1,721,164 research outputs found

    State of the art and future trends of European and Italian aquaculture.

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    This paper describes the main features of fish aquaculture in Europe and Italy focusing attention on single sectors of the farmed species and their trend for the future. Over recent years, European and Italian aquaculture have shown a markedly different trend from that of world aquatic production. Asia, particularly China, has recorded a constant and rapid growth and Latin America a moderate development. Nowadays, European farmers are concerned with adapting their product to market demand and diversifying the fish species reared. After a discussion about the main European production statistics regarding finfish aquaculture production, we consider the most important aspects in the promotion of production and consequent consumption of farmed fish

    Thoughts and emotions about jews

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    In rapporto al perdurare di atteggiamenti antisemiti nelole società europee, questo studio approfondisce i contenuti della percezione sociale degli ebrei. Esso mette a fuoco le idee/pensieri liberamente evocati e le emozioni nei confronti di differenti sottocategorie di ebrei (in Italia, nella Shoah, in Israele) Stimoli fotografici differenziati e misure di reazioni emozionali sono stati sottoposti ad una popolazione di giovani e adulti italiani. I risultati discussi in riferimento al modello del contenuto degli stereotipi ed alla teoria della differenziazione degli stereitipi mostrano che, mentre Ebrei in Italia evoca un’immagine tendenzialmente positiva ed articolata, soprattutto indicativa di pregiudizio di ammirazione; lo stimolo Ebrei nella Shoah suscita invece una percezione ambivalente di tipo paternalistico, mediamente articolata. Infine, verso Ebrei in Israele prevale una percezione ambivalente che rimanda ad un pregiudizio di invidia e che risulta la meno articolata

    Delegittimazione degli Ebrei nella stampa fascista del 1938

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    Scopo di questo studio è di cogliere le peculiarità della propaganda antiebraica veicolata nel 1938 dal Corriere Padano. Tramite analisi di archivio, ed in riferimento agli studi sulla delegittimazione di Bar-Tal (2000), alla tassonomia di pregiudizio di Glick e Fiske (2001) ed a numerosi contributi in ambito storico, esso si propone di rileva-re, sia le credenze delegittimanti a proposito degli Ebrei, sia le tipologie di pregiudizio e di antisemitismo in esse rintracciabili. L’analisi del contenuto sui 172 articoli selezionati, oltre a confermare la validità delle credenze individuate da Bar-Tal, ha messo in luce ul-teriori credenze di natura dinamica. I principali risultati mostrano l’impiego marcato di credenze che incrementano la distanza dall’outgroup, il prevalere di forme di pregiudizio di invidia e di antisemitismo politico e nazionale

    Atteggiamenti, credenze e sentimenti di colpa collettiva verso gli Ebrei

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    In rapporto al perdurare nelle società europee di fenomeni di antisemitismo, questo studio ha verificato quanto la salienza di tre sottocategorie di Ebrei, impiegate come prime, influenza atteggiamenti, credenze, giudizi e sentimenti di colpa collettiva nei confronti della categoria generale. A tale fine, abbiamo esplorato come 248 giovani e adulti italiani aderiscono a tali costrutti, come questi si articolano in funzione delle sottocategorie e la validità convergente delle misure impiegate. I risultati, oltre a sostenere la validità e l’attendibilità delle misure, mostrano che verso gli Ebrei è maggiormente espresso pregiudizio sottile che antisemitismo, si rilevano livelli contenuti di essenzialismo e di giudizi stereotipici positivi e sono moderatamente sperimentati sentimenti di colpa collettiva. E’ la salienza delle sottocategorie “Ebrei nella Shoah” ed “in Italia”, piuttosto che quella di “Ebrei in Israele”, che fa emergere atteggiamenti più positivi verso la categoria generale. Le evidenze ottenute se contribuiscono a precisare il rapporto fra antisemitismo, pregiudizio sottile ed essenzialismo, forniscono plausibile sostegno ai contenuti che specificano il pregiudizio antiebraico contemporaneo

    Qualità delle relazioni fra insegnanti e studenti in differenti contesti scolastici

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    L'interazione fra insegnanti e studenti è stata in complesso scarsamente studiata nella prospettiva degli insegnanti. Scopo di questa ricerca è pertanto di indagare alcuni aspetti della relazione fra insegnanti e studenti nella prospettiva dei primi. Tramite un approccio concettuale innovativo abbiamo verificato, come la percezione, le valutazioni e le condotte verso gli studenti, manifestate dagli insegnanti si organizzino in riferimento a criteri indicativi di connessione/inclusione (livello interpersonale) vs. distanza/esclusione (livello intergruppi) ed in che modo tali percezioni e valutazioni influenzano le condotte degli insegnanti nei confronti degli studenti

    State of the art of Italian aquaculture.

