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Il ruolo del codice verbale subsimbolico nello sviluppo della relazione paziente-terapeuta: analisi empirica della bidirezionalità e ricorsività
In questo lavoro viene presentata una metodologia di analisi del processo psicoterapeutico che, traendo ispirazione dai lavori di Wilma Bucci, vuole approfondire il ruolo di un codice verbale subsimbolico che sia integrabile all’interno del Processo Referenziale. Dopo una descrizione dell’impianto metodologico, nel lavoro vengono prese in considerazione delle sedute appartenenti a diversi percorsi di psicoterapia dinamica, analizzandone le caratteristiche e suggerendo, sulla base dei dati ricavati, come la qualità dello scambio tra paziente e terapeuta sia condizionata dalla bidirezionalità e dalla ricorsività del codice verbale subsimbolico individuato. Questi risultati vengono interpretati alla luce dei costrutti psicodinamici che rendono conto della qualità della relazione terapeutica
Analisi empirica dell'influenzamento reciproco tra paziente e terapeuta. Il linguaggio dei contenuti ed il linguaggio delle emozioni
Obiettivi: Scopo di questo lavoro é di analizzare i processi presenti nella relazione paziente / terapeuta, considerandone gli aspetti verbali e non verbali. L’obiettivo generale è di verificare quanto gli aspetti non verbali della comunicazione siano in relazione con la presenza di un clima relazionale favorevole al processo terapeutico.
Metodi: Sono state analizzate tre sedute appartenenti a due psicoterapie dinamiche brevi. Per valutare l’esito delle psicoterapie è stata considerata la remissione del sintomo ed applicata la metodologia di rilevazione del CCRT. Per valutare l’alleanza terapeutica si è utilizzato l’IVAT, mentre per rilevare l’andamento del processo terapeutico si è utilizzata l’Attività Referenziale proposta dalla Bucci e l’analisi di un aspetto paraverbale (velocità di eloquio) di paziente e terapeuta.
I dati ottenuti, oltre ad una valutazione qualitativa, sono stati sottoposti ad una correlazione di Spearman.
Risultati: Si è rilevata la presenza di correlazioni statisticamente significative tra le velocità di eloquio di paziente e terapeuta. Si è riscontrato che la correlazione varia in corrispondenza al clima relazionale presente nelle sedute.
Conclusioni: I risultati permettono di sviluppare quanto suggerito dalle ricerche dell’Infant Research, evidenziando che la sintonizzazione degli aspetti non verbali potrebbe avere un ruolo importante nella creazione di un clima empatico
Analisi degli aspetti paraverbali in una psicoterapia dinamica breve: il metodo dell'Attività Referenziale e l'analisi della Speech Rate
Obiettivi: Scopo del lavoro è di analizzare i microprocessi in una psicoterapia dinamica breve avvalendosi sia della rilevazione dell’Attività Referenziale proposta da Wilma Bucci, che di una metodologia che consente l’analisi degli aspetti paraverbali. L’ipotesi sottostante è che a variazioni dei valori dell’Attività Referenziale corrisponda una variazione negli indici paraverbali.
Metodi: In questa ricerca è stata analizzata una seduta di una psicoterapia dinamica breve. Per l’Attività Referenziale è stata applicata la metodologia proposta da Bucci, mentre per la rilevazione dell’indice paraverbale si è scelta la Speech Rate, analizzandola con strumenti propri della fonetica. I dati ottenuti sono stati trattati statisticamente con una correlazione di Spearman.
Risultati: Si è riscontrata una relazione inversa statisticamente significativa tra valori dell’Attività Referenziale e della subscala CONIM con la Speech Rate. Non è stata riscontrata alcuna relazione con la subscala CLASP.
