1,721,121 research outputs found

    Brasilia World Heritage Site

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    Un gesto semplice e simbolico, il segno della croce fatto dagli esploratori alla scoperta di un nuovo territorio come buon auspicio per una nuova e fiorente civilizzazione; con queste parole nella relazione di progetto al concorso per la progettazione della nuova capitale Brasiliana l’architetto e urbanista Lucio Costa spiegava l’idea generatrice della sua proposta. Un gesto si è detto, due assi che si incrociano perpendicolarmente, il maggiore che si inarca per adattarsi alla topografia di una vasta area inabitata ed arida e che disegnano sul terreno un forma simile a quella di un aereo. Era il 1957, in questo modo l’avventura urbanistica più avvincente mai tentata stava per spiccare il volo sulle ali della sagoma disegnata da Costa nel cuore del Brasile. Le capitali sono generalmente legittimate dalla forza politica ed economica di una regione, ma in questo caso non fu così. La nuova capitale di un Brasile moderno che si affacciava con prepotenza sul palcoscenico internazionale dei paesi industrializzati, fu voluta dall’allora presidente Juscelino Kubitschek con lo scopo di attirare lavoratori nell’immenso e arretrato territorio centrale spostandoli dalle grandi agglomerazioni della costa

    The National Assembly for Wales Richard Rogers Partnership, Cardiff, Galles

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    L’edificio dell’assemblea nazionale del Galles si affaccia sulla Cardiff Bay discretamente, proponendosi come parte integrante del tessuto urbano nonostante l’alta sicurezza richiesta dalla sua funzione di contenitore del potere politico locale. Ciò che infatti più colpisce di quest’opera di Richard Rogers è la capacità di far parte del progetto di riqualificazione dell’area portuale della città rimanendo soltanto uno dei tanti tasselli che compongono l’intero puzzle del progetto. Un felice inserimento nel waterfront gallese, dovuto ad un design calibrato e sensibile, lascia lo spettatore spaesato, come se in realtà non si trovasse di fronte ad un edificio governativo che ospita un parlamento (solitamente luoghi protetti nascosti alla vista del “comune” cittadino) ma ad un edificio completamente aperto al pubblico

    Una pelle pneumatica adattabile Sperimentazione di strutture pneumatiche nella periferia di Teheran

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    La continua volubilità dell’aria che plasma strutture costituite da materiali innovativi è alla base di una interessante ricerca sull’utilizzo di oggetti pneumatici in architettura sviluppata presso la prestigiosa Architectural Association School di Londra in occasione di una tesi di laurea. Il presupposto dell’intero lavoro è stata la rifl essione che strutture gonfi abili spesso vengono utilizzate in natura sia per scopi strutturali che adattativi da diversi organismi

    Rifugio II: Il ciclo della vita in un edificio

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    Wim Goes: il ciclo della malattia, il ciclo della vita, la nascita dell’idea progettuale in primavera, la realizzazione durante una serena estate, il lungo autunno di progressivo avanzamento della malattia e l’inverno della vita, la fine dell’esistenza e il seguente riciclo di tutti i materiali utilizzati, fino al ripristino dell’autorimessa. Il delicato lavoro progettuale descritto in queste poche pagine è basato proprio su questa metafora tra architettura e vita, come se in fondo i materiali che le compongono fossero i medesimi, terra, paglia, acqua, sabbia, cenere, che ciclicamente “danno vita” sia a costruzioni che a organismi biologici

    Casa Mingo a Sant Martí de Tous in Spagna. Il progetto di Vicente Sarrablo e Jaume Colom

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    Casa Mingo è la prima realizzazione a carattere non temporaneo e dimostra la grande varietà di applicazioni rese possibili dall’impiego del tessuto ceramico, nonché nuove soluzioni architettoniche maggiormente sostenibili

    Un percorso archeologico ipogeo per il Rione Terra a Pozzuoli Il restauro realizzato da Gnosis Architettura

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    Affascinante per estensione e qualità dei manufatti, il percorso archeologico oggetto di questo restauro realizzato dallo studio Gnosis Architettura interessa la zona a est del Tempio di Augusto e riguarda parte dell’antica città di Puteoli. I vincoli progettuali erano pertanto costituiti dai rilievi approssimati dell’area, dagli scavi archeologici in progress, dai dubbi sul criterio del restauro delle preesistenze, dallo stato precario degli ambienti, dalla notevole aggressività degli agenti naturali e dai segni confusi di memorie e interventi pregressi. Il progetto di allestimento ha creato un percorso di nuove strutture tali da non alterare le preesistenze ne sottoporle ad alcuna forma di sovra-usura. Il percorso, ricalcato in parte sull’antico lastrico, è stato completato con passerelle sospese in grado di oltrepassare modesti salti di quota o grosse lacune dei basoli

