1,354,557 research outputs found
Data on the effects of filters, storage conditions, and chlorination in fluorescence and absorbance wastewater measurements
Data presented in this data article show artifacts (bias and error) that influence fluorescence measurement of dissolved organic matter (DOM) due to samples handling and storage. Data show interferences in fluorescence measurements related to filtration of water by different filter materials, including 0.7 μm glass microfiber filter, 0.45 μm polyvinylidene fluoride (PVDF) membrane, 0.45 μm cellulose nitrate membrane, and 0.45 μm polyethersulfone (PES) syringe filter. Data show also changes of several fluorescence indexes and UV absorbance measurements of wastewater organic matter respect to time under different storage conditions. Particularly, spectroscopic data were acquired using 0.7 μm filtered and unfiltered wastewater samples stored at different temperatures (i.e, room temperature, 4 °C, −20 °C) over a testing period of 21 days. Finally, data show the effect of chlorine disinfection (doses of 0.5–8 mg/L) in fluorescence measurements accomplished in samples from two secondary wastewater effluents. Data of this article are related to the publication “M. Sgroi, E. Gagliano, F.G.A. Vagliasindi, P. Roccaro, Absorbance and EEM fluorescence of wastewater: effects of filters, storage conditions, and chlorination, Chemosphere, 243, 2020, 125292 [1]”. Raw data are available in a public repository (https://doi.org/10.17632/pf86xs7ybk.1)
Strabismo Bilaterale Convergente con Esoftalmo nel bovino - Cosa sappiamo?
The aim of this paper is to describe the most important aspects of the so called "Bilateral Convergent Strabismus with Exophthalmos (BCSE)", the most common aspect of strabismus in cattle. The disease has been known since the end of the XIX century, but no definitive conclusion has been found in respect to the pathogenesis and the etiology. BCSE may affect all major breeds and is known worldwide. It is characterised by a progressive bilateral symmetric anterior- medial rotation of the bulbi associated with a slight to severe protrusion of the eyeball (exophthalmos). The onset of the defect is around the first year of age. It usually ends up with severe visual deficit that might modify the behavior of the affected animal. Although there is few literature, defects in the lateral rectus muscle and the retractor bulbi muscle of the eye and in their appendant nerves (CN III and CN VI, respectively) were suspected to be the cause of BCSE. The presence of "red ragged fibers" in the lateral and median rectus muscles were also found in affected animals. It is common to note changes of character, probably related to insecurity resulting from visual difficulties: the affected animals become scary, move with difficulty, struggling to enter the milking stations, over-react to the routine operations that are carried out in the barn. As to the authors' knowledge, there are no useful therapies to cure or even improve the disease. The majority of the authors consider the BCSE as an inherited defect. However, the exact mode of inheritance has not been found yet. Recent studies carried out on German Brown cattle affected by BCSE showed a significant SNPs association with the disease within two candidate genes located on BTA5 (PLXNC1) and BTA18 (RDH13). Although the role of these genes could not be definitively confirmed, it is most likely that these candidate genes or nearby located structural mutations may be responsible for BCSE in German Brown cows
Universalità e analogia: metafisica e logica nel pensiero islamico
Il discorso su universalità e analogia rispetto alla ragione, nell’orizzonte storico del
pensiero islamico medievale, ha guadagnato l’esplicitazione dell’analogia ipotetica come
analogia fondamentale ed è orientato verso la discussione sul rapporto analogico tra
analogia logica ed analogia metafisica: è mediante l’analogia che la ragione estende
l’universalità del suo dominio dall’esistente al principio sia dell’essere sia del conoscere,
ma il passaggio dall’analogia logica all’analogia metafisica dell’esistente richiede la
costruzione di una teoria generale dell’universalità, che renda possibile il discorso
sull’analogia tra esistente e principio.
