumenti classici di valutazione dei servizi ambientali ‘market based’ e suggeriti metodi alternativi enfatizzando l’importanza dell’aspetto del coinvolgimento degli attori locali nel processo di pianificazione sin dalle prime fasi dove è necessario definire e identificare le tipologie di servizi ambientali che un determinato territorio è in grado di “erogare”

    Scenari evolutivi del paesaggio toscano in relazione alla riforma della politica agricola comune: il caso della Val d’Orcia (SI)

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    Il presente lavoro, partendo dall’ipotesi della stretta relazione esistente tra l’attività agricola e paesaggio pone alcune riflessioni sui possibili impatti che potranno verificarsi a seguito della recente riforma di medio termine della Politica Agricola Comune (PAC) sul “tipico” paesaggio della Val d’Orcia (SI) che, in relazione alla sua “reputazione”, ha assunto la valenza di vera e propria risorsa economica. Alla luce di tali considerazioni, nel paper si riporta una breve descrizione delle dinamiche che hanno portato all’attuale configurazione del paesaggio e, in relazione all’attuale assetto del sistema produttivo agricolo e ai risultati derivanti da un’indagine presso un campione rappresentativo degli attori (agricoltori, associazioni, istituzioni pubbliche, ecc.) che hanno influenza diretta sulla riproduzione del paesaggio stesso, si propone di introdurre uno strumento di regolazione delle dinamiche evolutive del paesaggio basato su un approccio di tipo partecipativo
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