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    3 aprile 1900. L'Aventino di Zanardelli

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    Questo lavoro trae spunto da un episodio della vita parlamentare italiana dell’inizio del secolo scorso, che ebbe per protagonista Giuseppe Zanardelli, anziano e prestigioso rappresentante della Sinistra liberale. Il 3 aprile del 1900, alla Camera, era posto all’ordine del giorno il voto sulle modificazioni al regolamento dell’Assemblea. La votazione, per alzata e seduta e senza discussione, era in aperta offesa alle vigenti disposizioni regolamentari. L’onorevole Zanardelli, a nome dell’opposizione, dopo una esplicita dichiarazione di dissenso in cui denunciava il sopruso della maggioranza, abbandonò l’aula per non legittimare, nemmeno con la complicità della propria presenza, la violazione alle guarentigie statutarie che la maggioranza stava per compiere approvando quelle modifiche. Quel gesto segnò idealmente lo spartiacque fra due epoche della storia d’Italia. Il tramonto del governo Pelloux e di un modello autoritario fondato sulla accentuazione dei poteri dell’esecutivo e della pubblica amministrazione, e l’avvio, con il nuovo governo Zanardelli-Giolitti, di un modello parlamentare e democratico fondato su un sistema di mediazione degli interessi organizzati e sulla gestione dei provvedimenti di legislazione sociale. In una parola, il passaggio dal liberalismo risorgimentale a quello democratico
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