L’esplicitazione dell’analogia ipotetica come analogia fondamentale per via confutativa
porta alla discussione sull’analogia esistente/principio nei termini dell’analogicità data
dall’universalità, aprendo perciò non solo alla questione della predicabilità, ma più
radicalmente alla questione della divisione tra essenza ed esistenza
Logca e Metafisica. Atti del Convegno. Palermo, 27-29 marzo 2007
Questo volume raccoglie gli atti del Convegno Internazionale "Logica e metafisica" (Palermo, 27-29 marzo 2007). Il rapporto tra logica e metafisica ha chiesto ai relatori di affrontare sia dalla prospettiva logica sia da quella metafisica l'aporia del suo fondamento. I contributi pubblicati sfidano criticamente da una parte il proliferare delle logiche pronte ad invadere o giudicare il campo di riferimento e le tesi stesse della metafisica, dall'altra la vaghezza e i silenzi della metafisica, spesso sdegnosamente chiusa in se stessa.
Se già durante il convegno appariva abbastanza facile trovare risposte orientate a commemorare ap-pena un glorioso passato di relazioni ovvero a constatare secondo una comoda e consolidata tesi l’assenza di rapporti, gli interventi e i risultati hanno spinto e spingono sulla via difficile, ma certa-mente ancora non preclusa nonostante l’eccesso di parole e di silenzi che rischiano di rendere de-sueta la questione stessa, di un confronto o sinossi critica.
L’introduzione La spola e la synkrisis mira a ricordare le condizioni sufficienti per giustificare l’atto del porre in relazione logica e metafisica e, riproponendo l’immagine platonica della spola, tenta di rappresentare la funzione diacritica tra logica e metafisica. Ma la relazione, di memoria pla-tonica, tra nomoteta e dialettico non può costituire il metodo di comprensione della relazione tra logica e metafisica, dato che la laicità del pensare costringe il nomoteta, il dialettico e anche il logico a pensare la propria relazione alla metafisica.
L’aspettativa di risposte filosofiche alle questioni metafisiche da parte del profano prospetta per il logico la necessità di porre la questione della base logica della metafisica. Infatti, è rimasta implicita ancora nella filosofia contemporanea una presupposizione ultimativa che riguarda la generalizza-zione della questione ‘se la verità sia ineffabile’ e che porta alla contemporanea aporia sulla natura o essenza della logica tra linguaggio e calcolo.
Se appare necessario considerare almeno due direzioni per discutere della relazione tra logica e me-tafisica, quella storica e quella critico-teoretica, opportunamente il volume presenta alcuni loci fe-condi nella storia della logica e nella storia della metafisica che rendono possibile al lettore il tenta-tivo di una synkrisis contemporanea, in forma decisamente critica al di qua di ogni scolasticismo e chiusura specialistica, sulla fondamentale quaestio de veritate in quanto la verità è il termine medio tra logica e metafisica.
Ma il problema che riguarda la verità coinvolge ed è segno del problema dell’ineffabilità di ogni possibile semantica: logica e metafisica appaiono allora coinvolte in un rinvio reciproco in riferi-mento ad un tertium che faccia da strumento diacritico tra di esse.
Questo dimostra già il primo contributo di Gabriel Sandu, che, partendo dalla concezione universa-lista di logica e linguaggio prospettata da Frege e perseguita da Russell e Wittgenstein, propone, per superare la tesi dell’inesistenza di un metalivello per discutere delle metaproprietà dei sistemi for-mali così come dell’inesistenza di un metalinguaggio per discutere della semantica di un dato lin-guaggio, al di là dei risultati negativi del tentativo di Tarski, in continuità con Hintikka, l’introduzione di nuovi linguaggi formali più ricchi dei linguaggi quantificazionali ordinari perché riescono ad esprimere le dipendenze e indipendenze dei quantificatori, i cosiddetti IF-languages.
