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    "Le voci dell'inchiesta" - Cinema, teatro, fotografia, radio, televisione, stampa, nuovi media - IV edizione (Pordenone, 14-18 aprile 2010)

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    Per i contenuti specifici della singola edizione, vedere Catalogo / Programma / Rassegna stampa allegati. "Le voci dell'inchiesta" - ideato e diretto da Marco Rossitti - è un festival dall’originale impianto multimediale interamente dedicato ad un “genere” (quello dell’inchiesta, appunto) esplorato in tutte le sue forme e manifestazioni: carta stampata, cinema, televisione, radio, fotografia, teatro, nuovi media). La manifestazione è nata per iniziativa dell'Università degli Studi di Udine (Dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali/Corso di laurea in Scienze e tecnologie multimediali) e dell'associazione di cultura cinematografica Cinemazero di Pordenone (la stessa che promuove le famose - e gloriose - "Giornate del Cinema Muto"). La manifestazione è sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale Cinema, dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Pordenone, ARPA - Friuli Venezia Giulia e COOP Nordest. Il palinsesto è articolato in proiezioni, incontri, letture, mostre fotografiche, dibattiti, workshop, seminari e molto altro. “Le voci dell’inchiesta” riunisce ogni anno a Pordenone i maestri e i protagonisti di ieri e di oggi dell’inchiesta giornalistica, cine-televisiva e fotografica. Ospiti delle prime cinque edizioni (2007-2012), che hanno avuto un eccellente riscontro sia di pubblico che mediatico, sono stati, tra gli altri (in ordine sparso): Furio Colombo, Sergio Zavoli, Angelo Guglielmi, Riccardo Iacona, Emilio Ravel, Bruno Voglino, Paolo Ruffini, Enrico Deaglio, Beppino Englaro, Corradino Mineo, Marco Pratellesi, Bice e Carla Biagi, Curzio Maltese, Nino Criscenti, Franco Iseppi, Emmanuele Milano, Duilio Giammaria, Pio D'Emilia, Domenico Iannacone, Corrado Stajano, Mario Dondero, Roberto Morrione, Attilio Bolzoni, Maurizio Torrealta, Oliviero Beha, Sveva Sagramola, Valeria Palumbo, Gianfranco Pasquino, Sigfrido Ranucci, Roberto Reale, Loris Mazzetti, Giovanni Minoli, Italo Moscati, Piero Badaloni, Gianni Barbacetto, Letizia Battaglia, Gianni Bisiach, Sergio Canciani, Mimmo Candito, Marco Travaglio, Saverio Lodato, Giulietto Chiesa, Beppe Cremagnani, Barbara Cupisti, Fiore De Rienzo, Pierpaolo Cito, Pierpaolo Mittica, Luciano Mirone, Riccardo Staglianò, Giovanni Ziccardi, Gianfranco D'Anna, Gloria De Antoni, Carlo Ripa di Meana, Roberto Scarpinato, Giovanni Rizzoni, Claudio Lazzaro, Roberto Olla, Fabio Ghioni, Roberto Savio, Alejandro Inchaurregui, Andrea Sirotti Gaudenzi, le redazioni di "Libera", "Articolo 21", "Rai News 24", Ugo Gregoretti, Luciano Emmer, Gianfranco Mingozzi, Giuseppe Bertolucci, Oliviero Ponte di Pino, Ascanio Celestini, Pippo Delbono, Ulderico Pesce, enrico ghezzi, Daniele Vicari, Gianfranco Rosi, Daniele Segre, Francesco Conversano, Nene Grignaffini, Carlo Bachschmidt, Gustav Hofer, Luca Ragazzi, Fredrik Gertten, Raffaele Brunetti, Benoit Felici, Piergiorgio Gay, Franco Fracassi, Thomas Torelli, Inge Altemeier, Reinhard Hornung, Claudia Cipriani, Marco Leopardi, Gilles Coton, Paolo Serbandini, Giovanna Massimetti, Penelope Bortoluzzi, Valentina Monti, Diana Fabianova, Bruno Bigoni, Alessandro Melazzini, Martyn Burke, Andrea Prandstraller, Marco Bertozzi, Pierfrancesco Diliberto (Pif), Teho Teardo, Giuliana Musso, Chiara Stoppa, Andrea Princivalli, Giancarlo Soldi, Marina Nehmat... L'ottava edizione de "Le voci dell'inchiesta" è in programma a Pordenone dal 9 al 13 aprile 2014

    "Le voci dell'inchiesta" - Cinema, teatro, fotografia, radio, televisione, stampa, nuovi media - I edizione (Pordenone, 31 ottobre - 4 novembre 2007)

