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    Le voci di Gaia. L'eco dei versi d'una Donzella Gaia ed Insegnata, prima rimatrice in lingua italiana

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    Rossi Carla. Le voci di Gaia. L'eco dei versi d'una Donzella Gaia ed Insegnata, prima rimatrice in lingua italiana. In: Romania, tome 126 n°503-504, 2008. pp. 480-496

    A clue to the fate of the lost MS. Royal 16 E VIII, copy of theVoyage de Charlemagne

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    Rossi Carla. A clue to the fate of the lost MS. Royal 16 E VIII, copy of theVoyage de Charlemagne. In: Romania, tome 126 n°501-502, 2008. pp. 245-252

    La metamorfosi digitale. Evoluzione dell'impresa nell'era delle nuove tecnologie

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    Il volume analizza il processo di e-business transformation (o di “metamorfosi digitale”) intrapreso da imprese operanti in ambiti di attività tradizionali che, a dispetto della propria storia, del bagaglio di esperienze accumulate, della propria “materialità” sono riuscite ad “appropriarsi” del potenziale di interconnessione, comunicazione e relazione insito nelle tecnologie digitali per ripensare attività e processi consolidati, raggiungendo forti guadagni in termini di qualità, produttività e di potenzialità innovativa. Oggetto di analisi non sono pertanto le imprese di nuova costituzione (start-up), né il commercio elettronico, ma le imprese tradizionali (incumbent), pre-esistenti all’avvento di Internet, e i processi di trasformazione da queste avviati per rigenerare il proprio modus operandi nell’era digitale. Il volume analizza le condizioni (evidenziando i fattori abilitanti ma anche quelli inibitori) che consentono alle imprese consolidate di sviluppare esperienze d’uso non banali della Rete, finalizzate a valorizzare le potenzialità relazionali e cognitive insite nelle tecnologie digitali per sviluppare innovative forme di interazione dialogica - con clienti, fornitori e partner - che possano alimentare dinamicamente l’innovazione delle modalità competitive e delle stesse logiche di creazione del valore. Il cambiamento dell’architettura delle interazioni all’interno del sistema di business e delle modalità di scambio tra gli attori che vi partecipano può accrescere il potenziale di innovazione strategica dell’impresa. Un simile risultato non può prodursi tuttavia in modo automatico ed istantaneo. In tal senso la metamorfosi digitale è presentata come un processo sistemico e non estetico, potenzialmente infinito, non determinabile aprioristicamente e fortemente condizionato nei risultati da dinamiche socio-culturali e dalla maggiore o minore attitudine manageriale a metabolizzare le opportunità offerte dalle tecnologie in funzione degli obiettivi strategici dell’impresa e delle sue specificità culturali e di contesto. Partendo dall’analisi e dall’elaborazione della letteratura, il lavoro cerca di offrire una prospettiva di osservazione diversa, presentando concettualizzazioni maturate in alcuni anni di studi empirici, condotti sul campo e con specifico riferimento alla realtà italiana: il fenomeno della e-business transformation è stato analizzato (nell’arco temporale degli anni che vanno dal 1999 al 2003) mediante interviste in profondità condotte con CIO e con E-business manager di imprese italiane primarie, che hanno consentito di sviluppare una più chiara percezione dei contorni che il processo indagato assume nella specifica realtà nazionale. Il lavoro è suddiviso in cinque capitoli. Il punto di partenza è l’analisi del concetto di nuova economia e la sua relazione con le tecnologie digitali (capitolo primo). La new economy viene interpretata come una sorta di convergenza concettuale, il prodotto di una fusione tra tendenze e concetti diversi, in larga parte pre-esistenti a Internet e, tuttavia, potenziati, accelerati, esplosi con l’avvento della Rete. La nuova economia è dunque un’economia in cui alcune tendenze di fondo (globalità, velocità, dematerializzazione, reticolarizzazione) sono accentuate da un mezzo che dispone di un potenziale di interconnessione (tra uomini, organizzazioni e cose) che non ha precedenti. È un’economia in cui la capacità di generare innovazione strategica, in modo sistematico e continuo, di riconfigurare il modello di business esistente, in modo da creare nuovo valore per (e