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Il giovane Tintoretto
Curatela scientifica, insieme a Roberta Battaglia e Paola Marini, della mostra "Il giovane Tintoretto" (Venezia, Gallerie dell'Accademia, 6 settembre 2018 - 6 gennaio 2019). La mostra ha fatto parte delle iniziative del comitato internazionale "Tintoretto 500" per la celebrazione del quinto centenario della nascita di Jacopo Tintoretto. Ha presentato e discusso oltre 60 opere (dipinti, disegni, sculture, cinquecentine) suddivise in quattro sezioni dedicate rispettivamente alla Venezia del doge Gritti, ai toscani a Venezia, agli esordi di Jacopo Tintoretto, e all'affermazione sulla scena veneziana con il "Miracolo dello schiavo". Vi figuravano, oltre a Tiziano, Vasari, Salviati, Jacopo Bassano, Sansovino e Michelangelo
Per la dimensione europea del Rinascimento veneto in pittura. Il caso di Paris Bordon
Il contributo esamina la questione dei viaggi e delle committenze europee di Paris Bordon (Treviso, 1500 - Venezia 1571) a partire dalla testimonianza del medaglione biografico inserito nelle "Vite" di Giorgio Vasari ridiscusso a partire dall'esame dei documenti sul pittore. Affronta in primo luogo la questione dei soggiorni nella Milano spagnola e del rapporto con Carlo da Rho, prospettando un diverso assetto della produzione legata al committente. Discute poi il dibattuto tema del viaggio alla corte francese che nell'attuale prospettiva critica si colloca negli anni tardi, di contro alle informazioni fornite da Vasari, che le aveva acquisite dal pittore stesso durante il soggiorno veneziano del 1566. A partire dalla riconsiderazione della peculiarità dei caratteri di un gruppo di opere profane ascrivibili agli anni quaranta, e ben descritte nelle lettere di Pietro Aretino, diviene possibile riprospettare l'ipotesi di una presenza precoce del pittore a Fontainebleau, sorretta anche da alcuni indizi storici. Da questo riassetto assume maggiore autonomia e originalità il quadro da stanza di soggetto profano e d'ispirazione all'antica, tipico del pittore che nella letteratura è stato spesso letto in dipendenza dell'esempio di Tiziano
Prefazione a "Tintoretto e l'architettura"
Il testo ha come coautore Howard Burns e introduce gli esiti di un lavoro di ricerca condotto presso l'Università di Padova in collaborazione con la Scuola grande di San Rocco. La ricerca nasce dalla collaborazione tra storici dell'arte, storici dell'architettura e ingegneri che si occupano della restituzione grafica delle architetture
Esordio del Tintoretto. Premessa e schede scientifiche delle opere
Il testo e le schede affrontano la ridefinizione dei problemi della formazione e del catalogo di Jacopo Tintoretto
Osservazioni sul percorso del giovane Tintoretto
La prima parte del saggio ricostruisce la questione storiografica e critica inerente la formazione di Jacopo Tintoretto, analizzando gli studi e le esposizioni dedicate al tema tra il 1937 e il 2007 con l'obiettivo di evidenziarne i tratti emergenti e le criticità. Segue la discussione dei dati storici e delle fonti disponibili, a partire dai quali si è tentato di ripercorrere le prime esperienze del pittore, le sue relazioni con la committenza, il rapporto con i colleghi veneziani e con i pittori tosco-romani presenti a Venezia al principio degli anni quaranta del Cinquecento. Si è riesaminato il dialogo con i letterati e gli artisti che fanno capo alla così detta accademia di Francesco Marcolini. Di particolare utilità è risultata la riflessione sul "Cristo tra i dottori" del Museo del Duomo di Milano, restaurato per l’occasione, che ha permesso di prospettare una nuova proposta di assetto del percorso dell'artista negli anni quaranta. Tra le ipotesi formulate per la restituzione del catalogo del pittore che in tempi recenti ha subito discusse contrazioni, vi è il recupero di alcuni dipinti e di un disegno poco noto. Il saggio va inteso in stretta relazione con le schede dedicate alle opere della seconda sezione dell’esposizione (pp. 148-149, 156-189) dedicata al giovane Tintoretto di cui l’autrice è stata curatrice assieme a Roberta Battaglia e Paola Marini. Mostra e volume sono articolati in quattro sezioni (1. Venezia negli anni del doge Gritti, 2. I toscani a Venezia, 3. Esordio del Tintoretto, 4. L’affermazione sulla scena veneziana).
L’iniziativa ha fatto parte delle manifestazioni del quinto centenario della nascita di Tintoretto promosso dal comitato "Tintoretto '500", coordinato da Gabriella Belli della Fondazione Musei Civici di Venezia e dalla National Gallery of Art di Washington. Al catalogo hanno collaborato, oltre alle tre curatrici, Paolo Procaccioli (Università della Tuscia), Luciano Pezzolo (Università di Venezia), Robert Echols, studioso indipendente e Frederick Ilchman, curatore dell' arte europea del Museum of Fine Arts di Boston
Hans Tietze (1880-1954) ed Erika Tietze-Conrat (1883-1958): lo studio del disegno veneziano.
Il saggio si sviluppa a partire da un contributo offerto per il convegno sul tema dei conoscitori tedeschi tra Otto e Novecento promosso dal Kunsthistorisches Institut di Firenze in collaborazione con il Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo dell’Università di Firenze (SAGAS) e con la Fondazione di Studi di Storia dell’arte Roberto Longhi, e coordinato da Francesco Caglioti, Andrea De Marchi e Alessandro Nova. Il testo ricostruisce le circostanze della nascita del volume di Hans e Erika Tietze, seminale per gli studi sul disegno veneziano del Rinascimento e ne analizza i principi ispiratori in rapporto allo stato degli studi dell'epoca. Attraverso l’esame di una serie di casi di studio fornisce un inquadramento degli orientamenti di metodo dei due conoscitori mettendo in evidenza punti di forza e aspetti problematici
La "Madonnina" del cardinal Bibbiena
Il contributo discute la paternità della "Petite Sainte Famille" e della sua coperta, due opere oggi al Louvre alla luce dei dati di committenza e di provenienza, ne individua i modelli figurativi, inserendola nel quadro dei problemi inerenti la produzione di Raffaello e della sua bottega
Sul carteggio Aretino-Michelangelo
Il saggio figura in un volume della collana "Studi e ricerche per l’Edizione Nazionale delle opere di Pietro Aretino dedicato alla parola “artistica” del poligrafo e al suo rapporto con il mondo degli artisti che raccoglie contributi di storici, storici della letteratura e storici dell’arte.
Il testo affronta il rapporto di Aretino con Michelangelo, ripercorrendone le asimmetriche testimonianze e le evidenti ambiguità alla luce degli importanti sviluppi prodottisi negli studi storici e letterari sulla figura dello scrittore nell’ultimo ventennio. Vengono esaminate le circostanze del crescente omaggio all’artista costruito da Aretino attorno al 1537-1538 e quelle del famigerato attacco del 1545 al "Giudizio finale", discutendole in rapporto agli orientamenti di gusto, alle strategie di autopromozione del letterato e alle relazioni intrattenute negli stessi anni con gli altri artisti veneziani e toscani
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