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    Per i contenuti specifici della singola edizione, vedere Catalogo / Programma / Rassegna stampa allegati. "Le voci dell'inchiesta" - ideato e diretto da Marco Rossitti - è un festival dall’originale impianto multimediale interamente dedicato ad un “genere” (quello dell’inchiesta, appunto) esplorato in tutte le sue forme e manifestazioni: carta stampata, cinema, televisione, radio, fotografia, teatro, nuovi media). La manifestazione è nata per iniziativa dell'Università degli Studi di Udine (Dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali/Corso di laurea in Scienze e tecnologie multimediali) e dell'associazione di cultura cinematografica Cinemazero di Pordenone (la stessa che promuove le famose - e gloriose - "Giornate del Cinema Muto"). La manifestazione è sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale Cinema, dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Pordenone, ARPA - Friuli Venezia Giulia e COOP Nordest. Il palinsesto è articolato in proiezioni, incontri, letture, mostre fotografiche, dibattiti, workshop, seminari e molto altro. “Le voci dell’inchiesta” riunisce ogni anno a Pordenone i maestri e i protagonisti di ieri e di oggi dell’inchiesta giornalistica, cine-televisiva e fotografica. Ospiti delle prime cinque edizioni (2007-2012), che hanno avuto un eccellente riscontro sia di pubblico che mediatico, sono stati, tra gli altri (in ordine sparso): Furio Colombo, Sergio Zavoli, Angelo Guglielmi, Riccardo Iacona, Emilio Ravel, Bruno Voglino, Paolo Ruffini, Enrico Deaglio, Beppino Englaro, Corradino Mineo, Marco Pratellesi, Bice e Carla Biagi, Curzio Maltese, Nino Criscenti, Franco Iseppi, Emmanuele Milano, Duilio Giammaria, Pio D'Emilia, Domenico Iannacone, Corrado Stajano, Mario Dondero, Roberto Morrione, Attilio Bolzoni, Maurizio Torrealta, Oliviero Beha, Sveva Sagramola, Valeria Palumbo, Gianfranco Pasquino, Sigfrido Ranucci, Roberto Reale, Loris Mazzetti, Giovanni Minoli, Italo Moscati, Piero Badaloni, Gianni Barbacetto, Letizia Battaglia, Gianni Bisiach, Sergio Canciani, Mimmo Candito, Marco Travaglio, Saverio Lodato, Giulietto Chiesa, Beppe Cremagnani, Barbara Cupisti, Fiore De Rienzo, Pierpaolo Cito, Pierpaolo Mittica, Luciano Mirone, Riccardo Staglianò, Giovanni Ziccardi, Gianfranco D'Anna, Gloria De Antoni, Carlo Ripa di Meana, Roberto Scarpinato, Giovanni Rizzoni, Claudio Lazzaro, Roberto Olla, Fabio Ghioni, Roberto Savio, Alejandro Inchaurregui, Andrea Sirotti Gaudenzi, le redazioni di "Libera", "Articolo 21", "Rai News 24", Ugo Gregoretti, Luciano Emmer, Gianfranco Mingozzi, Giuseppe Bertolucci, Oliviero Ponte di Pino, Ascanio Celestini, Pippo Delbono, Ulderico Pesce, enrico ghezzi, Daniele Vicari, Gianfranco Rosi, Daniele Segre, Francesco Conversano, Nene Grignaffini, Carlo Bachschmidt, Gustav Hofer, Luca Ragazzi, Fredrik Gertten, Raffaele Brunetti, Benoit Felici, Piergiorgio Gay, Franco Fracassi, Thomas Torelli, Inge Altemeier, Reinhard Hornung, Claudia Cipriani, Marco Leopardi, Gilles Coton, Paolo Serbandini, Giovanna Massimetti, Penelope Bortoluzzi, Valentina Monti, Diana Fabianova, Bruno Bigoni, Alessandro Melazzini, Martyn Burke, Andrea Prandstraller, Marco Bertozzi, Pierfrancesco Diliberto (Pif), Teho Teardo, Giuliana Musso, Chiara Stoppa, Andrea Princivalli, Giancarlo Soldi, Marina Nehmat... L'ottava edizione de "Le voci dell'inchiesta" è in programma a Pordenone dal 9 al 13 aprile 2014

    "Salvadanaio" - Web Reputation 2013 (Opus #4)

