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Brasilia World Heritage Site
Un gesto semplice e simbolico, il segno della croce fatto dagli esploratori alla scoperta di un nuovo territorio come buon auspicio per una nuova e fiorente civilizzazione; con queste parole nella relazione di progetto al concorso per la progettazione della nuova capitale Brasiliana l’architetto e urbanista Lucio Costa spiegava l’idea generatrice della sua proposta. Un gesto si è detto, due assi che si incrociano perpendicolarmente, il maggiore che si inarca per adattarsi alla topografia di una vasta area inabitata ed arida e che disegnano sul terreno un forma simile a quella di un aereo. Era il 1957, in questo modo l’avventura urbanistica più avvincente mai tentata stava per spiccare il volo sulle ali della sagoma disegnata da Costa nel cuore del Brasile.
Le capitali sono generalmente legittimate dalla forza politica ed economica di una regione, ma in questo caso non fu così. La nuova capitale di un Brasile moderno che si affacciava con prepotenza sul palcoscenico internazionale dei paesi industrializzati, fu voluta dall’allora presidente Juscelino Kubitschek con lo scopo di attirare lavoratori nell’immenso e arretrato territorio centrale spostandoli dalle grandi agglomerazioni della costa
The National Assembly for Wales Richard Rogers Partnership, Cardiff, Galles
L’edificio dell’assemblea nazionale del Galles
si affaccia sulla Cardiff Bay discretamente,
proponendosi come parte integrante del tessuto
urbano nonostante l’alta sicurezza richiesta dalla sua
funzione di contenitore del potere politico locale.
Ciò che infatti più colpisce di quest’opera di
Richard Rogers è la capacità di far parte del
progetto di riqualificazione dell’area portuale della
città rimanendo soltanto uno dei tanti tasselli che
compongono l’intero puzzle del progetto. Un felice
inserimento nel waterfront gallese, dovuto ad un
design calibrato e sensibile, lascia lo spettatore
spaesato, come se in realtà non si trovasse di
fronte ad un edificio governativo che ospita un
parlamento (solitamente luoghi protetti nascosti
alla vista del “comune” cittadino) ma ad un edificio
completamente aperto al pubblico
Una pelle pneumatica adattabile Sperimentazione di strutture pneumatiche nella periferia di Teheran
La continua volubilità dell’aria che plasma strutture
costituite da materiali innovativi è alla base di una
interessante ricerca sull’utilizzo di oggetti pneumatici
in architettura sviluppata presso la prestigiosa
Architectural Association School di Londra in occasione
di una tesi di laurea.
Il presupposto dell’intero lavoro è stata la rifl essione
che strutture gonfi abili spesso vengono utilizzate in
natura sia per scopi strutturali che adattativi da diversi
organismi
Rifugio II: Il ciclo della vita in un edificio
Wim Goes: il ciclo della malattia, il ciclo della vita, la nascita dell’idea progettuale in primavera, la realizzazione durante una serena estate, il lungo autunno di progressivo avanzamento della malattia e l’inverno della vita, la fine dell’esistenza e il seguente riciclo di tutti i materiali utilizzati, fino al ripristino dell’autorimessa. Il delicato lavoro progettuale descritto in queste
poche pagine è basato proprio su questa metafora tra architettura e vita, come se in fondo i materiali che le compongono fossero i medesimi, terra, paglia, acqua, sabbia, cenere, che ciclicamente “danno vita” sia a costruzioni che a organismi biologici
Casa Mingo a Sant Martí de Tous in Spagna. Il progetto di Vicente Sarrablo e Jaume Colom
Casa Mingo è la prima realizzazione a carattere non temporaneo e
dimostra la grande varietà di applicazioni rese possibili dall’impiego
del tessuto ceramico, nonché nuove soluzioni architettoniche
maggiormente sostenibili
Un percorso archeologico ipogeo per il Rione Terra a Pozzuoli Il restauro realizzato da Gnosis Architettura
Affascinante per estensione e qualità dei manufatti, il percorso archeologico oggetto di questo restauro realizzato dallo studio Gnosis Architettura interessa la zona a est del Tempio di Augusto e riguarda parte dell’antica città di Puteoli.
I vincoli progettuali erano pertanto costituiti dai rilievi approssimati dell’area, dagli scavi archeologici in progress,
dai dubbi sul criterio del restauro delle preesistenze, dallo
stato precario degli ambienti, dalla notevole aggressività degli
agenti naturali e dai segni confusi di memorie e interventi
pregressi.
