1,721,132 research outputs found

    Introduzione [Senza di me non vali niente]

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    Il contributo nella prima parte introduce il tema oggetto del volume, ossia la violenza verbale, emotiva e psicologica nelle relazioni intime, a partire da una riflessione sul più ampio fenomeno della violenza maschile sulle donne - diffuso, trasversale e multiforme - e dalla descrizione delle iniziative che hanno stimolato la progettazione dell'opera, nella seconda parte propone una prospettiva multidisciplinare e interdisciplinare mediante un affondo nei vari capitoli che lo compongon

    La mediazione in classi multiculturali. Analisi di interventi di promozione della partecipazione e del dialogo

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    Come si fa a promuovere la partecipazione e il dialogo nella scuola multiculturale? Come può essere realizzata la mediazione? Il volume tenta di rispondere a queste domande a partire dai risultati di una ricerca valutativa che ha avuto per oggetto un intervento condotto da due mediatori interculturali in classi di scuole secondarie di primo grado. Lo studio, grazie a videoregistrazioni e trascrizioni delle interazioni mediatore-preadolescenti e ad interviste rivolte a ragazzi e adulti (mediatori e insegnanti), ha messo in evidenza il grado di efficacia di un intervento, che era volto alla promozione della partecipazione attiva, della riflessione sulla diversità culturale e favorire una gestione dialogica dei conflitti, illustrando anche le culture del dialogo, della mediazione e dell'educazione espresse dai vari partecipanti

    Goffman e il genere nelle immagini pubblicitarie

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    Il modo in cui nelle società occidentali, attraverso le immagini pubblicitarie, ma anche i programmi televisivi e le fotografie che circolano in rete e sui social network, viene rappresentato il genere, in parti-colare il genere femminile, è un tema di grande attualità e di interesse. A questo proposito, nel di-battito scientifico si evidenziano spesso due ordini di problemi: in primo luogo, l’ipersessualizzazione e la mercificazione del corpo delle donne, collegate a un’ideale di bellezza-magrezza e di carica erotica, di recente esteso a ragazze sempre più giovani; in secondo luogo, la rappresentazione di ruoli femminili tradizionali e stereotipati, ossia quello di moglie servizievole, madre protettiva, donna dedita ai lavori domestici, o ancora, di mera figura di intrattenimento e contorno, accessoria e marginale rispetto, ad esempio, alla conduzione televisiva affidata a un uomo. Negli ultimi anni, numerosi studi hanno dimostrato come le pubblicità, nonostante alcuni importanti cambiamenti e innovazioni sospinti dall’emancipazione femminile e da una crescente parità di genere, continuino a rappresentare – magari in forme più sofisticate e meno esplicite, ma pur sempre influenzate dal male gaze – le donne in questi ruoli e come donne-oggetto, costruendo e ‘naturalizzando’ l’immagine della loro inferiorità e subordinazione rispetto agli uomini, al loro potere, al loro desiderio sessuale, finendo così per trascurare l’eterogeneità dei corpi e delle attività lavorative delle donne ‘vere’.Il libro di Erving Goffman (1922-1982), uno dei più autorevoli sociologi della vita quotidiana e del-l’interazione vis-à-vis, analizzate in una prospettiva drammaturgica come metafore teatrali a partire dai concetti di rappresentazione, rituale, ribalta e retroscena, facciata, costituisce un punto di avvio e un tassello importante nelle riflessioni su questo tema. Pubblicato nel 1979 con il titolo Gender advertisements, il volume si articola in tre capitoli, proponendo una riflessione teorica, seguita da una breve analisi di fotografie (pubbliche e private) e di pubblicità dell’epoca, selezionate in maniera non casuale e opportuna-mente commentate

    La socializzazione e l'educazione di genere nella prima infanzia: prospettive teoriche ed esempi di ricerca

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    Il contributo illustra le recenti teorie sul gender e la socializzazione di genere. L'analisi di alcune interazioni tra educatrici e tra educatrici e bambini negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia mostra la centralità della comunicazione nei processi di costruzione sociale del gener

    La mediazione dialogica con gli adolescenti: promuovere autonomia, partecipazione e riflessione

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    In questo contributo ci si propone di illustrare, anche attraverso alcuni esempi di interazioni tratte da ricerche condotte nelle classi scolastiche e in campi internazionali, come può essere realizzata la mediazione dialogica con gli adolescenti e quali ostacoli deve fronteggiare, con particolare riferimento al monologo educativo. Per mediazione dialogica si intende una forma di comunicazione che, a partire da azioni dialogiche incentrate su aspettative affettive, ossia rispettose dell’altro, assegna importanza all'espressione e al riconoscimento della diversità di prospettive. La mediazione dialogica ha i seguenti obiettivi: 1) promuovere la partecipazione attiva degli adolescenti, intesa come manifestazione dell’autonomia nella comunicazione; 2) coordinare le espressioni personali, emerse grazie alla partecipazione attiva (idee, proposte, emozioni, esperienze); 3) stimolare la riflessione su tali espressioni personali e su eventuali conflitti o disaccordi; 4) gestire i conflitti, aiutando le parti a individuare una soluzione autonoma e a costruire narrazioni nuove, diverse, rispetto a quelle all’origine del conflitto

    Adolescenti, promozione e prevenzione. Un modello di analisi valutativa

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    La grande rilevanza assunta nella società attuale dall'intervento rivolto agli adolescenti, con particolare riferimento alla prevenzione delle azioni a rischio e alla promozione della loro partecipazione sociale, richiede l'impiego di metodologie di valutazione sempre più mirate ed efficaci. Il presupposto fondamentale è che solo un'adeguata analisi valutativa possa cogliere la qualità dell'intervento, in particolare la coerenza tra i suoi obiettivi e le forme di comunicazione che si producono concretamente tra operatori e adolescenti, nonchè la consistenza dei risultati ottenuti in termini di partecipazione e riflessione nel gruppo dei destinatari

    La mediazione dialogica in classe

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    Il capitolo analizza l'intervento di mediatori all'interno di classi multiculturali, allo scopo di capire quali condizioni rendano la mediazione più efficace e con quali effetti per la partecipazione, l'auto-espressione e il coordinamento tra i contributi degli studenti. Al centro dell'analisi è una sperimentazione condotta in alcune scuole secondarie di primo grado da due mediatori, ai quali è stato chiesto esplicitamente di promuovere la partecipazione attiva, le espressioni personali e il dialogo tra preadolescenti. Nel capitolo vengono analizzati i processi comunicativi dell'intervento, quindi le forme assunte dalla mediazione, attraverso metodologie di analisi conversazionale

    Il mediatore in classe tra azioni dialogiche e monologhi educativi: come cambiano i presupposti culturali e l'autorità epistemica nell'interazione?

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    This paper deals with a sociological analysis of some communicative processes that take place in schools and focuses in particular on a situation that is considered critical from many points of view, that is interactions involving preadolescents and a mediator in multicultural classrooms. Interactions were video-taped during an activity that was proposed with the aim to promote active participation and reflection on “diversity” and “intercultural relationships”, and to foster “dialogical” conflict management. The analysis will concentrate on the relationship between specific turns or actions sequences, on one side, and expectations orienting the interaction, on the other side, in order to describe the cultural presuppositions which emerge in communication, in particular when the mediator adopts “dialogical actions” or “educational monologues”. The analysis will then try to show techniques and devices used in the management of epistemic authority, and their consequences for the preadolescents’ empowerment
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