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    Spot della serie "Web Reputation 2013", campagna audiovisiva di comunicazione e sensibilizzazione giovanile contro i pericoli della rete promossa dalla Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia / Corecom - AgCom FVG. Lo studio scientifico, l'ideazione (concept e sceneggiatura) e la realizzazione (regia e montaggio) sono di Marco Rossitti. La versione integrale dello spot è visionabile online nel Portfolio: https://www.youtube.com/playlist?list=PLVkEedI6y36rF4B0_THVxA-wElJUXhdwK CONTENUTI: Non sempre il massiccio utilizzo delle nuove tecnologie si accompagna a una precisa consapevolezza degli effetti di azioni che si compiono nel mondo “virtuale”, ma che finiscono per avere conseguenze nel mondo “reale”. Questo è maggiormente vero per i ragazzi, che pur essendo molto abili nell’utilizzo di apparecchi elettronici e di internet, spesso non si rendono conto che, nella loro navigazione, lasciano una traccia, il più delle volte indelebile e universalmente disponibile, su chi sono, cosa fanno e come si comportano. Queste informazioni alimentano nell’immediato la così detta “web reputation”, cioè l’identità virtuale, ma nel lungo termine costituiscono la fonte dalla quale chiunque e in qualunque momento può trarre notizie da cui derivare una considerazione positiva o negativa sulla persona. È nota, ad esempio, la prassi ormai consolidata di molte società che si occupano di ricerca del personale, di verificare la credibilità di un potenziale candidato attraverso il suo profilo Facebook. Esso è infatti rivelatore formidabile delle opinioni e della storia di una persona, storia di cui diventano artefici, nel bene e nel male, anche gli altri, gli “amici”. Negli ultimi anni il Corecom e la Struttura del garante dell’infanzia e dell’adolescenza hanno collaborato ad attività di promozione che ponevano l’accento sui pericoli e sui rischi nell’uso delle nuove tecnologie. L’esperienza maturata ha fatto riflettere l'ente sull’importanza di fornire non soltanto messaggi allarmistici, spesso sottovalutati dai ragazzi, ma di stimolare a un utilizzo più accorto, che possa avere conseguenze positive per il loro futuro. Internet e le nuove tecnologie costituiscono un’opportunità formidabile di comunicare e di entrare i relazione con il mondo: è questo messaggio che va valorizzato, attraverso lo sviluppo nei giovani di adeguate competenze assertive, attente cioè alle ricadute comunicative delle proprie azioni. Attraverso una maggiore consapevolezza delle conseguenze dei loro comportamenti sulla rete, i ragazzi possono essere stimolati a costruirsi una reputazione virtuale di cui un domani non solo non si debbano pentire, ma che possa costituire fonte di opportunità. L’acquisita consapevolezza sull’uso della tecnologia può tradursi anche in comportamenti coerenti nel rispetto della reputazione altrui: troppo spesso infatti le cronache ci hanno dimostrato quanto sia facile distruggere la credibilità di una persona e quanto sia difficile rimediare in modo efficace a un comportamento sconsiderato, fatto circolare attraverso le nuove tecnologie. Per veicolare i messaggi associati alla web reputation, sono stati realizzati 2 cortometraggi e 4 mini-spot in grado di attirare l’attenzione di un pubblico giovane e quindi abituato a usufruire di questi strumenti di comunicazione. L’ambientazione è familiare e i gli attori protagonisti sono essi stessi giovani adolescenti, in cui i ragazzi si possono facilmente identificare. Gli spot sono filmati brevissimi che puntano a far riflettere sull’impossibilità di “tornare indietro” quando si affida alla rete un’informazione, un dato, una foto o altro materiale personale. Le immagini sono metaforicamente associate ad una bustina di the, un salvadanaio, un tubetto di dentifricio e un tatuaggio. Tali immagini sono richiamate anche nei due cortometraggi, che puntano a evidenziare le possibili conseguenze dell’affidare incautamente le proprie confidenze alla rete. I video sono stati realizzati con tecnologie in altissima definizione e resi disponibili sul sito dell'ente e a tutte le istituzioni che gliene faranno richiesta

    "Tea" - Web Reputation 2013 (Opus #6)