con) i clienti, assume un ruolo centrale. Un simile risultato, tuttavia, non si produce in modo automatico ed istantaneo; l’impatto delle tecnologie Internet-based deve essere valutato fuori da ogni tentazione di “determinismo tecnologico” (capitolo secondo): non è la tecnologia che può generare la trasformazione delle aziende, ma la capacità di queste ultime di utilizzare il potenziale tecnologico per ripensare/rinnovare il proprio modo di lavorare, di comunicare, di interagire, di rapportarsi con fornitori, partner e clienti, in una parola, di produrre valore. Il pieno sfruttamento delle potenzialità offerte dalla Rete - e la realizzazione dei percorsi di innovazione strategica ad esse connesse - è dunque strettamente collegato alla capacità di far interagire, in un complesso intreccio, scelte strategiche, tecnologiche, organizzative e culturali. Sotto questo profilo, la metamorfosi digitale impone una metamorfosi organizzativa e culturale, ancor prima che tecnologica, affinché l’impresa riesca a cogliere – e a trasformare in valore – le potenzialità, relazionali e cognitive, insite nelle nuove tecnologie. Tali potenzialità sono analizzate nel lavoro facendo riferimento dapprima alle interazioni con la domanda (capitolo terzo) e poi a quelle con gli altri operatori della filiera (capitolo quarto). Più in particolare, nel capitolo terzo, si evidenzia il contributo che la gestione digitale della relazione con il cliente può fornire alla creazione e all’accrescimento del valore: la prospettiva del customer relationship management, integrata con quella del customer knowledge management, apre la strada a un più profondo coinvolgimento del cliente nel processo di strutturazione dell’offerta. Riavvicinandosi alla domanda e gestendo il dialogo con il mercato - in forma diadica o multipolare - l’impresa tradizionale può maturare una più profonda conoscenza dei bisogni dei clienti e dei significati attribuiti ai processi di acquisto e fruizione dei prodotti. E’ in tal modo il cliente, sempre meno “consumatore” e sempre più partner dell’impresa, che indirizza in misura crescente l’innovazione della value proposition offerta dall’impresa al mercato. Anche in questo caso, tuttavia la capacità tecnologica non è di per sé sufficiente a produrre risultati: la conoscenza del mercato non deriva dall’accumulazione di dati e informazioni ma dalla capacità dinamica di attribuire un senso a questi elementi, di diffondere le conoscenze generate all’interno dell’organizzazione, di ricombinarle con quelle pre-esistenti per re-impostare le proprie scelte strategiche. Oltre a incidere sulla struttura e sui contenuti delle relazioni con il mercato, l’infrastruttura digitale permette di ridefinire l’assetto relazionale dell’impresa, anche con riferimento agli altri operatori della filiera (capitolo quarto). Sotto questo profilo le tecnologie di Rete possono alimentare non soltanto la dinamica inter-organizzativa transazionale (lo scambio di beni e servizi), ma anche quella relazionale, abilitando in forme nuove lo scambio di contenuti di tipo immateriale (informazioni e conoscenze). Se adeguatamente gestita, la cooperazione in chiave digitale può alimentare inedite forme di virtual integration tra operatori autonomi, aprendo la strada a un più profondo coinvolgimento di partner, fornitori e distributori. Il capitolo quinto è dedicato all’analisi/ricostruzione di tre case-histories di imprese italiane: Merloni Elettrodomestici, Ferrero e Costa Crociere. L’analisi dei tre casi ha consentito di ripercorrere il cammino evolutivo seguito dalle imprese osservate nell’adozione delle nuove tecnologie nonché i principali risultati conseguiti. Il fenomeno della e-business transformation è stato in tal modo osservato in chiave diacronica, così da precisare il contesto in cui è maturata la scelta di adottare le nuove tecnologie, il contenuto che questa scelta ha concretamente assunto, il processo cui ha dato vita e i risultati strategici raggiunti. L’osservazione delle realtà operative e l’elaborazione dei materiali raccolti sono state preziose per l’articolazione di un modello interpretativo del fenomeno della e-business transformation: il lavoro si conclude con la proposta di un framework di fattori che, dall’analisi/elaborazione della letteratura e dalla lettura comparata dei casi, appaiono contraddistinguere la trasformazione digitale delle imprese tradizionali