Il volume raccoglie, dopo l’introduzione di Giuseppe Roccaro su La spola e la synkrisis, diciotto contributi, che rappresentano prospettive e temi capaci di interpretare costruttivamente la funzione diacritica del pensare e che tematizzano dialetticamente il rapporto tra logica e metafisica nove da un punto di vista logico e altri nove da un punto di vista filosofico storico o teoretico: Truth, games and the universality of language di Gabriel Sandu; Organo o canone?Annotazioni kantiane sul rap-porto fra metafisica e logica di Giuseppe Nicolaci; Deduzione e principio: giustificazioni dimostra-tive nella logica filo-indipendente (FI) di Hintikka di Massimo Panzanella; The bike? What bike? A puzzle of intentional identity di Bjørn Jespersen; La fuorviante supremazia del logos e l’essenza conflittuale della verità secondo Heidegger di Pietro Palumbo; L’esperienza, orizzonte del logos. Una questione di origine tra Husserl e Heidegger di Anna Maria Treppiedi; Platone e la logica dell’essere. Logica e metafisica nelle interpretazioni neo-kantiane dei ‘Dialoghi’ di Andrea Le Moli; Il problema della singolarizzazione nelle descrizioni definite individuali nelle prospettive di Rus-sell e di Quine di Michele Malatesta; Il critico-trascendentale fra logica e metafisica di Grazia Tagliavia; Dinamiche: uno sguardo alla nuova fondazione logica di Giuseppe Primiero; Bartleby lo scrivano. Metafisica del nulla e logica poetica di Salvatore Lo Bue; Logica, metafisica e linguaggio di Michele Marsonet; Una concezione logico-linguistica della metafisica: R. G. Collingwood di Gianni Rigamonti; Che cosa significa logos? di Ersilia Caramuta; Teoria logica e filosofia specula-tiva della politica di Manlio Corselli; Metafisica e logica deontica. Dalla logica dell’essere alla lo-gica del dover essere di Alessandro Pizzo; Logica e metafisica: da Łukasiewicz ad Aristotele di Daniele Ardito
Aporia della contemporaneità e medievalità
Questo discorso che qui ha inizio rischia di essere accidentale e appena ornamentale nell’architettura di un gesto che accetta l’urgenza e la profondità della memoria, per semplice libertà di sentire e pensare.
Il tema del discorso è la relazione tra la contemporaneità e la medievalità. Il discorso raccoglie la necessità di attribuire la mediazione tra i due termini all’aporia e interroga in modo perentorio la filosofia quale atto storicamente determinato del pensare sulla sua origine e sul suo stesso percorso storico, esponendosi come atto di oppositio iniziale.
L'autore si rivolge a tutti quelli che furono e sono per Nunzio Incardona “scolari miei, hosàytos e non” ed egli affida in primis ad essi questa glossa quale isagoge ad ulteriori concomitanti articolazioni della quaestio sul rapporto tra medievalità e vicarietà della filosofia rispetto a se stessa.