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    Spot della serie "Web Reputation 2013", campagna audiovisiva di comunicazione e sensibilizzazione giovanile contro i pericoli della rete promossa dalla Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia / Corecom - AgCom FVG. Lo studio scientifico, l'ideazione (concept e sceneggiatura) e la realizzazione (regia e montaggio) sono di Marco Rossitti. La versione integrale dello spot è visionabile online nel Portfolio: https://www.youtube.com/playlist?list=PLVkEedI6y36rF4B0_THVxA-wElJUXhdwK CONTENUTI: Non sempre il massiccio utilizzo delle nuove tecnologie si accompagna a una precisa consapevolezza degli effetti di azioni che si compiono nel mondo “virtuale”, ma che finiscono per avere conseguenze nel mondo “reale”. Questo è maggiormente vero per i ragazzi, che pur essendo molto abili nell’utilizzo di apparecchi elettronici e di internet, spesso non si rendono conto che, nella loro navigazione, lasciano una traccia, il più delle volte indelebile e universalmente disponibile, su chi sono, cosa fanno e come si comportano. Queste informazioni alimentano nell’immediato la così detta “web reputation”, cioè l’identità virtuale, ma nel lungo termine costituiscono la fonte dalla quale chiunque e in qualunque momento può trarre notizie da cui derivare una considerazione positiva o negativa sulla persona. È nota, ad esempio, la prassi ormai consolidata di molte società che si occupano di ricerca del personale, di verificare la credibilità di un potenziale candidato attraverso il suo profilo Facebook. Esso è infatti rivelatore formidabile delle opinioni e della storia di una persona, storia di cui diventano artefici, nel bene e nel male, anche gli altri, gli “amici”. Negli ultimi anni il Corecom e la Struttura del garante dell’infanzia e dell’adolescenza hanno collaborato ad attività di promozione che ponevano l’accento sui pericoli e sui rischi nell’uso delle nuove tecnologie. L’esperienza maturata ha fatto riflettere l'ente sull’importanza di fornire non soltanto messaggi allarmistici, spesso sottovalutati dai ragazzi, ma di stimolare a un utilizzo più accorto, che possa avere conseguenze positive per il loro futuro. Internet e le nuove tecnologie costituiscono un’opportunità formidabile di comunicare e di entrare i relazione con il mondo: è questo messaggio che va valorizzato, attraverso lo sviluppo nei giovani di adeguate competenze assertive, attente cioè alle ricadute comunicative delle proprie azioni. Attraverso una maggiore consapevolezza delle conseguenze dei loro comportamenti sulla rete, i ragazzi possono essere stimolati a costruirsi una reputazione virtuale di cui un domani non solo non si debbano pentire, ma che possa costituire fonte di opportunità. L’acquisita consapevolezza sull’uso della tecnologia può tradursi anche in comportamenti coerenti nel rispetto della reputazione altrui: troppo spesso infatti le cronache ci hanno dimostrato quanto sia facile distruggere la credibilità di una persona e quanto sia difficile rimediare in modo efficace a un comportamento sconsiderato, fatto circolare attraverso le nuove tecnologie. Per veicolare i messaggi associati alla web reputation, sono stati realizzati 2 cortometraggi e 4 mini-spot in grado di attirare l’attenzione di un pubblico giovane e quindi abituato a usufruire di questi strumenti di comunicazione. L’ambientazione è familiare e i gli attori protagonisti sono essi stessi giovani adolescenti, in cui i ragazzi si possono facilmente identificare. Gli spot sono filmati brevissimi che puntano a far riflettere sull’impossibilità di “tornare indietro” quando si affida alla rete un’informazione, un dato, una foto o altro materiale personale. Le immagini sono metaforicamente associate ad una bustina di the, un salvadanaio, un tubetto di dentifricio e un tatuaggio. Tali immagini sono richiamate anche nei due cortometraggi, che puntano a evidenziare le possibili conseguenze dell’affidare incautamente le proprie confidenze alla rete. I video sono stati realizzati con tecnologie in altissima definizione e resi disponibili sul sito dell'ente e a tutte le istituzioni che gliene faranno richiesta

    "Dentifricio" - Web Reputation 2013 (Opus #5)

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    Spot della serie "Web Reputation 2013", campagna audiovisiva di comunicazione e sensibilizzazione giovanile contro i pericoli della rete promossa dalla Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia / Corecom - AgCom FVG. Lo studio scientifico, l'ideazione (concept e sceneggiatura) e la realizzazione (regia e montaggio) sono di Marco Rossitti. La versione integrale del cortometraggio è visionabile online nel Portfolio: https://www.youtube.com/playlist?list=PLVkEedI6y36rF4B0_THVxA-wElJUXhdwK CONTENUTI: Non sempre il massiccio utilizzo delle nuove tecnologie si accompagna a una precisa consapevolezza degli effetti di azioni che si compiono nel mondo “virtuale”, ma che finiscono per avere conseguenze nel mondo “reale”. Questo è maggiormente vero per i ragazzi, che pur essendo molto abili nell’utilizzo di apparecchi elettronici e di internet, spesso non si rendono conto che, nella loro navigazione, lasciano una traccia, il più delle volte indelebile e universalmente disponibile, su chi sono, cosa fanno e come si comportano. Queste informazioni alimentano nell’immediato la così detta “web reputation”, cioè l’identità virtuale, ma nel lungo termine costituiscono la fonte dalla quale chiunque e in qualunque momento può trarre notizie da cui derivare una considerazione positiva o negativa sulla persona. È nota, ad esempio, la prassi ormai consolidata di molte società che si occupano di ricerca del personale, di verificare la credibilità di un potenziale candidato attraverso il suo profilo Facebook. Esso è infatti rivelatore formidabile delle opinioni e della storia di una persona, storia di cui diventano artefici, nel bene e nel male, anche gli altri, gli “amici”. Negli ultimi anni il Corecom e la Struttura del garante dell’infanzia e dell’adolescenza hanno collaborato ad attività di promozione che ponevano l’accento sui pericoli e sui rischi nell’uso delle nuove tecnologie. L’esperienza maturata ha fatto riflettere l'ente sull’importanza di fornire non soltanto messaggi allarmistici, spesso sottovalutati dai ragazzi, ma di stimolare a un utilizzo più accorto, che possa avere conseguenze positive per il loro futuro. Internet e le nuove tecnologie costituiscono un’opportunità formidabile di comunicare e di entrare i relazione con il mondo: è questo messaggio che va valorizzato, attraverso lo sviluppo nei giovani di adeguate competenze assertive, attente cioè alle ricadute comunicative delle proprie azioni. Attraverso una maggiore consapevolezza delle conseguenze dei loro comportamenti sulla rete, i ragazzi possono essere stimolati a costruirsi una reputazione virtuale di cui un domani non solo non si debbano pentire, ma che possa costituire fonte di opportunità. L’acquisita consapevolezza sull’uso della tecnologia può tradursi anche in comportamenti coerenti nel rispetto della reputazione altrui: troppo spesso infatti le cronache ci hanno dimostrato quanto sia facile distruggere la credibilità di una persona e quanto sia difficile rimediare in modo efficace a un comportamento sconsiderato, fatto circolare attraverso le nuove tecnologie. Per veicolare i messaggi associati alla web reputation, sono stati realizzati 2 cortometraggi e 4 mini-spot in grado di attirare l’attenzione di un pubblico giovane e quindi abituato a usufruire di questi strumenti di comunicazione. L’ambientazione è familiare e i gli attori protagonisti sono essi stessi giovani adolescenti, in cui i ragazzi si possono facilmente identificare. Gli spot sono filmati brevissimi che puntano a far riflettere sull’impossibilità di “tornare indietro” quando si affida alla rete un’informazione, un dato, una foto o altro materiale personale. Le immagini sono metaforicamente associate ad una bustina di the, un salvadanaio, un tubetto di dentifricio e un tatuaggio. Tali immagini sono richiamate anche nei due cortometraggi, che puntano a evidenziare le possibili conseguenze dell’affidare incautamente le proprie confidenze alla rete. I video sono stati realizzati con tecnologie in altissima definizione e resi disponibili sul sito dell'ente e a tutte le istituzioni che gliene faranno richiesta