    Una frattura sostenibile nel paesaggio. Il nuovo campus dell’Università Femminile di Ewha, Seoul Dominique Perrault Architects

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    È una profonda fenditura nel terreno ad ospitare il nuovo campus dell’Università di Ewha a Seoul, progettato dallo studio francese Dominique Perrault Architects. La struttura, che è stata completata nel maggio del 2008 e attualmente ospita oltre 20.000 studenti, include spazi per lo studio e le attività sportive, un cinema, diversi uffici e un’autorimessa interrata. L’idea di realizzare un’università sotterranea è nata dal desiderio di preservare l’ampio spazio verde preesistente nel centro del campus universitario

    Gamla riksarkivet Recupero e riutilizzo del vecchio Archivio Nazionale di Stoccolma AIX Architekten*

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    Riuscire a riutilizzare un edificio di centoventi anni, costruito all’epoca per adattarsi appieno all’attività a cui era stato destinato e che negli ultimi quindici anni è rimasto abbandonato, è stata per i progettisti AIX Architekten di Stoccolma una affascinante sfida. L’edificio, rimasto inalterato nel tempo, è unico per la funzionalità della sua iniziale destinazione d’uso come Archivio Nazionale. È stato inaugurato nel 1891, e nella sua progettazione si è privilegiato l’utilizzo di nuovi materiali e di nuove tecnologie per l’epoca, come le travi in ferro e il calcestruzzo che hanno assicurato una protezione antincendio, requisito fonamentale data la sua funzione di contenitore di documenti cartacei. Si tratta di un edificio decisamente rivoluzionario e innovativo per l’epoca: gli interni arredati in maniera spartana e funzionale con solai leggeri,presentano impianti di riscaldamento e ascensori all’avanguardia per quel periodo; inoltre furono progettati un ingegnoso sistema di circolazione d’acqua con radiatori a colonna per portare il calore nelle stanze e montacarichi azionati manualmente per i libri e ascensori elettrici

    I colori della tecnologia: il museo Brandhorst di Sauerbruch Hutton

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    Il Brandhorst Museum di Monaco, in Germania, rappresenta probabilmente ad oggi la più brillante opera dello studio berlinese fondato nel 1989 da Louisa Hutton e Matthias Sauerbruch che attualmente ospita novanta collaboratori impegnati in diversi progetti in tutta Europa. Sauerbruch Hutton hanno richiamato l’attenzione della critica internazionale per l’impegno in soluzioni architettoniche e urbanistiche sostenibili che hanno tradotto spesso in spazi sinuosi e sofisticate facciate come nel caso dell’edificio GSW di Berlino 1999 o la sede del Ministero dell’ambiente a Dessau (2005) ritenuti ormai casi studio di design sostenibile per ambienti di lavoro. Il museo Brandhorst ospita una considerevole collezione privata di opere d’arte del Ventesimo secolo e contemporanee e l’edificio si presenta come un unico corpo allungato che in realtà è composto da tre volumi interconnessi. La sua testata marca l’angolo nord-ovest del quartiere dei musei di Monaco e crea un collegamento con il quartiere limitrofo di Schwabing. L’architettura del museo è stata concepita al fine di creare le condizioni di illuminazione naturale ideali per un ambiente espositivo, ma al tempo stesso attraverso l’incredibile dinamicità del suo rivestimento rivendica con vigore l’energica e dirompente forza in continua trasformazione dell’arte contemporanea

    Equilibri naturali. Le Cabañas Morerava sull’Isola di Pasqua, AATA Arquitectos, Cile

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    Progettare un residence per turisti in un ambiente delicato e sensibile a ogni alterazione come l’Isola di Pasqua rappresenterebbe per qualunque designer una sfida dal fascino irresistibile. In questo fazzoletto di terra gettato nel bel mezzo del Pacifico, dove solo intrepidi polinesiani avevano avuto il coraggio di spingersi sfidando l’Oceano (tra tutte le civiltà scomparse a questo modo, quella della antica società polinesiana dell’Isola di Pasqua rimane insuperata per mistero e isolamento) non deve essere stato facile per AATA Arquitectos calibrare le scelte progettuali nel rispetto del contesto
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