Infatti, “filosofia comincia se è, hosàytos, allo stesso modo, controfilosofia, perché contro il suo lasciarsi generare in quel modo”.This paper that begins here is likely to be accidental and just ornamental in the architecture of a gesture that takes the urgency and depth from the memory, for a simple freedom of feeling and thinking. The subject of discussion is the relationship between contemporaneity and medievality. This speech accepts the necessity of assigning the mediation -between the two terms- to the aporia. Thus, the philosophy as a historically determined act of thinking is questioned peremptorily about its origin and its historical path, exposing itself as an act of initial oppositio. The author addresses all those who were and are for Nunzio Incardona "my pupils, hosàytos and not". Moreover, he entrusts to them in primis this gloss as an isagoge for any additional concomitant quaestio about the relationship between medievality and vicariousness of the philosophy with respect to itself. Indeed, "philosophy begins if it is, hosàytos, in the same way, controfilosofia, because it is against its act of letting generate itself in that way"
Cataldo Roccaro (1947-1998). Un classicista votato alla latinità medievale
Presentazione critica e ragionata della produzione scientifica di Cataldo Roccaro (1947-1998), docente di Letteratura Latina medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Palermo dal 1980 al 1998, anno della sua morte. In particolare, ci si sofferma sui contributi classicistici (Ennio, Plauto) e soprattutto su quelli medievistici, dalle edizioni critiche (l'«Hortulus» di Walahfrido Strabone e i «Sermones» attribuibili a Ruggero da Piazza) agli studi specifici su Alcuino di York, sulla favolistica, sulla predicazione, su Floro di Lione, su Eugenio Vulgario e così via
Il concetto di essenza nel Tafsir di Averroè a Metafisica Z4 di Aristotele. Essenza e per sé
La determinazione del concetto di essenza ha trovato nel testo di Metafisica Z l’espressione della sua aporeticità proprio attraverso l’espressione stessa del concetto: ritornare al testo aristotelico però risulta propriamente diaporein sull’aristotelismo o più esattamente sui molti aristotelismi che sulla riduzione dell’espressione aristotelica ad essenza hanno fondato la metafisica come sistema di ontologia usiologica fino all’essenzialismo più immediato.
Il riferimento critico è orientato per un verso alla significazione della formula aristotelica to ti en einai, di per sé complessa e aporetica, in quanto espressione tentativa dell’aporeticità del concetto; e per altro verso alla sua essenzializzazione ovvero alla sua riduzione semantica ad essenza, cioè alla sua riduzione concettuale o concettualizzazione per assunzione tetica.
Il to ti en einai è, infatti, storicamente dato a fondamento come la tesi del concetto di essenza: se a determinare tale tesi essenzialista abbia contribuito e in quale misura tra i molti commentari al testo aristotelico il tafsir di Averroè, questo è qui posto in discussione secondo i limiti segnati dal riferimento agli elementi fondamentalmente strutturali e concettuali di Z 4 e del relativo tafsir di A-verroè.
L’essenza per riuscire ad esprimere il “che cos’è” della cosa deve prendere in considerazione della cosa solamente il ‘per sé’ in modo assoluto: la domanda espressa da to ti en einai significa la necessità di privare il soggetto, che la cosa è rispetto alla capacità di determinazione del discorso che pone la domanda, di ogni determinazione relativamente accidentale, mantenendo solamente le determinazioni essenziali, cioè quelle immanenti all’essenza e quelle in cui è immanente l’essenza.
Alla domanda di to ti en einai corrisponde, dunque, un atto di privazione che il logos è chiamato ad esercitare nei confronti della cosa determinata logikòs: questo atto ha avuto inizio mediante la determinazione del concetto di ‘per sé’, ma sarà necessario d’ora in poi, secondo il dettato aristotelico, tentare la determinazione anche del concetto di definizione (orismòs), perché è nella definizione che il logos trova il modo di esprimere il to ti en einai di una cosa, includendone tutti gli elementi ad esclusione di quegli elementi ad esso [=to ti en einai] estrinseci
Importance of Self-built Temporary Spaces, Between Traditional and Transitory Architecture: The Saharawi Wilāyāt in the Algerian Desert
In an increasingly complex world of climate-related crises, migrations, and forced displacements, the study of spontaneous and temporary self-built settlements in harsh habitats may be of value to the architectural debate. The analysis of the Saharawi camps in the Algerian desert presented here identifies recurrent typological patterns in both domestic and common spaces. The aim of this paper is to analyze these settlements as a structural form of habitation, framing them within the discourse of traditional architecture, while recognizing aspects of ephemerality and emergency provision. The method used was a spatial classification of housing units and settlements in order to identify recurring typological patterns. Our results demonstrate the presence of such patterns and show that, even in precarious and developing situations, principles of traditional architecture apply. By encouraging these practices, we may improve the living conditions of those inhabiting temporary contexts, while also favoring practices that are more sustainable for the environment
- …