    "Stefano" - Web Reputation 2013 (Opus #2)

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    Cortometraggio della serie "Web Reputation 2013", campagna audiovisiva di comunicazione e sensibilizzazione giovanile contro i pericoli della rete promossa dalla Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia / Corecom - AgCom FVG. Lo studio scientifico, l'ideazione (concept e sceneggiatura) e la realizzazione (regia e montaggio) sono di Marco Rossitti. La versione integrale del cortometraggio è visionabile online nel Portfolio: https://www.youtube.com/playlist?list=PLVkEedI6y36rF4B0_THVxA-wElJUXhdwK CONTENUTI: Non sempre il massiccio utilizzo delle nuove tecnologie si accompagna a una precisa consapevolezza degli effetti di azioni che si compiono nel mondo “virtuale”, ma che finiscono per avere conseguenze nel mondo “reale”. Questo è maggiormente vero per i ragazzi, che pur essendo molto abili nell’utilizzo di apparecchi elettronici e di internet, spesso non si rendono conto che, nella loro navigazione, lasciano una traccia, il più delle volte indelebile e universalmente disponibile, su chi sono, cosa fanno e come si comportano. Queste informazioni alimentano nell’immediato la così detta “web reputation”, cioè l’identità virtuale, ma nel lungo termine costituiscono la fonte dalla quale chiunque e in qualunque momento può trarre notizie da cui derivare una considerazione positiva o negativa sulla persona. È nota, ad esempio, la prassi ormai consolidata di molte società che si occupano di ricerca del personale, di verificare la credibilità di un potenziale candidato attraverso il suo profilo Facebook. Esso è infatti rivelatore formidabile delle opinioni e della storia di una persona, storia di cui diventano artefici, nel bene e nel male, anche gli altri, gli “amici”. Negli ultimi anni il Corecom e la Struttura del garante dell’infanzia e dell’adolescenza hanno collaborato ad attività di promozione che ponevano l’accento sui pericoli e sui rischi nell’uso delle nuove tecnologie. L’esperienza maturata ha fatto riflettere l'ente sull’importanza di fornire non soltanto messaggi allarmistici, spesso sottovalutati dai ragazzi, ma di stimolare a un utilizzo più accorto, che possa avere conseguenze positive per il loro futuro. Internet e le nuove tecnologie costituiscono un’opportunità formidabile di comunicare e di entrare i relazione con il mondo: è questo messaggio che va valorizzato, attraverso lo sviluppo nei giovani di adeguate competenze assertive, attente cioè alle ricadute comunicative delle proprie azioni. Attraverso una maggiore consapevolezza delle conseguenze dei loro comportamenti sulla rete, i ragazzi possono essere stimolati a costruirsi una reputazione virtuale di cui un domani non solo non si debbano pentire, ma che possa costituire fonte di opportunità. L’acquisita consapevolezza sull’uso della tecnologia può tradursi anche in comportamenti coerenti nel rispetto della reputazione altrui: troppo spesso infatti le cronache ci hanno dimostrato quanto sia facile distruggere la credibilità di una persona e quanto sia difficile rimediare in modo efficace a un comportamento sconsiderato, fatto circolare attraverso le nuove tecnologie. Per veicolare i messaggi associati alla web reputation, sono stati realizzati 2 cortometraggi e 4 mini-spot in grado di attirare l’attenzione di un pubblico giovane e quindi abituato a usufruire di questi strumenti di comunicazione. L’ambientazione è familiare e i gli attori protagonisti sono essi stessi giovani adolescenti, in cui i ragazzi si possono facilmente identificare. Gli spot sono filmati brevissimi che puntano a far riflettere sull’impossibilità di “tornare indietro” quando si affida alla rete un’informazione, un dato, una foto o altro materiale personale. Le immagini sono metaforicamente associate ad una bustina di the, un salvadanaio, un tubetto di dentifricio e un tatuaggio. Tali immagini sono richiamate anche nei due cortometraggi, che puntano a evidenziare le possibili conseguenze dell’affidare incautamente le proprie confidenze alla rete. I video sono stati realizzati con tecnologie in altissima definizione e resi disponibili sul sito dell'ente e a tutte le istituzioni che gliene faranno richiesta

