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Quanto è bello insegnare la storia e la geografia !
Vengono presentati i risultati di uno studio volta ad esaminare le relazioni fra didattica e valutazioni di piacevolezza ed utilità della disciplina all'interno del contesto emozioni positive-apprendimento con indicazioni operative e risultati di ricerca tratti dalla letteratura internazionale
Le impronte del paesaggio sonoro: un’opportunità per la didattica della storia e della geografia
The essay aims to the outline the first thoughts flourished within an interdisciplinary research group of musicologists, musicians, historians and education experts, who are inquiring in both theoretical and practical ways to approach resonant landscapes: «The ear has to be sensitive to the marvellous world of sounds surrounding us» has been the first challenge faced by the group, starting from the first definition of “resonant landscape” by R.M. Schäfer (1977). Every landscape has its peculiar and unique sounds. They are determined by the perceptive ways, used by the individuals and the groups of people, as “resonant imprinting” able to connote a type of culture, able to contribute, together with other human expressions, to create the local identity. giving voice to these perceptions means to trigger paths of reflection and of listening education allowing to amplify a sensory channel that tends to be more and more neglected by the western culture
Per uno sguardo nuovo sul mondo
Troppo spesso nella didattica della
Geografia spazio, ambiente, territorio,
paesaggio e luogo sono utilizzati
come sinonimi. In realtà questi lemmi
nascondono una ricchezza semantica e concettuale
enorme e indicano strade didattiche
differenti che sono in grado di arricchire la pratica
disciplinare. Per delineare queste vie si
userà la metafora delle porte, aperture, vie di
accesso che conducono a percorsi che internamente
si intrecciano, ma che hanno inizio da
un preciso punto di vista:quello geografico
Martin Dodge e Rob Kitching, Mapping Cyberspace. Londra, Addison-Wesley, 2000, - XII, 260 pp., ill; 25x26 cm
L’atlante del Cyberspazio offre ai lettori nuovi territori e ai geografi nuovi spazi di scoperta. Una sfida da cogliere
La geografia vista da dentro la scuola
Il presente contributo vuol indagare sulle credenze ontologiche, epistemologiche e metodologiche, degli insegnanti, sul modo di concepire la realtà, la conoscenza nonché la pratica didattica. Far luce su queste dimensioni permette di innescare dei processi di auto-riflessione su cosa si conosce, come si conosce e, di conseguenza, come si apprende e si insegna. In questa indagine si propone uno strumento ispirato alla metodologia di lavoro della Customer Satisfaction che intende fotografare le percezioni e le aspettative degli insegnanti verso l’ambito disciplinare geografico. Il questionario è stato somministrato ad un gruppo di novantasette futuri docenti, presso la Scuola Interateneo di Specializzazione per la Formazione degli Insegnanti della Scuola Secondaria del Veneto (SSIS) e a cinquecentodiciassette docenti frequentanti il Corso Speciale di abilitazione all’insegnamento della scuola dell’infanzia
Prefazione
Nella ricerca di vie in grado di avvicinare la prassi didattica alle “novità” geografiche l’attenzione si è rivolta al piano epistemologico, metodologico ed ontologico della disciplina. In particolar modo si è ripercorso il filo rosso della ricerca geografia cercando nessi con il “cosa” vale la pena insegnare oggi, “come” è importante farlo e “perché” ovvero secondo quali finalità ed intenzionalità esercitare la pratica didattica
Lina M. Calandra, Progetto geografia. Percorsi di didattica e riflessione. Volume 1- Territorio. Trento, Edizioni Erickson, 2007, 244 pp., tabb., figg.
L’opera di L. M. Calandra è il primo di una serie di volumi, curati dal prestigioso “Centro Studi Erickson”, che propone un percorso di riflessione e alcune indicazioni didattiche al fine di rendere laboratoriale l’insegnamento della geografia in un processo di scoperta del mondo basato sul problem solving e problem finding. La geografia proposta dall’Autrice è vista come forma territoriale dell’agire sociale: la lezione di A. Turco viene infatti declinata in chiave didattica ed offre un modello per la comprensione e l’interpretazione del reale secondo le dimensioni cognitivo-simbolica, cartografica, pratico-materiale e organizzativa
Geografo per un giorno
In occasione del 25° anniversario dalla sua istituzione, il Dipartimento di Geografia dell’Università di Padova “G. Morandini” con la sezione provinciale dell’AIIG ha indetto il concorso “Geografo per un giorno”, destinato ai giovani tra i 3 e i 19 anni di tutto il territorio nazionale. L’iniziativa si proponeva di stimolare una riflessione sulla rappresentazione del territorio di appartenenza e sul ruolo della geografia oggi, offrendo la possibilità di misurarsi con gli strumenti e i metodi propri della geografia.
Ai partecipanti al concorso è stato chiesto di preparare un elaborato che contenesse una rappresentazione nuova ed originale del proprio territorio a scelta tra le seguenti modalità: a) carta o mappa (anche mentale o concettuale); b) disegno o fotografia; c) breve testo; d) prodotto multimediale. Questa poteva riguardare le caratteristiche e le dinamiche fisiche o umane del territorio, le relazioni tra esse oppure dare ampio spazio ai “discorsi sulla terra”.
Nel sito www.geogr.unipd.it sono state pubblicate delle apposite schede di approfondimento collegate ai principali ambiti di ricerca del Dipartimento con un duplice intento: servire da “stimolo” per l’elaborazione dei prodotti ed unire la dimensione della ricerca a quella più divulgativa della didattica
Martin Dodge e Rob Kitching, Atlas of Cyberspace. Londra, Addison-Wesley, 2001, - XI, 268 pp., ill; 25x26 cm
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