    Management delle imprese di viaggio. Strategie e marketing

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    Il volume affronta l’analisi delle sfide manageriali cui sono chiamate le imprese di viaggio e turismo di fronte ai cambiamenti dello scenario competitivo determinati dall’azione combinata di più forze ambientali (avvento della digitalizzazione, globalizzazione, evoluzione socio-demografica, liberalizzazione agenziale e deregulation del trasporto aereo) che ha generato un forte inasprimento della situazione concorrenziale, minacciando la stessa sopravvivenza di molti operatori. Per effetto di tali cambiamenti, le imprese turistiche si sono trovate a muoversi in un contesto ipercompetitivo - che rende fortemente instabili le posizioni acquisite, generando una crescente pressione sui margini di guadagno – e sono costrette a fronteggiare la sfida del cambiamento, che impone loro di modificare le tradizionali logiche gestionali e le consolidate modalità di condotta strategica. Il lavoro affronta queste tematiche, focalizzando in particolare l’attenzione sulle agenzie di viaggio, che appaiono essere, per molti aspetti, gli anelli più deboli della filiera turistica. In particolare, nel primo capitolo, partendo dalle definizione di alcuni concetti di base (turismo, turista e prodotto turistico), si analizzano le componenti del «sistema» turistico e la relazione tra turismo e macro-ambiente. Nel secondo capitolo si inquadrano le funzioni delle imprese commerciali, evidenziando le diverse articolazioni dei canali distributivi e i principali attori della distribuzione turistica, si analizzano le forze che hanno determinato il cambiamento delle condizioni competitive, esaminando i riflessi che ciascuna di esse produce sulla gestione delle imprese commerciali. Il terzo capitolo si sofferma ad analizzare in maniera più approfondita una di queste forze - la digitalizzazione - e gli effetti che questa ha generato non soltanto sotto il profilo transazionale (commercio elettronico) ma soprattutto sotto il profilo comunicativo. La rivoluzione digitale ha fortemente accresciuto l’intensità della concorrenza per le agenzie di viaggio tradizionali, strette, da un lato, dalla nascita e sviluppo di nuovi concorrenti elettronici (concorrenza orizzontale), caratterizzati da innovativi modelli di business e, dall’altro, dalla crescente concorrenza verticale, mossa dagli operatori collocati a monte nella filiera: se i fornitori (vettori, albergatori, ecc.) dispongono di uno strumento che consente di gestire autonomamente l’interazione con i clienti, ovunque siano localizzati, e di procedere alla vendita mediante un nuovo canale diretto a più basso costo, si avverte più fortemente il rischio di una disintermediazione del settore turistico, rischio che, finora, si è già concretamente manifestato, traducendosi nella riduzione del potere contrattuale delle agenzie e nel peggioramento del trattamento commissionale ad esse riservato. Il capitolo quarto analizza le prime forme di risposta strategica elaborate dalle agenzie di fronte alle mutate condizioni competitive. La ricerca di nuove modalità di sviluppo dimensionale, basate prevalentemente sullo sviluppo di accordi, è finalizzata a recuperare redditività e potere contrattuale all’interno della filiera: si spiega in questi termini il crescente sviluppo dei network agenziali e di diverse forme di aggregazione, finalizzate ad accrescere non solo l’efficienza ma anche l’efficacia dei processi gestionali. Il capitolo quinto analizza gli aspetti operativi della gestione ed evidenzia, sotto il profilo competitivo, lo sfocamento delle scelte di posizionamento adottate dalla maggior parte degli operatori. Si mettono così in luce i più rilevanti punti di debolezza delle agenzie di viaggio che, troppo spesso, si sono limitate ad essere anelli terminali, ed essenzialmente passivi, della catena distributiva, rinunciando ad operare in maniera proattiva e a capitalizzare il vantaggio del contatto diretto con il mercato. Lo studio della domanda, l’analisi dei bisogni della clientela, la ricerca di nuovi clienti, la customer satisfaction e la fidelizzazione della clientela acquisita appaiono essere attività sconosciute a molti operatori. Il capitolo sesto affronta queste tematiche nell’ottica delle imprese commerciali del turismo, evidenziando i possibili miglioramenti gestionali che tali imprese sono chiamate ad introdurre. Miglioramenti che richiedono non solo investimenti tecnologici (finalizzati ad esempio ad implementare soluzioni di Customer Relationship Management), ma soprattutto un profondo cambiamento culturale. Scomparse le rendite di posizione, le agenzie devono sforzarsi di ricercare, coltivare, migliorare e mantenere nel corso del tempo i contatti con la clientela, generando relazioni di qualità in un’ottica multicanale: è questa la sfida a cui le moderne imprese della distribuzione turistica sono chiamate. L’analisi procede in parallelo su un duplice piano: fotografa la situazione attuale, descrivendone le determinanti, e delinea il futuro possibile, evidenziando i cambiamenti che le imprese del turismo devono essere affrontare per innalzare la qualità dell’offerta, recuperando autonomia e potere contrattuale all’interno della filiera turistica

