6,100 research outputs found
Rizza R. (2017), Le politiche del lavoro di fronte ai nuovi rischi sociali: una rassegna
In post-industrial economies social risks have changed. If the main risks in the industrial period were linked to the loss of a secure job and to the period of inactivity (retirement), social risks are currently related to the difficulty of stabilizing work careers and income, and to the impediments concerning the reconciliation of work with caring activities. Nonetheless, the difficulties in the stabilization of work careers produces long-term effects both in terms of income protection during the repeated phases of unemployment, and in relation to economic security at the time of retirement. Fragmented careers impose investments in training and in human capital as well. Nowadays, new and old risks overlap just when job insecurity, income instability, increasing fragility of family support are intertwined, requiring welfare systems both traditional and innovative protection capabilities. Thus, rapid obsolescence of skills; career instability in the entry phases; income protection due to job loss; promotion of activation; difficulties in reconciling work and family life, are proposing new challenges to labor market policies
Rizza R., Maestripieri L., Giovani al lavoro i numeri della crisi, Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
La crisi economica e finanziaria che dalla fine del 2008 affligge l’Italia ha avuto pesanti ricadute sull’accesso dei giovani al mercato del lavoro. Tuttavia, se si osserva l’andamento del tasso di disoccupazione negli ultimi due decenni disaggregato per classe di età, si può rilevare come la penalizzazione della forza lavoro giovanile costituisca da tempo una caratteristica strutturale del mercato del lavoro italiano. Negli ultimi due decenni infatti, il tasso di disoccupazione giovanile (convenzionalmente misurato con riferimento ai giovani di 15-24 anni) e quello dei giovani-adulti (25-34 anni) sono sempre stati superiori alla media nazionale di alcuni punti percentuali, confermandosi peraltro anche molto più sensibili all’andamento del ciclo economico rispetto ai tassi della popolazione adulta . Nella seconda parte il volume si sofferma sulla condizione giovanile e la sfida della social investment strategy
Diffusione e caratteristiche del welfare aziendale nelle piccole e medie imprese dell'Emilia Romagna
Oggetto del capitolo è la sintesi dei principali risultati di una ricerca sviluppata in Emilia Romagna che ha coinvolto 756 aziende di diversa grandezza in termini di dipendenti e fatturato. Obiettivo dell’indagine era monitorare la diffusione di misure di welfare aziendale sul territorio e i fattori che ne favoriscono l’attivazione.
Al crescere delle dimensioni delle imprese aumentano le misure di welfare attivate, con diversa collocazione geografica in regione: nelle province di Rimini, Piacenza, Parma e Ferrara circa l’85% delle imprese contattate ha attivato una qualche misura di welfare, contro il 37% delle imprese attive in provincia di Reggio Emilia. Secondo le imprese le misure di welfare sono attivate principalmente per migliorare il clima aziendale, e ritengono che tale aspettativa sia in effetti raggiunta. Un focus specifico ha riguardato le misure di conciliazione vita-lavoro, quali il telelavoro, il job sharing, la flessibilità di orario e il part-time verticale e orizzontale, congedi e permessi extra, soluzioni di smart working o lavoro agile, la banca delle ore, sul fronte flessibilità lavorativa. Sul fronte beni e servizi, invece, è stata indagata la presenza di asili nido aziendali o interaziendali, rimborsi di spese scolastiche, borse di studio, centri educativi e dopo scuola, campus estivi, servizi in azienda per il disbrigo di incombenze quotidiane, consulenze pediatriche e pedagogiche, convenzioni con fornitori di servizi. L’ultima macroarea oggetto di indagine ha riguardato i dispositivi attivati in favore delle non autosufficienza: rimborsi spese relative ad anziani a carico, convenzioni con centri residenziali diurni, consulenza e orientamento polizze assicurative per i dipendenti.
In questa area le misure attivate sono poche, il 67% delle aziende non ne attiva nessuna. Il primato positivo resta a Piacenza, Parma e Rimini. Sono principalmente le misure di flessibilità ad essere adottate e non in modo universalistico verso tutti i dipendenti: a Parma e Piacenza, infatti, esse sono dirette per lo più agli impiegati. Non così a Rimini, dove sono coinvolti tutti i dipendenti. Quando ci si chieda se cambi qualcosa a livello territoriale non considerando le misure di flessibilità oraria, si osserva che in effetti anche sotto questo aspetto è Rimini la provincia in cui è più probabile che vengano attivate misure di conciliazione anche di altro tipo.