    "Lara" - Web Reputation 2013 (Opus #1)

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    Cortometraggio della serie "Web Reputation 2013", campagna audiovisiva di comunicazione e sensibilizzazione giovanile contro i pericoli della rete promossa dalla Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia / Corecom - AgCom FVG. Lo studio scientifico, l'ideazione (concept e sceneggiatura) e la realizzazione (regia e montaggio) sono di Marco Rossitti. La versione integrale del cortometraggio è visionabile online nel Portfolio: https://www.youtube.com/playlist?list=PLVkEedI6y36rF4B0_THVxA-wElJUXhdwK CONTENUTI: Non sempre il massiccio utilizzo delle nuove tecnologie si accompagna a una precisa consapevolezza degli effetti di azioni che si compiono nel mondo “virtuale”, ma che finiscono per avere conseguenze nel mondo “reale”. Questo è maggiormente vero per i ragazzi, che pur essendo molto abili nell’utilizzo di apparecchi elettronici e di internet, spesso non si rendono conto che, nella loro navigazione, lasciano una traccia, il più delle volte indelebile e universalmente disponibile, su chi sono, cosa fanno e come si comportano. Queste informazioni alimentano nell’immediato la così detta “web reputation”, cioè l’identità virtuale, ma nel lungo termine costituiscono la fonte dalla quale chiunque e in qualunque momento può trarre notizie da cui derivare una considerazione positiva o negativa sulla persona. È nota, ad esempio, la prassi ormai consolidata di molte società che si occupano di ricerca del personale, di verificare la credibilità di un potenziale candidato attraverso il suo profilo Facebook. Esso è infatti rivelatore formidabile delle opinioni e della storia di una persona, storia di cui diventano artefici, nel bene e nel male, anche gli altri, gli “amici”. Negli ultimi anni il Corecom e la Struttura del garante dell’infanzia e dell’adolescenza hanno collaborato ad attività di promozione che ponevano l’accento sui pericoli e sui rischi nell’uso delle nuove tecnologie. L’esperienza maturata ha fatto riflettere l'ente sull’importanza di fornire non soltanto messaggi allarmistici, spesso sottovalutati dai ragazzi, ma di stimolare a un utilizzo più accorto, che possa avere conseguenze positive per il loro futuro. Internet e le nuove tecnologie costituiscono un’opportunità formidabile di comunicare e di entrare i relazione con il mondo: è questo messaggio che va valorizzato, attraverso lo sviluppo nei giovani di adeguate competenze assertive, attente cioè alle ricadute comunicative delle proprie azioni. Attraverso una maggiore consapevolezza delle conseguenze dei loro comportamenti sulla rete, i ragazzi possono essere stimolati a costruirsi una reputazione virtuale di cui un domani non solo non si debbano pentire, ma che possa costituire fonte di opportunità. L’acquisita consapevolezza sull’uso della tecnologia può tradursi anche in comportamenti coerenti nel rispetto della reputazione altrui: troppo spesso infatti le cronache ci hanno dimostrato quanto sia facile distruggere la credibilità di una persona e quanto sia difficile rimediare in modo efficace a un comportamento sconsiderato, fatto circolare attraverso le nuove tecnologie. Per veicolare i messaggi associati alla web reputation, sono stati realizzati 2 cortometraggi e 4 mini-spot in grado di attirare l’attenzione di un pubblico giovane e quindi abituato a usufruire di questi strumenti di comunicazione. L’ambientazione è familiare e i gli attori protagonisti sono essi stessi giovani adolescenti, in cui i ragazzi si possono facilmente identificare. Gli spot sono filmati brevissimi che puntano a far riflettere sull’impossibilità di “tornare indietro” quando si affida alla rete un’informazione, un dato, una foto o altro materiale personale. Le immagini sono metaforicamente associate ad una bustina di the, un salvadanaio, un tubetto di dentifricio e un tatuaggio. Tali immagini sono richiamate anche nei due cortometraggi, che puntano a evidenziare le possibili conseguenze dell’affidare incautamente le proprie confidenze alla rete. I video sono stati realizzati con tecnologie in altissima definizione e resi disponibili sul sito dell'ente e a tutte le istituzioni che gliene faranno richiesta