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    This paper describes the main features of fish aquaculture in Italy focalizing the attention to the single sectors of the farmed species and their trend for the future. According to aquaculture production statistics published by FEAP (2007), Italy is the fifth largest fish producer in the European Union having a total quantity for 2006 estimated around 60,000 t. This data is exclusively referred to rainbow trout (Oncorhynchus mykiss), seabream (Sparus aurata), seabass (Dicentrarchus labrax) and European eel (Anguilla anguilla) but even if we consider the total aquaculture production elaborated by ISMEA (2006) through year 2005 including sturgeons, carps, striped bass, catfish and ornamental fish, Italy ranks fourth with 69,100 t after Norway (655,364 t), Great Britain (141,793 t) and Greece (83,600 t). Over the last 15 years, Italian finfish production has known a decrease related to all the species mainly reared (trout, eel, carps, catfish) except for the eurhyaline species that have had an important expansion. With the developments of mariculture techniques, first with floating cages in sheltered area, and later with submersible cages in open sea area, product coming from offshore facilities became more than half of the total Italian production. Today offshore farms that produce seabass and seabream along the Italian coast are more than 30, mainly in central and south Regions: Liguria (2), Tuscany (1), Latium (3), Campania (3), Calabria (7), Puglia (5), Veneto (1), Sardinia (6) and Sicily (3)

    Aspetti relativi all’inclusione-esclusione degli animali dalla comunità degli umani

