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    Le inefficienze della competizione fiscale: rassegna dei principali modelli teorici

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    The choice of local tax rates and local public good levels in an interregional economic system cannot be efficient when there is mobility of persons or goods. In fact each region chooses tax rates and/or local public goods taking into account only the level of its welfare and not the level of the welfare of all regions of the federation. We examine how the literature deals with this issue, looking at some interesting particular cases: tax competition on consumption goods (Mintz and Tulkens (1986); Kanbur and Keen (1993); Hamilton and Slutsky (1994); Bordignon (1995); Scharf (1999)), on factors of production (Zodrow and Mietzkowsky (1986) Wildasin (1988); Bucotvesky (1991); Wilson (1986), (1991)). We discuss the policy implications of these theoretical analyses, pointing out the empirical relevance of the fiscal relationship among regions or states in a federation (Besley, Case (1995); Besley, Griffith, Klemm (2001); Devereux, Lockwood e Redoano (2002)). We finally discuss some recent literature on the role of vertical externalities (Keen e Kotsogiannis (2002); Rizzo (2003)) and interregional transfers (Wildasin (1991); Dalbhy (1996); Bucovetsky e Smart (2002); Esteller-Moré e Solé-Ollé (2002); Kothenburgen (2002) ; Rizzo (2002)). Keywords: fiscal competition, externality, tax rate. JEL classification: H21, H23

    L'impatto della perequazione sugli effetti della competizione fiscale

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    L'obiettivo del lavoro è quello di collegare perequazione e concorrenza fiscale. Nel modello ci sono due regioni: la prima con cittadini ricchi e l'altra con cittadini poveri. I rappresentanti regionali nella Camera federale votano su un trasferimento perequativo basato sulla capacità fiscale. I pianificatori regionali scelgono le aliquote fiscali su un bene di consumo e i cittadini scelgono dove acquistare il bene di consumo. Si dimostra che l'esistenza di questo tipo di trasferimento stimola i pianificatori regionali a scegliere aliquote fiscali più elevate. L'intuizione economica di questo risultato sta nel fatto che l'esistenza di una base imponibile mobile genera una esternalità negativa fiscale su ogni pianificatore regionale. Mostriamo che il trasferimento perequativo presenta una più ampia gamma di opportunità di accordo tra i rappresentanti regionali per correggere i livelli inefficienti di aliquote fiscali rispetto a un sistema di compensazione. Infatti in equilibrio il pianificatore della regione ricca fissa un'aliquota fiscale superiore al pianificatore della regione povera. Quindi vi è un flusso di base imponibile dalla regione ricca alla povera. Un trasferimento compensativo implica che il rappresentante della regione povera accetta di ritrasferire alla regione ricca una quota della sua base imponibile migrata nella regione povera. Un trasferimento perequativo implica questo ultimo trasferimento, ma implica anche che un trasferimento legato alla differenza tra le basi imponibili pro-capite

    Quaderni DEIT

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    Working paper del Dipartimento di Economia Istituzioni e Territori

    Spesa Pubblica e modelli input-output interregionali: apetti teorici ed un'applicazione empirica

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    Nello studio si utilizza un modello input-output biregionale che consente di valutare quanto la spesa unitaria in una regione moltiplica nella regione stessa e quanta parte si diffonde nel resto d'Italia e/o del mondo. Una opportuna analisi comparata tra Calabria e Lombardia ha permesso di porre in evidenza il ruolo delle importazioni dall'estero e dei consumi collettivi nell'appianare le forti differenze strutturali tra le due regioni. L'azione dei consumi collettivi si manifesta, oltre che attraverso la diversa composizione settoriale, principalmente per le forti differenza tra Calabria e Lombardia nei consumi da reddito pubblico imputabili alle diverse propensioni al consumo ed aliquote di imposta

    Local government responsiveness to federal transfers: theory and evidence

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    Federal transfers can depend on local fiscal capacity which is measured by local tax bases. The aim of this paper is to understand to what extent and how these transfers affect local tax decisions. We develop a model with two provinces producing one mobile good. The good is taxed according to the destination principle. Final consumers decide to buy the good from the province where it is cheaper. The two provinces engage in tax competition. The introduction of scale economies into the shopping technology generates nonlinear tax reaction functions which make it possible to test the effect of a transfer equalizing local tax bases on tax competition in two complementary tax regimes. Used for this purpose are cigarette and gasoline tax data from Canada. In the case of cigarette tax, it is found that nonlinearity in tax competition is almost entirely offset when equalization holds: tax competition in the two tax regimes become closer. The shopping technology for gasoline gives less scope for scale economies, so that equalization does not affect reaction functions

    Interaction between federal taxation and horizontal tax competition: theory and evidence from Canada

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    The aim of this paper is to determine to what extent and how federal taxes affect local tax decisions. Testing the impact of an increase in the federal tax on horizontal tax competition with Canada-US data for 1984–1994, it finds evidence that an increase in federal tax makes horizontal tax reactions weaker. This is because an increase in federal tax raises the cost, in terms of utility of income, of a unit increase in the province’s tax rate. On the methodological side, it is possible to estimate the impact of the federal tax on the fiscal policy of the province without neglecting control for year effects, which cannot be used in the empirical literature because they are perfectly collinear with the federal tax

    Introduzione

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    L’avvio della fase di consolidamento fiscale iniziata nel maggio 2010 come conseguenza dello scoppio della crisi dei debiti sovrani nell’Eurozona ha riacceso i riflettori del dibattito politico-economico sugli aggregati di finanza pubblica sui quali l’Italia ha assunto obblighi normativi. I lavori presentati in questo numero sono di rilevante importanza nel dibattito attualmente in corso in Italia sulla ridefinizione dei compiti da assegnare agli enti del territorio. In particolare si pone l’attenzione su come le leggi che prevedono ed incentivano la gestione delle funzioni di spesa in forma associata siano molto importanti per un’opportuna riallocazione delle funzioni comunali e provinciali. Queste, se ben attuate, possono creare spazi per risparmi di spesa dovuti sia alla riorganizzazione gestionale, sia all’applicazione di appropriate misure dei fabbisogni standard nella quantificazione dei trasferimenti verticali

    Dal patto di stabilità all'attuazione del pareggio di bilancio per i governi locali: criticità e possibili soluzioni

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    L’Italia ha introdotto il pareggio di bilancio agli enti locali declinato nelle leggi di stabilità del 2015 e 2016 che ha fortemente penalizzato gli investimenti locali: proponiamo l’istituzione un mercato dei diritti ad indebitarsi, in cui all’interno della stessa regione un comune in surplus potrebbe vendere i propri spazi finanziari ad un altro comune. La legge 243/2012 prevede un fondo straordinario destinato a finanziare i livelli essenziali delle funzioni fondamentali nelle fasi avverse del ciclo e di uno speculare fondo ammortamenti titoli di stato. Proponiamo una regola che determini l’entità aggregata e il successivo riparto dei due fondi, facendo ricorso alla nozione di entrate standard e di output effettivo e potenziale. La contabilità utilizzata per il calcolo del saldo strutturale della PA è di tipo economico, mentre i saldi degli enti locali sono di tipo finanziario: mostriamo come l’introduzione di una contabilità euro-compatibile, molto vicina a quella economica, determina rilevanti variazioni nei saldi degli enti locali
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