Inoltre, se tenendo conto di flessibilità e part-time, il numero di dipendenti non conta sulla probabilità di adottare misure di conciliazione, un effetto considerevole invece è esercitato dal numero di donne impiegate in azienda. Ciò porta a concludere che le misure orientate a una gestione flessibile degli orari lavorativi siano fortemente influenzate dalla presenza femminile, e che, invece, tutte le altre misure di conciliazione siano, piuttosto, legate alle dimensioni aziendali in termini di numero di dipendenti. In definitiva, il mancato pieno sviluppo del welfare aziendale nelle piccole e medie imprese documentato nella ricerca evidenzia un terreno ancora relativamente vergine che potrebbe – se opportunamente supportato – costituire un banco di prova e di sviluppo di pratiche innovative
Gendering The Political Economy of Labour Market Policies
This book is a re-interpretation of labour market policy models from a gender perspective, providing an analysis of within-gender inequality and how these policies affect inequality.
It sheds light on the internal and external challenges confronting different gendered political economies, with distinct constellations of adjustment problems and reform agendas to incorporate women into the labour market. As such, the book shows how female political mobilization can influence labour market policy-making process.
The target audience of this book is made by researchers and postgraduate students in the disciplines of sociology, gender studies, political science, political economy, and practitioners working in the fields of welfare policies and gender labour market services
Le politiche per i giovani
La deistituzionalizzazione dei corsi di vita, che ha avuto un impatto
molto forte sulla condizione giovanile, ha introdotto elementi di discontinuità
rispetto a un passato anche recente. Al giorno d’oggi non è improbabile che
studio e attività lavorativa si intreccino, che la nascita di un figlio preceda il
matrimonio, oppure che l’uscita da casa sia interrotta da un nuovo rientro
nella famiglia di origine. Si estende l’intervallo tra la fine degli studi e la formazione di una famiglia, l’inserimento stabile nel mondo del lavoro si fa più
incerto e intervallato da microesperienze spesso incoerenti rispetto al percorso
seguito durante i cicli dell’istruzione. L'articolo descrive la varietà delle politiche in favore dei giovani in Italia con riferimento anche alle ultime tendenze
Tempi moderni. Il welfare nelle aziende in Italia
La recensione di sofferma sul volume di E. Pavolini, U. Ascoli e M.L. Mirabile (a cura di), Tempi moderni. Il welfare nelle aziende in Italia, Bologna, Il Mulino
Young adult occupational transition regimes in Europe: does gender matter?
Purpose
The purpose of this paper is to achieve a greater understanding of the transitions young adults experience into and out of the labour market and the influence that gender and married/cohabiting status have on employment careers.
Design/methodology/approach
The paper focuses on young adults (25-34 years old) in four European countries – Italy, the Netherlands, the UK and Norway – that are representative of different youth transition regimes. Using longitudinal data from EU-SILC survey (for the years 2006-2012) and event history analysis, the authors investigate the effect of the particular set of institutional features of each country, the effect of the cohort of entry and the effect of gender differences in determining transitions across labour market status.
Findings
Findings show that the filter exercised by the national institutions has a selective impact on the careers of young adults, with some institutional contexts more protective than others. In this respect, the condition of inactivity emerges as an interesting finding: on one side, it mainly involves women in a partnership, on the other side it is more common in protective youth regimes, suggesting that it may be a chosen rather than suffered condition.
Originality/value
The paper contributes to existing literature by: focusing on a specific category, young adults from 25 to 34 years old, which is increasingly recognised as a critical stage in the life course though it receives less attention than its younger counterpart (15-24); integrating the importance of family dynamics on work careers by analysing the different effects played by married/cohabiting status for men and women
Welfare all'emiliana (il lavoro)
L'articolo sintetizza gli aspetti salienti del modello di politiche del lavoro in Emilia-Romagna, sottolineandone virtù e limiti. Conclude evidenziando le sfide emergenti
Politiche per il lavoro e diseguaglianze di genere
L’insieme dei programmi e dei fondi individuati nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha avuto almeno un merito: sollevare una discussione, non limitata al ristretto circuito degli esperti, sulle politiche
del lavoro. Questo confronto, tuttavia, si è limitato ad affermazioni generiche che non permettono di mettere a fuoco quali specifici interventi di politica del lavoro potrebbero sortire effetti benefici. Vi è infatti un ampio consenso sul fatto che le politiche del lavoro, a seconda di come sono impostate, possono raggiungere risultati molto diversi e avvantaggiare in maniera difforme i diversi soggetti che ne beneficiano. L'analisi proposta approfondisce i divari di genere nel mercato del lavoro italiano ed esamina quali interventi nell'ambito delle politiche attive del lavoro potrebbero offrire opportunità per la riduzione delle diseguaglianze di genere
Gli ammortizzatori sociali nel Jobs Act
The Renzi government recently introduced a reform of unemployment compensation benefits. The relevant legislation includes three main measures. The first measure is aimed at employees who have been laid off, the second one addresses sub-contractors, and the third one introduces a means tested income support for long-term unemployed workers. The first two measures (the NASpI and the DIS-COLL) are aimed at limiting some of the negative effects resulting from the Italian labour market regime and its entrenched distortions in risk protection, whilst the third one (the ASDI) introduces a public assistance safety net that was hitherto missing in the Italian welfare model
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