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    Nonostante molte tipologie di animali condividano con gli umani il medesimo mondo fisico, è però assai raro che questi ultimi applichino loro le stesse considerazioni di equità che riser-vano generalmente ai loro simili. In proposito è stato dimostrato (Opotov, 1993) che le diver-se credenze condivise dagli umani nei confronti degli animali costituiscono elementi decisivi nell’elaborazione di orientamenti rivolti all’inclusione o all’esclusione dalla comunità morale. Un esempio di tali orientamenti è ad esempio rintracciabile nei due sistemi strutturati di cre-denze individuati in alcuni studi recenti (Battaglia, 1993; Ravenna et al. 1996; Ravenna et al. 1998): mentre quello che possiamo definire “inclusivo” si centra sulla “dignità dell’animale”, valorizza la responsabilità e la sensibilità umane nei confronti degli animali e riconosce l’affinità psicologica; quello “di esclusione” concettualizza invece questi ultimi come “oggetti d’uso”, come esseri inferiori (sui quali ad esempio è lecito svolgere sperimentazioni scientifi-che) che possono essere sfruttati a proprio vantaggio e la convivenza con i quali rappresenta più un onere che un piacere. La maggior condivisione del primo sistema di credenze non è tuttavia di per sè indicativa di atteggiamenti di inclusione rivolti a tutte le specie animali (Driscoll, 1992; Kellert, 1993; Plous, 1993; Opotov, 1990 e 1993) ma si ritiene riguardi in modo particolare quelle percepite come più prossimali. A partire da queste evidenze ci interessava verificare prima di tutto se tali orientamenti, una volta strutturati, risultino stabili nel tempo, ed in secondo luogo precisare le tipologie di ani-mali oggetto di inclusione o di esclusione. A tal fine abbiamo predisposto due studi: il primo indaga le credenze condivise nei confronti degli animali in soggetti di diversa età (132 prea-dolescenti e 204 loro genitori) ed i tipi di animali da essi percepiti come più vicini o distali; il secondo (oltre ad esplorare anch’esso quest’ultimo aspetto, tramite una diversa tecnica d’indagine) rivolto a una popolazione di giovani adulti (173 studenti universitari) analizza gli atteggiamenti di responsabilità personale nei confronti di vari tipi di animali in difficoltà, così come i giudizi di gravità a proposito di condotte crudeli intraprese da alcuni attori sociali. Questi studi sono stati realizzati tramite due questionari autosomministrati appositamente predisposti. Ai soggetti del primo è stato chiesto di valutare il grado di accordo nei confronti di 20 credenze relative agli animali (riconducibili a cinque dimensioni di significato) e suc-cessivamente di indicare, in ordine di intensità, 7 animali da cui si sentono maggiormente at-tratti e altrettanti da cui si sentono impauriti. Ai soggetti del secondo studio è stato invece chiesto di valutare il loro grado di vicinanza a 13 tipi di animali, di indicare quanto si sentono in dovere di intervenire in rapporto a tre ipotetici scenari di animali in difficoltà, quanto giu-dicano grave il comportamento di chi maltratta alcuni animali target ed in che modo essi rea-girebbero se ne fossero spettatori. Tali studi hanno impiegato gli stessi item per misurare la familiarità e l’orientamento affettivo verso gli animali, e le condotte di tutela eventualmente intraprese (utilizzati come variabili indipendenti). I risultati ottenuti, discussi in rapporto sia ai fenomeni di esclusione morale studiati da Opo-tov (1990, 1993) che agli studi sulla responsabilità (Zamperini, 1998), confermano che le concezioni “inclusive”, in linea con precedenti indagini (Ravenna et al. 1996), appaiono le più condivise. Il primo studio ha tuttavia evidenziato che mentre i preadolescenti enfatizzano maggiormente il legame di vicinanza e di interdipendenza fra umani e animali (ma colgono anche un nesso fra animali e psicopatologia, evidenziando perciò una certa ambivalenza), i lo-ro genitori aderiscono invece maggiormente ad una concezione negativo-strumentale che concettualizza l’animale come pericolo e oggetto d’uso. Pur riscontrandosi notevole omogeneità tra genitori e figli nell’indicazione dei tipi di animali che attraggono (prima il cane, poi il gatto per entrambi, seguito dal cavallo nel caso dei geni-tori e dai “piccoli domestici” fra i figli, seguiti a loro volta nel caso di entrambi dai mammife-ri terrestri) maggiori differenze fra i due gruppi si rilevano nel caso di quelli che impaurisco-no: se i ragazzi indicano in modo univoco mammiferi e “pesci feroci”, le paure dei loro geni-tori risultano maggiormente diversificate: prima di tutto sono citati i rettili, poi i mammiferi e i “pesci feroci” ed infine gli insetti. In quanto al grado di vicinanza nei confronti di 13 tipologie di animali, il secondo studio ha rilevato analogie e differenze rispetto al primo: il cane, il gatto e il delfino sono quelli ritenuti più vicini mentre i serpenti, ed un po’ inaspettatamente le galline, sono invece quelli conside-rati più distali. Il dovere di intervenire di fronte ad animali in difficoltà si diversifica notevolmente così come i giudizi di gravità in rapporto al tipo di animale target in linea con quanto rilevato a proposito della percezione di vicinanza/distanza

    Percezione sociale di differenti categorie di ebrei

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    In rapporto al perdurare di atteggiamenti antisemiti nelle società europee, questo studio approfondisce, con un approccio psicosociale, i contenuti della percezione sociale degli Ebrei. Tramite una procedura classica di confronto sociale ingroup/outgroup, lo studio mette a fuoco le idee/pensieri liberamente evocati e le emozioni nei confronti degli Ebrei presentati come minoranza attiva (in Italia), vittima (nella Shoah) e come minoranza che si è fatta maggioranza (in Israele). Stimoli fotografici differenziati in base a tre scenari e misure di reazioni emozionali sono state sottoposti ad una popolazione di giovani ed adulti. I risultati, discussi in riferimento alla teoria della differenziazione degli stereotipi e agli studi sull’influenza delle minoranze, mostrano che, mentre Ebrei in Italia evoca un’immagine articolata e tendenzialmente positiva, quella riferita ad Ebrei nella Shoah risulta meno articolata ed altamente ambivalente. Ancor meno articolata e moderatamen-te ambivalente è risultata poi la rappresentazione dello stimolo Ebrei in Israele
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