Conclusioni: I risultati, oltre a validare la metodologia di rilevazione dell’Attività Referenziale proposta dalla Bucci, sembrano indicare che gli aspetti paraverbali possono assumere grande importanza nella descrizione del processo, potendo essere descrittivi di quello che in letteratura viene definito “clima relazionale”
Empirical analysis of countertransference and psychotherapeutic process development
The aim of this work is to describe a new methodology to analyze the countertransference feelings emerging during different sessions of psychodynamic psychotherapies, by operationalizing the microprocesses that refer to the construct in questio
Il copione di vita e la prospettiva intersoggettiva: analogie, integrazioni, ispirazioni cliniche
Scopo di questo lavoro è quello di integrare alcuni dei concetti e costrutti del modello analitico transazionale con alcune idee, concetti e costrutti propri dell’Approccio Intersoggettivo (di seguito prospettiva intersoggettiva o teoria dell’intersoggettività), sviluppatosi dagli anni ’80, e che ha quali principali autori di riferimento R. D. Stolorow, G.E. Atwood, B. Brandchaft e D. Orang
Analisi empirica del processo terapeutico a partire dai valori dell'Attività Referenziale e degli indici paraverbali
In questo lavoro verrà proposta una metodologia di analisi del colloquio clinico che permetta, a partire da una applicazione ed elaborazione della metodologia dell’Attività Referenziale messa a punto da Wilma Bucci, di poter rilevare la presenza di processi clinici riconducibili a costrutti ritenuti fondamentali per il buon esito della psicoterapia stessa
L'evoluzione della ricerca empirica in psicoterapia
In questo contributo al convegno “Ricerca e Clinica”, oltre a descrivere come si siano evoluti nel tempo gli obiettivi della ricerca in psicoterapia, desidero presentare il mio punto di vista sul ruolo che può assumere la ricerca empirica sia nello sviluppo degli apparati teorici di orientamento psicodinamico, che in quello degli approcci tecnici all’intervento clinico. Ritengo di interesse approfondire questo argomento in quanto è mia convinzione che spesso il legame tra i risultati ottenuti nella ricerca empirica e l’evoluzione della clinica venga spesso sottovalutato
L'uso prognostico del contratto in psicoterapia breve
Rivista italiana di Analisi Transazional
Evoluzione della tecnica nel colloquio psicodinamico. Un percorso storico
Questo testo considera, da un punto di vista storico, l’evoluzione della teoria della tecnica in ambito psicoanalitico. In questo percorso è possibile notare come idee brillanti ed innovative, lette talvolta come provocatori cambiamenti di paradigma nella concezione della relazione terapeutica, abbiano avuto bisogno di tempo, anche svariati decenni, per essere accolte e valorizzate dalla comunità scientifica. Si assiste così alla “riscoperta”, da parte di un autore successivo, di prospettive cliniche che già autori precedenti avevano individuato e teorizzato. Impossibile a questo proposito non citare Sándor Ferenczi, il cui pensiero appare, sotto diverse vesti, nelle elaborazioni di molti autori che gli sono succeduti (non solo quelli considerati in questo testo).
Le spinte che hanno portato a proporre delle modificazioni nella tecnica sono nate sia dal volerla rendere più efficace, sia dal volerla adattare ad un’utenza il più ampia possibile. In questo senso, ripercorrere i pensieri, i dubbi e le esigenze di ciascun autore può, almeno in parte, rappresentare il percorso che un clinico implicitamente mette in atto nella riflessione quotidiana che segue l’attività terapeutica.
Passando da Freud a Ferenczi, da Alexander a Kohut per arrivare a Weiss, diverse sono le prospettive che arricchiscono l’approccio clinico: dall’attenzione alla relazione, alla struttura soggettiva, alla qualità delle esperienze emotive che favoriscono il cambiamento, alle risorse ed ai piani inconsci del paziente. Sempre di più assistiamo a come l’attenzione passi da una “meccanica” applicazione di un precetto tecnico ad una visione della tecnica come inscindibile dalle esigenze, dalla storia e dalla struttura del paziente. Questo insieme di attenzioni viene, a nostro avviso, ben riassunto da Orange, Atwood e Stolorow, quando affermano: “Considerare il lavoro clinico come una tecnica è un fatto ancora pervasivo e gravemente dannoso”
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