    "Le voci dell'inchiesta" - Cinema, teatro, fotografia, radio, televisione, stampa, nuovi media - II edizione (Pordenone, 29 ottobre - 2 novembre 2008)

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    Per i contenuti specifici della singola edizione, vedere Catalogo / Programma / Rassegna stampa allegati. "Le voci dell'inchiesta" - ideato e diretto da Marco Rossitti - è un festival dall’originale impianto multimediale interamente dedicato ad un “genere” (quello dell’inchiesta, appunto) esplorato in tutte le sue forme e manifestazioni: carta stampata, cinema, televisione, radio, fotografia, teatro, nuovi media). La manifestazione è nata per iniziativa dell'Università degli Studi di Udine (Dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali/Corso di laurea in Scienze e tecnologie multimediali) e dell'associazione di cultura cinematografica Cinemazero di Pordenone (la stessa che promuove le famose - e gloriose - "Giornate del Cinema Muto"). La manifestazione è sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale Cinema, dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Pordenone, ARPA - Friuli Venezia Giulia e COOP Nordest. Il palinsesto è articolato in proiezioni, incontri, letture, mostre fotografiche, dibattiti, workshop, seminari e molto altro. “Le voci dell’inchiesta” riunisce ogni anno a Pordenone i maestri e i protagonisti di ieri e di oggi dell’inchiesta giornalistica, cine-televisiva e fotografica. Ospiti delle prime cinque edizioni (2007-2012), che hanno avuto un eccellente riscontro sia di pubblico che mediatico, sono stati, tra gli altri (in ordine sparso): Furio Colombo, Sergio Zavoli, Angelo Guglielmi, Riccardo Iacona, Emilio Ravel, Bruno Voglino, Paolo Ruffini, Enrico Deaglio, Beppino Englaro, Corradino Mineo, Marco Pratellesi, Bice e Carla Biagi, Curzio Maltese, Nino Criscenti, Franco Iseppi, Emmanuele Milano, Duilio Giammaria, Pio D'Emilia, Domenico Iannacone, Corrado Stajano, Mario Dondero, Roberto Morrione, Attilio Bolzoni, Maurizio Torrealta, Oliviero Beha, Sveva Sagramola, Valeria Palumbo, Gianfranco Pasquino, Sigfrido Ranucci, Roberto Reale, Loris Mazzetti, Giovanni Minoli, Italo Moscati, Piero Badaloni, Gianni Barbacetto, Letizia Battaglia, Gianni Bisiach, Sergio Canciani, Mimmo Candito, Marco Travaglio, Saverio Lodato, Giulietto Chiesa, Beppe Cremagnani, Barbara Cupisti, Fiore De Rienzo, Pierpaolo Cito, Pierpaolo Mittica, Luciano Mirone, Riccardo Staglianò, Giovanni Ziccardi, Gianfranco D'Anna, Gloria De Antoni, Carlo Ripa di Meana, Roberto Scarpinato, Giovanni Rizzoni, Claudio Lazzaro, Roberto Olla, Fabio Ghioni, Roberto Savio, Alejandro Inchaurregui, Andrea Sirotti Gaudenzi, le redazioni di "Libera", "Articolo 21", "Rai News 24", Ugo Gregoretti, Luciano Emmer, Gianfranco Mingozzi, Giuseppe Bertolucci, Oliviero Ponte di Pino, Ascanio Celestini, Pippo Delbono, Ulderico Pesce, enrico ghezzi, Daniele Vicari, Gianfranco Rosi, Daniele Segre, Francesco Conversano, Nene Grignaffini, Carlo Bachschmidt, Gustav Hofer, Luca Ragazzi, Fredrik Gertten, Raffaele Brunetti, Benoit Felici, Piergiorgio Gay, Franco Fracassi, Thomas Torelli, Inge Altemeier, Reinhard Hornung, Claudia Cipriani, Marco Leopardi, Gilles Coton, Paolo Serbandini, Giovanna Massimetti, Penelope Bortoluzzi, Valentina Monti, Diana Fabianova, Bruno Bigoni, Alessandro Melazzini, Martyn Burke, Andrea Prandstraller, Marco Bertozzi, Pierfrancesco Diliberto (Pif), Teho Teardo, Giuliana Musso, Chiara Stoppa, Andrea Princivalli, Giancarlo Soldi, Marina Nehmat... L'ottava edizione de "Le voci dell'inchiesta" è in programma a Pordenone dal 9 al 13 aprile 2014

