850 research outputs found

    Musica per l’inclusione scolastica. Suoni per l’inclusione: partiamo?

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    In questo articolo Giuseppe Massimo RIzzo, insegnante di sostegno e dottore di ricerca in etnomusicologia, descrivendo le modalità didattiche utilizzate per sbloccare una situazione educativa molto problematica, riflette sul valore aggiunto che i suoi studi gli hanno fornito nella costruzione del PEI di un alunno con Paralisi Cerebrale Infantile con gravi disturbi motori, cognitivi e della comunicazione che a causa di una commistione di problematiche psicologiche e fisiologiche, come la scialorrea, viveva enormi difficoltà relazionali con il personale della scuola e con i compagni

    Musica per l’inclusione scolastica. Giammarco Bau e gli Atropidi Sgattaiolati

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    Per Daniele Schimmenti, percussionista, animatore musicale, formatore e insegnante di sostegno nella scuola primaria, l’incontro tra le attività di sostegno e la musica è avvenuto nel 1996 quando, durante un momento di gioco, inventò in maniera estemporanea la canzoncina “Giammarco Bau”, dedicandola ad un alunno che in quel momento stava camminando a quattro zampe. Questo evento ha segnato l’inizio di un percorso professionale di qualità che ha coinvolto altri colleghi diffondendo nella sua scuola l’uso della musica per l’inclusione

    Gli alunni con DSA nella scuola italiana dell’inclusione

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    Nel saggio si affronta come e in che senso le tante diversità presenti a scuola possono diventare una risorsa chiarendo il significato dell’inclusione scolastica ed inquadrandola nella cultura e nel sistema dei diritti umani, nella visione positiva delle differenze, nella prospettiva dell’Index for Inclusion e dell’International Classification of Functionig, Disability and Health e ritenendola, infine, uno sfondo utile per leggere e affrontare le criticità vissute oggi nelle classi italiane anche alla luce del concetto di Bisogno Educativo Speciale (BES). Su come realizzare l'inclusione, infatti, quotidianamente tutti gli insegnanti riflettono e si interrogano, in quanto quando si parla di come realizzare l'inclusione ci sono state risposte diverse e a volte contradittorie. Alle domande di complessità presentate dalla scuola, la prospettiva culturale, la storia pedagogico-didattica e il corredo normativo di cui la scuola italiana è dotata hanno offerto nel tempo indicazioni, rotte da perseguire e dispositivi didattici che, dove applicati, hanno permesso di rendere adeguata e di qualità l’offerta formativa autonoma. Ma le ultime ricerche sulla qualità della nostra scuola, insieme alle voci dei tanti insegnanti condivise in questi anni, ci raccontano di un gap che intercorre tra i principi teorico-normativi di una scuola per tutti e per ciascuno, una scuola finalizzata alla promozione dell’uomo e del cittadino e la situazione reale di difficoltà nell’attuare, esercitando pienamente l’autonomia didattica e organizzativa conferita alle singole scuole , processi che rispondano ai bisogni formativi e orientativi di ogni alunno

    Modelli formativi di didattica musicale per i DSA coerenti con la prospettiva inclusiva

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    Il saggio descrive alla luce delle letteratura scientifica il ruolo della didattica musicale di qualità nel curricolo inclusivo per la costruzione di un contesto di “speciale normalità”. Per la prima volta, il contributo descrive nel dettaglio e pone in relazione il potenziale compensativo della musica con la sua possibilità di attivare processi creativi mirati alla strutturazione e alla ristrutturazione del “funzionamento” degli alunni (OMS 2001, 2007). A tal fine vengono anche indicate una serie di attività musicali da proporre nella prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) e nel trattamento didattico dei DSA impiegando una metodologia laboratoriale e un atteggiamento ludico-animativo.Ogni questione è affrontata nello questo scenario complesso nonché in continuo divenire tipico della scuola italiana inclusiva, in cui deve inserirsi anche ogni discorso e ogni considerazione sulla didattica della musica per gli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA). Gli insegnanti di musica che si rapportano con le tante diversità presenti in classe, sono infatti costantemente interessati a orientare la loro riflessione pedagogico-didattica sia alla comprensione delle questioni educative che emergono con forza dai diversi aspetti del nostro tempo, sia alla condivisione di modelli formativi in grado di render conto del «dilemma della differenza» e della multidimensionalità di ogni soggetto

