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Ecomusei e turismo
Con il disegno di legge quadro presentato alla
Camera dei Deputati nell’ottobre 2009 e la volontà
di istituire una commissione per lo sviluppo degli
ecomusei presso il Ministero del Turismo, si è
aperta una fase di dibattito sul rapporto tra sistemi
ecomuseali e promozione turistica del territorio. Un
turismo certamente non di massa, ma rispettoso
del patrimonio culturale che gli ecomusei, per la
loro natura partecipativa e l’attenzione alla
valorizzazione diffusa del paesaggio e dell’identità
locale, possono adeguatamente supportare.
Il turismo, in questa sua accezione di scambio
culturale, rappresenta una leva di sviluppo locale,
in grado di favorire l’attivazione di risorse nella
gestione del territorio e generare nuove economie
nelle quali sia forte il dato culturale, di cui
l’ecomuseo rappresenta una innovata potenzialità.
In quest’ottica l’indotto economico non è il solo
valore aggiunto dell’integrazione tra ecomusei e
turismo, ma lo è anche la costruzione di relazioni,
culturali e socio-economiche, con soggetti anche
esterni al sistema locale, che consente di superare
il rischio implicito di autoreferenzialità e chiusura
Ecomusei: reti per la valorizzazione del patrimonio culturale. Un progetto per lo sviluppo del territorio mantovano
Ecomusei del Mediterraneo: laboratori di ricerca e sviluppo locale / Ecomuseums of the Mediterranean: research laboratories and local development
Il progetto della residenza sociale
L’abitazione popolare è stata al centro della rivoluzione industriale del XX secolo, segnata da una crescita senza precedenti e dall’emergere dei diritti di una nuova classe sociale. L’architettura dell’abitazione popolare, che nelle sue forme e tecnologie si è rappresentata nelle moderne tipologie dell’alloggio e del quartiere popolare espressione della società di massa, riveste ancora oggi un ruolo centrale nella trasformazione della metropoli, ed è tuttora il principale terreno di confronto per il soddisfacimento di un bisogno in continua evoluzione che racchiude una domanda articolata e complessa. Casa popolare, edilizia economica, social housing segnano l’evoluzione di questa specifica storia dell’architettura moderna, nelle sue varie fasi e cicli - politici, economici, edilizi - con diverse risposte, sviluppi, involuzioni e crisi. Il progetto della residenza sociale ne ripercorre le vicende con riferimento al contesto italiano dal secondo dopoguerra a oggi, attraverso una raccolta di ricerche e scritti di Fabrizio Schiaffonati, sviluppati in diversi momenti e occasioni.
Due sono i temi ripetutamente richiamati e sottolineati nel testo al centro oggi delle politiche comunitarie e nazionali. Da un lato la qualità del progetto di architettura alle diverse scale è condizione indispensabile di un’offerta abitativa alternativa a una convivenza anonima e massificata rappresentata nell’edilizia e nei quartieri delle periferie. D’altro lato, muovendo dall’analisi critica dello stato di fatto e dai limiti delle azioni di governo, si riafferma la necessità di politiche e programmi organici da parte delle istituzioni del territorio e del settore edilizio, come condizione indispensabile per una nuova e diversa offerta di un bene primario, mediante piani e progetti in grado di dare risposta alle pressanti trasformazioni sociali ed economiche.
Nel complesso Il progetto della residenza sociale ripercorre le tappe principali che hanno portato alla formazione del patrimonio residenziale pubblico, rivolgendo uno sguardo attento alle modifiche intercorse al contesto socio-economico e alla domanda, con le conseguenti trasformazioni anche degli strumenti di intervento e quindi dell’offerta. Si sofferma poi sulla nascita e lo sviluppo della partecipazione sociale e sulle conseguenze del processo di regionalizzazione e quindi di decentramento amministrativo, fino a portare alcune riflessioni sulle relazioni tra mercato immobiliare, politiche per la casa e sviluppo urbano, in particolare rispetto al tema della riqualifi-cazione e del recupero delle aree dismesse.
Il testo si colloca in una linea di ricerca consolidata all’interno dell’Area tecnologica, assumendo una prospettiva critica fondata sulla centralità dei fattori strutturali che determinano le diverse fasi del processo edilizio - programmazione, progettazione, produzione, gestione -, restituendo delle sezioni significative dei caratteri e della trasformazione dell’edilizia sociale nel contesto italiano. Con apporti che focalizzano quindi il ruolo dei diversi attori del progetto -committenti, progettisti, imprese, utenti -, entro un quadro normativo in continua evoluzione.
Tale contributo offre pertanto una chiave di lettura originale e fortemente attualizzata, funzionale anche allo sviluppo di nuove politiche abitative e strumenti per dare risposte efficaci alla domanda sociale
L’avvocatura nella trattatistica del tardo diritto comune (secc. XVI-XVIII): profili deontologici.
missin
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