    Lo sguardo discreto. Il cinema etnografico di Renato Morelli

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    A partire dai primi anni Ottanta, il regista ed etnomusicologo Renato Morelli ha avviato un intenso programma di documentazione video-cinematografica delle culture tradizionali di Sardegna, Trentino, Friuli e di altre regioni dell’arco alpino, programma che può dirsi tuttora in corso. Più di quaranta i film etnografici ed etnomusicologici realizzati fino al 2001 (anno di pubblicazione del saggio) dallo studioso-cineasta trentino per Sede RAI di Trento, spesso in collaborazione con importanti istituti di ricerca. Le feste e i carnevali tradizionali, i rituali natalizio-epifanici, le usanze calendariali, la religiosità e la superstizione popolari, i repertori coreutici e musicali, le tecniche di cultura materiale sono solo alcuni dei contenuti di questo consistente corpus di “saggi cinematografici”, naturale complemento delle ricerche scientifiche sul campo condotte in prima persona da Morelli nell’arco di venticinque anni, sulla spinta di un improrogabile piano di "urgent anthropology”. Alla luce delle più recenti riflessioni sul cinema etnografico e sull'antropologia visuale, i suoi film possono essere apprezzati come altrettanti “contributi” alla risoluzione delle principali questioni teoriche e metodologiche che l’introduzione dei mezzi cinematografici nella ricerca etnoantropologica ha, ormai da tempo, sollevato

    "Le voci dell'inchiesta" - Cinema, teatro, fotografia, radio, televisione, stampa, nuovi media - VII edizione (Pordenone, 10-14 aprile 2013)

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    Per i contenuti specifici della singola edizione, vedere Catalogo / Programma / Rassegna stampa allegati. "Le voci dell'Inchiesta" è un festival dall’originale impianto multimediale - ideato e diretto da Marco Rossitti - interamente dedicato ad un “genere” (quello dell’inchiesta, appunto) esplorato in tutte le sue forme e manifestazioni: carta stampata, cinema, televisione, radio, fotografia, teatro, nuovi media). Il palinsesto è articolato in proiezioni, incontri, letture, mostre fotografiche, dibattiti, workshop, seminari e molto altro. “Le voci dell’inchiesta” riunisce ogni anno a Pordenone i maestri e i protagonisti di ieri e di oggi dell’inchiesta giornalistica, cine-televisiva e fotografica. Ospiti delle prime sei edizioni (2007-2012), che hanno avuto un eccellente riscontro sia di pubblico che mediatico, sono stati, tra gli altri: Sergio Zavoli, Furio Colombo, Emilio Ravel, Marco Pratellesi, Massimo D'Anolfi, Martina Parenti, Nikolaus Geyrhalter, Barbara Miller, Till Schauder, Alessandra Celesia, Andreas Pichler, Angelo Guglielmi, Paolo Ruffini, Giovanni Minoli, Corradino Mineo, Enrico Ghezzi, Riccardo Iacona, Oliviero Beha, Roberto Reale, Letizia Battaglia, Roberto Scarpinato, Ugo Gregoretti, Luciano Emmer, Gianni Bisiach, Gianfranco Mingozzi, Daniele Segre, Marco Bertozzi, Pino Masciari, Corrado Stajano, Curzio Maltese, Marco Travaglio, Isabella Ferrari, Piero Badaloni, Gianfranco Pasquino, Duilio Gianmaria, Mimmo Candito, Sergio Canciani, Sigfrido Ranucci, Nino Criscenti, Maurizio Torrealta, Guido Crainz, Claudio Lazzaro, Saverio Lodato, Valeria Palumbo, Gianni Barbacetto, Domenico Iannacone, Enrico Deaglio, Beppe Cremagnani, Loris Mazzetti, Pif (Pierfrancesco Diliberto), Andrea Pellizzari, Carlo Ripa di Meana, Guido Viale, Roberto Savio, Sveva Sagramola, Pippo Delbono, Alessandro Melazzini, Andrea Sirotti Gaudenzi, Alejandro Incharregui, Beppino Englaro, Ulderico Pesce, Fiore De Rienzo, Silvestro Montanaro, Fredrik Gertten, Inge Altemeier, Reinhard Hornung, Francesco Conversano, Nene Grignaffini, Piergiorgio Gay, Silvano Agosti, Gianfranco Pannone, Raffaele Brunetti, Bruno Voglino, Davide Demichelis, Fabio Ghioni, Giovanna Massimetti, Paolo Serbandini, Giovanni Rizzoni, Giovanni Ziccardi, Marina Nehmat, Matteo Bellizzi, Michele Morgante, Stefano Missio, Penelope Bortoluzzi, Federica Cellini, Barbara Cupisti, Roberto Olla, Benoit Felici, Gilles Cotton, Nina Rosenblum, e ancora Libera, Articolo 21, RaiNews24, L'Europeo..
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