    La musica nel trattamento didattico degli alunni con DSA nella scuola primaria

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    A partire dalle più accreditate metodologie di didattica musicale, e in particolare la didattica proposta da Delalande,l'autrice elabora e descrive una serie di giochi da proporre in un laboratorio rivolta alla scuola primaria. Tali attività vengono considerate uno strumento compensativo delle difficoltà percettive, ritmiche, di orientamento spazio-temporale e di esecuzione motoria tipiche degli alunni con DSA. Le attività prevedono l’utilizzo della voce, il movimento sincronizzato con la musica, la lettura di spartiti non convenzionali e la danza collettiva. Per realizzare l’osservazione sistematica si presenta una check-list costruita a partire dal modello e dalle categorie dell’International Classification of Functionig, Disability and Health nella versione per bambini e adolescenti, ICF-CY (OMS 2007)

    Migliorare le relazioni tra compagni: l’efficacia del laboratorio musicale per l’inclusione degli allievi con disabilità nella scuola secondaria di I grado

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    Il laboratorio musicale (Branchesi, 2006) è considerato un dispositivo in grado di rendere l’organizzazione didatti-ca del curricolo (Chiappetta Cajola, Domenici, 2005) innovativa e soprattutto “competente” rispetto all’inclusione di tutte le diversità (Chiappetta Cajola, Rizzo, 2016). Nell’ambito dell’educazione inclusiva (OECD, 2012; Unesco, 2005, 2009; D.lgs. 66/2017), infatti, la scelta del-la musica si pone quale risorsa di crescita e di sviluppo cognitivo, motorio, linguistico ed emotivo per tutti gli al-lievi all’interno di un sistema di relazioni positive, proattive e di elevata qualità (Unesco-Kaces, 2010; MIUR, 2012a; Legge 107/2015; D.lgs. 60/2017

    Prefazione

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    Musica per l’inclusione scolastica: Together is possible

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    Grazie alla scelta di una modalità narrativa che propone un modello articolato di lettura dei fenomeni intercorsi nella propria vita professionale, entriamo nel mondo ricco di entusiasmo di Marina Penzo un’insegnante che ha saputo impiegare la sua formazione musicale all’interno delle attività di sostegno ricavandone nuove strategie didattiche ed anche entusiasmo, senso di benessere e incremento della propria competenza professionale

    La formazione degli insegnanti: problemi, prospettive e proposte per una scuola di qualità e aperta a tutti e tutte. Atti Junior conference

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    I due volumi raccolgono gli Atti delle sessioni parallele e delle sessioni Junior del Convegno Nazionale SIPED dal titolo La formazione degli insegnanti. Problemi, prospettive e proposte per una scuola di qualità aperta a tutti e tutte che si è svolto online dal 27 al 29 gennaio 2022 ed è stato organizzato con l'apporto del Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi Roma Tre. I due volumi riflettono una ricchezza e una vivacità importanti sia da un punto di vista quantitativo, per la numerosità dei contributi, sia qualitativo per l'originalità e la diversità di prospettive con cui è stata affrontata una tematica così urgente nel dibattito politico-pedagogico contemporaneo. È il segno della vitalità di una comunità accademica che ogni giorno s'impegna per promuovere e assicurare una formazione degli insegnanti di qualità innervata da valori quali la giustizia, l'uguaglianza, la libertà per una scuola autenticamente democratica e inclusiva
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