Il progetto di allestimento ha creato un percorso di nuove
strutture tali da non alterare le preesistenze ne sottoporle ad
alcuna forma di sovra-usura.
Il percorso, ricalcato in parte sull’antico lastrico, è stato
completato con passerelle sospese in grado di oltrepassare
modesti salti di quota o grosse lacune dei basoli
Una frattura sostenibile nel paesaggio. Il nuovo campus dell’Università Femminile di Ewha, Seoul Dominique Perrault Architects
È una profonda fenditura nel terreno ad ospitare
il nuovo campus dell’Università di Ewha a Seoul,
progettato dallo studio francese Dominique Perrault
Architects.
La struttura, che è stata completata nel maggio del
2008 e attualmente ospita oltre 20.000 studenti,
include spazi per lo studio e le attività sportive, un
cinema, diversi uffici e un’autorimessa interrata.
L’idea di realizzare un’università sotterranea è nata
dal desiderio di preservare l’ampio spazio verde
preesistente nel centro del campus universitario
Gamla riksarkivet Recupero e riutilizzo del vecchio Archivio Nazionale di Stoccolma AIX Architekten*
Riuscire a riutilizzare un edificio di centoventi anni, costruito all’epoca per adattarsi appieno all’attività a cui era stato destinato e che negli ultimi quindici anni è rimasto abbandonato, è stata per i progettisti AIX Architekten di Stoccolma una affascinante sfida.
L’edificio, rimasto inalterato nel tempo, è unico per la funzionalità della sua iniziale destinazione d’uso come Archivio Nazionale. È stato inaugurato nel 1891, e nella sua progettazione si è privilegiato l’utilizzo di nuovi materiali e di nuove tecnologie
per l’epoca, come le travi in ferro e il calcestruzzo che hanno assicurato una protezione antincendio, requisito fonamentale data la sua funzione di contenitore di documenti cartacei.
Si tratta di un edificio decisamente rivoluzionario e innovativo per l’epoca: gli interni arredati in maniera spartana e funzionale con solai leggeri,presentano impianti di riscaldamento e ascensori
all’avanguardia per quel periodo; inoltre furono progettati un ingegnoso sistema di circolazione d’acqua con radiatori a colonna per portare il calore nelle stanze e montacarichi azionati manualmente per i libri e ascensori elettrici
I colori della tecnologia: il museo Brandhorst di Sauerbruch Hutton
Il Brandhorst Museum di Monaco, in Germania, rappresenta probabilmente ad oggi la più brillante opera dello studio berlinese fondato nel 1989 da Louisa Hutton e Matthias Sauerbruch che attualmente ospita novanta collaboratori impegnati in
diversi progetti in tutta Europa.
Sauerbruch Hutton hanno richiamato l’attenzione della critica internazionale per l’impegno in soluzioni architettoniche e urbanistiche sostenibili che hanno tradotto spesso in spazi sinuosi e sofisticate facciate come nel caso dell’edificio GSW di Berlino 1999 o la sede del Ministero dell’ambiente a Dessau (2005) ritenuti ormai casi studio di design sostenibile per ambienti di lavoro.
Il museo Brandhorst ospita una considerevole collezione privata di opere d’arte del Ventesimo secolo e contemporanee e l’edificio si presenta come un unico corpo allungato che in realtà
è composto da tre volumi interconnessi.
La sua testata marca l’angolo nord-ovest del quartiere dei musei di Monaco e crea un collegamento con il quartiere limitrofo
di Schwabing. L’architettura del museo è stata concepita al fine di creare le condizioni di illuminazione naturale ideali per un ambiente espositivo, ma al tempo stesso attraverso l’incredibile dinamicità del suo rivestimento rivendica con vigore l’energica e dirompente forza in continua trasformazione dell’arte contemporanea
Equilibri naturali. Le Cabañas Morerava sull’Isola di Pasqua, AATA Arquitectos, Cile
Progettare un residence per turisti in un ambiente delicato e sensibile a ogni alterazione come l’Isola di Pasqua rappresenterebbe per qualunque designer una sfida dal fascino irresistibile.
In questo fazzoletto di terra gettato nel bel mezzo
del Pacifico, dove solo intrepidi polinesiani avevano
avuto il coraggio di spingersi sfidando l’Oceano (tra
tutte le civiltà scomparse a questo modo, quella della
antica società polinesiana dell’Isola di Pasqua rimane
insuperata per mistero e isolamento) non deve essere stato facile per AATA Arquitectos calibrare le scelte progettuali nel rispetto del contesto
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