    Marketing collaborativo e online value co-creation. L’impresa e la sfida del consumatore produttivo

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    Il tema della co-creazione del valore ha assunto un crescente interesse nell'ambito della ricerca sui temi manageriali, con particolare riguardo a quelli relativi al marketing e all'innovazione di prodotto. Il volume, focalizzandosi sulle forme di co-creazione che possono situarsi nella relazione tra l'impresa e il consumatore finale, sviluppa un'analisi delle dinamiche delle principali forme di online value co-creation e degli aspetti critici ad esse associate, partendo dalle seguenti premesse: - la co-creazione è un fenomeno sempre più visibile sul mercato, dove i consumatori si mostrano crescentemente impegnati nella produzione di contenuti, non solo simbolici e comunicativi, ma spesso anche intrinseci del prodotto, evidenziando la volontà di non essere più relegati al ruolo di recettori "passivi" del valore; - una revisione dell'architettura delle relazioni - necessaria di fronte a una sempre più sfocata distinzione dei ruoli tra produttore e consumatore - impone riflessioni sugli adeguamenti da apportare non solo alle teorie del comportamento del consumatore ma anche alle pratiche manageriali; - lo sviluppo delle tecnologie web 2.0 e la diffusione dei social media hanno creato nuove opportunità di connessione per le imprese, ma anche inedite possibilità di azione e di interazione autonoma per i consumatori che, connessi in reti orizzontali, possono costituire una minaccia per le imprese (esposte al rischio di "dirottamento" del brand) o un'opportunità, in termini di accrescimento del potenziale di innovazione e co-creazione derivante dalla corretta gestione del dialogo online con i consumatori e dalla valorizzazione delle competenze di cui questi sono portatori. Il lavoro, fondendo diversi filoni di ricerca (di cui i più centrali sono quelli relativi alla consumer agency, alla collaborative e open innovation, alle comunità online e neo-tribù di consumo) legge e interpreta, anche alla luce dell'analisi di alcuni significativi casi empirici, le modalità attraverso le quali i consumatori sono coinvolti nei processi di creazione dei brand, delle esperienze ad essi associate, delle strategie di marketing e, talvolta, nello stesso processo di sviluppo di nuovi prodotti, cercando di evidenziare le implicazioni (le sfide manageriali) e i limiti della co-creazione online
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